15 luglio 1997 Sentenza n. 805/97 della Pretura Circondariale di Arezzo

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15 LUGLIO 1997

SENTENZA N° 805/97 DELLA PRETURA CIRCONDARIALE DI AREZZO

Nel procedimento penale a carico di:

XY

LIBERO – PRESENTE

IMPUTATO

del reato di cui agli artt. 195 DPR n. 156/73 così come modificato dall’art. 30 L. 223/90 perché, quale Direttore responsabile dell’emittente televisiva WZ installava ed esercitava, senza la prescritta concessione, un impianto di radiodiffusione televisiva operante sulla frequenza …….MHZ.

In Arezzo il 2/3/1995.

Al dibattimento il P.M. chiede N.D.P. perché il fatto non costituisce reato.

I difensori dell’imputato si associano alle conclusioni del P.M., conformemente anche per non aver commesso il fatto.

RITENUTO IN FATTO

In data 13 maggio 1996, XY veniva tratto a giudizio davanti al Pretore di Arezzo perché aveva installato un impianto di radiodiffusione televisivo senza la prescritta concessione.

Il dibattimento è stato celebrato nelle udienze 11 gennaio 1997, 25 febbraio 1997, * giugno 1997 e 1 luglio 1997, alla presenza dell’imputato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il fatto è pacifico.

L’emittente WZ ha utilizzato un ponte radio per alcune riprese dirette effettuate dal caffè KK. Il ponte radio serviva a collegare il Caffè e la stazione emittente. Attraverso un secondo ponte radio, la stazione emittente metteva in onda la ripresa sul canale ……..

Sostiene l’accusa;

il ponte radio che serviva a collegare il caffè e la stazione emittente non era autorizzato; ergo l’imputato ha installato un impianto senza concessione; ed ha commesso il reato p. e p. dall’art. 195 del codice postale.

Ribatte la difesa:

la legge punisce l’impianto di diffusione televisiva senza concessione. La legge subordina la trasmissione televisiva alla concessione. Ma una cosa è la trasmissione televisiva e una cosa diversa è il collegamento tra il Caffè e la stazione emittente. Nel nostro caso la trasmissione avveniva sempre dalla medesima stazione emittente e il ponte radio si limitava a collegare il Caffè alla Stazione emittente; ma la trasmissione partiva sempre e soltanto dalla stazione emittente. L’aggiunta di un ponte radio di collegamento non costituisce reato. Difatti la concessione per trasmettere in una certa area (bacino d’utenza) comprende l’uso di tutti i collegamenti necessari per servire l’area interessata (il bacino d’utenza).

La tesi della difesa è fondata.

La legge prende in esame l’impianto di diffusione televisiva, che trasmette su un certo canale, e che si irradia nel perimetro di un certo bacino d’utenza.

Il ponte radio è una apparecchiatura strumentale della stazione emittente; è un semplice ORGANO della stazione emittente; non ha una sua autonomia funzionale; non è un impianto di radiodiffusione; non modifica il bacino d’utenza.

La legge prende in esame la stazione emittente che diffonde il segnale entro un perimetro. L’impianto è costituito dalla Stazione emittente. Il ponte radio fa parte dell’impianto. Una volta autorizzata la stazione che trasmette in un dato perimetro, sono automaticamente autorizzate tutte le apparecchiature che servono alla stazione per raggiungere il suo scopo.

Ma ad una condizione,

che, la stazione non trasmette oltre il perimetro autorizzato (oltre il bacino d’utenza).

Finché la stazione opera entro il bacino d’utenza, la concessione ottenuta legittima tutte le apparecchiature necessarie alla trasmissione. Il ponte radio è una apparecchiatura necessaria alla trasmissione. Ergo rientra nella concessione originaria ottenuta dalla stazione.

L’imputato va assolto perché il fatto ascritto non costituisce reato.

PER QUESTI MOTIVI

IL PRETORE DI AREZZO

Visto l’art. 530 c.p.p.

assolve XY in ordine al delitto ascritto perché il fatto non costituisce reato.