29/7/19 – Pubblicità del gioco con vincita in denaro, l’Agcom invia segnalazione al Governo

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L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha indirizzato, nei giorni scorsi, una segnalazione al Governo in materia di divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro, formulando, al contempo, alcune specifiche proposte di riforma dell’art. 9 del decreto legge 12 luglio 2018, n. 87 (il c.d. “Dignità”), convertito, con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96.
Tale normativa reca il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di sponsorizzazione e di comunicazioni con contenuto promozionale relative a giochi o scommesse con vincita in denaro.
Il divieto è entrato in vigore il 14 luglio 2018 e dal 1° gennaio 2019 si applica anche alle sponsorizzazioni (il tutto con esclusione, fino al 14 luglio 2019, di pubblicità e sponsorizzazioni previste da contratti stipulati prima del 14 luglio 2018).
Con delibera n 132/19/CONS del 18 aprile 2019, l’Agcom ha, inoltre, emanato le linee guida sulle modalità attuative di tale normativa.
L’Agcom ha formulato le proposte di riforma nell’ambito dell’esercizio di segnalazione al Governo attribuitole dalla legge. In particolare, nella segnalazione si legge, tra l’altro, testualmente quanto segue:

– Garantire la conoscenza e la consapevolezza del gioco legale;
– distinguere le attività tipicamente d’azzardo, maggiormente soggette alla compulsività e meno controllabili, e quelle in cui rileva una componente di abilità, e di prevedere, conseguentemente, regole differenziate sulle comunicazioni commerciali. Si possono richiamare a tal fine i principi stabiliti dalla direttiva europea antiriciclaggio e antiterrorismo ove si distingue tra diverse tipologie di gioco, considerando taluni a basso livello di compulsività anche per la bassa probabilità di vincita e la sostanziale esiguità delle somme individualmente giocate;- adottare una strategia multilivello a scopo di contrasto efficace del gioco di azzardo, che contempli non tanto un divieto assoluto e indiscriminato di pubblicità, ma che, per un verso, abbia ad oggetto una conformazione dei contenuti del messaggio commerciale in modo da indirizzare i giocatori verso il gioco legale e verso comportamenti responsabili di gioco, e per altro verso preveda l’introduzione di meccanismi di identificazione e di limitazione delle perdite in tutte le piattaforme di gioco, con particolare riferimento al gambling machine;
– potenziare e incentivare campagne di informazione sui rischi connessi al gioco e sui supporti medico terapeutici disponibili per chi ravvisi problematiche connesse al gioco, eventualmente finanziati dagli stessi operatori di gioco, stante l’importanza, ai fini di un efficace contrasto dei disturbi connessi al gioco d’azzardo patologico, di un’informazione adeguata sui rischi connessi al gioco e di un intervento terapeutico tempestivo in caso di insorgenza di patologie connesse al gioco. A tal fine dovrebbero essere consentite forme di sponsorizzazione delle campagne di gioco responsabile e di qualsiasi forma di contrasto della ludopatia;
– dettare regole differenziate che consentano, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, di tener conto delle specificità delle diverse piattaforme trasmissive, al fine di evitare una indebita discriminazione di alcune piattaforme già sottoposte a stringenti regole rispetto ad altre, con ulteriore vantaggio concorrenziale per quegli operatori che non risultano allo stato sottoposti alla giurisdizione italiana. Sempre a questo fine, le nuove norme dovrebbero modulare il trattamento sanzionatorio a seconda della “pericolosità” della concreta condotta rilevata;
una disciplina ad hoc andrebbe introdotta per il gioco alle c.d. machine gambling (AWP e VLT), settore nel quale si realizza la maggior parte della spesa di gioco e in cui si verificano più frequentemente fenomeni di gioco patologico e compulsivo;
– confermare e chiarire il perimetro di competenza dell’Agcom prevedendo una copertura degli oneri derivanti dall’esercizio della conseguente attività di vigilanza e sanzionatoria. Al riguardo, come è noto, il sistema di finanziamento dell’Autorità – inizialmente misto pubblico/privato – è sin dal 2013 completamente a carico degli operatori di mercato nel cui ambito di azione svolge le proprie funzioni l’AGCOM (cfr. art. 1, commi 65 e 66, legge 266/2005 (finanziaria 2006). L’ampliamento delle competenze, atteso il vincolo di destinazione dei contributi versati dagli operatori dei rispettivi mercati di competenza dell’Autorità, pone il problema della copertura finanziaria delle spese derivanti dall’estensione del raggio di azione dell’Agcom fuori dai cd. mercati regolati individuando una nuova categoria (mercato) di soggetti obbligati al contributo.

La segnalazione inviata dall’Agcom al Governo è disponibile a questo link.

(Nella foto: il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, a un convegno Aeranti-Corallo)