2 dicembre 1996 Ordinanza n. 27/96 del Tribunale di Ferrara

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2 DICEMBRE 1996

ORDINANZA N° 27 DEL TRIBUNALE DI FERRARA

IL TRIBUNALE DI FERRARA

 

riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei magistrati:

– Dott. Vincenzo Melluso, Presidente

– Dott. Luigi Rende, Giudice rel.

– Dott.ssa Silvia Giorgi, Giudice

pronunciando sul riesame depositato il 21 novembre 1996 dagli avv. Felice Vaccaro e Mario Parizzi nell’interesse del loro assistito XX;

sentita la relazione del dott. Luigi Rende;

visto il parere espresso dal P.M.;

sciogliendo la riserva, pronuncia la seguente

ordinanza

In data 28 ottobre 1996 la Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Ferrara inoltrava al G.I.P. richiesta di emissione di decreto di sequestro preventivo di un trasmettitore marca “R.V.R.” mod. P J20 e di una antenna marca Irte in quanto pertinenti al reato di cui all’art. 195 co. 2° DPR n. 156/73 in ordine al quale erano in corso Indagini. Precisava, altresì, che il provvedimento richiesto si imponeva in quanto la libera disponibilità delle cose sopra descritte avrebbe comportato la possibilità che le trasmissioni radiofoniche non concessionate e, pertanto abusive continuassero con la conseguente protrazione delle conseguenze del reato in data 31 ottobre 1996 il G.I.P. della Pretura Circondariale di Ferrara in accoglimento della richiesta di cui sopra ordinava il sequestro degli oggetti indicati affermando che il mancato sequestro avrebbe comportato la protrazione del reato di cui all’art. 195 co. 2° DPR n. 155/73 ed, in particolare la protrazione delle trasmissione radiofoniche abusive in quanto non concessionate.

In data 4 novembre 1996 la Procura dava esecuzione al provvedimento del G.I.P. ed inviava informazione di garanzia a XX nella sua qualità di legale rappresentante della S.r.l. Radio YY avvertendo che l’Ufficio stava procedendo ad indagini, nei suoi confronti, per il reato di cui all’art. 195 co. 2° DPR n. 155/73.

Avverso il decreto di sequestro ed il successivo provvedimento d’esecuzione veniva proposto riesame con il quale si rileva che il provvedimento del G.I.P. appare viziato da nullità insanabile.

1) per carenza di motivazione;

2) perché l’ipotesi contestata non costituisce più reato ed è soggetta a sanzione amministrativa ai sensi dell’art. 1 L. 28 dicembre 1993 n. 561 che fa riferimento anche al co. 2° del T.U. 29 marzo 1973 n. 155;

3) perché il fatto, è comunque, penalmente irrilevante ai sensi del punto 2 dell’art. 32 L. 223/90 per gli impianti radioelettrici modificati senza autorizzazione (se necessaria) durante il regime transitorio della L. 223/90 ed ai sensi dell’art. 10 punto 2 L. 223/90 e 6 L. 422/93 per il successivo regime ordinario.

Ritiene il Tribunale che il provvedimento oggetto del riesame debba essere revocato per insussistenza, sia pure astratta, del fatto reato per il quale si procede.

Ed, invero, stando al provvedimento di sequestro, sembrerebbe che le apparecchiature sequestrate servissero per effettuare delle trasmissioni per le quali la Società non aveva ottenuto alcuna autorizzazione. Viceversa è in atti provvedimento del Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, di data 22 marzo 1994, attualmente in vigore perché prorogato, con il quale è concesso alla Società in oggetto l’esercizio della radiodiffusione sonora a carattere commerciale in ambito nazionale. All’art. 1 punto 2 di tale provvedimento viene pure precisato che la Società potrà operare con gli impianti ed i relativi collegamenti di cui agli elenchi allegati al medesimo provvedimento.

L’assoluta genericità della motivazione del provvedimento di sequestro non consente, poi, di prendere in esame quelle ulteriori considerazioni contenute nella memoria prodotta dal P.M. in udienza camerale proprio perché esse non trovano alcun riscontro con la motivazione contenuta nel provvedimento che, pertanto, va revocato.

P.Q.M.

revoca il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. della Pretura Circondariale di Ferrara il 31 ottobre 1996.