27 aprile 1989 Ordinanza della Pretura Circondariale di Gubbio, Sez. Civile

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27 APRILE 1989

ORDINANZA DELLA PRETURA CIRCONDARIALE DI GUBBIO, SEZIONE CIVILE

 

Il Pretore, sciogliendo la riserva, così provvede:

 

atteso che “l’interesse” di cui è stata invocata dalla ricorrente tutela deve qualificarsi “diritto soggettivo”; (giusta, in primis, il disposto dell’art.41/1° Cost. e nella carenza di norme ordinarie frapponenti limiti o prescriventi condizioni al libero esercizio dell’iniziativa economica privata nella materia in esame; giusta, inoltre, il disposto dell’art. 21/1° Cost.; cfr., infine, le reiterate pronunce della C. Cost. e dell’a.g.o., essenzialmente giudici di merito, in argomento, tutte concordi nell’affermare il principio enunciato nel testo);

atteso che tale posizione giuridica non appare “affievolibile” in forza del provvedimento di disattivazione dell’impianto di radiodiffusione emesso dal Coordinatore del Circostel di Ancona e fatto oggetto di gravame, giacché, prescindendo, allo stato, da qualsiasi diversa considerazione, ammessa(in ipotesi)la applicabilità ai casi quali quello di specie del disposto dell’art. 240 d.P.R. 29 marzo 1973 n. 256, non può qualificarsi come disturbo od interferenza un’attività svolta nell’esercizio di un diritto riconosciuto ex lege(in forza dei disposti della legge n.10 del 1985,”rafforzati” dal recente d.P.R. 1 agosto 1988 n.367,in specie art.14);

che, pertanto, in ragione della ritenuta carenza di potere della p.a., non può dubitarsi del sussistere della giurisdizione dell’a.g.o. in materia e della conseguente non operatività dei divieti posti al g.o. dall’art. 4 l. 20 marzo 1865 n. 2248 all. E (per inciso: del tutto inconferente appare il richiamo effettuato dalla convenuta RAI – Radiotelevisione italiana s.p.a. alla sentenza della Cass. S.U. 14 maggio 1988 n. 41813, sia in quanto trattasi di decisione a Sezioni Unite per motivi affatto diversi da quelli enunciati nell’art.374/2° cod. proc. civ., sia in quanto tale pronuncia sembra, a ben leggerla, sottendere, per le vicende venute in essere, così come quella in esame, successivamente all’entrata in vigore della l. 18/85, l’accoglimento della tesi esposta nel testo);

che non può, allo stato, dubitarsi del ricorrere dei presupposti legittimanti la concessione dell’invocato provvedimento d’urgenza: sia in quanto nessun provvedimento cautelare diverso appare concedibile; sia per il configurarsi, attese le considerazioni sopra sinteticamente svolte, del requisito (riferito alle pretese della ricorrente) del “fumus boni juris”; sia, infine, per il configurarsi del requisito del “periculum in mora” (posto che un pregiudizio appare, all’evidenza, ipotizzabile in capo alla ricorrente in conseguenza del venir meno della sua attività principale (od esclusiva), essendo tale pregiudizio, da un lato, lapalissianamente evidente (attesa la volontà annunciata nel provvedimento “impugnato”) e, dall’altro, almeno in (significativa) parte, irreparabile, giacché, pur dato atto alla p.a. della sua solvibilità, caratterizzato da una componente – lesione al “prestigio”, perdita di “credibilità” e simili – non recuperabile, e stante, inoltre, per i verosimili effetti a “catena”, la difficoltà (quanto meno) di quantificarne l’equivalente pecuniario; che, tutto questo posto, non vi è ragione per non confermare il provvedimento già pronunciato “inaudita altera parte”, cui deve aderirsi anche in parte dispositiva, mediante conferma della sospensione del provvedimento impugnato(provvedimento, quello sospensivo testè detto, da ritenere consentito all’a.g.o. sul presupposto della ritenuta carenza di potere dell’emittente);

p.q.m.

conferma il provvedimento pronunciato “inaudita altera parte” in data 4 gennaio 1989 e, per l’effetto, conferma la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza del Coordinatore del Circolo Costruzioni T.T. di Ancona emesso il 16 dicembre 1988 nei confronti dell’emittente Radio Gubbio s.r.l.;

assegna alla ricorrente termine di 100 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per l’intraprendimento del giudizio di merito nella competente sede;

Gubbio 27 aprile 1989

 

Il Pretore