Area Riservata





per_associarsi


twitter_tasto_seguiAAC

Home
Stampa E-mail

Intervento dell'Avv. Marco Rossignoli, presidente AER e coordinatore delegato del Coordinamento AER - ANTI - CORALLO in apertura del Convegno presso la Residenza di Ripetta di Roma del 10 marzo 1999 sul tema : "Decreto Legge 15/99: non solo pay-tv"

INTERVENTO DELL'AVV. MARCO ROSSIGNOLI, PRESIDENTE AER E  COORDINATORE DELEGATO DEL COORDINAMENTO AER - ANTI - CORALLO IN APERTURA DEL CONVEGNO PRESSO LA RESIDENZA DI RPETTA DI ROMA DEL 10 MARZO 1999 SUL TEMA: "DECRETO LEGGE 15/99: NON SOLO PAY-TV".

IL COORDINAMENTO AER-ANTI-CORALLO HA ORGANIZZATO IL CONVEGNO "DECRETO LEGGE 15/99": NON SOLO PAY-TV" PER:

  • PRESENTARE ALCUNE PROPOSTE DI MODIFICA AL DL 15/99

Come è noto il Senato mercoledì 3 marzo u.s. ha licenziato il testo del Decreto legge con alcune modifiche (alcune delle quali proposte dal Coordinamento come la proroga al 2001 per il rilascio delle concessioni radiofoniche; il divieto per le emittenti locali di utilizzare marchi, denominazioni e testate delle emittenti nazionali; la possibilità per comuni, comunità montane e altri enti locali nel cui territorio non sono ricevibili determinati segnali radiofonici di installare ripetitori per ricevere tali segnali, come già avviene per il settore televisivo) ed ora il provvedimento è all’esame della Camera.
Il Coordinamento AER-ANTI-CORALLO insiste affinchè in questa sede vengano approvati ulteriori emendamenti con successivo riesame del DL da parte del Senato per l’approvazione definitiva entro il 31 marzo, p.v.. Nella cartellina distribuita ai partecipanti al Convegno è contenuto anche il testo delle suddette proposte di emendamenti.
Gli stessi fanno riferimento in particolare:
- all’esigenza di permettere la conoscenza preventiva da parte di coloro che presenteranno domanda di concessione per la radiodiffusione televisiva in ambito locale oltre che del numero delle emittenti locali che potranno operare (come già previsto dal DL) anche della relativa estensione territoriale. E’ evidente infatti che una determinata impresa potrebbe essere interessata a presentare domanda di concessione solo laddove sia possibile operare in un determinato ambito;
- all’esigenza di stabilire criteri precisi per il completamento del piano di assegnazione delle frequenze televisive (cosiddetta pianificazione di II livello) che dovrà avvenire (in base al DL) entro il 30 giugno p.v.. E’ infatti necessario che vengano garantiti in questa sede adeguati spazi per l’emittenza locale al fine di porre rimedio alla drastica riduzione di tali spazi operata dalla pianificazione di I livello;
- all’esigenza di prevedere una ampia consultazione dell’emittenza locale in sede di pianificazione di secondo livello;
- all’esigenza di evitare un ridimensionamento del numero dei soggetti operanti prevedendo che in sede di primo rilascio delle nuove concessioni per la radiodiffusione televisiva in ambito locale, le stesse possano essere rilasciate esclusivamente ai soggetti legittimamente operanti alla data del 31 gennaio 1999 (data di entrata in vigore del DL 15/99);
- all’esigenza di completare entro il 31 maggio 1999 il procedimento di assegnazione delle frequenze televisive disponibili, assegnando tali frequenze alle imprese televisive locali, come già è avvenuto per le emittenti nazionali. E’ infatti inaccettabile che il procedimento di assegnazione di tali frequenze (previsto dall’art. 3, commi 8 e 11 della legge 249/97) si sia bloccato dopo che è avvenuta l’assegnazione di quelle riservate alle emittenti nazionali;
- che il canone concessorio annuo venga definito (sia per le imprese radiofoniche che per quelle televisive) nella misura del’1% del fatturato con un limite di lire 15 milioni per le imprese radiofoniche e di lire 20 milioni per le imprese televisive;
- che l’emittenza locale venga esclusa dall’ambito di applicazione della normativa sulla cosiddetta "par condicio". E’ infatti inaccettabile che da una parte si impongano all’emittenza locale obblighi informativi e dall’altra parte si impedisca alla stessa di curare informazione su problematiche politiche nei periodi antecedenti le consultazioni elettorali. Tale richiesta viene formulata da tempo dal Coordinamento AER-ANTI-CORALLO che sta anche valutando, qualora non vengano accolte le proposte oggi formulate, di promuovere un referendum abrogativo.

  • ESPRIMERE LA PROTESTA DELLE EMITTENTI RELATIVAMENTE AL PIANO DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE PER LA RADIODIFFUSIONE TELEVISIVA E AL REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE NUOVE CONCESSIONI, NONCHE’ PRESENTARE UNA SERIE DI PROPOSTE PER GARANTIRE ALL’EMITTENZA TELEVISIVA E RADIOFONICA LOCALE SPAZI ADEGUATI IN SEDE DI ULTERIORI ATTI DI PIANIFICAZIONE E DI RILASCIO DELLE NUOVE CONCESSIONI

Il Coordinamento protesta contro il piano delle frequenze di cui alla delibera 68/98 dell’Autorità in quanto tale piano prevede 2922 impianti per le TV locali contro gli 8176 impianti attualmente eserciti in base alle concessioni rilasciate ai sensi della legge 422/93.
Il piano ha dunque previsto per le TV locali 5254 impianti in meno rispetto a quelli attualmente in concessione (8.176 – 2.922 = 5.254).
Tale riduzione è pari al 280% circa degli attuali spazi a disposizione delle TV locali ed è quindi contraria ad ogni logica di pluralismo.
Il piano delle frequenze deve essere esclusivamente uno strumento tecnico per l’uso corretto dell’etere e non uno strumento politico per sottrarre spazi alla emittenza locale.
Se fossero state accolte le proposte del Coordinamento di procedere alla pianificazione attraverso la compatibilizzazione, ottimizzazione e razionalizzazione dell’esistente, sarebbero stati sicuramente previsti spazi molto più ampi per le TV locali.
L’applicazione del piano (per trasmissioni analogiche) si appalesa peraltro inopportuna in considerazione dell’imminente avvento del digitale.
Il Coordinamento protesta inoltre contro la assoluta mancanza di semplificazione relativamente alle disposizioni per le TV locali contenute nel regolamento per il rilascio delle nuove concessioni televisive, e ciò in contrasto con le previsioni di cui all’art. 3 della legge 249/97.
Il Coordinamento chiede inoltre che il piano delle frequenze radiofoniche (il cui termine di emanazione è stato differito al 30/11/2000) venga elaborato cercando di evitare che si ripetano tutte le problematiche negative per l’emittenza locale emerse in sede di pianificazione televisiva.

  • PRESENTARE LE PROPOSTE PER UNA RIFORMA ORGANICA DEL SETTORE

Il Coordinamento avrebbe preferito che le norme di riforma del settore fossero contenute nel DL 15/99 come originariamente anche il Governo aveva ipotizzato.
Allo stato attuale, considerato anche l’ordine del giorno approvato dal Senato con il quale si auspica l’approvazione del Disegno di legge 1138 prima del rilascio delle nuove concessioni, il Coordinamento chiede che venga immediatamente rivitalizzato il dibattito parlamentare sul citato Disegno di legge al fine di giungere all’approvazione definitiva nell’arco di alcuni mesi. La parte relativa all’emittenza locale contenuta in tale disegno di legge è un buon punto di partenza in quanto introduce le licenze in luogo delle concessioni, e prevede tipologie di emittenza e relativi requisiti più coerenti con la realtà del settore.

  • PRESENTARE LE PROPOSTE PER IL REGOLAMENTO CHE IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI DEVE EMANARE PER GLI INCENTIVI A SOSTEGNO DELLE TV LOCALI PREVISTI DALL’ART. 45, COMMA 3 DELLA LEGGE 448/98

Come è noto l’art. 45, comma 3 del collegato alla finanziaria 1999 prevede incentivi a sostegno delle TV locali con riferimento anche all’adeguamento degli impianti al piano di assegnazione delle frequenze televisive.
Al riguardo occorre evidenziare che gli incentivi previsti dalla citata norma non sono misure destinate ad un generico intervento a favore del settore, bensì ad un intervento per lo più mirato a favorire, come si è detto, l’adeguamento degli impianti al piano delle frequenze.
Per tale motivo si ritiene che il regolamento non debba prevedere interventi basati su graduatorie che facciano riferimento a indici di ascolto e fatturati.
Infatti se l’obiettivo è quello di favorire investimenti finalizzati ad adeguare gli impianti delle emittenti con quanto previsto dal piano, è evidente che devono essere favoriti tutti gli investimenti operati in tale direzione. Diversamente favorire investimenti solo da parte di pochissime imprese significherebbe vanificare la portata della norma e mancare completamente il principale obiettivo degli incentivi.
E’ necessario inoltre che il regolamento preveda un criterio di suddivisione delle somme erogate (e la relativa misura) tra gli aventi titolo (es. contributi per un massimo del 60% delle spese sostenute con un limite massimo dello 0,5% pro-capite dello stanziamento complessivo).
Si chiede pertanto che il Ministero delle Comunicazioni tenga conto dell’ordine del giorno sulla problematica approvato dal Senato e che apra al più presto un tavolo di discussione con le associazioni di categoria in ordine a detto Regolamento.

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui..

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.