Acquisto di frequenze da parte della concessionaria pubblica: aeranti-corallo attende che la rai chiarisca se sia disponibile a dare spazio nei propri bouquet digitali alle tv locali che dovessero cedere frequenze. in ogni caso, la maggior parte delle tv locali non intende vendere

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Cs 45/2003

                                            COMUNICATO STAMPA

                                              AERANTI – CORALLO

                            Le imprese radiotelevisive locali italiane                           

Roma, lì 6/08/2003

 

ACQUISTO DI FREQUENZE DA PARTE DELLA CONCESSIONARIA PUBBLICA: AERANTI-CORALLO ATTENDE CHE LA RAI CHIARISCA SE SIA DISPONIBILE A DARE SPAZIO NEI PROPRI BOUQUET DIGITALI ALLE TV LOCALI CHE DOVESSERO CEDERE FREQUENZE. IN OGNI CASO, LA MAGGIOR PARTE DELLE TV LOCALI NON INTENDE VENDERE

Con riferimento alla decisione odierna del Cda Rai di procedere all’acquisto di frequenze di imprese televisive locali per il passaggio alle trasmissioni digitali, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO (che rappresenta oltre 1.000 imprese radiotelevisive locali), ha dichiarato: “Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato di ritenere molto importante che la Rai garantisca alle tv locali che dovessero cedere frequenze di poter continuare a svolgere la propria attività come fornitore di contenuti digitali, cioè di poter trasmettere i propri palinsesti nei bouquet che la Rai realizzerà sulle frequenze acquistate. Abbiamo anche formulato una precisa richiesta in tal senso ai componenti del Cda Rai. Ora attendiamo che la Rai chiarisca se sia o meno disponibile a concedere spazio nei propri bouquet digitali alle tv locali.”

Rossignoli ha proseguito evidenziando che nel mentre la concessionaria pubblica si accinge a operare consistenti investimenti per il passaggio al digitale, è evidente che si deve contestualmente porre il problema di garantire adeguato spazio alle emittenti locali. “Un diverso modo di procedere – ha evidenziato Rossignoli – comporterebbe una riduzione del numero dei programmi televisivi locali, con evidente grave danno per il pluralismo e con l’affermazione di un duopolio televisivo ancora più stringente di quello attuale. Peraltro, la legge 66/2001 – ha proseguito Rossignoli – prevede che la Rai debba destinare almeno il 40% della propria capacità trasmissiva dei canali digitali a soggetti diversi dalla stessa Rai e, conseguentemente, non sussistono ostacoli normativi a concedere alle tv locali cedenti il diritto di diffondere i propri programmi tramite le frequenze Rai.”

Rossignoli ha concluso evidenziando che comunque la maggior parte degli editori televisivi locali non intende vendere le proprie frequenze, in quanto, con il passaggio al digitale, si apriranno nuove importanti opportunità imprenditoriali per il settore. Chi sarà titolare di frequenze potrà svolgere l’attività di operatore di rete digitale, realizzando business sicuramente più interessanti di quelli derivanti dalla vendita delle frequenze.

 

Per informazioni: 348 4454981

 

                                                           AERANTI-CORALLO,

                                                   aderente alla Confcommercio,

                 rappresenta 1.040 imprese radiofoniche e televisive locali italiane