20 giugno 1997 Sentenza del TAR Lazio, Sez. II

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20 GIUGNO 1997

SENTENZA DEL TAR LAZIO, SEZIONE II

Presidente: Elefante

Estensore: Polito

Parti: Teleserma S.r.l./Ministero PP.TT.

Con il ricorso in esame la s.r.l. Teleserma ha impugnato il provvedimento di estremi indicati in epigrafe con il quale il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni ha respinto la domanda presentata dalla Società predetta intesa ad ottenere la rettifica della concessione di radiodiffusione televisiva di tipo comunitario, rilasciata il 10 febbraio 1995, in concessione a carattere commerciale.

A motivazione della determinazione di segno negativo il Ministero convenuto ha posto il rilievo della mancanza per un determinato lasso temporale del requisito prescritto dall’art. 1, comma 5, lett. a) della legge 27 ottobre 1993, n. 422, inerente all’esistenza di rapporti continuativi di lavoro subordinato in regola con le vigenti disposizioni previdenziali con almeno tre dipendenti o tre soci lavoratori.

Ha dedotto con quattro motivi l’illegittimità dell’atto impugnato per violazione degli artt. 16, commi 6 e 7, della legge 6 agosto 1990, n. 223; 1, comma 5, lett. a), 6 della legge n. 422/993 e perché viziato da eccesso di potere in diverse figure sintomatiche.

Sostiene in particolare:

– che, in presenza di una domanda diretta ad ottenere il rilascio di concessione di emittenza televisiva in ambito locale di tipo commerciale, l’Amministrazione P.T. non poteva ex officio pronunziarsi nel senso del rilascio di un titolo di una concessione a carattere comunitario, a ciò ostando il divieto di mutare la tipologia di concessione stabilito dall’art. 16, comma 6, della legge n. 223/1990;

– che il temporaneo venir meno – per necessità strettamente aziendali – della presenza in servizio di almeno tre dipendenti o soci lavoratori, non comporta la perdita del requisito per il rilascio della concessione di radiodiffusione televisiva di tipo commerciale;

– che l’Amministrazione P.T. non ha proceduto ad una attenta e completa istruttoria degli elementi documentali trasmessi dalla Società interessata.

Con memoria depositata del 27 marzo 1997 la Società Teleserma ha ulteriormente illustrato le proprie tesi difensive.

Il Ministero P.T. si è costituito in giudizio ed ha contrastato i motivi di impugnativa e chiesto il rigetto del ricorso.

All’udienza del 9 aprile 1997 il ricorso è stato trattenuto per la decisione.

DIRITTO. – 1. Va preliminarmente dichiarato inammissibile il primo motivo di impugnativa diretto a censurare il decreto del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni del 1° marzo 1993 con il quale è stata rilasciata in favore della Società Teleserma concessione di radiodiffusione televisiva di tipo comunitario.

Ogni doglianza al riguardo doveva essere proposta a mezzo di tempestiva impugnazione del decreto predetto – di cui la ricorrente dà atto di aver avuto cognizione fin dal 10 marzo 1995 – con la conseguenza che l’equiescenza prestata dalla ricorrente impedisce che possa essere messo in discussione il contenuto dispositivo del provvedimento di cui trattasi, che versa ora in condizione di inoppugnabilità.

2. Ciò premesso, su istanza dell’odierna ricorrente il Ministero convenuto ha posto in essere un procedimento di riesame della legittimità del decreto del 1° marzo 1994, volto alla verifica dell’esistenza dei presupposti di legge per il rilascio di una concessione di radiodiffusione televisiva commerciale – anziché di carattere comunitario – con riferimento all’osservanza dei limiti numerici del personale utilizzato per l’attività sociale secondo quanto prescritto dall’art. 1, comma 5, lett. a), della legge n. 422/1993 (tre dipendenti con rapporto continuativo di lavoro o tre soci lavoratori).

La Società Teleserma ha documentato di avere prodotto in data 22 ottobre 1990 domanda diretta ad ottenere “concessione di carattere commerciale” per l’esercizio di impianti di radiodiffusione televisiva e pertanto ha interesse al sindacare, negli aspetti sia sostanziali che formali, il procedimento di secondo grado attivato dall’Amministrazione per la verifica della legittimità del titolo di concessione in precedenza rilasciato.

3. Nel merito il ricorso è fondato.

Dagli atti versati in giudizio (cfr. nota del Ministero P.T., Direzione Servizi Radioelettrici, n. 0019496 del 9 giugno 1995 e copia del libro matricola del personale dipendente della Soc. Teleserma, esibiti dalla Società medesima sub allegati 12 e 14) risulta che alla data del 30 novembre 1993 – assunta dall’art. 2, comma 3, della legge n. 422/1993 a riferimento per la verifica del possesso dei requisiti richiesti dall’art. 1 della legge medesima per il rilascio delle concessioni di radiodiffusione ai soggetti autorizzati alla prosecuzione dell’esercizio degli impianti in virtù dell’art. 32 della legge n. 223/1990 – la Società ricorrente occupava personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nei limiti stabiliti dall’art. 1, comma 5, lett. a) della legge n. 422/1993 e che tale requisito permaneva alla data del 1° marzo 1994, di rilascio della concessione di radiodiffusione a carattere comunitario anziché commerciale come da richiesta della Società interessata.

Se è vero che nelle more della formale comunicazione dell’adozione del decreto di concessione – per ragioni di ristrutturazione aziendale – il personale dipendente utilizzato è sceso al di sotto della consistenza numerica di cui alla norma in precedenza menzionata per poi nuovamente rientrare nei limiti di legge – tale circostanza, diversamente da quanto argomentato dall’Amministrazione nella parte motiva dell’atto impugnato, non si risolve in una condizione ostativa al favorevole esito del procedimento diretto alla verifica di legittimità del provvedimento del 1° marzo 1994, una volta data dimostrazione del possesso alla data del 30 novembre 1993 del requisito richiesto dall’art. 1, comma 5, lett. a), della legge n. 422/1993 e della sua esistenza al momento del perfezionamento del procedimento di esame della domanda della società Teleserma diretta ad ottenere il rilascio di concessione di radiodiffusione a carattere commerciale.

Sotto altro profilo deve osservarsi che, nel corso dell’attività di gestione sociale, ben possono verificarsi eventi che incidano sulla consistenza dell’organico del personale dipendente (licenziamenti, dimissioni, cessazioni per limiti di età ed ogni altra causa estintiva del rapporto di lavoro) cui, tuttavia, la Società Teleserma ha posto rimedio in termini ragionevoli al fine di garantire l’osservanza del disposto di cui al richiamato art. 1, comma 5, lett. a).

Del resto la disciplina del settore (art. 1, comma 7, della legge n. 422/1993) nel caso in cui in costanza del rapporto concessorio venga meno il requisito inerente alla dotazione numerica del personale utilizzato dall’emittente televisiva non ha previsto un’automatica causa di decadenza, ma ha rimesso all’Amministrazione P.T. la potestà di disporre la “revoca” del titolo concessorio, il cui esercizio – secondo i noti principi in tema di rapporti di concessione – presuppone in ogni caso la diffida a regolarizzare la posizione del concessionario prima di adottare la definitiva misura estintiva del rapporto.

Per le considerazioni che precedono il ricorso va accolto e, per l’effetto, va annullato l’atto impugnato. Al disposto annullamento segue l’obbligo dell’Amministrazione di rinnovare il provvedimento conclusivo del procedimento di riesame della legittimità della concessione rilasciata il 1° marzo 1994 attivato su istanza della società ricorrente.

Sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese del giudizio.

P.Q.M. – Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sez. 2ª, accoglie il ricorso in epigrafe n. 8478/96 proposto dalla s.r.l. Teleserma e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato DCSR 8/1/906605 del 26 marzo 1996.

Compensa fra le parti le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.