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Intervento del Dott. Sergio Billé Presidente Confcommercio in occasione della conferenza stampa del "Par condicio day" svoltasi a Roma il 15 settembre 1999 presso l'Hotel Nazionale


INTERVENTO DEL DOTT. SERGIO BILLE' PRESIDENTE CONFCOMMERCIO IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA STAMPA DEL "PAR CONDICIO DAY" SVOLTASI A ROMA IL 15 SETTEMBRE 1999 PRESSO L'HOTEL NAZIONALE

 

L'area delle telecomunicazioni e, in particolare, quella radiotelevisiva, è troppo importante per la difesa del libero mercato e di una reale democrazia economica per essere lasciata nelle sole mani di grandi oligopoli.
Le operazioni in atto - mi riferisco in particolare all'ingresso dell'Enel nell'area della tv digitale che è poi la tv del futuro - sembrano andare purtroppo nella direzione opposta e ciò non può non suscitare forti preoccupazioni.
Una tv gestita solo da poteri forti - Mediaset e Murdoch, da un lato, Rai, Enel e Telecom, dall'altro - non promette niente di buono per almeno due motivi.
Primo, perchè rischia di condizionare pesantemente il mondo dell'informazione e quindi di soffocare quelle forme di pluralismo che sono l'unica garanzia possibile per il buon funzionamento di un sistema democratico.
Secondo, perchè schiaccia di fatto quel tipo di imprenditorialità che può far muovere non solo il mercato delle idee ma anche quello dell'occupazione.
Per questo Confcommercio ritiene giusto aderire a questa iniziativa volta a sensibilizzare le Istituzioni ma anche l'opinione pubblica su problemi reali che toccano da vicino la libertà del cittadino.
E' chiaro, infatti, che le imprese radiotelevisive locali possono sopravvivere solo a condizione che si permetta loro di muoversi in un quadro di flessibilità e di maggiore aderenza alle esigenze espresse dalle diverse parti del territorio.
Così mi sembra più che corretta la necessità di individuare, per quanto riguarda la par condicio, ora in discussione al Senato, norme che per le antenne locali siano più flessibili e vadano incontro anche alle loro esigenze finanziarie e ai loro bilanci spesso vicini alla soglia di sopravvivenza.
Anche per le cronache degli avvenimenti calcistici bisogna assolutamente trovare formule di compromesso che consentano anche alle antenne locali di continuare a svolgere, sia pure nel loro specifico ambito, la loro preziosa funzione.
Per quanto riguarda, infine, il piano delle frequenze è evidente che occorre al più presto studiare correttivi alla riforma varata un anno fa dal Parlamento, riforma che, nei fatti, sia pure assicurando un grado maggiore di trasparenza al mercato, non risolve affatto il problema delle emittenti locali poste spesso di fronte a condizioni a dir poco vessatorie.

 

 

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