Atto di promovimento del giudizio della Corte Costituzionale n.50 del 4 maggio 2005

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ATTI DI PROMOVIMENTO DEL GIUDIZIO DELLA CORTE
N.50
Ricorso per questione di legittimità costituzionale
depositato in cancelleria il 4 maggio 2005
(del Presidente del Consiglio dei Ministri)

Ricorso del Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato presso i cui Uffici in Roma, Via Dei Portoghesi n. 12, è domiciliato;
Nei confronti della Regione Veneto in persona del presidente della giunta regionale p.t., per la dichiarazione di illegittimità costituzionale della l.r. n. 8 del 25.02.2005 pubblicata sul BUR n. 23 del 1° marzo 2005 recante: “Disposizioni di riordino e semplificazione normativa – collegato alla legge finanziaria 2004 in materia di edilizia residenziale pubblica, viabilità, mobilità, urbanistica ed edilizia”.
La legge, che reca disposizioni di modifica a precedenti normative in materia di edilizia residenziale pubblica, viabilità, mobilità, urbanistica ed edilizia, presenta i seguenti aspetti di illegittimità costituzionale:
1) La norma contenuta nell’articolo 14 disciplina il procedimento di autorizzazione all’installazione, modifica ed adeguamento degli impianti di telefonia mobile prevedendo che, per l’autorizzazione di detti impianti, il richiedente debba aggiungere al provvedimento orevisto dall’art. 87 del “Codice delle comunicazioni elettroniche” (d.lgs. n. 259/2003) anche l’ulteriore rilascio del permesso di costruire ai sensi degli artt. 10 e 3 del d.P.R. n. 380/2001 (T.U. sull’edilizia). Tale disposizione, quindi, determinato un aggravio delle procedure per l’installazione dei citati impianti fissi di telefonia mobile, si pone in contrasto con i principi fondamentali in materia di “ordinamento della comunicazione” in violazione dell’art.117, comma 3 della Costituzione. Infatti, debbano considerarsi principi fondamentali della materia della comunicazioni le norme contenute nell’art. 41 della legge delega n. 166/2002 e nell’art. 4 dello stesso Codice della comunicazione, che promuovono la semplificazione e la tempestività dei procedimenti autorizzatori, considerato anche che la disciplina della comunicazione ha assorbito a tutti gli effetti la (precedente) disciplina edilizia interferente sulla materia (art.3, comma 1, lett. E1 del T.U. sull’edilizia).I principi di semplificazione e celerità dei provvedimenti autorizzatori di cui all’art. 87 del Codice delle Comunicazioni quindi debbano essere assurti a principi fondamentali della materia, come tali vincolanti la potestà legislativa regionale in materia di comunicazioni.
2) L’art. 25, modificando la l.r. n. 30/2004, dispone la proroga dei servizi di trasporto pubblico locale “aggiuntivi” (quelli che i singoli enti locali possono istituire con i medesimi concessionari di trasporti pubblici c.d. “minimi”) fino alla data di scadenza dei contratti di servizio di questi ultimi: tale scadenza – in virtu’ del combinato disposto dei commi 1 e 3 dell’art. 3 della l.r. n. 30/2004 qui modificata – risulta così possibile fino al 31 dicembre 2006, sebbene il limite attualmente disposto dalla normativa statale di recepimento di principi comunitari sia quello del 31 dicembre 2005. La data del 31 dicembre 2005 è prevista quale termine ultimo di proroga, sia per i servizi ferroviari (art. 11, comma 3, legge n. 166/2002) che per i servizi automobilistici (art. 23, comma 3-bis del decreto legge n.355/2003, convertito nella legge 27 febbraio 2004, n. 47). Va evidenziato che il termine massimo del 31 dicembre 2006, previsto per le concessioni rilasciata con procedure diversa dall’evidenza pubblica, dall’art. 113, comma 15-bis del d.lgs. n. 267/2000, è consentito solo nel caso in cui le disposizioni previste per gli specifici settori non stabiliscano un congruo periodo di transizione. Nel caso in esame, essendo tale periodo di transizione, come sopra esposto, previsto dalla normativa di settore ed essendo stata affermata la competenza esclusione dello Stato nel dettare le norme contenute nell’art.113 del TUEL (decisione della Corte costituzionale n. 272 del 27 luglio 2004), la previsione di una proroga al 31 dicembre 2006, presenta problemi di legittimità costituzionale. Infatti, tale disposizione si pone in contrasto con l’articolo 117, comma 1 della Costituzione, in quanto è suscettibile di alterare il regime di libero mercato della prestazioni e dei servizi, in violazione degli obblighi comunitari in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici, derivanti dagli articoli 49 e seguenti del Trattato CEE, e viola la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza, di cui al medesimo articolo 117, comma 2, lettera e) della Costituzione. Il Governo ha impugnato, per lo stesso motivo, la stessa legge n. 30/2004 della Regione Veneto.

PQM

Si ritiene di sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge regionale in esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.
Sarà depositata per estratto: 1) delibera del Consiglio dei ministri del 25 aprile 2005; 2) rapporto sulla legge.
L’Avvocato dello Stato: Giuseppe Fiengo