4 luglio 1996 Sentenza n. 186/96 della Pretura Circondariale di Venezia

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4 LUGLIO 1996

SENTENZA N° 186/96 DELLA PRETURA CIRCONDARIALE DI VENEZIA

 

Nella causa n. 221/96 R.C. promossa da LT2 Radio Portogruaro s.r.l., con l’avv. Luca Partesotti

contro

Collegio Regionale di garanzia elettorale, con l’Avvocatura dello Stato

in punto: ricorso ex art. 22 l. 689/81

premesso in fatto e in diritto:

– che con ricorso depositato il 15 febbraio 1996 la ricorrente proponeva opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione datata 4 ottobre 1995 del Collegio Regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’appello di Venezia, notificata in data 17 gennaio 1996, che le ingiungeva il pagamento della somma di £. 10.000.000 a titolo di sanzione amministrativa;

– che tale somma sarebbe stata dovuta per la violazione da parte dell’emittente dell’obbligo di comunicazione relativo agli spot propagandistici effettuati durante le consultazioni elettorali del 27 marzo 1994 a favore del candidato Borga Francesco per l’importo di £. 368.900, così come previsto dall’art. 8 della legge 515/93;

– che la ricorrente eccepiva la nullità dell’ordinanza opposta in quanto tutto il procedimento adottato dal Collegio Regionale di garanzia elettorale si era svolto in modo difforme dalle disposizione di legge e chiedeva nel merito l’accoglimento del ricorso non essendo applicabili al caso de quo le disposizioni di cui all’art. 8 della legge 515/93;

– che si costituiva il Collegio Regionale di Garanzia elettorale chiedendo il rigetto del ricorso e proponendo domanda riconvenzionale diretta ad ottenere il pagamento della sanzione;

– che la causa veniva istruita documentalmente;

– che va preliminarmente esaminata la questione relativa all’applicabilità al caso de quo del procedimento ex art. 22 l. 689/81 poiché nell’ordinanza opposta si avverte l’ingiunta che “ai sensi dell’art. 14, 5° comma, legge 515/93, potrà presentare ricorso entro il termine di giorni 15 a decorrere dalla data di notificazione del presente provvedimento, ricorso che potrà essere inoltrato al Collegio Centrale di garanzia elettorale presso la Corte di Cassazione – Roma”;

– che il procedimento adottato per l’opposizione é corretto e di conseguenza la stessa é ammissibile. Infatti:

a) l’infrazione contestata alla ricorrente é consistita nell’omessa comunicazione di cui all’art. 8 della legge 515/93; il che é pacifico e non contestato;

b) la sanzione amministrativa inflitta nella misura del minimo pari a £. 10.000.000 é espressamente prevista dal n. 12 dell’art. 15 della legge 515/93;

c) il n. 19 dello stesso articolo stabilisce poi che “per l’applicazione della sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo (quindi anche per quella de quo)si applicano le disposizioni generali contenute nelle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981 n. 689, salvo quanto diversamente disposto”;

d) l’indicazione della procedura da applicarsi al giudizio di opposizione contenuta nell’ordinanza opposta é di conseguenza erronea, oltre che fuorviante, poiché il riferimento all’art. 14 n. 5 riguarda solo le infrazione di cui all’art. 7 della legge 515/93 e non quelle di cui all’art. 8 come quella de qua;

– che una volta accertata la regolarità dell’opposizione ritualmente effettuata ex art. 22 l. 689/81 va presa in considerazione l’eccezione relativa al vizio del procedimento con particolare riguardo alla mancata audizione del legale rappresentante della emittente;

– che tale eccezione é fondata e va accolta. Infatti:

a) in tema di sanzioni amministrative e con riguardo all’esercizio delle facoltà difensive dell’interessato, l’amministrazione ha un vero e proprio dovere di provvedere all’audizione della parte che ne abbia fatto richiesta e ciò anche in presenza di difese scritte;

b) i due diritti, infatti, quello di essere sentiti e quello di poter presentare difese scritte sono espressamente sanciti dall’art. 18 della legge 689/81. Così come l’organo amministrativo non può rifiutarsi di ricevere gli scritti difensivi ed i documenti senza che tale comportamento venga a ripercuotersi sulla validità del procedimento successivo, allo stesso modo l’inosservanza del dovere di audizione vizia indubbiamente il successivo procedimento di formazione dell’ordinanza opposta come ormai ritiene pacificamente la Suprema Corte (cfr. fra le tante, Cass. 19 maggio 1995 n. 5554);

c) l’audizione infatti consentirebbe di chiarire definitivamente e subito le circostanze relative agli addebiti ascritti all’ingiunto e ciò in un procedimento che non può non essere caratterizzato dal principio del contraddittorio;

– che l’accoglimento di tale eccezione rende superfluo l’esame del merito del ricorso ed assorbe ogni altra questione procedurale o di merito restando unicamente da precisare che in sede di opposizione ad ordinanza ingiunzione non é ammissibile la domanda riconvenzionale poiché il Pretore ha unicamente il potere di annullare l’ordinanza opposta e/o di disapplicare, se illegittimo, il provvedimento in forza del quale la stessa é stata emanata;

– che tuttavia sussistono ragioni di equità per compensare le spese del giudizio;

P.Q.M.

il Vice Pretore onorario di Venezia, definitivamente pronunciando nella causa in epigrafe, così decide:

– accoglie il ricorso;

– compensa le spese.

Venezia, 27 giugno 1996