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Relazione dell'avv. Marco Rossignoli, presidente AERANTI e coordinatore AERANTI-CORALLO al convegno "Riforma del settore radiotelevisivo: l'emittenza locale deve esserne protagonista" organizzato da AERANTI-CORALLO a Roma il 25 settembre 2002 presso la sede Confcommercio


Relazione dell'avv. Marco Rossignoli, presidente AERANTI e coordinatore AERANTI-CORALLO al convegno "Riforma del settore radiotelevisivo: l'emittenza locale deve esserne protagonista" organizzato da AERANTI-CORALLO a Roma il 25 settembre 2002 presso la sede Confcommercio


Il Convegno Nazionale di settembre di AERANTI-CORALLO, un appuntamento ormai abituale per gli operatori radiotelevisivi e per le Istituzioni anche quest’anno coincide con un momento particolarmente significativo per il futuro dell’emittenza.

Il Convegno dello scorso anno ha rappresentato per gli editori radiotelevisivi locali l’occasione per incontrare per la prima volta pubblicamente il Ministro Gasparri, appena insediatosi al Ministero delle Comunicazioni.

Nel corso di tale Convegno, AERANTI-CORALLO ha chiesto al Ministro di sostenere una politica finalizzata a garantire effettivamente l’accesso delle radio e delle televisioni locali alla nuova tecnologia digitale; di ampliare lo stanziamento previsto per le misure di sostegno destinate alle imprese televisive locali; di prevedere misure di sostegno anche per la radiofonia locale; di intervenire per sbloccare gli impedimenti burocratici che ostacolavano l’erogazione delle misure di sostegno già riconosciute alle TV locali per gli anni 1999 e 2000.

Il Ministro Gasparri manifestando una forte sensibilità nei confronti dell’emittenza locale ha accolto tutte le proposte di AERANTI-CORALLO. Infatti  ha riservato alle emittenti locali adeguato spazio nei piani per lo sviluppo del digitale televisivo e radiofonico di propria competenza; si è inoltre attivato ottenendo l’approvazione da parte del Parlamento, nell’ambito della finanziaria per il 2002, dell’incremento da 82 a 108 miliardi di vecchie lire dello stanziamento per le misure di sostegno per le TV locali relative all’anno 2002; l’approvazione dell’incremento di tale stanziamento per 20 milioni di euro l’anno per gli anni successivi; la previsione, per la prima volta, di misure di sostegno per la radiofonia nella misura di oltre 6 milioni di euro per ogni anno; la previsione di norme finalizzate a sbloccare l’erogazione delle misure di sostegno già riconosciute.

Il Ministro ha anche ricostituito la Commissione per l’assetto del sistema radiotelevisivo affidandone la presidenza al Dott. Adalberto Baldoni, nella quale l’emittenza locale ha un ruolo centrale; ha inoltre salvaguardato l’iter procedimentale previsto dalla Legge 66 del 2001 per la prosecuzione dell’attività delle imprese radiofoniche; si è inoltre attivato per l’approvazione da parte del Parlamento – che dovrebbe essere imminente – di una norma che prevede la possibilità per le emittenti locali di corrispondere i canoni di concessione pregressi, ancora dovuti dalle stesse, in forma dilazionata e senza interessi.

Insomma una serie di iniziative che hanno riscosso e stanno riscuotendo ampio consenso da parte di tutti gli editori radiofonici e televisivi locali.

E in questo contesto è evidente che il settore si attende una politica ministeriale e governativa di ampia valorizzazione dell’emittenza radiotelevisiva locale nell’ambito della futura riforma del comparto; una politica che anche l’opposizione può sicuramente condividere in considerazione dell’importante ruolo  delle emittenti locali per il pluralismo dell’informazione e per il continuo contatto con i cittadini e con il territorio.

AERANTI-CORALLO ha pertanto apprezzato che il recente Disegno di legge approvato dal Governo per la regolamentazione dell’assetto radiotelevisivo contenga precise norme anche per le emittenti locali.

AERANTI-CORALLO ritiene infatti che l’emittenza locale debba essere integralmente disciplinata nell’ambito della nuova legge di riforma e del successivo Codice della radiotelevisione che ai sensi dell’art. 14 del Disegno di Legge dovrà essere emanato dal Governo di intesa con l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. Diversamente l’emittenza locale verrebbe ancora una volta relegata ad un ruolo assolutamente marginale.

AERANTI-CORALLO ritiene pertanto che non debba essere avviato il dibattito sui Progetti di legge di iniziativa parlamentare presentati in materia e cioè quello degli On.li Butti, Caparini, Gianni e Lainati  della Casa delle Libertà e quello dell’on. Lusetti della Margherita, ma che, le parti condivisibili di tali progetti vengano recepite nell’ambito della complessiva legge di riforma.

Peraltro il Progetto di Legge degli on.li Butti, Caparini, Gianni e Lainati insieme a molte norme di forte interesse per il settore, sul fronte delle risorse si fonda su presupposti che non paiono convincenti.

Nello stesso infatti si afferma che essendo le attuali risorse pubblicitarie delle imprese radiofoniche e delle imprese televisive locali piuttosto modeste (si fa riferimento a 300 milioni di Euro per le TV e a poco più di 80 milioni di Euro per le radio, mentre secondo stime AERANTI-CORALLO le quote di mercato sono di 300 milioni di Euro per le TV e di 150 milioni di Euro per le radio), risulta evidente lo squilibrio tra il numero di emittenti e le risorse disponibili sul mercato. In altre parole tale Progetto di legge si pone come obiettivo un forte ridimensionamento del numero delle emittenti locali oggi operanti al fine di ridistribuire le attuali risorse tra un numero minore di soggetti.

AERANTI-CORALLO, al contrario ritiene che la nuova normativa debba creare le condizioni per far crescere significativamente le risorse e quindi l’intero settore radiotelevisivo locale che oggi è fortemente sottostimato in quanto la quota di mercato che rappresenta è nettamente inferiore ai propri indici di ascolto.

Successivamente i soggetti che avranno capacità imprenditoriale, come in ogni altro settore, avranno successo; coloro che invece non avranno tale capacità verranno esclusi dal mercato.

In ogni caso dovrà essere tutelata anche la posizione delle emittenti comunitarie che proprio perché espressione di particolari istanze religiose, politiche, culturali o etniche non hanno come obiettivo  primario la raccolta pubblicitaria e rappresentano una forte caratterizzazione di pluralismo informativo.

Conseguentemente non appaiano convincenti ipotesi come quelle del cosiddetto traino pubblicitario, cioè della possibilità per le concessionarie pubblicitarie controllate dalle grandi reti nazionali di vendere spazi anche per alcune emittenti locali.

Anche questa infatti sarebbe una misura che avrebbe come risultato quello di far crescere solo alcuni soggetti e non il settore. Nell’ottica di una riforma di ampio respiro che permetta al comparto locale di operare in termini effettivamente competitivi  e con produzioni di qualità le emittenti potranno infatti affidarsi senza difficoltà ad altre concessionarie pubblicitarie.

Si ritiene pertanto che la norma di cui all’articolo 13 del Disegno di Legge Governativo che prevede che i soggetti iscritti nel Registro degli operatori di comunicazione presso l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni non possano conseguire ricavi superiori al venti per cento delle risorse complessive del settore integrato delle comunicazioni debba essere affiancata da alcune previsioni che tutelino l’emittenza locale da possibili ingerenze da parte delle grandi reti televisive nazionali.

Il progetto di legge Lusetti contiene alcuni elementi interessanti che meritano di essere valutati, segno di una particolare attenzione per le problematiche del settore.

Tale Progetto infatti oltre a ribadire il divieto del cosiddetto traino pubblicitario prevede l’obbligo per le reti televisive nazionali che acquistano impianti dalle TV locali, ai fini della sperimentazione digitale. di veicolare i contenuti di queste ultime senza alcun onere per le stesse.

Passando alle proposte concrete, AERANTI-CORALLO ritiene che per favorire la crescita e lo sviluppo del comparto siano necessari una serie di interventi e in questo senso chiede che il Governo e le forze politiche, sia di maggioranza, sia di opposizione sostengano:

- l’emanazione di norme che favoriscano sul piano fiscale gli investimenti pubblicitari delle piccole e delle medie imprese su tutti i mezzi di comunicazione di massa.

Tale misura oltre a favorire le imprese radiotelevisive locali che rappresentano uno dei mezzi di maggior interesse delle piccole e medie imprese per la diffusione dei propri messaggi pubblicitari, stimolerebbe una maggiore sensibilità di queste ultime verso le pianificazioni pubblicitarie, poiché, come è emerso da un recente studio della Unicom le piccole e medie imprese comunicano ancora molto poco.

AERANTI-CORALLO chiede inoltre l’emanazione di norme che favoriscano l’accesso da parte delle emittenti locali a produzioni di qualità e cioè ai diritti per la trasmissione di film, telefilm, fiction in genere ed eventi di ampio interesse.

- L’emanazione di norme che permettano la creazione di consorzi finalizzati alla diffusione di produzioni di qualità; che possano peraltro operare senza particolari vincoli burocratici;

- l’emanazione di norme che favoriscano indagini di ascolto basate su metodologie che rilevino nel dettaglio le imprese radiofoniche e televisive locali; in questo senso deve essere apprezzata la recente iniziativa dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di avviare un procedimento di consultazione pubblica finalizzato ad acquisire elementi per una eventuale disciplina delle indagini di ascolto;

- l’emanazione di norme che permettano e incentivino l’effettivo accesso della emittenza locale alle trasmissioni digitali. In questo modo le TV locali potranno convertire le proprie aziende alla attività di operatore di rete locale svolgendo oltre all’attività di diffusione televisiva tradizionale anche quella di carrier veicolando, via etere terrestre, i contenuti e i servizi realizzati da altri soggetti e in questo senso è ipotizzabile di poter fungere da carrier anche per i grandi gruppi editoriali e per i content provider satellitari che sono forti nei contenuti ma allo stesso tempo privi di canali di trasmissione che rappresentano invece uno dei principali patrimoni dell’emittenza locale.

AERANTI-CORALLO chiede inoltre che vengano al più presto approvate le nuove norme sulla par condicio contenute nel Disegno di Legge in materia approvato nei mesi scorsi dal Governo. L’emittenza locale auspica infatti di poter svolgere la propria attività informativa senza alcun vincolo, al di fuori dei periodi elettorali.

Passando al tema delle misure di sostegno e degli incentivi per il settore AERANTI-CORALLO ritiene assolutamente necessaria una modifica del Decreto Ministeriale n. 378 del 1999 per giungere ad una più equa ripartizione dei fondi. Infatti si sono verificate situazioni per cui, a causa della contraddittorietà delle norme, soggetti utilmente collocati in graduatoria non hanno ricevuto alcun contributo; inoltre soggetti collocati in graduatoria dopo altri hanno visto riconoscersi contributi più elevati rispetto a quelli attribuiti ai soggetti che li precedevano nella stessa graduatoria.

Inoltre è di tutta evidenza che il criterio del fatturato non sia idoneo a valutare la capacità patrimoniale di un’impresa. Infatti un’impresa può aver conseguito un elevato volume di affari ma avere allo stesso tempo maturato perdite consistenti ed essere addirittura prossima al fallimento.

Per questo si ritiene che sarebbe più opportuno fare riferimento anziché al criterio del fatturato a quello del patrimonio netto dell’impresa, come è avvenuto con il rilascio delle nuove concessioni televisive locali.

AERANTI-CORALLO ritiene inoltre importante che venga ampliato lo stanziamento per le misure di sostegno per la radiofonia locale. Una ipotesi potrebbe essere quella di destinare al settore radiofonico a decorrere dal 2003, una quota del quindici per cento, in luogo dell’attuale dieci per cento, dell’importo complessivo delle misure di sostegno per le quali è già previsto dalla finanziaria 2002 un incremento di 20 milioni di euro per l’anno 2003.

AERANTI-CORALLO chiede inoltre che la legge finanziaria per il 2003 recuperi i fondi per l’innovazione tecnologica da parte delle TV locali non ripartiti negli anni 2000 e 2001 ristanziandoli per l’anno 2003, nel corso del quale verranno sicuramente realizzati investimenti significativi per la sperimentazione televisiva in tecnica digitale.

E’ anche molto importante che vengano previsti contributi per incentivare produzioni di qualità e in questo senso pensiamo sia al fondo di 15 milioni di Euro già previsto dalla finanziaria 2002 per l’erogazione del quale deve essere emanato un apposito provvedimento, sia all’esigenza di ulteriori contribuzioni che parte dal Ministero per i beni e le attività culturali analoghe a quelle previste dal Decreto n. 147 dell’anno 2002..

E’ infine importante che il futuro contratto di servizio tra il Ministero delle Comunicazioni e la RAI non sottragga all’emittenza locale il ruolo che la stessa svolge sul piano della informazione provinciale e regionale attraverso un continuo contatto con il cittadino e con il territorio.

In conclusione:

- chiediamo una serie di norme che favoriscano la crescita complessiva del settore sia attraverso una serie di incentivazioni da parte dello Stato distribuito in modo equo tra le emittenti, sia  favorendo lo sviluppo degli investimenti pubblicitari delle piccole e medie imprese che determinerebbe sia un forte incremento della quota di mercato delle emittenti locali, sia  un forte rilancio dei consumi, con effetti positivi sull’intera economia;

- chiediamo una legge che dia ampio spazio e ruolo all’emittenza locale;

- chiediamo che l’emittenza locale possa vivere e non sopravvivere;

- chiediamo che le emittenti locali possano operare con le proprie forze e con la propria fantasia imprenditoriale e non in una logica banalmente assistenzialistica;

Rivolgiamo infine anche un appello all’altra importante associazione di settore, la FRT, affinché in una fase come questa, si ponga reciprocamente fine alle ormai inutili rivalità di sempre, per avviare un confronto continuo finalizzato ad individuare un percorso comune. Il Ministro Gasparri ha dimostrato e sta dimostrando di credere nella funzione dell’emittenza locale. Al Ministro Gasparri chiediamo di crederci ancora di più sviluppando sempre più una forte politica di cambiamento a favore dell’emittenza locale.

A tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione chiediamo di sostenere questa politica di cambiamento, al di là di ogni contrapposizione partitica per realizzare un progetto che consenta al settore radiofonico e televisivo locale di crescere effettivamente

 

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