Aer News – anno III – numero 5 – 28 marzo 1998

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SOMMARIO:


IN 1000 A ROMA AL CONVEGNO AER – ANTI – CORALLO

Di fronte ad una platea di circa mille operatori del settore Marco Rossignoli, Presidente AER, Eugenio Porta, Presidente ANTI, Luigi Bardelli, Presidente CORALLO, Fabrizio Berrini, Segretario Generale AER hanno illustrato le proteste e le proposte dell’emittenza locale in ordine alla assegnazione delle frequenze, al Disegno di Legge 1138 e alle problematiche di competenza della Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni del Ministero. In particolare AER, ANTI e CORALLO hanno chiesto precise garanzie circa il mantenimento di spazi radioelettrici adeguati per l’emittenza locale, evidenziando che:

– occorre contestare con decisione la pretesa di TMC di vedersi assegnare i canali dismessi da Telepiù 3 al 31/12/97 in base alle disposizioni di cui alla legge 249/97. Tali canali infatti spettano in primo luogo alle TV locali in quanto TMC è un soggetto che svolge attività di mera ripetizione di programmi esteri in Italia e peraltro ha già copertura sulla maggior parte delle zone servite dai canali di Telepiù 3. D’altro canto se TMC vuole ampliare la propria copertura può fare come hanno fatto e stanno facendo tutte le altre imprese del settore: può acquistare impianti da altre emittenti ai sensi della legge 650/96. TMC non può pretendere di ottenere gratuitamente ciò che tutti gli altri hanno dovuto acquistare.

AER, ANTI e CORALLO hanno chiesto inoltre che vengano immediatamente sospese le procedure di pianificazione avviate dal Ministero delle Comunicazioni (che prevedono la soppressione di un elevatissimo numero di siti ove sono ubicati gli impianti di trasmissione delle emittenti private). Una siffatta pianificazione porterebbe infatti alla decimazione dell’emittenza locale. In Lombardia ad es. sono state pianificate esclusivamente 18 postazioni televisive e precisamente: Aprica Belvedere; Campo dei Fiori; Como Falchetto; Lecco; Monte Barro; Monte Creò; Monte Garnasca; Monte Maddalena; Monte Tre Croci; Maresana; Mottarone; Pian Sciresa; Porto Mantovano; S. Zeno Monte Baldo; Soresina; Sulzano; Valcava; Vedetta. Sono state soppresse tra le altre le postazioni di Milano Pirelli, Milano Piazza Della Repubblica, Roncola, Como Brunate, Monte Calenzano, Monte Giarolo, Monte Penice, etc. In Abruzzo si parla della soppressione (tra le altre) delle postazioni di Maiella, S. Silvestro di Pescara, Campo Imperatore. In Toscana sono stati soppressi Monte Oggioli e Monte Amiata.

AER, ANTI, CORALLO hanno quindi chiesto che la pianificazione (sia quella radiofonica che quella televisiva) venga invece realizzata attraverso una seria compatibilizzazione tra gli impianti esistenti finalizzata a risolvere le problematiche interferenziali in atto e a permettere a tutte le emittenti di servire in modo ottimale le proprie aree. La pianificazione radiofonica e televisiva attraverso la compatibilizzazione dell’esistente è l’unica strada percorribile dopo oltre venti anni di attività delle emittenti; peraltro è l’unica logica conseguenza al processo di razionalizzazione del settore avviato dalle leggi 482/92, 422/93 e 650/96. AER, ANTI, CORALLO hanno quindi chiesto la risoluzione immediata di una serie di problematiche di competenza della Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni del Ministero delle Comunicazioni e precisamente:

– il rilascio immediato di tutti i provvedimenti di conferma delle concessioni. Infatti dopo il rilascio delle concessioni tutte le imprese (ormai centinaia) che hanno mutato più del 10% del proprio assetto proprietario sono tenute ai sensi dell’art. 17, comma 5 della legge 223/90 a presentare domanda di conferma di concessione. Orbene! Dal 1994 ad oggi, mentre sono state rilasciate conferme di concessione alle emittenti nazionali, non risultano rilasciate conferme di concessione alle emittenti locali. Ciò può avere come gravissima conseguenza il blocco, per le emittenti interessate, della erogazione delle provvidenze previste dalla normativa sull’editoria;

– il rilascio immediato di tutti i provvedimenti di modifica degli allegati tecnici ai decreti di concessione necessari a seguito delle autorizzazioni provvisorie alle modifiche tecniche degli impianti. Dal 1994 ad oggi non risulta essere stato rilasciato alcun provvedimento in tal senso con la conseguenza che moltissime emittenti sono costrette ad operare in apparente difformità dal decreto di concessone;

– il rilascio immediato di tutte le autorizzazioni al traferimento di ubicazione degli impianti in tutti i casi previsti dalla legge 422/93 (trasferimenti a seguito dei quali non venga ampliata l’originaria copertura dell’impianto). Tali autorizzazioni sono necessarie in caso di trasferimento di sede degli impianti, di compatibilizzazione radioelettrica, etc.;

– l’immediata attivazione di tutte le procedure di coordinamento e di compatibilizzazione delle utilizzazioni radioelettriche previste dalla legge 422/93;

– l’immediato riconoscimento della legittimità ai sensi della legge 249/97 dei ponti mobili e dei collegamenti temporanei per effettuare, senza dover corrispondere alcun canone aggiuntivo, collegamenti in diretta in occasione di avvenimenti di cronaca, politica, spettacolo, cultura, sport, attualità. Infatti, nonostante l’entrata in vigore della nuova legge 249/97 il Ministero delle Comunicazioni pretende di sottopore i ponti mobili e i collegamenti temporanei ad autorizzazione preventiva e canoni aggiuntivi;

– un’immediata soluzione in ordine alla problematica delle frequenze degli impianti di collegamento. E’ infatti inaccettabile che il Ministero pretenda di allocare tali impianti in bande idonee solo per collegamenti con tratte molto brevi e per i quali peraltro necessitano apparati particolarmente onerosi; AER, ANTI e CORALLO con riferimento al Disegno di Legge 1138 hanno quindi evidenziato che lo stesso, sebbene nel suo complesso sia molto migliorato rispetto alla formulazione originaria, rimanga comunque ancora insoddisfacente per molti aspetti e precisamente:

– la suddivisione tra emittenti con licenza (che sostituirà la concessione) commerciale e licenza non commerciale (cui spetterebbero le provvidenze editoria e la pubblicità pubblica), sicuramente apprezzabile (perché permette alle imprese esclusivamente commerciali di poter coltivare a pieno la propria vocazione senza dover continuare a sostenere inutili oneri per strutture redazionali sostanzialmente inutili per la realizzazione del prodotto editoriale e allo stesso tempo introduce una forte valorizzazione per le imprese che intendono impegnarsi nel ruolo di informazione) viene però realizzata in modo inaccettabile. Infatti viene reintrodotto l’obbligo di attività informativa per tutti i 365 giorni dell’anno (ad eccezione dell’informazione relativa ai telegiornali e radiogiornali) soppresso dalla legge 249/97. Manca inoltre ogni raccordo con la normativa sull’editoria, sicché, incredibilmente, in molti casi, le emittenti con obblighi di informazione, pur avendo diritto alle provvidenze editoria, di fatto, non avrebbero i requisiti per ottenerle;

– non vengono previste misure adeguate per sostenere l’emittenza non profit, che non potendo più diffondere pubblicità deve comunque avere mezzi di sostegno;

– non vengono previste norme per la regolamentazione delle procedure di coordinamento e di compatibilizzazione delle utilizzazioni radioelettriche;

– non viene risolta la problematica degli impianti in sospensiva eserciti da concessionari;

– viene sostanzialmente riproposta la rete federale della RAI, cioé una rete della concessionaria pubblica ramificata e diversificata sul territorio. E’ evidente pertanto l’intendimento di sostenere il progetto di una rete pubblica (che sebbene priva di pubblicità) si ponga in aperta concorrenza sul piano del ruolo e degli ascolti con l’emittenza locale, con conseguente danno per il pluralismo e la libertà di impresa. AER, ANTI, CORALLO hanno chiesto infine l’immediata emanazione del regolamento previsto dall’art. 10 della legge 422/93 in materia di incentivi a sostegno dell’emittenza. Assolutamente insoddisfacente la replica del Sottosegretario alle Comunicazioni Vita il quale non ha dato alcuna risposta in ordine alle problematiche tecniche di competenza della Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni del Ministero e ha ribadito la volontà di proseguire nella pianificazione secondo le procedure che vengono contestate da AER, ANTI, CORALLO. L’On. Romani responsabile del settore informazione di Forza Italia ha contestato la posizione dell’On. Vita in ordine alla pianificazione delle frequenze. Sono quindi intervenuti il Sen. Semenzato (VERDI), l’On. Giulietti (Sinistra Democratica), Il Prof. Porro (Presidente Nazionale Coordinamento dei Corerat), Vigevano (Club Pannella), l’On. Rogna (PPI). Presenti al Convegno tra gli altri anche l’On. Melandri (Responsabile Dipartimento Comunicazione di massa del PDS) e l’On. Merlo (PPI). Moderatore è stata Elena Angelino Segretario Generale ANTI. AER, ANTI, CORALLO ILLUSTRERANNO LE PROPRIE PROPOSTE ALLA VIII COMMISSIONE DEL SENATO NEL CORSO DI UNA AUDIZIONE FISSATA PER MARTEDI’ 1° APRILE.

 

IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI EMANA IL DECRETO PER L’ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE DISMESSE DA TELEPIU’ 3 STABILENDO CRITERI CHE PRIVILEGIANO SOLO L’EMITTENZA NAZIONALE. AER, ANTI, CORALLO CHIEDONO LA REVOCA DEL DECRETO E PROPONGONO RICORSO AL TAR.

Con decreto pubblicato in G.U. del 24/3/98 il Ministero delle Comunicazioni ha definito i criteri per l’assegnazione dei canali dismessi da Telepiù 3.

In base a tale decreto deve essere in primo luogo assicurato il principio di favorire l’equivalenza in termini tecnici delle reti televisive nazionali e in questo contesto viene previsto che in via prioritaria tutti i canali vadano assegnati alle TV nazionali con copertura della popolazione inferiore al 90 per cento del territorio che, sulla base della graduatoria approvata con DM 13/8/92 hanno conseguito reti con copertura inferiore rispetto a quelle assegnate ad altre emittenti, ad esclusione di quelle che trasmettono in forma codificata (e quindi che i canali in questione vadano assegnati in via prioritaria alle TV nazionali TMC, TMC2 e Rete A). Le emittenti televisive locali saranno assegnatarie solo degli eventuali rimanenti canali non utilizzati per raggiungere l’equivalenza tecnica tra le reti nazionali sopracitate. Tale impostazione è inaccettabile e pertanto AER, ANTI e CORALLO hanno deciso di impugnare avanti il TAR il Decreto in questione chiedendo contestualmente al Ministero il ritiro immediato dello stesso. Verrà anche avviata una campagna di spots televisivi e radiofonici.

AER, ANTI, CORALLO chiedono infatti un nuovo decreto che stabilisca in concreto un adeguato numero di canali da assegnare alle TV locali.

 

CONCESSIONI – ULTERIORE PROROGA

Il Governo ha approvato un disegno di legge per prorogare al 31/1/99 la durata delle concessioni TV in scadenza al 30/4/98. La durata delle concessioni radiofoniche è invece già automaticamente slittata (in base alla legge 249/97) al 30/4/99, non essendo stato emanato il piano delle frequenze entro il 31/1/98.Il Disegno di legge passa ora all’esame del Parlamento.