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Relazione introduttiva dell'avv. Marco Rossignoli, presidente AERANTI e coordinatore AERANTI-CORALLO al convegno di apertura del RADIOTV FORUM 2009 di AERANTI-CORALLO del 19 maggio 2009

 relazione_radiotvforum2009_Rossignoli.pdf


RADIOTV FORUM 2009

di AERANTI-CORALLO

RELAZIONE DELL’AVV. MARCO ROSSIGNOLI

COORDINATORE AERANTI-CORALLO

E PRESIDENTE AERANTI

Introduzione

Siamo giunti alla quarta edizione del Radiotv Forum di Aeranti-Corallo.

L’evento rappresenta ormai un consolidato  punto di riferimento degli operatori del settore radiotelevisivo, per confrontarsi sui temi di attualità del comparto e, allo stesso tempo, per approfondire la conoscenza sulle novità dell’industria per l’attività delle imprese radiofoniche e televisive.

In questa quarta edizione il numero degli espositori è ulteriormente incrementato e, in particolare, nei diversi stand, vengono  presentati prodotti e servizi per le trasmissioni televisive e radiofoniche in tecnica digitale, per la ripresa, la produzione, la post-produzione, per l’illuminazione degli studi e per l’automazione dei programmi.

L’evento prevede, oltre agli appuntamenti istituzionali, alcuni incontri sulle problematiche di attualità sia del settore televisivo, sia del settore radiofonico, nonché alcuni seminari su temi di grande interesse.

Viene inoltre presentata una pubblicazione  realizzata da Aeranti-Corallo e Rai Way sui primi risultati  della sperimentazione radiofonica digitale avviata congiuntamente  a Venezia e a Bologna.

L’edizione 2009 del Radiotv Forum si svolge in un momento decisivo per il futuro del settore.

Infatti con lo switch off della Regione Sardegna e l’avvio della transizione  nella Valle D’Aosta, nel Piemonte Occidentale (Torino, Cuneo) e nel Trentino Alto Adige, la televisione digitale  terrestre sta diventando  un fatto concreto e, anche in ambito radiofonico, sono in corso di definizione  le soluzioni tecniche e regolamentari  per l’avvio delle trasmissioni digitali terrestri.

La televisione digitale terrestre

Il passaggio al digitale terrestre crea grande preoccupazione nel comparto  televisivo locale: vi è infatti forte incertezza – in relazione alle risorse radioelettriche disponibili – sulla effettiva  possibilità per tutte le tv locali di diventare operatori  di rete nei rispettivi  ambiti territoriali; sono inoltre necessari  rilevanti investimenti  per il rinnovo degli impianti  e delle relative infrastrutture, nonché per la realizzazione dei contenuti destinati alla diffusione digitale; inoltre, la moltiplicazione del numero dei programmi combinata con il meccanismo della numerazione  automatica  dei canali rischia di far perdere alle tv locali il posizionamento  conseguito  negli anni nella preselezione del telecomando.

Allo stesso tempo, è evidente che la transizione al digitale terrestre rappresenta l’unica opzione  concreta per la continuità aziendale delle tv locali.

Infatti, con lo sviluppo delle nuove piattaforme  trasmissive, la tv analogica terrestre viene ogni giorno ricevuta  da un numero  sempre minore di utenti e pertanto, in mancanza  di conversione al digitale, è prevedibile, in tempi medio-brevi, l’azzeramento degli ascolti delle tv locali, con ogni evidente conseguenza sul piano della raccolta pubblicitaria.

L’obiettivo deve essere pertanto  quello di realizzare  una transizione  che permetta alle imprese televisive locali di poter effettivamente competere nel futuro  mercato digitale.

Per conseguire tale obiettivo  è indispensabile  che tutte le tv locali possano svolgere, oltre all’attività  di fornitori di contenuti, anche e soprattutto l’attività di operatori di rete, utilizzando l’intera capacità trasmissiva delle frequenze ricevute in assegnazione, al fine di poter sviluppare  tutte le opportunità offerte dalla nuova tecnologia.

Infatti, solo in questo modo le tv locali hanno la garanzia di continuità di presenza  nelle trasmissioni digitali terrestri.

Inoltre, divenendo operatori di rete, le tv locali possono svolgere, oltre alla tradizionale  attività di diffusione  dei propri contenuti audiovideo, compresa l’alta definizione, anche la trasmissione di dati e di servizi, nonché l’attività di trasporto del segnale per conto di terzi.

Tale  risultato è stato raggiunto  nella regione Sardegna, prima area all digital del paese, dove tutte le 16 tv locali  operanti nella regione in tecnica analogica sono divenute operatori di rete locali e oggi diffondono, attraverso i rispettivi multiplex, circa 70 programmi  locali, contribuendo  in modo sostanziale all’arricchimento dell’offerta televisiva.

Lo stesso processo è ora in corso in Valle D’Aosta, Piemonte Occidentale e Trentino Alto Adige dove, come in Sardegna, non sono emerse particolari difficoltà tecniche per la pianificazione di risorse  frequenziali quantitativamente sufficienti per garantire la transizione a tutte le tv locali attualmente operanti.

Desta comunque preoccupazione la circostanza che i canali dal 61 al 68, a decorrere dal 2015, potrebbero essere utilizzati per servizi di banda larga in  mobilità. Tale problematica, a parere di Aeranti-Corallo necessita di una definizione immediata in quanto è evidente, in relazione al numero degli operatori, che tali frequenze sono assolutamente indispensabili per la televisione digitale terrestre.

Il primo vero banco di prova è, in ogni caso, rappresentato dalla Regione Lazio, con riferimento alla quale è imminente la convocazione  da parte della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni del tavolo tecnico per la definizione  della nuova pianificazione  delle frequenze e per la nuova configurazione  delle reti.

Infatti, qualora in tale sede emergessero difficoltà per la conversione  in digitale  di tutte le reti televisive locali della Regione Lazio attualmente  operanti in analogico, l’intero processo di transizione dovrebbe essere ripensato, posto che non è certamente  possibile accettare un passaggio al digitale che determini una riduzione  del numero delle imprese locali,  ovvero una riduzione  della capacità trasmissiva  spettante  ad ognuna delle stesse.

Anche l’ipotesi di aggregazione consortile non sarebbe condivisibile laddove la stessa determinasse una riduzione degli attuali spazi di ogni singola impresa  partecipante al consorzio.

Inoltre, una ridotta  capacità trasmissiva pro-capite non permetterebbe alle tv locali di realizzare  nuove offerte tematiche per il territorio ove operano, di diffondere  dati e servizi locali, di creare una EPG, di trasmettere in alta definizione.

In tema di televisione digitale terrestre è inoltre fondamentale trovare una soluzione per definire un ordinamento automatico dei canali  che non sia penalizzante nei confronti delle imprese televisive locali.

Nell’analogico, dove le tv locali sono posizionate nel telecomando dal numero sette in avanti, la presintonizzazione è una delle principali  componenti dell’avviamento  commerciale dell’impresa.

E’ dunque necessario che, nel contesto digitale,  venga garantita  all’emittenza locale  una analoga visibilità.

D’altro canto è evidente  che la soluzione al problema debba avvenire attraverso un accordo generale tra tutti gli operatori nazionali e locali; i “conflitti” di numerazione  verificatisi in Sardegna e in molte altre parti d’Italia confermano tale esigenza.

La problematica  è da tempo oggetto di confronto nell’ambito di DGTVi, l’associazione  per lo sviluppo  della televisione digitale terrestre di cui Aeranti-Corallo fa parte insieme a Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, D-Free e Frt.

In tale sede la proposta  di Aeranti-Corallo è quella di superare   il problema della numerazione  realizzando,  in modo condiviso, una guida elettronica (EPG) che permetta l’accesso ai programmi attraverso un menu suddiviso in base alle tipologie dei programmi stessi. Occorre pertanto  lavorare in tal senso, tenendo comunque presente  che da parte delle tv locali non vi è spazio per alcun compromesso  che determini una perdita delle posizioni faticosamente  acquisite negli anni.

Inoltre, al fine di evitare aggravi dei costi gestionali,  occorre emanare al più presto norme che determinino i diritti amministrativi  e i diritti di uso delle frequenze che devono essere corrisposti  dagli operatori di rete, in misura non superiore a quella degli attuali canoni di concessione per la diffusione analogica.

La radio digitale terrestre

Passando alla radiofonia, Aeranti-Corallo ritiene che l’avvio del digitale terrestre radiofonico debba essere affrontato  individuando soluzioni che garantiscano pienamente  il pluralismo e la concorrenza e  permettendo  quindi a tutte le attuali  emittenti radiofoniche locali e nazionali, commerciali e comunitarie operanti in tecnica analogica, di passare al digitale a parità di condizioni.

In altre parole, Aeranti-Corallo ritiene che  la transizione al digitale radiofonico debba rappresentare  la naturale evoluzione  delle attuali emittenti analogiche  come, peraltro, previsto dalla legge n. 112 dell’anno 2004.

In passato, la transizione al digitale radiofonico  non è stata possibile in quanto la originaria tecnologia DAB-T permetteva solo ad un limitatissimo numero di soggetti locali e nazionali di operare tale transizione.

Oggi la situazione è mutata.

Infatti, grazie ai nuovi standard DAB+ e DMB e alla nuova tecnica di compressione Mpeg4, tutto il sistema  della radiofonia pubblica e privata, nazionale e locale potrà accedere al digitale integrando e implementando il tradizionale  segnale audio con dati e servizi e offrendo così nuove opportunità agli ascoltatori.

Su queste premesse Aeranti-Corallo ha siglato un accordo di cooperazione  con Rai Way e ha costituito  insieme alla stessa Rai Way  e alla Associazione  delle Radio Nazionali  RNA,  l’ARD, Associazione  per la radiofonia digitale in Italia.

Nell’ambito dell’accordo di cooperazione  con Rai Way  è stata avviata  una sperimentazione  radiofonica digitale terrestre DAB+ e DMB Visual Radio nelle aree di Venezia e di Bologna.

In particolare, il 28 maggio 2008 è stato attivato il multiplex denominato “Aeranticorallo1” che viene  diffuso sul blocco B del canale 12 Vhf, con protezione di tipo Equal 3A dall’impianto Rai Way di Venezia, località Compalto.

Tale multiplex diffonde i programmi di 17 emittenti  radiofoniche locali Aeranti-Corallo (15 a carattere  commerciale e 2 a carattere comunitario) aventi impianti di diffusione operanti, via etere terrestre, in tecnica analogica nella Regione Veneto.

Il 10 luglio 2008 è stato inoltre attivato il multiplex “Aeranticorallo2” che viene diffuso  sul blocco C del canale 12 Vhf, con protezione  di tipo Equal4A dall’impianto Rai Way di Bologna, località Colle Barbiano.

Quest’ultimo multiplex diffonde i programmi di 19 emittenti radiofoniche  locali Aeranti-Corallo (17 a carattere commerciale e 2 a carattere comunitario), aventi impianti di diffusione operanti, via etere terrestre, in tecnica analogica nella regione Emilia Romagna.

Le sperimentazioni di Venezia e di Bologna hanno richiesto investimenti sia da parte delle emittenti locali  partecipanti, sia da parte di Rai Way.

In particolare le emittenti locali Aeranti-Corallo hanno  provveduto a realizzare gli investimenti relativi all’acquisto dei 35 encoder necessari per codificare i segnali in tecnica digitale.

Rai Way ha invece realizzato gli investimenti relativi all’acquisto dei multiplex e dei trasmettitori  e per il trasporto dei segnali dai vari studi al centro di multiplazione.

Dal 1° settembre il costo di tale trasporto diventerà di competenza  delle emittenti partecipanti alla sperimentazione.

Obiettivo della sperimentazione  è quello di testare il numero di programmi irradiabili in ogni multiplex; la qualità della ricezione; i servizi dati irradiabili; le modalità di trasferimento del segnale dei diversi studi di trasmissione delle emittenti;  le modalità di funzionamento dei ricevitori.

I risultati  di tale sperimentazione, che sono oggetto di una pubblicazione realizzata da Aeranti-Corallo e Rai Way  che viene presentata nell’ambito del Radiotv Forum 2009 di Aeranti-Corallo, verranno utilizzati per formulare proposte per la regolamentazione  delle trasmissioni   radiofoniche digitali a regime.

Riteniamo infatti che l’avvio di tali trasmissioni debba avvenire esclusivamente   sulla  base di una preventiva  regolamentazione  da parte della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che permetta a tutti i soggetti attualmente  operanti in analogico di trasmettere in digitale a  parità di condizioni.

In particolare, tale regolamentazione  dovrà fare sì che tutti gli attuali operatori analogici (Rai, 1000 radio locali, 15 radio nazionali private) possano avviare le trasmissioni in tecnica digitale terrestre  nello stesso modo, cioè operando con una stessa capacità trasmissiva pro-capite  e trasmettendo  sulla stessa tipologia  di frequenze (banda III).

Per fare ciò è evidente che non sia sufficiente  il solo canale 12 Vhf, che con la progressiva digitalizzazione delle trasmissioni televisive verrà riservato in via esclusiva alle trasmissioni radiofoniche digitali.

E’ infatti necessario reperire nuove risorse e, in tal senso, Aeranti-Corallo, in piena armonia con la ARD – Associazione per la Radiofonia Digitale  in Italia, propone l’utilizzazione  del canale 13 Vhf,  attualmente  non attribuito al servizio di radiodiffusione, nonché l’utilizzazione  di un ulteriore  canale della banda Vhf-III.

Frattanto è assolutamente necessario che la fase sperimentale  abbia immediatamente  termine, per poter avviare, sulla base delle regole che  verranno definite, le trasmissione a regime.

E’ inoltre necessaria una politica  sui ricevitori  attraverso la definizione  da parte del Ministero dello Sviluppo Economico delle caratteristiche minime degli apparati  riceventi in vendita in Italia, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica e della interoperabilità degli stessi sia per le diffusioni analogiche che per le quelle digitali.

Le risorse

La sfida digitale delle imprese televisive  e radiofoniche locali  avrà possibilità di successo solo se le emittenti  disporranno di risorse adeguate per sostenere  i relativi investimenti, sia sul fronte della raccolta pubblicitaria, sia sul fronte degli interventi pubblici.

In particolare, in materia di interventi pubblici, Aeranti-Corallo ritiene assolutamente  necessario che vengano previste specifiche misure per sostenere la transizione al digitale  da parte delle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Si tratta infatti di investimenti per il rinnovo  di infrastrutture di comunicazione  e quindi di interesse generale.

Aeranti-Corallo propone inoltre l’istituzione di un credito di imposta per le piccole e medie imprese che realizzano campagne pubblicitarie  attraverso le emittenti  locali.

Tale misura potrebbe infatti favorire gli investimenti   pubblicitari nel settore.

Aeranti-Corallo propone inoltre l’istituzione di un fondo di garanzia per i finanziamenti  bancari alle imprese  radiotelevisive locali, finalizzati al passaggio alla nuova tecnologia  digitale.

Passando invece ai contributi  statali annualmente  stanziati a favore della emittenza locale, occorre individuare al più presto soluzioni regolamentari  che rendano gli stessi applicabili  anche nel contesto digitale.

Diversamente   a decorrere dai  prossimi anni tali contributi non potranno più essere stanziati  nelle aree geografiche  oggetto di switch off anticipato.

Frattanto è imminente l’emanazione del piano  di riparto dei contributi 2008 tra le diverse regioni; subito dopo il Ministero potrà procedere alla erogazione degli importi spettanti ad ogni emittente.

Inoltre è imminente  la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Bando relativo ai contributi per l’anno 2009.

Tali contributi erano stati in precedenza oggetto di riduzione ma, grazie all’impegno del Vice Ministro On. Romani, sono stati reintegrati nello stanziamento  originario nell’ambito del disegno di legge sull’internazionalizzazione approvato il 14 maggio  scorso in seconda lettura dal Senato.

Il provvedimento è ora tornato alla Camera per l’approvazione definitiva.

Auspichiamo inoltre che vengano  trovate soluzioni per reintegrare lo stanziamento originario anche per gli anni 2010 e 2011.

Per quanto riguarda il settore radiofonico vi è l’esigenza di definire al più presto le graduatorie e gli elenchi relativi alle domande  per gli anni 2007 e 2008 provvedendo ai relativi pagamenti; occorre altresì provvedere al pagamento dei contributi 2003 andati in perenzione, nonché a completare  il pagamento dei contributi per l’anno 2006.

Occorrerebbe  inoltre valutare un intervento regolamentare relativamente ai contributi statali per la radiofonia, prevedendo, come già avviene per il comparto televisivo locale, la redazione di graduatorie su base regionale, affidate ai Corecom.

E’ infatti assolutamente  indispensabile  che anche il pagamento dei contributi radiofonici, possa  andare a regime.

Per quanto riguarda le provvidenze  editoria, come evidenziato in un incontro organizzato  il 22 aprile scorso da Aeranti-Corallo e Federazione Nazionale  della Stampa, c’è grande  preoccupazione   tra gli editori  radiotelevisivi locali, in quanto, nel contesto della revisione  della normativa  in materia, non pare prevista una copertura  finanziaria adeguata per questo sistema  di contributi  che ha consentito negli anni  l’affermazione  del ruolo dell’emittenza locale nell’informazione  sul territorio  e lo sviluppo dell’occupazione  giornalistica nel settore.

Il ruolo dell'emittenza locale

L’informazione locale rappresenta  il cuore dell’attività  radiotelevisiva locale e pertanto è auspicabile che qualunque scelta normativa in materia rafforzi il ruolo centrale dell’emittenza locale relativamente all’informazione sul territorio.

I microfoni e le telecamere dell’emittenza locale da oltre trenta anni hanno creato un indissolubile contatto tra i cittadini e il loro territorio  affrontando  tutti i temi di attualità, di politica, di cronaca, di sport, legati al contesto locale.

Anche in momenti drammatici come quelli del recente terremoto che ha colpito la provincia di L’Aquila le emittenti locali hanno saputo rappresentare, con l’immediatezza  necessaria per una efficiente  informazione, un importante punto di riferimento  per la popolazione di quelle aree.

I rapporti di lavoro  dipendente giornalistico nelle emittenti locali  sono attualmente circa 2000 di cui 1421 disciplinati dal Contratto Nazionale Collettivo stipulato tra Aeranti-Corallo e FNSI.

Ciò si è reso possibile anche grazie alla normativa  sull’editoria  che ha generato un circolo virtuoso in base al quale le provvidenze destinate al comparto radiotelevisivo  locale sono state reinvestite per la creazione  continua di posti di lavoro giornalistico.

Indagini di ascolto

Passando al tema delle indagini di ascolto,  occorre evidenziare che Aeranti-Corallo  è da tempo interessata ad acquisire  una quota di partecipazione  di Auditel e di Audiradio, nonché ad avere  propri  delegati  nei relativi consigli di amministrazione; ciò al fine di poter rappresentare, in tali sedi, le proposte metodologiche per la rilevazione degli ascolti, di interesse del comparto radiotelevisivo locale.

Allo stato, tuttavia, come è noto, sia Audiradio che Auditel non hanno ancora accolto tale richiesta, limitandosi a proporre l’ingresso di rappresentanti di Aeranti-Corallo nei rispettivi comitati tecnici. Abbiamo accettato tale proposta nell’ottica dell’inizio di un percorso che, secondo Aeranti-Corallo dovrà necessariamente  concretizzarsi al più presto in un ingresso anche nelle compagini societarie e nei consigli di amministrazione di Auditel e di Audiradio.

L’esigenza di una presenza di Aeranti-Corallo nella governance delle indagini di ascolto è infatti recentemente emersa  in modo inequivocabile.

Infatti, la società Audiradio, a decorrere dall’anno 2009, ha deciso tra l’altro di prevedere una nuova soglia di significatività per la pubblicazione dei propri dati, stabilendo che tale pubblicazione avvenga esclusivamente con riferimento alle emittenti radiofoniche che raggiungano la soglia di almeno 30 casi nel giorno medio; in precedenza tale soglia era di almeno 24 casi.

Aeranti-Corallo ha pertanto richiesto l’intervento in via di urgenza  della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per ripristinare la precedente soglia dei 24 casi, ritenendo che con la nuova soglia dei 30 casi venga sensibilmente ridotto il numero di imprese radiofoniche locali con dato pubblicato.

Aeranti-Corallo, nel corso del relativo procedimento, ha inoltre lamentato l’assenza dell’emittenza radiofonica locale dalla governance di Audiradio.

Con delibera 75/09/CSP recante “Misure e raccomandazioni nei confronti della società Audiradio in materia di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici”, l’Autorità ha accolto le richieste di Aeranti-Corallo e ha disposto, tra l’altro, il mantenimento della soglia di pubblicazione dei 24 casi riferita al periodo semestrale e annuale, nonché, in tema di governance, ha disposto un progressivo ribilanciamento delle partecipazioni attualmente detenute nella società Audiradio dai singoli soggetti e un allargamento del capitale sociale alle componenti del settore della radiofonia non rappresentate. L’Autorità ha inoltre disposto la realizzazione di un sistema di controllo della qualità dell’indagine che raccolga in maniera strutturata gli elementi e gli indicatori atti a comprovare la qualità stessa e preveda specifici criteri fondati su metodi statistici che individuino le possibili incongruenze dei dati rilevati.

Conclusioni

In conclusione,  tutte le decisioni che verranno assunte sui temi richiamati condizioneranno in modo decisivo i futuri scenari del comparto radiotelevisivo.

E’ quindi necessario che la transizione al digitale sia televisivo che radiofonico avvenga attraverso un percorso che garantisca all’emittenza locale di mantenere lo spazio e il ruolo che la stessa ha  nell’attuale contesto analogico.

Spesso si è affermato che il nostro sistema radiotelevisivo sia anomalo poiché nello stesso operano  molte emittenti locali.

In realtà, ciò che è stata definita una anomalia rappresenta invece un valore che la transizione al digitale non deve assolutamente intaccare.

 

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