10 ottobre 1988 Sentenza del Tribunale di Perugia

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10 OTTOBRE 1988

SENTENZA DEL TRIBUNALE DI PERUGIA

PRES. ZAMPA

EST. RENZO

 

S.N.C. ZUMAS c. S.A.S. RADIO SUBASIO

 

(0missis) – Svolgimento del processo – Con ricorso 29 marzo 1986 la Zumas s.n.c. chiedeva al Pretore di Perugia un provvedimento d’urgenza ex art. 700 che valesse a preservare le trasmissioni di Radio Onda Libera, gestita dalla Zumas, dai disturbi che nella zona di Perugia centro ne impedivano la ricezione; secondo la ricorrente l’interferenza proveniva dalle trasmissioni dell’altra emittente privata Radio Subasio, gestita dalla s.a.s. Radio Subasio.

Il Pretore, dopo aver disposto una perizia tecnica, e sulla scorta dei suoi esiti, ordinava a Radio Subasio s.a.s. la riduzione di potenza, da 1000 a 300 Watt, del trasmettitore radiofonico a modulazione di frequenza sulla portante di 88,85 MHz, ubicato in Perugia, Via Baglioni, 3. Con atto notificato il 12 novembre 1986 la Zumas s.n.c. introduceva il giudizio di merito, col quale si proponeva di ottenere un definitivo suggello alla decisione pretorile, previa declaratoria di illiceità del comportamento di Radio Subasio s.a.s., nonché la condanna di quest’ultima al risarcimento dei danni. La convenuta, costituitasi in giudizio, rilevava l’illegittimità del provvedimento pretorile sotto il profilo del c.d. «preuso», che apparteneva proprio a Radio Subasio s.a.s.; argomentava inoltre che l’interferenza lamentata dalla Zumas in realtà non esisteva o era di rilevanza spaziale così ridotta da non assurgere ad illecito. Obiettava poi che comunque il disturbo non era imputabile solo a Radio Subasio, ma ad una molteplicità di radio private operanti nel centro storico perugino, e chiedeva perciò la chiamata in giudizio di tutte tali emittenti ai sensi dell’art. 107 c.p.c. Chiedeva infine, in via riconvenzionale, la condanna della Zumas al risarcimento dei danni causati col provvedimento d’urgenza.

La causa veniva istruita mediante produzioni documentali, e sulle conclusioni trascritte in epigrafe veniva trattenuta per la decisione all’udienza collegiale del 25 marzo 1988.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Gli scritti conclusionali delle parti contengono qualche schermaglia a proposito della natura della situazione giuridica del privato che gestisce trasmissioni radio-televisive via etere in ambito locale. Radio Subasio s.a.s. vorrebbe negare a tale situazione il carattere di diritto soggettivo, pervenendo così da un lato alla negazione della possibilità di tutela ex art. 700 c.p.c., e dall’altro dalla affermazione dell’impossibilità di una qualsiasi tutela «petitoria in via ordinaria». La convenuta è però in errore, perché forse l’unica certezza nell’ambito di questa materia è proprio la natura di diritto soggettivo della facoltà esercitata dalle emittenti radiotelevisive private. I collegamenti costituzionali del diritto sono stati reiteratamente individuati dalla Corte Costituzionale nel diritto di libera manifestazione del pensiero e di iniziativa economica.

Nella giurisprudenza ordinaria tale indirizzo ha trovato la massima espressione in Cass. Sez. Un. sent. n. 6339 del 3 dicembre 1984, alla quale tutta la successiva giurisprudenza si è uniformata, con minime oscillazioni sol quando si è trattato di sistematizzare la forza e l’ampiezza di tale diritto dinanzi a provvedimenti autoritativi dell’amministrazione pubblica cui è affidata la cura dello sfruttamento dell’etere a scopo di comunicazione (Ministero PP.TT.).

La ricognizione della situazione giuridica dell’emittente privata quale diritto soggettivo apre però la questione del regolamento del conflitto tra più diritti soggettivi, che è poi l’oggetto di questo giudizio. L’unico mezzo conosciuto per fronteggiare questa problematica è, nel silenzio della legge, il criterio del preuso, elaborato dalla giurisprudenza pretoria resa necessaria dal vuoto legislativo. Secondo tale criterio, il privato che occupi di fatto, con le proprie trasmissioni, una certa banda di frequenza, ha diritto di continuare ad occuparla e di essere tutelato, sia in via possessoria che petitoria, contro le interferenze provenienti da altre emittenti che trasmettono su bande uguali o contigue. Il Tribunale non ha motivo per discostarsi da tale massima, la cui più recente applicazione nella giurisprudenza di merito sembra essere il Tribunale Milano, Sez. I, sent. 10250 del 19 novembre 1987, inedita ma massimata dal C.E.D., e resa in controversia perfettamente sovrapponibile a quella che qui ne occupa. Operazione preliminare a qualsiasi decisione è dunque quella di individuare chi, tra la Zumas e Radio Subasio, abbia il preuso della propria banda, ricordando che i due canali sono diversi ma contigui (88,85 Radio Subasio, 89,600 Radio Onda Libera). Le fonti di prova offerte dalle parti sono le seguenti: per Radio Onda Libera il documento più risalente nel tempo è una lettera del 1 aprile 1982 con la quale si comunicavano alla Questura di Perugia le frequenze occupate, tra le quali quella di 89.600 MHz. Per Radio Subasio v’è la prova che la stazione radio esisteva già nel 1979 (cfr. accordo con l’A.P.I. s.r.l.), ma non sappiamo quali frequenze occupasse a quella data.

C’è invece una lettera datata 20 febbraio 1982 e diretta alla Questura di Perugia con la quale si comunica l’occupazione della frequenza 88.800 MHz. La lettera non è accompagnata dalla prova della spedizione, ma il Tribunale vi presta ugualmente fede, poiché non si vuol credere ad un falso tanto facilmente smascherabile, e perché inoltre la lettera 20 febbraio 1982 è richiamata in altra missiva diretta al Ministero P.T. che è invece accompagnata dalla cedola di raccomandazione. Alla stregua dei documenti prodotti dobbiamo dunque assegnare a Radio Subasio il preuso della propria banda. La prima conseguenza di questa acquisizione processuale è che Radio Subasio può vantare nei confronti di Radio Onda Libera il diritto soggettivo a trasmettere su 88.800 senza essere impedita o disturbata. Tra tali impedimenti o disturbi vanno ricomprese tanto le interferenze da radioemissioni quanto le attività che abbiano comunque l’effetto di comprimere il diritto di trasmissione, quale può essere, ad esempio, la richiesta di un provvedimento urgente del tipo di quello ottenuto dalla Zumas s.n.c. Prima di smentire definitivamente le ragioni dell’attrice occorre però esaminare un altro profilo della questione, e cioè l’estensione delle facoltà riconoscibili a chi vanta il preuso. Se il Tribunale non va errato, è proprio questo il perno della difesa della Zumas, che intende difendere il proprio diritto ad emettere ed essere ricevuta dagli utenti, nella stessa zona del centro perugino occupata da Radio Subasio, senza con ciò pretendere la cessazione delle emissioni di Radio Subasio. L’accettabilità in astratto di un simile ragionamento deve però confrontarsi con una realtà non rimovibile, costituita dalla naturale limitatezza delle bande di frequenza disponibili; sicché la libertà di radioemissione, facile a predicarsi, sarà sempre difficile a praticarsi, e riservata comunque ad un numero relativamente basso di soggetti. E proprio da questa realtà che è nato il criterio giurisprudenziale del preuso, metodo casuale ed arbitrario, ma imparziale, per stabilire vincitori e vinti nella guerra dell’etere. È tuttavia lecito chiedersi se il preuso di una banda legittimi il suo titolare all’occupazione con strumenti di trasmissione che per caratteristiche tecniche o localizzazione rendano difficoltoso l’esercizio del diritto di radioemissione da parte di soggetti occupatori di canali vicini. E’ opinione del Tribunale che a questo proposito debba farsi ricorso alle clausole generali del diritto civile, utilizzate come fattori integrativi per la descrizione dei contenuti del diritto del preutente. Il diritto di radioemissione deve essere esercitato, secondo «buona fede», e con strumenti funzionali all’ampiezza del diritto. Questo vuol dire che la stazione radio dovrà essere dotata di strumenti che consentano la copertura di un bacino d’utenza limitato, essendo circoscritta all’ambito locale la libertà di trasmissione, e che tali strumenti dovranno essere dotati, se possibile, di ogni idoneo accorgimento per eliminare interferenze su altre bande. Gli strumenti, insomma, devono essere concepiti ed utilizzati per il proprio vantaggio e non per l’altrui danno. L’applicazione di tali parametri alla fattispecie concreta non conforta le ragioni dell’attrice. A tale conclusione il Tribunale perviene analizzando le risultanze della C.T.U. dell’ing. Cruciani, dalle quali si rileva che l’ascolto di Radio Onda Libera è disturbato dalle emissioni di Radio Subasio solo in Piazza IV Novembre, laddove la prossimità dell’impianto trasmittente di Radio Subasio crea l’effetto «blanket-area», consistente nella saturazione dei ricevitori ad opera del campo radioelettrico emanato dalla trasmittente. Circa la perizia Cruciani va pure detto che c’è uno scarto tra le conclusioni di cui al punto 1) di pag. 7 e il dettagliato resoconto delle operazioni peritali. Le conclusioni, infatti, collocano il disturbo proveniente da Radio Subasio in una zona più vasta del Centro perugino, mentre la descrizione delle operazioni lo circoscrive a Piazza IV Novembre. In ogni caso, è certo che il disturbo proveniente da Radio Subasio va attribuito ad un effetto normale e coessenziale al funzionamento della stazione trasmittente, quale il «blanket-area»; e non risale invece ad un comportamento emulativo della convenuta, che si sarebbe configurato, ad esempio, nel caso dell’uso di un trasmettitore di potenza abnormale rispetto alle esigenze dell’emittente.

In una tale situazione, che è definibile «normale» rispetto all’ipotetica ampiezza del diritto del preutente, si deve concludere per la non tutelabilità delle emissioni di Radio Onda Libera, che dovrà subire i disturbi provenienti da Radio Subasio come conseguenza del preuso della propria banda vantato da quest’ultima. Il provvedimento d’urgenza emesso dal Pretore deve esser perciò caducato, sostituendosi al suo «dictum» il giudicato che sortirà da questo processo. Relativamente alla riconvenzionale per danni avanzata dalla convenuta, deve dichiararsi la carenza assoluta di prova, e la dubbia consistenza della stessa allegazione, tanto che Radio Subasio ha continuato le trasmissioni sia pure a potenza ridotta. La relativa richiesta andrà perciò respinta. La domanda di risarcimento avanzata dalla Zumas s.n.c. e le altre questioni sollevate dalla convenuta restano travolte dalla reiezione della domanda principale. L’estrema opinabilità della materia oggetto del giudizio, mentre giustifica l’integrale compensazione delle spese, consiglia un prudente scetticismo verso la stabilità della sentenza, e la conseguente reiezione della istanza di provvisoria esecuzione. (0missis).