23 febbraio 1995 Sentenza del TAR Trentino Alto Adige, Sede di Trento

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23 FEBBRAIO 1995

SENTENZA DEL TAR TRENTINO ALTO ADIGE, SEDE DI TRENTO

Pres.: Scognamiglio

Est.: Castello

Parti: Teleadige Srl e Ministero PP.TT.

La ricorrente lamenta la violazione dell’art. 1, primo comma, della legge 27 ottobre 1993, n. 422, a norma del quale il Ministero PP.TT. rilascia, ai soggetti autorizzati a proseguire nell’esercizio di impianti per la radiodiffusione televisiva in ambito locale ai sensi dell’art. 32 legge 8 agosto 1990, n. 223, le relative concessioni.

Ed invero, inserita espressamente nella graduatoria approvata con D.M. 12 agosto 1992, essa era autorizzata ai sensi dell’art. 32 legge n. 223/90.

Quest’ultima norma, disciplinando l’autorizzazione alla prosecuzione nella attività di radiodiffusione, in attesa di definizione del procedimento concessorio, non pone alcuna limitazione in connessione con eventuali variazioni di proprietà in capo all’emittente, vietando solo modificazioni della funzionalità tecnico-operativa degli impianti.

Secondo la ricorrente il provvedimento impugnato sarebbe illegittimo anche per violazione dell’art. 13 della legge stessa che consente i trasferimenti di quote societarie e di imprese costituite in forma individuale per tutti i soggetti in regime di autorizzazione con l’unico onere della comunicazione al Garante; onere puntualmente assolto.

Il decreto del Ministero PP.TT., così censurato, si regge, in realtà, sull’unico presupposto – esplicitato nelle premesse – che “alla data del 30 novembre 1993 titolare dell’emittente Teleadige non è più Rigotti Giuliano nato l’11 ottobre 1956 a Trento, bensì Teleadige s.r.l. e quest’ultimo non è soggetto autorizzato ai sensi e per gli effetti della legge n. 223/90 e dell’art. 1 della legge 422/93”.

Si pone, pertanto, la questione se a seguito del conferimento della ditta individuale “Teleadige di Rigotti Giuliano” nella “Teleadige s.r.l.” il provvedimento autorizzativo rilasciato alla prima abbia esaurito i suoi effetti in conseguenza del suo conferimento nella società ovvero … “ad esplicare gli effetti stessi nonostante l’avvenuto conferimento”.

Considerato che, come si evince dall’atto costitutivo dalla s.r.l., il signor Rigotti, già titolare dell’emittente radiotelevisiva Teleadige possiede l’80% delle quote della società stessa ed è titolare della carica di amministratore unico, è da escludere che tra i due soggetti: emittente costituita in forma di ditta individuale ed emittente costituita in forma di s.r.l. esistono, agli effetti della normativa considerata, differenze sostanziali tali da far emergere condizioni assolutamente ostative al rilascio della concessione.

L’ipotesi normale, anche se noti necessaria (ma l’atto costitutivo della Teleadige s.r.l. non rivela l’esistenza di deroghe), è quella che coevamente al trasferimento dell’azienda si abbia successione nell’esercizio dell’impresa. Non si può quindi prescindere dalla considerazione unitaria del complesso aziendale e dalla circostanza della sua devoluzione globale, includendo la generalità dei rapporti, tra i quali quello autorizzatorio in questione.

Del resto tale situazione, che il Ministero PP.TT. adduce a presupposto giustificativo del diniego, era già maturata al momento della inclusione della società nella graduatoria degli aspiranti alla concessione e della sua autorizzazione all’attività di radiodiffusione televisiva nella more del procedimento concessorio, essendo a suo tempo stato comunicato al Garante presso il Ministero PP.TT. … in data 10 maggio 1991 il cambio di proprietà dell’emittente e approvata con D.M. 18 agosto 1992.

Il gravame pertanto è fondato e merita di essere accolto per l’assorbente motivo della violazione dell’art. 1 legge 27 ottobre 1993 n. 422.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M. – Il Tribunale, Regionale di Giustizia Amministrativa del Trentino-Alto Adige, sede di Trento, accoglie il ricorso e per l’effetto annulla l’impugnato provvedimento.

Salvi e riservati gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione.

Condanna l’amministrazione soccombente alle spese, di giudizio, compresi gli onorari, per complessive lire tremilioni.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Amministrazione.