Aer News – anno II – numero 23 – 6 dicembre 1997

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SOMMARIO:


 

DDL 1138: LE NUOVE PROPOSTE DEL GOVERNO IN MATERIA DI EMITTENZA LOCALE SUSCITANO PERPLESSITA’, DELUSIONE E PREOCCUPAZIONE

Il Governo ha completamente rielaborato il testo del Disegno di Legge 1138 che si trova all’esame della VIII Commissione del Senato. Lo stesso dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni all’esame di quest’ultima. Frattanto, martedì 9 dicembre si riunirà il secondo comitato istruttorio della Commissione per il riordino del Sistema radiotelevisivo presso il Ministero delle Comunicazioni (cosiddetta “Commissione Loiodice”) di cui fanno parte l’AER e le altre associazioni di categoria del settore, al quale il Governo ha sottoposto il testo degli artt. 3 (intitolato “emittenza radiofonica nazionale, emittenza locale”), 4 (intitolato “emittenti radiotelevisive che trasmettono prevalentemente programmi di televendita o radiovendita”), 5 (intitolato “diffusioni interconnesse”) del Disegno di Legge. Il Governo non ha invece sottoposto all’esame di tale organismo tutti gli altri articoli del Disegno di Legge (nella loro nuova formulazione) sebbene anche questi ultimi riguardino aspetti particolarmente importanti della riforma dell’emittenza locale (norme sulle trasmissioni pubblicitarie, norme urbanistiche, normativa sui trasferimenti di quote e azioni, trasmissioni digitali, diritto di cronaca e di rettifica, disciplina sanzionatoria per il mancato rispetto della normativa di settore, etc.). Tale modo di procedere è inaccettabile e pertanto l’AER ha chiesto al Sottosegretario On. Vita di sottoporre al parere del secondo comitato istruttorio della Commissione Loiodice l’intero nuovo testo del disegno di legge, al fine di permettere anche agli editori locali di esprimere in una sede istituzionale il proprio parere circa tutti gli aspetti della riforma del settore. E’ infatti indispensabile che la nuova normativa disciplini temi come quelli delle trasmissioni pubblicitarie, delle sanzioni, etc. tenendo conto di tutte le problematiche specifiche degli editori radiofonici e degli editori televisivi locali, evitando che, come sempre, si finisca per applicare a questi ultimi norme particolarmente onerose e complesse, eventualmente giustificabili solo per le imprese televisive nazionali. Veniamo ora ai punti più significativi delle proposte contenute negli artt. 3,4 e 5 del Disegno di legge governativo.

A) Le nuove concessioni dovranno essere rilasciate sulla base di un regolamento che dovrà essere emanato dalla futura Authority e consentiranno l’esercizio di:

– emittenti radiotelevisive locali aventi scopi esclusivamente commerciali;

– emittenti radiotelevisive locali con obblighi di informazione (le stesse dovranno impegnarsi a trasmettere per non meno di 280 giorni all’anno, almeno due edizioni giornaliere, al di fuori delle repliche, di telegiornali o radiogiornali autonomamente prodotti. A tali emittenti saranno riservati in via esclusiva l’accesso alle provvidenze dell’editoria e ad altri incentivi, la pubblicità dello Stato e degli Enti pubblici. Tali emittenti inoltre potranno stipulare convenzioni di servizio con enti locali e amministrazioni pubbliche;

– emittenti radiofoniche nazionali.

B) L’esercizio di emittenti locali che non svolgeranno l’attività a scopo di lucro, non trasmetteranno pubblicità e si avvarranno di donazioni e sponsorizzazioni sarà consentito previa autorizzazione (trattasi di una nuova regolamentazione delle emittenti che oggi vengono definite “comunitarie”). Tali emittenti non saranno tenute al pagamento di canoni o contributi e potranno stipulare convenzioni di servizio per la promozione di enti a carattere culturale, etnico, politico o religioso a seconda della particolare istanza di cui sono portatrici.

C) Le concessioni locali (esclusivamente commerciali o con obblighi di informazione) potranno essere rilasciate se televisive, esclusivamente a società di capitali o cooperative e se radiofoniche, anche a SNC e SAS. Le televisioni locali dovranno avere almeno tre dipendenti o soci lavoratori con regolare posizione previdenziale e un patrimonio netto (corrispondente a capitale sociale + riserve + utili – perdite) non inferiore a trecentomilioni (ottantamilioni per le cooperative). Il numero dei dipendenti o soci lavoratori dovrà aumentare a cinque nell’ultimo anno di vigenza della nuova concessione. Le imprese radiofoniche locali dovranno invece avere almeno due dipendenti o soci lavoratori con regolare posizione previdenziale e un patrimonio netto non inferiore a ottantamilioni (venti milioni per le cooperative). Il numero dei dipendenti o soci lavoratori dovrà aumentare a tre nell’ultimo anno di vigenza della nuova concessione. Per l’impiego di dipendenti o soci lavoratori, eccedenti il numero di tre per le TV e uno per le radio, saranno previste forme di parziale defiscalizzazione degli oneri sociali, nonché la possibilità di contratti di formazione e lavoro e part-time.

D) Viene prevista una sanatoria per coloro ai quali è stata negata la concessione e che hanno semplicemente presentato ricorso avanti la Magistratura amministrativa (non ancora definito con sentenza passata in giudicato) anche senza ottenere la sospensiva, attraverso la possibilità di ripresentare domanda di concessione attestante il possesso dei requisiti per ottenere la stessa alla data di quest’ultima domanda.

E) Viene prevista la possibilità di dismettere l’attività a fronte del pagamento di un indennizzo secondo criteri stabiliti dall’Authority.

F) Sono previste particolari concessioni della durata di due anni per le emittenti locali e nazionali che si impegneranno a trasmettere televendite o radiovendite per più del novanta per cento del tempo complessivo di programmazione. Tali emittenti non potranno trasmettere pubblicità e sponsorizzazioni e dovranno, successivamente al biennio, irradiare esclusivamente via cavo o via satellite.

G) Viene estesa da sei a otto ore la possibilità per le emittenti locali di effettuare trasmissioni interconnesse.

TALI PROPOSTE DEL GOVERNO SUSCITANO FORTE PERPLESSITA’, DELUSIONE E PREOCCUPAZIONE.

Infatti:

a) il disegno di legge dovrebbe essere finalizzato a completare il processo di razionalizzazione del settore avviato dalle leggi 482/92 e 422/93 e in tal senso sembrano essere orientate le proposte delle dismissioni aziendali incentivate da indennizzi e la previsione delle emittenti con programmazione di sole vendite che dovranno operare sul cavo e sul satellite, liberando così frequenze terrestri. Tuttavia, in senso diametralmente opposto vanno la mancata previsione di poter continuare ad operare compravendite di aziende, rami di azienda e impianti (che tanto hanno contribuito al processo di razionalizzazione), nonché la proposta di sanatoria riferita anche ai soggetti che non hanno ottenuto dalla Magistratura la sospensiva del

diniego di concessione e che quindi da anni hanno cessato di operare. Attraverso tale sanatoria, tali soggetti potrebbero riaccendere i propri impianti con tutte le conseguenze facilmente intuibili sul piano tecnico e commerciale!?!

L’AER ritiene che debba essere esclusivamente considerata l’esigenza di definire la posizione delle imprese che stanno regolarmente operando da anni a seguito di provvedimenti della Magistratura di sospensione dei relativi dinieghi di concessione, e la cui attività è stata già legittimata dalle leggi 650/96 e 249/97.

E’ evidente, pertanto (e questo è l’aspetto più grave) che il Disegno di Legge non solo introduce proposte inaccettabili (come la sanatoria di cui sopra) ma nella sua globalità è confuso e contraddittorio, in quanto non ispirato ad un disegno organico che abbia, come obiettivo unico, attraverso una forte accelerazione del processo di razionalizzazione, una riforma del settore capace di attribuire un vero ruolo all’emittenza locale.

b) La suddivisione tra concessioni esclusivamente commerciali e concessioni con obblighi di informazione tanto auspicata dall’AER fin dal convegno di Roma presso la Residenza di Ripetta del maggio 1995 (perché permette alle imprese esclusivamente commerciali di coltivare a pieno la propria vocazione senza dover continuare a sostenere oneri per strutture redazionali sostanzialmente inutili per la realizzazione del proprio prodotto editoriale, e allo stesso tempo introduce una forte valorizzazione per le imprese che intendono impegnarsi nel ruolo di informazione), se realizzata secondo le previsioni della proposta governativa è priva di significato. Infatti, viene previsto per le imprese con obblighi di informazione un semplice impegno di effettuare due telegiornali o radiogiornali per 280 giorni all’anno.

In tal modo tali telegiornali e radiogiornali potrebbero avere la durata anche di pochi minuti, sicché nessuna impresa avrebbe più interesse ad optare per il regime esclusivamente commerciale e, conseguentemente, nessuno probabilmente riuscirebbe più ad ottenere le provvidenze previste dalla normativa sull’editoria in quanto a fronte dei limitati fondi previsti dal Bilancio dello Stato le domande di accesso alle stesse continuerebbero ad aumentare…

Per l’AER è indispensabile individuare un impegno informativo congruo (inferiore a quello attuale, ma superiore a quanto previsto dal Governo) per le imprese con obblighi di informazione.

Solo in tal modo la distinzione avrà un senso e un vantaggio per le due tipologie di emittenza;

c) I requisiti previsti per il rilascio e per il permanere delle nuove concessioni sono, nel loro complesso, troppo onerosi e quindi inaccettabili.

Peraltro, qualora venisse approvata la sanatoria proposta dal Governo il caos nell’etere che ne conseguirebbe costituirebbe un’ ulteriore fortissima controindicazione a tali requisiti.

d) Non sono state in alcun modo previste modalità di regolarizzazione della posizione delle emittenti titolari di regolare concessione, relativamente agli impianti eserciti dalle stesse in virtù di provvedimenti di sospensiva della Magistratura amministrativa.

Si tratta di impianti depennati dalla concessione (ad es. perché operanti su frequenze non consentite dal DM 31/1/83 e successive modifiche, ovvero perché relativi a regie aggiuntive o ponti mobili) nonchè di impianti oggetto di ordini di disattivazione (ad es. per interferenze alla RAI e ad altri servizi), ovvero di impianti acquistati da emittenti operanti a seguito di provvedimenti della Magistratura di sospensione del diniego di concessione.

Pur non essendoci dati esatti, si deve ritenere che oltre il 50% delle imprese televisive locali concessionarie e almeno il 30% delle imprese radiofoniche locali concessionarie eserciscano impianti in tale situazione giuridica.

E’ evidente, pertanto, che deve essere prevista una soluzione normativa finalizzata alla risoluzione della problematica.

 

PRESIDENZA AUTHORITY:DESIGNATO IL PROF. ENZO CHELI

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 5 dicembre approvando l’indicazione in tal senso del Ministro delle Comunicazioni On. Maccanico ha designato come candidato alla Presidenza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Authority) il Prof. Enzo Cheli, esperto in diritto dell’informazione e docente di diritto costituzionale all’Università di Firenze, già membro della Corte Costituzionale e del consiglio di amministrazione della Rai. Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha indicato Napoli quale sede dell’Authority. Probabilmente verrà insediato a Roma un ufficio di rappresentanza. L’AER evidenzia che la scelta della sede di Napoli non è coerente con l’esigenza di garantire all’Authority una piena operatività in tempi brevissimi. Peraltro è assolutamente necessario che il Parlamento nomini al più presto anche gli altri membri dell’organismo in quanto non è certamente accettabile che i poteri di supplenza previsti dalla legge 249/97 in capo al Ministero delle Comunicazioni (e successivamente disciplinati dal DM 24/10/97) vadano oltre esigenze di carattere particolarmente urgente. In altre parole non è certamente accettabile che il piano di assegnazione delle frequenze e altri importanti regolamenti vengano elaborati dal Ministero laddove la legge attribuisce specificatamente tali competenze all’Authority.

 

SI’ DEL SENATO ALLE PROVVIDENZE SULLE TARIFFE TELEFONICHE IN REGIME DI LIBERALIZZAZIONE

Come già auspicato (vedasi AER NEWS n.22 ) segnaliamo con soddisfazione che il Senato ha approvato (art. 44 , c. 13) il Provvedimento Collegato alla Legge Finanziaria, con l’inserimento dell’emendamento relativo al comma 1 dell’art.28 della legge 416/81, cui fanno riferimento gli art. 7 e 8 della legge 250/90 (“Provvidenze per l’editoria”) e che dispone la riduzione del 50% delle “tariffe telefoniche, fatturate sulla base dei relativi decreti “.

Grazie all’emendamento, è stata variata la suddetta dizione in “tariffe telefoniche fatturate dai gestori dei servizi”: la rettifica è di primaria importanza per tutta l’emittenza radiofonica e per quella televisiva locale, in quanto consentirà di ottenere le citate riduzioni anche in regime di liberalizzazione tariffaria. Ora il Disegno di Legge (recante il n. 4354) è all’esame della Commissione Bilancio della Camera.

Approderà in aula dal 10 dicembre p.v. , poi tornerà al Senato per la ratifica definitiva.

 

ENPALS: I LAVORATORI DELLO SPETTACOLO SUDDIVISI IN TRE CATEGORIE

Il Ministro del Lavoro Treu, ha emanato il Decreto 10 novembre 1997 pubblicato sulla G.Uff. del 2 dicembre u.s., conseguenziale alle norme contenute nel Dlgs 182/97, in materia di contribuzione ENPALS (vedasi AER NEWS nn. 19 e 21). I lavoratori dello spettacolo sono stati suddivisi in tre gruppi (contro i due precedenti) e precisamente:

GRUPPO A) comprendente coloro che, a tempo determinato, prestano attività artistica o tecnica connessa con la produzione e la realizzazione di spettacoli (ad es. presentatori, disc-jockey, tecnici del montaggio e del suono, operatori di ripresa televisiva, ecc. a tempo determinato);

GRUPPO B) comprendente coloro che prestano, sempre a tempo determinato attività diverse da quelle indicate nel gruppo A ( ad es. impiegati amministrativi e tecnici dipendenti dalle imprese radiotelevisive, a tempo determinato);

GRUPPO C) comprendente coloro che prestano attività a tempo indeterminato.

Il Decreto stabilisce che l’appartenenza ad uno dei tre gruppi, comporta sia differenti criteri di accredito della contribuzione, sia parametri diversi nel computo del periodo temporale da cui ricavare la retribuzione pensionabile. Il requisito dell’annualità di contribuzione utile per la pensione viene maturato quando nell’anno siano presenti 312 contributi giornalieri per i lavoratori del gruppo C); 260 per i lavoratori del gruppo B); 120 per i lavoratori del gruppo A). Tuttavia, per quest’ultima categoria, ai fini del diritto alla pensione, in presenza di 60 contributi giornalieri sono previsti accrediti d’ufficio di pari entità (per un massimo di dieci anni) qualora la retribuzione globale percepita non superi quattro volte il trattamento minimo Inps (circa 36 milioni). Nel caso in cui il lavoratore, durante l’attività, effettui passaggi tra i diversi gruppi, è previsto un riproporzionamento delle giornate accreditate, in rapporto ai diversi requisiti di annualità. L’AER invierà ai propri associati apposita circolare esplicativa ed è a disposizione degli stessi per ulteriori chiarimenti.

 

DAL MINISTERO DELL’INDUSTRIA CONTRIBUTI ALLE EMITTENTI OPERANTI IN AREE DEPRESSE

Con Decreto del 20 Novembre u.s., pubblicato sulla G.Uff. del 28/11/97, il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato ha aggiornato l’elenco dei destinatari di agevolazioni in favore delle attività produttive ubicate nel Mezzogiorno e nelle altre aree depresse del Paese. Per la prima volta, tra le attività indicate, vengono ricomprese (art.1, comma 2, lettera e) la produzione e trasmissione di spettacoli e programmi radiotelevisivi da parte delle emittenti radiotelevisive locali limitatamente alle spese d’impianto. L’AER invierà una apposita circolare agli associati.

 

FIRMATO IL CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE RELATIVO AI RAPPORTI TRA I MINORI E LA TV

A Palazzo Chigi, alla presenza, tra gli altri, del Presidente del Consiglio On.Prodi, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Prof. Parisi e del Capo del Dipartimento Informazione ed Editoria, Dott. Masi, il 26 Novembre u.s., i rappresentanti delle Associazioni di categoria AER (il Presidente Avv. Marco Rossignoli) e FRT e i rappresentanti di RAI, Mediaset e TeleMontecarlo, hanno sottoscritto il Codice di Autoregolamentazione relativo alla protezione dei minori nel loro rapporto con la Tv.

Il Codice è principalmente mirato al miglioramento delle trasmissioni destinate ai bambini, allo sviluppo della capacità critica degli stessi; all’uso corretto ed appropriato delle trasmissioni televisive (sollecitando la collaborazione della famiglia e della scuola) ed alla sensibilizzazione di editori ed operatori ai problemi dell’infanzia e, segnatamente, a quelli dell’handicap e del disagio sociale e psichico dell’età evolutiva.

Ora entrerà in funzione il Comitato di Controllo, di cui farà parte anche l’AER che vigilerà sul rispetto di quanto previsto dal Codice.

 

PROVVIDENZE EDITORIA TV: RICHIESTE DI DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA

La Commissione Consultiva che deve esprimersi sull’erogazione delle provvidenze alle Tv, derivanti dalla normativa sull’editoria, sta procedento nell’esame delle domande inoltrate negli scorsi anni.

In molti casi, si è reso necessario richiedere alle emittenti televisive un’integrazione della documentazione a suo tempo inviata.

Ciò, in quanto dopo la presentazione delle domande, sono sopravvenute nuove disposizioni di legge in materia ovvero nuove interpretazioni delle disposizioni già vigenti (quali ad es. l’esigenza di conoscere ulteriori dati relativi alle utenze telefoniche ed elettriche).

La richiesta dell’Uffico dell’Editoria, consiste nell’invio di uno uno schema prestampato nel quale sono contrassegnati i documenti richiesti che devono essere inviati ENTRO SESSANTA GIORNI dal ricevimento della richiesta stessa.

L’AER sottolinea che il termine è perentorio e che la mancata ottemperanza entro i termini fissati comporta irrimediabilmente la decadenza dal diritto alle provvidenze.

 

ATTIVITA’ AER

BOLOGNA 6 DICEMBRE: promosso dal Corerat Emilia Romagna, si è svolto questa mattina il seminario di studi sul tema “Realtà e Prospettive dell’emittenza radiotelevisiva nei paesi europei: Francia e Spagna”, con la partecipazione di esperti provenienti dai due paesi. Nel corso del 1998 saranno prese in esame le medesime tematiche, ma riferite a Germania, Gran Bretagna, Svezia ed Ungheria.

 

MILANO 16 DICEMBRE, ore 10.00: il Corerat della Lombardia presenterà, presso la Sala Stampa della Giunta regionale, in Via Filzi 22, una precisa analisi di caratteristiche e problemi del settore radiotelevisivo, frutto di un lungo lavoro che ha permesso di costituire una banca dati aggiornata dell’emittenza radiotelevisiva lombarda, a disposizione degli enti locali e degli operatori.