Area Riservata





per_associarsi


twitter_tasto_seguiAAC

Home
Stampa E-mail

Testo della relazione annuale sullo stato dell'emittenza locale dell'Avv. Marco Rossignoli, presidente AERANTI e coordinatore AERANTI-CORALLO, al Convegno di apertura del RADIOTV FORUM 2012 di AERANTI-CORALLO del 22 maggio 2012


 Visualizza PDF ingrandito


RADIOTV FORUM 2012

di AERANTI-CORALLO

RELAZIONE ANNUALE
SULLO STATO DELL'EMITTENZA LOCALE
DELL'AVV. MARCO ROSSIGNOLI
COORDINATORE AERANTI-CORALLO
E PRESIDENTE AERANTI

ROMA – 22 e 23 maggio 2012

Introduzione

Siamo giunti alla settima edizione annuale del Radiotv Forum di Aeranti-Corallo.

Il Radiotv Forum rappresenta, ormai, un consolidato punto di riferimento nel quale gli operatori radiofonici e televisivi possono confrontarsi sui temi di attualità del comparto e, allo stesso tempo, possono approfondire la conoscenza delle novità dell’industria e dei servizi per l’attività delle proprie imprese.

In questa settima edizione il numero degli espositori è ulteriormente aumentato e, in particolare, nei circa settanta stand allestiti nell’area expo, vengono presentati prodotti e servizi per le trasmissioni televisive e radiofoniche in tecnica digitale, terrestre, satellitare e via web, nonché prodotti e servizi per la ripresa, la produzione, la post-produzione e l’automazione dei programmi.

Il Radiotv Forum prevede, oltre agli appuntamenti istituzionali, alcuni incontri sulle problematiche di attualità sia del settore radiofonico, sia del settore televisivo, nonché numerosi seminari e workshop finalizzati all’approfondimento di temi, tecnici, normativi e giuridici di interesse del comparto.

L’edizione 2012 del Radiotv Forum si svolge in un momento particolarmente delicato e, allo stesso tempo, decisivo, per il futuro del settore.

Infatti, tutto il comparto radiofonico e televisivo sta affrontando un periodo di forte crisi derivante dalle crescenti difficoltà del mercato pubblicitario, nonché dalla concorrenza operata dalle nuove piattaforme, le quali stanno anche modificando le abitudini e le preferenze degli utenti nella scelta e nella fruizione dei contenuti.

Sono molti i fattori che rischiano di causare un drastico ridimensionamento dell’emittenza locale.

Ci riferiamo, in particolare, alla mancanza di iniziative, a livello governativo, per la ripresa del mercato pubblicitario; alle difficoltà per le emittenti di reperire i mezzi finanziari per realizzare gli investimenti in tecnologia e in contenuti, necessari per affrontare adeguatamente i futuri scenari digitali.

Ci riferiamo, inoltre, al continuo cambiamento delle regole del processo di digitalizzazione, che genera una situazione di incertezza permanente, impedendo programmazioni e scelte aziendali a medio e lungo termine.

Ci riferiamo, infine, all’eccessiva e ingiustificata burocrazia cui è sottoposta l’emittenza locale, mentre sarebbero, invece, opportuni forti interventi di semplificazione e di liberalizzazione.

In questo contesto, è assolutamente necessaria una maggiore attenzione alle problematiche del settore radiotelevisivo locale da parte del Ministero dello Sviluppo economico e della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, al fine di individuare percorsi capaci di affrontare e risolvere le criticità in atto.

 

La tv

Tutte le scelte legislative e regolamentari assunte a partire dall’anno 2011, hanno rimesso in discussione il percorso, fino a quel momento adottato e condiviso, per la transizione al digitale terrestre da parte dell’emittenza televisiva locale.

Nelle prime dieci regioni interamente digitalizzate, infatti, il passaggio al digitale è avvenuto attraverso la sostanziale conferma dell’esistente, sicché tutti coloro che erano concessionari per la radiodiffusione televisiva terrestre in ambito locale sono diventati operatori di rete per la televisione digitale terrestre in ambito locale.

La legge di stabilità 2011 ha, però, successivamente, sottratto alla radiodiffusione televisiva i canali di trasmissione 61-69, assegnati, fino a poche settimane prima, quasi esclusivamente alle tv locali, per destinarli, attraverso una gara, a partire dal 1° gennaio 2013, agli operatori dei servizi di comunicazione mobile in larga banda.

In questo modo, i canali complessivamente disponibili per le trasmissioni televisive digitali sono stati ridotti da 56 a 47.

A parere di Aeranti-Corallo la riduzione degli spazi trasmissivi doveva riguardare l’intero sistema televisivo.

Diversamente, tale riduzione è stata, inaccettabilmente, posta a carico del solo comparto televisivo locale, con la conseguenza che le frequenze sono diventate quantitativamente insufficienti per consentire a tutte le tv locali di diventare operatori di rete nelle dieci regioni che dovevano essere ancora digitalizzate al 1° gennaio 2011, e per consentire alle tv locali di continuare a svolgere l’attività nelle dieci regioni già interamente digitalizzate a tale data.

Inoltre, in molti casi, soprattutto nelle fasce adriatica e nord tirrenica, le frequenze destinate alle tv locali sono qualitativamente inadeguate in quanto non coordinate con gli stati esteri.

E’ così accaduto che emittenti locali storiche operanti nelle regioni Toscana e Abruzzo, in base alle risultanze delle graduatorie ministeriali, frattanto introdotte dal decreto legge n. 34 del marzo 2011, non abbiano ottenuto le frequenze di trasmissione e che, altre emittenti abbiano ottenuto frequenze qualitativamente inadeguate.

Inoltre, l’uso delle reti isofrequenziali senza un coordinamento tecnico tra le utilizzazioni in regioni adiacenti, operato in sede di switch off, ha causato, in molti casi, problematiche interferenziali rilevanti.

I problemi più complessi sono, tuttavia, previsti nella regione Sicilia che dovrà essere digitalizzata nelle prossime settimane, dove il numero delle tv locali operanti in tecnica analogica è molto superiore al numero delle frequenze digitali disponibili e dove anche il meccanismo delle intese non riuscirà a evitare l’esclusione di molte emittenti dalle assegnazioni frequenziali .

Il Ministero dello Sviluppo Economico, inoltre, non ha ancora reso noto se, relativamente alle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Lazio (esclusa la provincia di Viterbo) e Campania, ci sarà, o meno, una nuova assegnazione delle frequenze, nei prossimi mesi.

Se si optasse per tale nuova assegnazione, le conseguenze per il comparto televisivo locale sarebbero particolarmente negative in quanto anche coloro che, in ipotesi, ottenessero frequenze qualitativamente migliori, perderebbero tutte le sintonizzazioni delle numerazioni LCN e, in molti casi, gli orientamenti delle antenne, per il cui recupero potrebbero essere necessari anche numerosi anni.

L’esigenza o meno di tale nuova assegnazione è direttamente collegata al numero delle frequenze che saranno disponibili per le tv locali nelle citate regioni e con il numero delle emittenti che intendono proseguire l’attività di operatore di rete.

E’ quindi necessario, da una parte, che vengano recuperate ulterior i risorse radioelettriche per il settore televisivo locale e, dall’altra parte, che vengano favoriti gli accordi tra le emittenti interessate a condividere le reti e i relativi multiplex per diffondere i rispettivi programmi.

Allo stesso tempo, è necessario dare concreta attuazione alla disciplina del “must carry”, cioè all’obbligo, a carico di soggetti assegnatari delle frequenze, di veicolare, sulla base di un corrispettivo previsto dalla disciplina di settore, i programmi dei soggetti esclusi dalle assegnazioni.

Il recupero di ulteriori frequenze dovrebbe avvenire destinando al sistema televisivo locale almeno due frequenze del cosiddetto “beauty contest”.

Siamo certamente favorevoli alla nuova gara, a titolo oneroso, per l’assegnazione delle frequenze televisive del dividendo interno, in quanto è inaccettabile che tali frequenze vengano assegnate a titolo gratuito a soggetti già titolari di altre reti nazionali.

Riteniamo, tuttavia, che il dividendo debba essere ridotto da sei a quattro frequenze affinché due frequenze possano essere utilizzate per incrementare le risorse disponibili per le tv locali.

Riteniamo, inoltre, che le misure compensative che dovessero residuare all’esito del completamento dell’istruttoria delle domande di dismissione delle frequenze, in ordine alla problematica dei canali 61-69 Uhf, debbano essere destinate a favorire la liberazione di ulteriori frequenze, attraverso accordi tra le emittenti interessate a condividere le reti e i relativi multiplex.

E’ necessario, inoltre, che tutte le misure compensative previste per la liberazione dei canali 61-69 Uhf, considerata l’irrisorietà del relativo importo, vengano sottratte all’imposizione fiscale, attraverso uno specifico intervento normativo.

Passando alla problematica delle numerazioni dell’ordinamento automatico dei canali (cosiddetto “LCN”), Aeranti-Corallo sollecita un intervento legislativo finalizzato a dare stabilità all’attuale regolamentazione di cui alla delibera n. 366 dell’anno 2010 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Occorre, infatti, porre fine al contenzioso pendente in materia, garantendo la continuità della ricezione televisiva sia delle imprese che dell’utenza.

Sono inoltre auspicabili interventi di liberalizzazione delle modalità di uso e di composizione dei multiplex, anche al fine di consentire la diffusione, senza limitazioni tecnicamente ingiustificate, di contenuti nazionali attraverso gli operatori di rete in ambito locale.

Rileviamo inoltre che non ha ancora trovato soluzione definitiva la problematica della determinazione dei contributi per l’utilizzo delle frequenze.

Nell’ambito del nuovo regolamento sulla tv digitale terrestre adottato lo scorso anno dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è stata individuata una soluzione provvisoria, che prevede il pagamento dell’uno per cento del fatturato come in precedenza previsto per i concessionari analogici.

La recentissima legge n. 44 del corrente anno prevede, ora, che il Ministero applichi, a decorrere dal 1° gennaio 2013, i contributi per l’utilizzo delle frequenze stabiliti dall’Autorità secondo le procedure del Codice delle Comunicazioni Elettroniche al fine di promuovere il pluralismo nonché l’uso efficiente e la valorizzazione dello spettro frequenziale secondo i principi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione.

Auspichiamo pertanto che venga confermato l’attuale regime contributivo comprendendo, peraltro, nello stesso anche i diritti amministrativi previsti dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Sempre sul fronte televisivo, riteniamo che occorra chiarire la posizione italiana in ordine a quella che sarà la destinazione a partire dal 2015-2016, della banda 700 (canali 49-60).

Infatti, l’eventuale sottrazione di ulteriori canali alla radiodiffusione televisiva, sarebbe, evidentemente, inaccettabile per il settore.

Infine, in relazione alla destinazione dei canali 61-69 ai servizi di comunicazione mobile di larga banda, raccomandiamo grande attenzione al tema della compatibilità tra gli impianti di trasmissione televisiva e quelli dei servizi mobili (LTE).

Un approccio non attento sul punto potrebbe, infatti, portare ad una situazione di interferenzialità difficilmente sostenibile.


La radio

Passando alla radiofonia, Aeranti-Corallo sollecita maggiore attenzione alle problematiche del comparto, spesso trascurato.

La radiofonia sta scontando, infatti, un grande ritardo nella evoluzione tecnologica che rischia di causarne la marginalizzazione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha completato negli ultimi mesi l’iter del rilascio delle autorizzazioni per l’attività di fornitori di contenuti radiofonici digitali e quindi ha pubblicato l’elenco dei soggetti autorizzati.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha, quindi, approvato , nei giorni scorsi, la delibera n. 180, con la quale ha adottato il piano provvisorio di assegnazione delle frequenze per il servizio radiofonico digitale nella Regione Trentino Alto Adige e ha varato un progetto pilota nella provincia di Trento.

In relazione a ciò il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà rilasciare i diritti di uso delle frequenze alle società consortili che verranno costituite dai soggetti autorizzati alla fornitura di contenuti radiofonici digitali, sulla base delle disposizioni contenute nel regolamento per le trasmissioni radiofoniche digitali approvato dall’Autorità nel dicembre 2009.

Il progetto pilota in provincia di Trento può essere realizzato in quanto in tale area vi è una quantità di risorse frequenziali che consente di accedere al digitale a ogni concessionario analogico ivi operante.

E’ evidente, però, che l’avvio delle trasmissioni radiofoniche digitali in altre aree sarà possibile solo in presenza di una quantità di risorse frequenziali e di una pianificazione che permettano ad ogni soggetto interessato, locale e nazionale, avente titolo, di poter effettivamente accedere alla nuova tecnologia trasmissiva, a parità di condizioni, con tutti gli altri operatori.

E’ altrettanto evidente che lo sviluppo della radiofonia digitale sarà condizionato dai tempi di diffusione dei ricevitori.

Per questo la ARD – Associazione per la Radiofonia Digitale in Italia, fondata da Aeranti-Corallo unitamente a Rai Way e alla associazione delle radio nazionali private RNA, ha definito una serie di requisiti minimi per i ricevitori radiofonici digitali, con l’obiettivo di proporre alle aziende manifatturiere la produzione dei ricevitori stessi sulla base di tali requisiti.

I ricevitori, così prodotti, vengono contraddistinti dal marchio “Ard”, consistente in un bollino di diverso colore in base alla tipologia dei requisiti adottati.

Negli ultimi mesi la Ard ha rilasciato le prime licenze per tale bollino.

E’ infine evidente che, nella attuale fase di avvio del mercato, a fronte dei costi che verranno sostenuti dalle imprese, difficilmente verranno realizzati ricavi, anche solo compensativi.

Per questo Aeranti-Corallo si è attivata per individuare soluzioni che permettano il massimo contenimento dei costi e, in tale ottica, ha definito un percorso di collaborazione con Rai Way ai fini della realizzazione da parte di quest’ultima, di un servizio di abilitazione, economicamente sostenibile, del primo accesso, con la formula “chiavi in mano”, alla piattaforma digitale da parte delle società consortili che intendano diventare assegnatarie dei diritti di uso delle frequenze ma che non sono interessate, quantomeno in una prima fase, a realizzare investimenti in proprio.

Tale soluzione consentirà alle emittenti radiofoniche locali di Aeranti-Corallo di avviare in tempi brevi le trasmissioni radiofoniche digitali nella provincia di Trento e di partecipare, a pieno titolo, al citato progetto pilota.

E’ inoltre fondamentale che le imprese radiofoniche locali accedano con i propri contenuti su tutte le nuove piattaforme diffusive che si stanno sviluppando.

In tale contesto occorre evidenziare che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, accogliendo la proposta formulata da Aeranti-Corallo al riguardo, ha previsto, nell’ambito del nuovo regolamento sulla tv digitale terrestre, approvato nel corso dell’anno 2011, la possibilità di accedere alla piattaforma televisiva attraverso l’autorizzazione per fornitore di contenuti radiofonici digitali.

E’ ora importante che il Ministero dello Sviluppo Economico definisca al più presto il bando per l’attribuzione delle numerazioni dell’ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre previste per la radiofonia, dalla regolamentazione in materia della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

La radiofonia deve inoltre sviluppare la propria presenza sul web e incrementare la propria fruizione attraverso i tablet e gli smartphone.

Questo tema verrà approfondito nel corso del seminario sui temi di attualità della radiofonia che si svolgerà nell’ambito del Radiotv Forum.

Sul fronte degli ascolti radiofonici occorre rilevare che successivamente alla messa in liquidazione di Audiradio, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato, nel dicembre dello scorso anno, una consultazione pubblica sulla problematica.

Nell’ambito di tale consultazione è stato costituito presso l’Autorità un tavolo tecnico in fruizione di ausilio al raggiungimento di una posizione il più possibile condivisa di tutti i soggetti interessati, onde pervenire alla definitiva individuazione di una organizzazione sistematica della rilevazione degl i indici dell’ascolto radiofonico che garantisca la correttezza, la trasparenza, l’equità e l’indipendenza della ricerca, sia con riferimento alla governance che all’impianto metodologico da attuare. In tale sede Aeranti-Corallo ha evidenziato l’esigenza di una governance partecipata dalla radiofonia locale in misura almeno proporzionale ai propri ascolti.

Aeranti-Corallo inoltre ha sollecitato una metodologia capace di rilevare le peculiarità della radiofonia locale, nonché la pubblicazione dei dati attraverso la realizzazione di un nastro unico.

Frattanto al fine di porre rimedio, nell’immediato, alla mancanza di dati di ascolto aggiornati, la maggior parte delle imprese radiofoniche nazionali private e oltre 250 imprese radiofoniche locali hanno commissionato alla GFK Eurisko una indagine di ascolto, in corso di realizzazione.

Sempre sul fronte radiofonico, occorre infine che il Ministero dello Sviluppo Economico tuteli le emittenti legittimamente operanti da decenni dalle contestazioni di alcuni paesi esteri confinanti formulate sulla base del Piano delle frequenze di Ginevra del 1984, mai ratificato dall’Italia e quindi privo di efficacia nei confronti delle emittenti italiane.

 

Risorse, contributi, sanzioni

Il futuro dell’emittenza locale è strettamente legato alla quantità di risorse di cui la stessa potrà disporre.

In particolare, sono necessarie norme di indirizzo del mercato pubblicitario come sgravi di imposta per le aziende che acquistano spazi pubblicitari sulla emittenza locale.

Al riguardo occorre considerare che la pubblicità attraverso le emittenti radiofoniche e televisive locali rappresenta uno dei principali mezzi per la conoscenza dei prodotti e dei servizi delle piccole e delle medie imprese sicché un sostegno statale a tale tipologia di investimento pubblicitario non è solo un sostegno alle imprese radiotelevisive ma costituisce anche un elemento propulsivo per la ripresa dei consumi, tanto auspicata ad ogni livello.

Aeranti-Corallo ritiene, inoltre, necessaria la modifica della normativa delle tv a pagamento attraverso l’introduzione del divieto di trasmissioni pubblicitarie da parte di queste ultime.

Le pay tv, infatti, basando la propria attività sui ricavi derivanti dagli abbonamenti e dalle carte prepagate, possono vendere gli spazi per i messaggi pubblicitari anche a prezzi meno elevati di quelli praticati dalle tv locali, con evidenti conseguenze sul mercato.

Sul fronte del sostegno statale, Aeranti-Corallo sollecita una riflessione sull’esigenza di studiare nuove forme di provvidenze editoria finalizzate a sostenere l’attività dell’emittenza locale nell’informazione sul territorio.

In ogni caso, è necessario che vengano al più presto liquidate le provvidenze relative ai costi per l’energia elettrica e per i collegamenti satellitari per gli anni 2007 e 2008.

Le emittenti hanno un diritto soggettivo al riconoscimento di tali provvidenze e, pertanto, in mancanza della relativa erogazione, sarà inevitabile un contenzioso giudiziale al riguardo.

Passando alle misure di sostegno statale annualmente stanziate dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore delle tv locali, Aeranti-Corallo sollecita la liquidazione dei contributi relativi all’anno 2011.

E’ inoltre indispensabile che venga al più presto emanato il bando per le misure di sostegno per l’anno 2012.

Per quanto riguarda invece le misure di sostegno per la radiofonia locale occorre rilevare che sono stati liquidati i contributi relativi all’anno 2008, nonché i contributi relativi all’anno 2003 che erano caduti in perenzione.

A seguito di una modifica normativa sono tuttavia andati, ora, in perenzione i contributi per l’anno 2009.

E’ quindi necessario recuperare al più presto tali contributi nonché definire gli elenchi e le graduatorie relativi agli anni 2010 e 2011 procedendo anche ai relativi pagamenti.

Occorre, infine, un intervento normativo finalizzato a estendere a tutte le tipologie di sanzioni amministrative irrogate alle emittenti locali, la riduzione a 1/10 dei relativi importi, già prevista dall’art. 52, comma 5 del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici per le violazioni ivi indicate.

L’esigenza di tale intervento normativo, a nostro parere necessario per garantire meccanismi sanzionatori non sproporzionati alle dimensioni delle imprese radiotelevisive locali, è stata sollecitata anche dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con formale segnalazione al Governo, ai sensi della legge 249 del 1997.

Sempre in tema di violazioni amministrative, riteniamo inoltre opportuna l’esclusione del cumulo materiale delle sanzioni nelle ipotesi di continuazione dell’illecito, in analogia con l’art. 81 del codice penale.

 

Il ruolo dell’emittenza locale nell’informazione sul territorio

L’informazione sul territorio rappresenta il cuore dell’attività radiotelevisiva locale.

I microfoni e le telecamere dell’emittenza locale da oltre trenta anni hanno creato un indissolubile contatto tra i cittadini e il loro territorio, affrontando e raccontando tutti i temi di attualità, politica, cronaca e sport legati al contesto locale; anche in momenti difficili come quello del recente sisma che ha colpito l’Emilia le emittenti locali stanno dimostrando la capacità di rappresentare, con l’immediatezza necessaria per una efficiente informazione, un importante punto di riferimento per la popolazione di tale regione.

I rapporti di lavoro giornalistico nelle emittenti radiofoniche e televisive locali sono oltre duemila di cui oltre millecinquecento disciplinati dal contratto Nazionale Collettivo stipulato tra Aeranti-Corallo e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Negli scenari digitali, con la moltiplicazione dell’offerta, le tv locali, per avere successo, dovranno orientare, sempre più, i propri palinsesti all’informazione locale.

Solo in tale modo, infatti, le tv locali non si porranno in una situazione di insostenibile concorrenza con i media nazionali e offriranno un prodotto fortemente richiesto dall’utenza.

 

Conclusioni

In conclusione, Aeranti-Corallo ritiene necessario che i futuri scenari televisivi e radiofonici, debbano articolarsi attraverso un percorso che garantisca all’emittenza locale di poter effettivamente competere nel mercato.

Spesso si è affermato che il nostro sistema radiotelevisivo sia anomalo poiché nello stesso operano molte emittenti locali.

In realtà, ciò che è stata definita una anomalia, rappresenta invece un importante valore che deve essere mantenuto e garantito.

Per questo Aeranti-Corallo continuerà a battersi, ad ogni livello, per tutelare gli spazi e il ruolo dell’emittenza locale e con essi il pluralismo dell’informazione nel nostro Paese.

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui..

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.