Aer News – anno III – numero 16 – 26 settembre 1998

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SOMMARIO:


PIANO FREQUENZE: MARTEDI’ 6 OTTOBRE TUTTI A NAPOLI PER UNA IMPORTANTE GIORNATA DI PROTESTA

Da come verrà eleborato il piano delle frequenze TV dipenderà il futuro delle imprese televisive locali e anche delle imprese radiofoniche. Se prevarrà la logica di un piano teorico, avulso dall’esistente ci sarà un azzeramento degli impianti con conseguente vanificazione di tutti gli investimenti operati e forte riduzione degli spazi per tutte le TV locali. Se invece si farà strada (come noi chiediamo e auspichiamo) la logica di un piano basato sulla salvaguardia dell’esistente attraverso la compatibilizzazione, ottimizzazione e razionalizzazione degli impianti operanti, allora avremo spazi adeguati per le TV locali.

Coloro che in sede ministeriale sostengono il progetto di azzeramento dell’esistente affermano che noi vogliamo continuare ad alimentare la logica del caos. Niente di più sbagliato. Noi non siamo contro il piano, bensì contro il modo di pianificare avviato dal Ministero delle Comunicazioni. Se si pianificherà come noi proponiamo si perseguirà esclusivamente l’obiettivo di un uso corretto e regolato dell’etere con conseguente risoluzione di tutte le problematiche interferenziali. Se invece si pianificherà come se le emittenti non esistessero (cioè senza tener conto di 22 anni di attività) si otterrà esclusivamente il risultato di spazzare via le TV locali e con loro il pluralismo dell’informazione. E se prevarrà tale logica nella pianificazione televisiva anche la pianificazione radiofonica verrà certamente realizzata nello stesso modo con tutte le intuibili conseguenze. L’appuntamento del 6 ottobre a Napoli è quindi particolarmente importante per dare al Governo e all’Authority un segnale molto forte della protesta delle emittenti.

 

IL PROGRAMMA PROVVISORIO DEL CONVEGNO

 “CON AER, ANTI, CORALLO PER LA PIANIFICAZIONE DELLE FREQUENZE TELEVISIVE ATTRAVERSO LA

OTTIMIZZAZIONE RAZIONALIZZAZIONE E COMPATIBILIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI ESISTENTI”

NAPOLI – MARTEDI’ 6 OTTOBRE – ORE 11.00 HOTEL HOLIDAY INN CENTRO DIREZIONALE ISOLA E/6, NAPOLI

 

ore 11,00 Apertura lavori.

Introduzione di Fabrizio Berrini, Segretario Generale AER;

ore 11,05 Presentazione delle proposte per la pianificazione attraverso l’ottimizzazione, la razionalizzazione e la compatibilizzazione degli impianti esistenti:

Avv. Marco Rossignoli, Presidente AER;

Avv. Eugenio Porta, Presidente ANTI;

Dott. Luigi Bardelli, Presidente CORALLO.

ore 11,50 Relazione sugli aspetti tecnici della problematica:

Prof. Antonino Liberatore, ordinario di elettronica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze.

ore 12,10 Interventi:

On. Vincenzo Vita, Sottosegretario alle Comunicazioni;

Prof. Renato Porro, Presidente del Coordinamento Nazionale dei Comitati Regionali per il servizio radiotelevisivo.

Ing. Roberto Serafini, Dirigente della Divisione Trasmissione e Diffusione della RAI – Radiotelevisione Italiana spa.

ore 13,30 Conclusioni Avv. Marco Rossignoli, Presidente AER.

Sono stati inoltre invitati ad intervenire rappresentanti dell’Authority e delle istituzioni.

Moderatore del Convegno sarà Elena Porta, Segretario Generale ANTI.

 

LA PROTESTA DEGLI EDITORI CONTRO IL PIANO TROVA IL SOSTEGNO DI MOLTI PARLAMENTARI

Come abbiamo riferito nella scorsa edizione dell’AER NEWS il Coordinamento AER, ANTI, CORALLO ha chiesto ai Deputati e Senatori di presentare una interrogazione parlamentare sulla problematica del piano di assegnazione delle frequenze TV. Riportiamo di seguito l’elenco (in ordine alfabetico) dei Parlamentari che hanno già aderito all’iniziativa ringraziandoli pubblicamente per l’importante contributo dato a sostegno della protesta delle emittenti: On. M. Balocchi (Lega Nord), Sen. F. Bosi (CCD), Sen. E. Bucciero (AN), Sen. A. Caruso (AN), Sen. M. Cirami (UDR), On. F. De Franciscis (UDR), Sen. G.G. Folloni (UDR), On. A. Mantovano (AN), On. N. Marinacci (UDR), On. R. Marotta (Forza Italia), On. L. Merlo (PPI), Sen. R. Minardo (UDR), On. F. Misuraca (Forza Italia) Sen. R. Napoli (UDR), .On. D. Piscitello (LA RETE), On. L. Pistelli (PDU), On. O. Rossi (Lega Nord), On. Sella (Forza Italia), On. G. Scozzari (La Rete), On. F. Storace (AN – Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi), On. D. Tuccillo (PPI), On. V. Voglino (PPI). Pubblichiamo di seguito il testo di interrogazione parlamentare che il Coordinamento AER, ANTI, CORALLO ha sottoposto ai Deputati e Senatori:

 

 

TESTO DELL’ INTERROGAZIONE

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro delle Comunicazioni

per conoscere :

premesso che :

– l’art. 1, comma 6, lettera A) n.2 della legge 31 luglio 1997, n.249 stabilisce che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni elabora, avvalendosi anche degli organi del Ministero delle Comunicazioni e sentita la concessionaria pubblica e le associazioni a carattere nazionale dei titolari di emittenti o reti private nel rispetto del piano nazionale di ripartizione delle frequenze, i piani di assegnazione delle frequenze ;

– che esistono due metodologie tecniche per procedere alla pianificazione e precisamente :

  1. il primo consistente nella definizione di bacini, siti e frequenze attuata senza tenere in alcun conto gli impianti esistenti sia privati che RAI (e quindi mediante un azzeramento degli impianti esistenti privati e RAI e una ridefinizione teorica del tutto) ;
  2. il secondo consistente nella definizione di bacini, siti e frequenze attuata attraverso l’ottimizzazione, la razionalizzazione e la compatibilizzazione dell’esistente ;

– che il primo metodo, stante la specificità della situazione italiana (ove le emittenti private operano da oltre venti anni e la RAI da molto prima) avrebbe come conseguenza la vanificazione di tutti gli investimenti fino ad oggi operati (comprese le acquisizioni di impianti ai sensi dell’art. 1, comma 13 delle legge 650/96), nonché il grave disagio per gli utenti di modificare tutti gli impianti di ricezione ;

– che il secondo metodo invece comporterebbe la valorizzazione degli investimenti operati dalle emittenti e il miglioramento della ricezione di ogni singola stazione da parte degli utenti ;

– che peraltro tutti gli interventi normativi che si sono susseguiti in materia, successivamente all’entrata in vigore della legge 223/90 sono orientati ad un processo di razionalizzazione del settore che ha come logica conseguenza una pianificazione attuata attraverso la ottimizzazione e la compatibilizzazione dell’esistente sulla base dei criteri enunciati dalla legge 31 luglio 1997, n.249 (art. 2, comma 2 e art. 3, comma 5) ;

– che infatti l’art.1, comma 5 della legge 30 aprile 1998, n.122 stabilisce che il Ministero delle Comunicazioni, attraverso i propri organi periferici, autorizza le modifiche degli impianti di radiodiffusione televisiva e dei connessi collegamenti di telecomunicazione, censiti ai sensi dell’art. 32, comma 3 della legge 6 agosto 1990, n.223 per la compatibilizzazione radioelettrica, nonché per l’ottimizzazione e la razionalizzazione delle aree servite da ciascuna emittente legittimamente operante alla data di entrata in vigore della legge 31 luglio 1997, n.249 ;

– che inoltre l’art. 1, comma 13 della legge 23 dicembre 1996, n.650 consente il trasferimento di intere emittenti televisive da un concessionario ad un altro concessionario ;

– che quest’ultima norma consente inoltre i trasferimenti di impianti o di rami di azienda tra concessionari in ambito locale e tra questi e i concessionari nazionali, o gli autorizzati di cui agli articoli 38 e seguenti della legge 14 aprile 1975, n.103, inclusi negli articoli 1 e 3 del decreto del Ministro PT 13 agosto 1992, o gli autorizzati alla prosecuzione dell’esercizio televisivo in ambito nazionale ai sensi dell’art. 11, comma 3 del decreto legge 27 agosto 1993, n.323, convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 1993, n.422, ad eccezione dei concessionari televisivi che abbiano la copertura pari o superiore al 75 per cento del territorio nazionale, nonché delle emittenti televisive criptate ;

– che nel settore dell’emittenza televisiva locale sono state effettuate compravendite ai sensi dell’art.1 comma 13 della legge 650/96 ;

– che inoltre sono state presentate numerose istanze di compatibilizzazione, ottimizzazione e razionalizzazione ;

– che pertanto una eventuale pianificazione che azzeri gli impianti esistenti causerebbe gravissimo nocumento all’emittenza televisiva locale ;

– che il Ministero delle Comunicazioni, in ruolo di supplenza dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ai sensi dell’art. 1, comma 25 della legge 31 luglio 1997, n.249 ha avviato la procedura di pianificazione delle frequenze basandosi sul totale azzeramento degli impianti esistenti e conseguente ridefinizione teorica degli stessi ;

– che in particolare dall’esame della documentazione inoltrata dal Ministero delle Comunicazioni ad alcune Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Sicilia, Sardegna) per la richiesta del parere di cui all’art. 2, comma 6 della legge 31 luglio 1997, n.249 emerge che si vorrebbero sopprimere le seguenti postazioni :

 

 

PIEMONTE : Asti Azzano, Centro La Salle, Corio Canavese, Montoso, Mottarone, Ronzone, Superga, Torre Bert.

 

 

LOMBARDIA : Aprica Casa Canton, Como Brunate, Laveno, Monte Calenzone, Monte Giarolo, Monte Penice, Milano Pirelli, Milano Piazza Repubblica, Roncola, S. Giulietta di Casteggio.

 

 

VENETO : Asiago Echar, Nevegal, Roccolo, Rovigo, San Giovanni, S. Zeno Monte Baldo, Torricelle S. Sofia, Velo, Ventolone.

 

 

EMILIA ROMAGNA : Cà del Lupo, Castellaccio, Castelmaggiore, Faeto, Genesio, Monte Pincio, Osservanza, Porretta T. Poggio, San Paolo.

 

 

MARCHE : Colle S. Marco, Colonnella, Monte d’Aria, Monte Pincio, Novilara, S. Paolo.

 

 

SICILIA : Alcamo, Bagheria, Montagnalonga, Scrisi, Valverde ;

 

 

SARDEGNA : Arzana, Capoterra Poggio dei Pini, Capoterra Santa Rosa.

– che inoltre in base a detta documentazione non risulterebbero comunque pianificate le seguenti postazioni :

 

 

PIEMONTE : Andorro Micca, Cesana Torinese, Ceva, Mombaruzzo, Monte Quarone, Sestriere, Villanova Mondovì, Villa Perosa.

 

 

LOMBARDIA : Airuno V. Greghentino, Albaredo, Brenzio, Campione d’Italia, Cigolino, Falecchio, Clusone, Gireglio, Marcheno, Pizzo Cornacchia, Poira, Roccolo Arrighi, Sommafiume, Triangia.

 

 

VENETO : Cima Fratta, Monte Rite, Negrar, Pieve Alpago, Spiazzi di Monte Baldo, Tudaio ;

 

 

MARCHE : Frontignano, Montefalcone;

 

 

SICILIA : Belmonte Mezzagno, Erice Sant’Anna, Pantelleria, Piraino, Rupe Atenea ;

– che il Ministero delle Comunicazioni nel corso di tutta l’attività espletata non ha mai sentito il parere del Coordinamento AER, ANTI, CORALLO (che rappresenta 1269 imprese radiotelevisive locali) e delle altre associazioni di categoria del settore, nonostante le continue richieste formulate dalle associazioni in tal senso ;

– per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha ritenuto di avviare le procedure di pianificazione delle frequenze televisive attraverso l’azzeramento degli impianti esistenti ;

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha previsto la totale soppressione dei siti sopracitati ;

-per quale ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha ritenuto di vanificare gli investimenti operati dalle emittenti ai sensi dell’art. 1, comma 13 della legge 23 dicembre 1996, n.650 ;

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha interpellato il Coordinamento AER, ANTI, CORALLO e le altre associazioni di categoria del settore circa le procedure di pianificazione ;

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha considerato le esigenze degli utenti che a seguito di una pianificazione teorica fondata sull’azzeramento dell’esistente dovranno modificare le proprie antenne di ricezione con oneri e disagi.

 

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha considerato le esigenze degli utenti che a seguito di una pianificazione teorica fondata sull’azzeramento dell’esistente dovranno modificare le proprie antenne di ricezione con oneri e disagi .

 

-il Ministero delle Comunicazioni ha rimesso tutta la documentazione relativa aitta alla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni :leroprie antenne di ricezione con oneri e disagi uali ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha ritenuto di avviare le procedure di pianificazione delle frequenze televisive attraverso l’azzeramento degli impianti esistenti ;

 

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha previsto la totale soppressione dei siti sopracitati ;

 

-per quale ragioni il Ministero delle Comunicazioni ha ritenuto di vanificare gli investimenti operati dalle emittenti ai sensi dell’art. 1, comma 13 della legge 23 dicembre 1996, n.650 ;

 

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha interpellato il Coordinamento AER, ANTI, CORALLO e le altre associazioni di categoria del settore circa le procedure di pianificazione ;

 

-per quali ragioni il Ministero delle Comunicazioni non ha considerato le esigenze degli utenti che a seguito di una pianificazione teorica fondata sull’azzeramento dell’esistente dovranno modificare tutti gli impianti di ricezione.

 

PROSEGUE IN MODO PROFICUO IL CONFRONTO CON LA DGCA DEL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI IN ORDINE ALLE PROBLEMATICHE APPLICATIVE DELLA LEGGE 122/98

Giovedì 24 settembre il Coordinamento AER, ANTI, CORALLO e le altre associazioni del settore hanno incontrato i vertici della Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni (DGCA) del Ministero. In tale sede l’Avv. Rossignoli ha presentato le proposte del Coordinamento di modifica e/o integrazione della bozza di note applicative della legge 122/98 presentata dalla DGCA nel precedente incontro del 15/9. La discussione è stata ora aggiornata ad un ulteriore incontro che si svolgerà l’8/10 p.v. a seguito del quale la DGCA dovrebbe emanare il testo definitivo delle note applicative. L’obiettivo del Coordinamento AER, ANTI, CORALLO è quello di pervenire a procedure semplici, snelle e chiare per le autorizzazioni alle modifiche tecniche degli impianti, per le compatibilizzazioni, ottimizzazioni e razionalizzazioni, per l’aggiornamento tecnico dei decreti concessori (a seguito degli acquisti, vendite, modifiche, dismissioni e riduzioni di potenza degli apparati intervenuti dopo il rilascio delle concessioni); per la definizione di ulteriori problematiche tecniche specifiche (frequenze impianti di collegamento, dichiarazioni di conformità degli impianti, esercizio di impianti omologati con potenza nominale superiore a quella esercita etc). Al termine dell’incontro l’Avv. Rossignoli ha espresso al Direttore Generale della DGCA Ing. Micciarelli l’apprezzamento per l’ottimo lavooro che il Ministero sta svolgendo per definire finalmente tutti i problemi tecnici irrisolti da anni.

 

AUTHORITY: L’AVV. LUCIANO NUOVO COMMISSARIO

La Camera dei Deputati ha nominato nei giorni scorsi l’Avv. Alessandro Luciano quale Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in sostituzione dell’Ing. Bevilacqua dimissionario. Inoltre l’Authority ha recentemente operato alcune assunzioni di vertice e precisamente: Franco Anghisani, responsabile ufficio stampa; Umberto Benazzoli, responsabile del personale e affari generali; Maurizio Mensi per gli affari giuridici; Vico Vincenzi per le relazioni istituzionali. Come segretario è stato scelto Mario Belati, proveniente dal Ministero delle Comunicazioni.

 

AUDIZIONE DELL’AER AVANTI L’AUTORITA’ ANTITRUST

Venerdì 25 settembre si è svolta a Roma presso l’Autorità per la Concorrenza e il Mercato (Autorità Antitrust) una audizione sulle problematiche di cui all’art. 12 della legge 447/92 in materia di inquinamento acustico. All’audizione avanti il responsabile della Direzione Pubblicità ingannevole Dott. Fattori erano presenti tra gli altri RAI, MEDIASET e RETE A. L’audizione era finalizzata ad approfondire la valutazione di soluzioni operative idonee ad assicurare concreta attuazione al divieto di diffondere “sigle e messaggi pubblicitari” con “potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi”. Rossignoli e Berrini hanno evidenziato che per le imprese radiofoniche è sufficiente il rispetto dei limiti minimi di deviazione di frequenza di +/- 75 KHZ e che per le imprese televisive la problematica dovrà essere oggetto di approfondimento. Al termine dell’incontro tutti i partecipanti hanno concordato sull’istituzione di un tavolo tecnico.