Aer-anti-corallo: impensabile l’ipotesi di aste per la vendita delle frequenze tv per lo sviluppo del digitale. e’ un metodo che non garantisce il pluralismo

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cs 71/2000

                                  COMUNICATO STAMPA

                COORDINAMENTO AER – ANTI – CORALLO                 

Roma, 28 agosto 2000

 

AER-ANTI-CORALLO: IMPENSABILE L’IPOTESI DI ASTE PER LA VENDITA DELLE FREQUENZE TV PER LO SVILUPPO DEL DIGITALE. E’ UN METODO CHE NON GARANTISCE IL PLURALISMO.

 

Con riferimento al dibattito in corso sull’ipotesi di vendita tramite aste delle frequenze per le trasmissioni televisive digitali, così come ipotizzato in Gran Bretagna, l’Avv. Marco Rossignoli, Coordinatore Aer-Anti-Corallo (la federazione che rappresenta 1283 imprese radiofoniche televisive locali) ha dichiarato: “La situazione radiotelevisiva italiana è storicamente fondata su principi diversi da quelli britannici. Le normative di regolamentazione del settore sono differenti e, sulla base di tali norme, si è sviluppato un sistema di impresa che non è assolutamente compatibile con la metodologia di assegnazione delle frequenze mediante asta”.

“Pertanto – ha concluso Rossignoli – riteniamo impensabile per il settore televisivo italiano qualsiasi ipotesi di sviluppo delle nuove tecnologie digitali analoga a quanto è stato fatto in Gran Bretagna: oltretutto un sistema basato sulle aste non darebbe alcuna garanzia di pluralismo. Riteniamo infine che ogni decisione relativa allo sviluppo delle nuove tecnologie digitali in Italia non possa che essere affrontato nell’ambito del DDL 1138, al quale deve essere dato immediato impulso”.

 

(Per informazioni: 0348.44.54.981)

 

                            Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo, -aderente alla Confcommercio-

             rappresenta oggi 1.300 imprese radiotelevisive italiane sulle circa 1750 operanti