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26/10/17 - Liberazione della Banda 700, le ipotesi di calendario

News Aeranti-Corallo

marco-rossignoli 2059Lo scorso 16 ottobre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge di bilancio (che verrà discusso nelle prossime settimane in sede parlamentare), nel quale sono state inserite alcune norme relative al passaggio delle frequenze della banda 700 Mhz (canali televisivi da 49 a 60 Uhf) dagli operatori tv agli operatori di larga banda in mobilità.

Come noto, infatti, entro il 31 dicembre del corrente anno dovranno essere conclusi gli accordi di coordinamento transfrontaliero delle frequenze all’interno dell’Unione europea. Nella scorsa edizione del TeleRadioFax (cfr edizione n. 19/2017 del 6 ottobre u.s.) abbiamo, a tale riguardo, riportato lo stato delle attività di coordinamento internazionale intraprese dall’Italia nei confronti degli Stati esteri radioelettricamente confinanti. Inoltre, entro il 30 giugno 2018, gli Stati membri dell’UE dovranno adottare e rendere pubblici i relativi piani nazionali per la liberazione della banda 700 Mhz. Tale liberazione, secondo i piani UE, dovrà avvenire al più tardi entro il 2022.
La legge di bilancio dovrebbe contenere un calendario delle attività previste in relazione alla suddetta dismissione della banda 700 Mhz. In particolare – come riportato da alcuni organi di stampa, tra i quali il Corriere delle Comunicazioni e Il Sole 24 Ore -  sarebbe prevista una intensa attività in capo al Ministero dello Sviluppo economico e alla Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, finalizzata a una completa riorganizzazione in ambito televisivo delle spettro radioelettrico e delle numerazioni Lcn.
Nella legge di bilancio, dovrebbero essere inserite anche misure economiche relative alla liberazione della banda 700 Mhz.
L'asta per la cessione delle frequenze (60 Mhz) della banda 700 potrebbe, infatti, fruttare alle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro. Di questi, verrebbero previsti 276 milioni di euro a titolo di misure compensative a favore di operatori di rete nazionali per costi di adeguamento degli impianti di trasmissione sostenuti dagli operatori a seguito della liberazione delle frequenze, considerata la necessità di un aggiornamento tecnologico delle reti alle nuove modalità trasmissive per tutti gli apparati in esercizio prima del 2012. Inoltre, 291 milioni di euro sarebbero destinati a indennizzi a favore degli operatori di rete in ambito locale che rilasceranno le frequenze (dovrebbe essere previsto il rilascio di tutte le frequenze degli operatori di rete locali e la riassegnazione, mediante gara, a operatori di rete per diffondere i contenuti dell’emittenza locale, di un terzo delle 14 frequenze coordinate che saranno disponibili). Infine, 100 milioni di euro verrebbero previsti a titolo di contributo per l'acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva per l'utenza finale (tale contributo sarebbe, però, limitato ai soli soggetti esonerati dall'obbligo di pagamento del canone radio-tv, con un valore unitario massimo per utente limitato a 50 euro).
Aeranti-Corallo ritiene non accettabile l’introduzione delle suddette misure senza un preventivo confronto con il settore televisivo locale.
 
(Nella foto: Marco Rossignoli)
 

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