12/7/19 – Caratteristiche dei ricevitori per la radiofonia digitale, incontro al Ministero

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La legge di bilancio 2018 ha previsto (all’art. 1, comma 1044) che “Al fine di favorire l’innovazione tecnologica, a decorrere dal 1º giugno 2019 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale. Per le medesime finalità, a decorrere dal 1º gennaio 2020 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti ai consumatori nel territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale.”

La legge di conversione del DL “sblocca cantieri” (all’art. 28, comma 5) ha fornito un chiarimento che limita l’ambito di applicazione della norma intendendo “i ricevitori autoradio venduti singolarmente o integrati in un veicolo nuovo della categoria M e N nonche’ i ricevitori con sintonizzatore radio che operino nelle bande destinate al servizio di radiodiffusione secondo il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 ottobre 2018, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 19 ottobre 2018 ad esclusione delle apparecchiature utilizzate dai radioamatori e dei prodotti nei quali il ricevitore radio e’ puramente accessorio”.

In sede di approvazione del provvedimento al Senato, è stato votato un Ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l’opportunità di una consultazione finalizzata a pervenire alla corretta definizione del termine “prodotti nei quali il ricevitore radio è puramente accessorio”.

La Dgpgsr del Ministero dello Sviluppo economico ha, conseguentemente, promosso una riunione, svoltasi in data odierna, cui è intervenuto, per Aeranti-Corallo, Fabrizio Berrini, tra operatori del settore, loro associazioni e associazioni dei produttori e distributori di apparecchiature di elettronica di consumo. Presenti all’incontro anche l’Agcom e la Fondazione Ugo Bordoni.
In tale sede è emerso che i produttori e i distributori dispongono nei propri magazzini di molti dispositivi, pronti per la vendita, che non sono esclusivamente atti alla ricezione radiofonica (es. radiosveglie), privi di interfaccia dab+; di contro, gli operatori del settore della radiofonia hanno interesse che tutti i ricevitori radio consentano la ricezione dab+.
In ogni caso, Aeranti-Corallo evidenzia che per favorire l’evoluzione di tale tecnologia, sia indispensabile, da una parte, sviluppare il mercato dei ricevitori e, dall’altra parte, consentire anche alle emittenti radiofoniche locali (che rappresentano circa il 40% degli ascolti e del fatturato del settore) di trasmettere in digitale in tutte le regioni italiane.
E’, quindi, auspicabile che l’Agcom, nell’ambito della revisione della regolamentazione in materia, preveda norme che favoriscano la sperimentazione dab+ da parte delle emittenti radiofoniche locali, in attesa dell’adozione della nuova emananda pianificazione delle frequenze che non potrà essere attuata prima del luglio 2022.

(Nella foto: Fabrizio Berrini)