Aer News – anno I – numero 14 – 21 dicembre 1996

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SOMMARIO:


 

OGGI IL SENATO CONVERTE IN LEGGE I DECRETI SULLE TLC

LE CONCESSIONI (NAZIONALI E LOCALI) PROROGATE AL 31.5.97 – SALVATE IN EXTREMIS LE NORME URGENTI PER LE LOCALI INTRODOTTE DAL DECRETO “GAMBINO” SENZA PERO’ LE INDISPENSABILI INTEGRAZIONI – ACCOLTE LE RICHIESTE DELL’ AER DI RIDURRE PER IL FUTURO A 1/10 LE SANZIONI PER LE LOCALI IN MATERIA DI TRASMISIONI DI PROPAGANDA ELETTORALE E DI AZZERARE LE SANZIONI IN PRECEDENZA COMMINATE ALLE EMITTENTI LOCALI – NUOVE NORME PER I SERVIZI AUDIOTEX E VIDEOTEX

 

Il Senato oggi approva la legge di conversione del DL 545/96 (relativo alla proroga della durata delle concessioni) nel quale è stato inserito un maxi-emendamento contenente tutti gli altri DL in materia radiotelevisiva in attesa di conversione. Come noto si tratta dei Decreti Legge tutti in scadenza il 22 dicembre 1996 e cioè il DL 544/96 contenente i provvedimenti urgenti per l’emittenza, il DL 541/96 riguardante i bilanci delle imprese editoriali, il 540/96 relativo al risanamento e riordino della RAI. Con tale legge viene consentita a tutti i soggetti (locali e nazionali) che operavano legittimamente alla data del 27 agosto 1996 di proseguire l’attività fino al 31.5.’97. Qualora entro tale data la riforma del sistema radiotelevisivo non sia stata ancora approvata, ma abbia avuto l’approvazione di una Camera, il termine della proroga è fissato al 31.7.’97 (la nuova legge pertanto unifica alle citate date il termine della proroga originariamente prevista al 31.1.’97 per le Tv nazionali e al 27.8.’97 per le radio e per Tv locali).

 

Inoltre la legge accogliendo le proposte dell’ AER sul punto, stabilisce che nei confronti delle imprese radiofoniche e televisive locali le sanzioni previste dall’art. 15 della legge 515/93 (disciplina delle campagne elettorali) sono ridotte ad un decimo. Inoltre le sanzioni già irrogate dal Garante alle radio e alle Tv locali devono intendersi prive di efficacia.

Ne consegue che, per il futuro, la violazione degli art. 1 e 2 della legge 515/93 (Accesso ai mezzi di informazione e propaganda elettorale) comporterà una sanzione compresa tra un minimo di 5 ed un massimo di 20 milioni aumentabili del doppio o del triplo secondo i periodi di trasmissione (non più tra 50 e 200 aumentabili del doppio o del triplo). Inoltre, in caso di violazione dell’art. 8 (resoconto dei servizi elettorali effettuati), si applicherà una sanzione pecuniaria variabile da 1 a 10 milioni (non più da 10 a 100). Particolare importanza assume l’azzeramento di tutte le sanzioni irrogate fino ad oggi dall’Ufficio del Garante, da tempo invocato dall’AER (vedasi “AERNEWS” del 23 luglio ‘96 e proposte formulate in occasione del Convegno di Roma del 16 ottobre) in quanto necessario per evitare la chiusura di numerose emittenti sanzionate per le trasmissioni relative alle consultazioni politiche ed europee del 1994, nonchè necessario per evitare la disparità di trattamento tra coloro che erano stati sanzionati in base ai DL sulla cosiddetta “Par Condicio” decaduti per mancata conversione e coloro che erano stati appunto sanzionati in base alla legge 515/93. La legge stabilisce inoltre che sono vietati i servizi Audiotex ed internazionali che presentino forme o contenuti di carattere erotico, pornografico od osceno. Tali servizi pertanto non potranno più essere propagandati dalle emittenti. E’ inoltre vietato propagandare servizi Audiotex e Videotex quali “Linea diretta” conversazione, “Messaggerie vocali”, “Chat Line”, “One to One” e “Hot line” nelle fasce tra le ore 07.00 e le ore 24.00. E’ inoltre vietato propagandare servizi Audiotex in programmi radiotelevisivi dedicati ai minori. La violazione di dette norme è punita con sanzioni tra i 50 ed i 500 milioni di lire. Per il resto null’altro di nuovo per l’emittenza locale, se non la mera conferma in extremis delle norme urgenti per l’emittenza di cui al 544/96 introdotte fin dal febbraio dal cosiddetto Decreto “Gambino” (compravendite di impianti e rami di azienda; compravendita di imprese individuali da parte di società di capitali e cooperative operanti in ambito locale; autorizzazioni provvisorie per la sperimentazione di modifiche tecniche; dimezzamento dell’obbligo di informazione locale; possibilità per le emittenti radiofoniche di effettuare radiovendite e radio-promozioni nel limite giornaliero del 35%; possibilità di sponsorizzazioni interne per le imprese televisive). Tale conferma pone fine all’angosciosa precarietà delle norme urgenti patita negli ultimi mesi.Tuttavia, la soddisfazione per la stessa deve ritenersi molto moderata, in quanto era certamente necessario ed indispensabile che venisse approvata anche tutta una serie di norme (quelle proposte dall’AER in occasione del Convegno del 16 ottobre – si veda “AERNEWS” del 23/11/96) finalizzate ad introdurre misure urgenti ed inequivoche di carattere prevalentemente tecnico pratico volte a consentire condizioni di operatività alle imprese e ad accelerare il processo di razionalizzazione del settore. Tali misure sono state ignorate a causa, come sempre, dell’emergenza temporale e dell’estenuante contrapposizione RAI – MEDIASET.

Avrebbero di certo agevolato la relativa attuazione. Pieno asriferiamo, ad esempio, alle autorizzazioni provvisorie a modifiche tecniche, ancora carenti di precisazioni sulle metodologie procedurali. Così come giace inapplicabile l’art. 4 (norme urbanistiche) della legge 223/90, pur ripristinato mediante la disattivazione dell’inibente art.3, comma 3 della legge 422/93, in quanto non svincolato dall’attuazione del piano frequenze, ormai divenuto un sogno nel cassetto: tale norma doveva essere specificamente resa attuabile anche nel corrente periodo, contrassegnato dalle concessioni provvisorie, in assenza del citato piano. Dette integrazioni, unitamente a quelle invocate per le trasformazioni delle imprese individuali, la risoluzione delle situazioni interferenziali, l’incentivazione agli accorpamenti delle imprese, l’utilizzo dei ponti mobili, l’omologazione delle syndications (ecc.) sono state ignorate, complici, come sempre, l’emergenza temporale e l’ estenuante contrapposizione Rai – Mediaset. L’ AER esprime profonda delusione e rileva come sia andata perduta l’ennesima possibilità per promuovere lo sviluppo e la razionalizzazione del settore. Parziale soddisfazione deriva dal recepimento della necessità di una urgente riforma complessiva del sistema delle TLC, anche se le modifiche proposte dall’AER avrebbero di certo agevolato la relativa attuazione. Pieno assenso, invece, va accordato all’unico nuovo articolo che stabilisce, per l’emittenza locale, la riduzione ad un decimo delle sanzioni previste dall’art.15 della legge 515/93 (Disciplina delle campagne elettorali) e rende prive di efficacia le sanzioni già irrogate dal Garante in precedenza. Una sanatoria, già richiesta quale indispensabile dall’ AER (vedasi “AERNEWS” del 23 luglio ‘96) per differenziare l’onere sanzionatorio a carico delle emittenti locali da quello previsto per le nazionali.

Pertanto, ad esempio, la violazione degli art. 1 e 2 della legge 515/93 (Accesso ai mezzi di informazione e propaganda elettorale) comporterà un’ammenda compresa tra un minimo di 5 ad un massimo di 20 milioni (non più tra 50 e 200); in caso di violazione dell’art. 8 (resoconto dei servizi elettorali effettuati), si applicherà una sanzione pecuniaria variabile da 1 a 10 milioni (non più da 10 a 100). Ora, si dovrà verificare se per le sanzioni già irrogate si procederà alla riduzione ad un decimo degli importi o alla loro totale cancellazione. Infine, l’AER esprime soddisfazione per l’accantonamento della proposta di emendamento che prevedeva una irrazionale e pericolosa sorta di sanatoria per le imprese televisive locali che non possedevano fondamentali requisiti per il rilascio della concessione al 30 novembre 1993, in evidente contraddizione rispetto alla volontà di approdare ad una legge di riassetto complessivo del settore.

 

GRANDE SUCCESSO DEL CONVEGNO PROMOSSO DA AER E ITELCO PER PROMUOVERE DAB E DVB

Alla presenza di quasi un centinaio di editori radiotelevisivi, si è svolto, martedì 17 dicembre presso l’Hotel – Bernini – Bristol a Roma, il Convegno sul tema “La tecnologia DAB e DVB nella riforma del sistema radiotelevisivo”. Hanno partecipato i rappresentanti delle più importanti realtà imprenditoriali italiane, compresi alcuni ingegneri della concessionaria pubblica, che ha realizzato, unitamente ad altre Tv, riprese sui lavori del convegno. I lavori sono stati introdotti dal Segretario Generale dell’AER Fabrizio Berrini. Indi, il Prof. Eugenio Fumi, Presidente della itelco S.p.A. di Orvieto, nella sua relazione tecnica, ha sottolineato gli aspetti innovativi dei nuovi sistemi digitali, evidenziando tutti i vantaggi da essi derivanti: dalla perfetta qualità di ricezione senza interferenze, alla compressione degli spazi radioelettrici, dalla possibilità di veicolare una molteplicità di informazioni tramite una rete a frequenza singola all’interazione dell’utente, in grado di consultare archivi o informazioni personalizzate gestite da un provider.A seguire, L’Avv. Marco Rossignoli, Presidente dell’AER, ha evidenziato come sia indispensabile che la nuova legge di riassetto contempli l’incentivazione all’utilizzo dei nuovi sistemi come DAB, DVB, MMDS e Satellite. Inoltre, ha rimarcato quanto sia consona tale opzione alla costituzione di consorzi tra emittenti concessionarie, che potranno gestire un medesimo impianto per irradiare 6 programmi radiofonici o 4 televisivi full – broadcast; così rivolgendo un invito al Ministero PT affinchè rilasci autorizzazioni (gratuite) alla sperimentazione. L’On.Irene Pivetti, ex Presidente della Camera dei Deputati, ha evidenziato come, mentre il convegno stava trattando temi lungimiranti, dagli accordi politici (contemporaneamente in corso in Parlamento) giungeva uno “sgambetto” alla capacità imprenditoriale dell’emittenza locale.Inoltre, ha sollecitato quest’ultima ad abbandonare la logica della sopravvivenza per rendersi artefice di proposte per il futuro ma anche di forti azioni di protesta per il presente: insomma, un’emittenza profetica ma al contempo aggressiva sindacalmente. Il responsabile del settore informazione di Rifondazione Comunista, Dott. Sergio Bellucci ha rilevato l’arretratezza delle TLC italiane, pur avendo avuto esempi di intuizione e creatività uniche al mondo; ha poi invitato alla ricerca della semplificazione tecnologica, al fine di non disorientare e/o escludere molti utenti. Infine, i senatori Francesco Bosi (CCD) e Gian Guido Folloni (CDU) hanno ammesso come la politica spesso perda il passo nei confronti della tecnologia. Hanno pure invitato a non demonizzzare gli accordi politici di quei giorni, annunciando che il progetto della cosiddetta Rete Federale verrà definitivamente abbandonato.

 

LA CAMERA APPROVA ALCUNI ORDINI DEL GIORNO IN MATERIA RADIOTELEVISIVA

Il 17/12 la Camera ha approvato una serie di ordini del giorno in materia radiotelevisiva. Gli stessi non hanno valore di legge, ma costituiscono delle semplici indicazioni di comportamento per il Governo prive di conseguenze in caso di mancato rispetto. Giudizio favorevole, dell’ AER circa l’ordine del giorno proposto dagli On.Bracco, Petrella, Romani, Landolfi, Giulietti e Raffaelli con il quale la Camera ha impegnato il Governo ai fini del riconoscimento delle provvidenze previste dalla normativa sull’editoria, ad intendere per trasmissioni quotidiane quelle effettuate nel limite orario previsto dalla normativa stessa (artt.4,7 e 8 della L.250/90 e art. 7 della L.422/93) con frequenza non inferiore a cinque giorni alla settimana o in alternativa a centoventi giorni a semestre. Sarebbe stata certamente preferibile una norma di legge sul punto; l’ordine del giorno comunque dovrebbe essere idoneo a risolvere il contrasto interpretativo insorto circa il concetto di “quotidianità” dei programmi informativi autoprodotti che rischiava di paralizzare il riconoscimento dei benefici. Secondo il Consiglio di Stato infatti le emittenti, per accedere alle provvidenze, dovrebbero trasmettere (per i tempi di legge) programmi informativi autoprodotti per tutti i 365 giorni dell’anno; secondo l’ AER invece è sufficiente che tali programmi vengano trasmessi per almeno cinque giorni alla settimana o in alternativa a centoventi giorni a semestre; e ciò per analogia a quanto previsto per la carta stampata. Giudizio molto negativo invece relativamente all’ordine del giorno con il quale la Camera ha impegnato il Governo ad assumere i provvedimenti necessari ad attribuire nuove frequenze alle emittenti televisive nazionali, con un grado di copertura inferiore alle reti RAI e MEDIASET (e quindi a TMC e RETE A) ad esclusione di quelle che trasmettono in forma codificata (Tele +1-Tele+2). A prescindere che non paiono sussistere strumenti normativi di attribuzione diretta di frequenze da parte del Governo, occorre evidenziare che, allo stato non sussistono neppure nuove frequenze da attribuire, ma anche se ci fossero,sarebbe certamente corretto che le stesse venissero utilizzate in primo luogo per risolvere le situazioni interferenziali in atto e quindi per essere riattribuite non solo alle Tv nazionali, ma anche, ed in egual misura alle Tv locali. Le emittenti nazionali per ampliare la propria copertura potranno eventualmente procedere all’acquisto di impianti, così come stanno facendo le tv locali interessate, a servire zone più ampie. Un diverso modo di procedere sarebbe inaccettabile ed ingiustificabile.Da ultimo si evidenzia l’ordine del giorno con il quale la Camera ha impegnato il Governo a varare entro 60 giorni il regolamento di cui all’art.10 della L.422/93, relativo alla destinazione di una parte del canone RAI al sostegno dell’emittenza radiofonica e di quella televisiva locale.