Catenacci: sperimentazioni e studi per radiofonia e televisione

(3 giugno 2024)   Patrizia Catenacci è il nuovo direttore generale della Direzione generale per il digitale e le telecomunicazioni – Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione del MIMIT.

Tale direzione, istituita con il DPCM 30 ottobre 2023, n. 174 di riorganizzazione del Mimit, che assume la quasi totalità delle competenze sino a quel momento svolte dalla Dgscerp e dalla Dgtcsi-Iscti, fa capo al nuovo Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie, al cui vertice è stata nominata la dott.ssa Eva Spina.

Catenacci fa parte dal 2011 dell’organico del Ministero, dove ha ricoperto, nel corso degli anni, incarichi di dirigenza di numerosi Ispettorati territoriali. E’ stata, inoltre, dirigente della div. II della Dgscerp e, da ultimo, dirigente della Divisione I del Segretariato generale del Ministero.

L’intervista

TeleRadioMagazine: Con la riorganizzazione del MIMIT operata dal DPCM del 30 ottobre 2023, la Direzione generale per il Digitale e le Telecomunicazioni – ISCTI (DGTEL) di cui lei è a capo, ha assunto numerosissime competenze. Tra le tante, vi sono quelle che un tempo venivano esercite da due diverse direzioni generali (la Dgscerp e la Dgtcsi-Iscti). Qual è il suo personale bilancio di attività a quattro mesi dalla sua nomina a capo di questa struttura complessa?

Patrizia Catenacci: Il nuovo assetto della Direzione ha seguito un processo naturale, in parte già avviato. Nei mesi che hanno preceduto la riorganizzazione la ex DGSCERP era già sotto il coordinamento ad interim del Direttore DGTCSI, d.ssa Eva Spina, oggi a capo del Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie. Questi mesi sono stati particolarmente utili per comprendere i benefici che derivavano da un coordinamento unico.

In particolare, l’attuale rapidità di nascita e sviluppo delle reti ha reso anacronistica la divisione tra “chi partecipa al processo di pianificazione” e “chi autorizza”, che ha avuto ragion d’essere in un mercato costituito da pochi soggetti e da temi decisamente meno serrati.

Oggi la situazione è profondamente cambiata, i soggetti che operano nel nostro settore sono sempre di più, l’uso dello stesso spettro si fa sempre più dinamico e la richiesta di autorizzazioni sempre più frequente; di conseguenza l’Amministrazione stessa deve tenersi al passo con i tempi, rispondendo velocemente, e organizzandosi sotto un unico coordinamento che possa seguire tutte le fasi dei processi.

La nuova riorganizzazione è andata esattamente in questa direzione, e da quando ho assunto il mio incarico ho potuto apprezzare la semplificazione nei nostri processi amministrativi che è derivata proprio da questa nuova organizzazione. Sono stati quattro mesi intensi, ma grazie alla preziosa collaborazione di tutto il personale della mia Direzione e della guida del nostro Capo Dipartimento, e naturalmente, a questo nuovo assetto, siamo riusciti ad essere veloci ed efficaci.

In questi quattro mesi, da quando ricopro questo incarico, sono state portate a termine diverse iniziative da parte del Ministero che ci hanno coinvolto operativamente e strategicamente; penso ad esempio alle disposizioni integrative e correttive del TUSMA e alle modifiche del Codice delle Comunicazioni entrate recentemente in vigore, queste ultime in particolare hanno introdotto la novità dei nuovi limiti di esposizione ai campi elettromagnetici applicando due principi fondamentali: il principio di equa ripartizione dello spazio elettromagnetico e il principio di effettività.

Anche dal punto di vista del mercato ci sono state delle novità, pensiamo ad esempio al mondo satellitare nel quale il Ministero ha giocato e gioca un ruolo fondamentale per garantire la coesistenza tra gli operatori storici e i nuovi entranti. Indubbiamente ci aspettano nuove sfide, pensiamo all’uso di nuove porzioni di spettro da destinare ad esempio alle reti di sesta generazione, alle tecnologie del futuro su cui l’Italia deve investire per restare al passo, alla partecipazione ai tavoli e agli organismi internazionali di regolamentazione.

Continua il nostro impegno per rinnovare e guardare con attenzione con studi e sperimentazioni sull’uso efficace ed efficiente dello spettro. Stiamo lavorando per predisporre un sistema centrale per il monitoraggio dei campi elettromagnetici da rendere disponibile agli operatori, alle ARPA e naturalmente ai cittadini, e stiamo giocando un ruolo importante sul fronte internazionale per le questioni DAB+, insomma tante carne al fuoco che, anche grazie a questo nuovo assetto organizzativo, riusciamo a gestire con maggiore efficacia.

Parlando di DAB+

TRM: Parlando di radiofonia digitale DAB+, nel 2023 il MIMIT ha emanato i bandi per le manifestazioni di interesse da parte degli operatori di rete locali per l’assegnazione delle relative frequenze. A oggi la DGTEL del MIMIT ha pubblicato gli esiti delle manifestazioni di interesse relativamente a nove aree tecniche. In alcuni casi sono già stati rilasciati i diritti di uso delle frequenze, mentre in altri casi dovranno essere attuate le procedure per i beauty contest. Quali sono le tempistiche previste per la conclusione di tutta la procedura e, quindi, per l’avvio della c.d. fase a regime? Verrà pubblicata una roadmap?

P.C.: L’impegno della Direzione è notevole considerando la quantità di manifestazioni d’interesse pervenute per tutti i bacini d’utenza, che dimostra l’importanza di questa tecnologia per il settore della radiofonia digitale. Per quanto riguarda l’assegnazione delle reti nazionali la procedura si è conclusa da pochi giorni con la pubblicazione degli esiti sul sito istituzionale del Ministero, mentre per quanto attiene alle procedure relative al comparto locale, l’istruttoria delle domande richiede tempo vista la numerosità delle emittenti che hanno partecipato, nelle varie società consortili, alla procedura di manifestazione d’interesse.

Per dare una misura dell’impegno che gli uffici stanno sostenendo, si tratta di verificare puntualmente il possesso dei requisiti di partecipazione di circa 1200 posizioni relative ad emittenti radiofoniche raggruppate in oltre 60 società consortili. In ogni caso è intenzione del Ministero concludere l’esame di tutte le manifestazioni d’interesse presentate, per tutti i bacini d’utenza, prima di fine luglio e procedere con l’emanazione dei bandi per la procedura di beauty contest dopo l’estate.

Crediamo, infatti, che lasciando un congruo intervallo di tempo fra la pubblicazione delle manifestazioni d’interesse e l’emanazione dei bandi per il beauty contest, le società consortili abbiano maggiori opportunità di valutare eventuali accordi che potrebbero evitare la procedura di selezione comparativa. Per quanto riguarda la pubblicazione di una roadmap, attendiamo prima la conclusione della fase istruttoria delle manifestazioni d’interesse per valutarne l’effettiva necessità.

Passaggio al DVB-T2/HEVC

TRM: Passando al comparto televisivo, quale tempistica si prevede per il passaggio alle trasmissioni DVB-T2/HEVC?

P.C.: Il tema del passaggio definitivo al DVB-T2 in realtà è un tema fortemente legato non soltanto a questioni di carattere tecnico, ma è condizionato dalla necessità di garantire la fruizione del servizio televisivo a tutta l’utenza. L’esigenza di dover adeguare gli apparati di ricezione ai nuovi standard trasmissivi ha comunque un impatto di tipo economico sulle fasce più deboli della popolazione e, sebbene da recenti indagini di mercato sia emerso che la percentuale di famiglie non ancora dotate di decoder DVB-T2 si stia riducendo, il problema non può essere considerato completamente superato. A tale scopo stiamo studiando una serie di ulteriori iniziative, che vanno ad aggiungersi a quelle già messe in campo, per venire incontro alle famiglie non ancora dotate di decoder. In ogni caso, a partire da settembre, la RAI dovrà avviare le proprie trasmissioni sul MUX regionale in DVB-T2 mentre, per l’implementazione a regime del nuovo standard anche da parte degli altri operatori, è necessario un percorso concordato.

Numerazioni LCN

TRM: La nuova formulazione dell’art. 29, comma 5 del TUSMA, entrato in vigore il 2 maggio u.s., prevede che il MIMIT emani un provvedimento per stabilire le condizioni e le modalità di utilizzo delle numerazioni LCN. Come intende procedere la DGTEL al riguardo?

P.C.: Le opportunità offerte dalla nuova formulazione dell’art. 29, comma 5 del TUSMA sono di estremo interesse in considerazione dell’aumentata rilevanza che hanno assunto le condizioni e le modalità di utilizzo delle numerazioni LCN, in particolare per il comparto televisivo locale, a valle del nuovo assetto del comparto dopo la liberazione della banda 700. Come previsto dalla norma, sul tema abbiamo avviato un confronto con AGCOM, ovviamente basato sull’attuazione delle prescrizioni della delibera 116/21/CONS.

 

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