Aer incontra le imprese associate in Campania: un’occasione anche per rispondere alle dichiarazioni fatte ad Agnano dal Min.Cardinale

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CS 34/99

 

COMUNICATO STAMPA
AER ASSOCIAZIONE EDITORI RADIOTELEVISIVI

 

Ancona, 10 giugno 1999

 

Aer incontra a Napoli le imprese associate di Campania, Lazio, Basilicata, Abruzzo e Molise: un’occasione anche per rispondere alle dichiarazioni fatte ad Agnano dal ministro Cardinale.

Il Mattino di Napoli ha pubblicato le dichiarazioni del Ministro Cardinale rilasciate nei giorni scorsi ad una tv privata partenopea. Il Ministro ad Agnano ha prospettato una prossima, drastica riduzione dell’emittenza locale in considerazione che non ci sarebbero spazi per tutti in presenza di un sistema analogico di trasmissione. Alle emittenti che continuerebbero ad operare dovrebbero poi andare i benefici di quella parte di risorse pubblicitarie a cui le reti nazionali dovranno rinunciare a seguito dell’inasprimento dei limiti di affollamento.
Un tale atteggiamento (e conseguente ipotesi), oltre ad essere molto lontano dalla reale soluzione delle problematiche del settore, prospetta irreparabili conseguenze per centinaia di imprese radiotelevisive.
Occorre infatti evidenziare che non possono essere leggi e graduatorie (un’esperienza analoga è infatti già fallita nel ‘92) a decidere chi siano quelli meritevoli: mercato e ascoltatori sono oggi i soli possibili fattori discriminanti, sulla base del prodotto editoriale offerto.
Le leggi semmai devono creare condizioni utili alla valorizzazione dell’emittenza locale, salvaguardando una logica pluralistica che preveda adeguati spazi radioelettrici e commerciali utili allo sviluppo: spazi che già oggi il settore ha cercato di creare spontaneamente e che, pur con i presenti limiti, già permettono quotidianamente l’operare delle imprese.
Le leggi devono poi evitare l’abuso di posizioni dominanti da parte delle reti nazionali, ma se non si realizzerà una politica organica di settore, si creeranno soltanto i presupposti per una soluzione peggiore del presunto “problema” che si vorrebbe correggere.
Infatti lasciando poche imprese privilegiate e permettendo l’introduzione del cosiddetto traino pubblicitario, i grandi gruppi manterranno inalterata la propria raccolta pubblicitaria, dirottando sulle emittenti locali sopravvissute al piano delle frequenze quegli spots che non potranno più irradiare a seguito della modifica dei limiti di affollamento. Col risultato di nulla sottrarre alle imprese nazionali, ma di togliere a centinaia di imprenditori locali la propria attività, a migliaia di lavoratori un impiego e ai cittadini un coro pluralistico di informazione davvero libera.
Invitiamo ancora una volta il Ministro ad abbandonare l’idea della drastica riduzione delle emittenti (anche attraverso l’attuazione del piano delle attuali frequenze analogiche, peraltro anacronistico visto l’avvento imminente del digitale) e a superare il preconcetto secondo cui “non c’è lo spazio per tutti”.
Lo invitiamo anche a promuovere con urgenza un concreto confronto con l’emittenza locale al fine di progettare assieme un sistema che sappia essere rispettoso dei principi del pluralismo, ponendo le basi per un’emittenza locale di qualità, ma in piena autonomia e libertà di impresa e non “trainata” e, conseguentemente, vassallizzata..

Questi temi saranno approfonditi, in occasione del prossimo incontro del 25 giugno mattina al Grand Hotel Terminus di Napoli.


Aer Associazioni Editori Radiotelevisivi
rappresenta oggi 542 imprese radiotv italiane sulle circa 1800 operanti