Circolare della Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni del Ministero delle Comunicazioni del 15 febbraio 2001 “Utilizzazione della banda 5250-5450 MHz per esigenze dell’emittenza radiotelevisiva privata”

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MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI – DIREZIONE GENERALE PER LE CONCESSIONI E LE AUTORIZZAZIONI

CIRCOLARE 15 FEBBRAIO 2001


OGGETTO: Utilizzazione della banda 5250-5450 MHz per esigenze dell’emittenza radiotelevisiva privata

Come è noto, il nuovo PNFR, che attribuisce al Ministero della Difesa l’uso della banda in oggetto a titolo primario, consente anche di poter soddisfare esigenze dell’emittenza radiotelevisiva privata ove risultanti compatibili con lo svolgimento dei servizi primari.
Allo scopo di consentire al suddetto Ministero di poter valutare compiutamente le richieste di coordinamento che dovranno essere istruite da codesti organi e proseguite alla scrivente per il successivo inoltro al Ministero medesimo, si partecipa che un apposito gruppo  di lavoro istituito presso l’Istituto Superiore C.T.I. ha stabilito la canalizzazione cui dovranno conformarsi i progetti provenienti dall’emittenza privata per poter accedere al processo di coordinamento ed, in merito, si invia in allegato 1 copia della suddetta canalizzazione.
Si precisa, inoltre, che quantunque a livello CEPT non sia emerso un orientamento favorevole all’emissione di specifiche armonizzate per l’interfaccia radio, pure si ritiene che in Italia le specifiche delle antenne da utilizzare nelle tratte per uso civile non si debbano discostare almeno dai requisiti minimi individuati dall’E.T.S.I. nella bozza pubblicata della norma EN 300 833, applicabile anche alla banda in questione.
In particolare, la norma ETSI prevede una suddivisione delle antenne in due categorie in relazione al guadagno nella direzione di massima irradiazione (26 dBiso e 32 dBiso) ed in quattro classi in relazione ai pattern d’irradiazione sul piano orizzontale (maschere dell’allegato 2).
Per quanto attiene al primo aspetto, si evidenzia che le antenne sono considerate, ai fini di coordinamento, rispettivamente come antenne a basso o ad alto guadagno, mentre in relazione al secondo aspetto, si rappresenta che le classi corrispondono a situazioni operative nelle quali si possono verificare, rispettivamente, potenziali interferenze (tra reti distinte ovvero all’interno della stessa rete) ad un livello basso, alto, altissimo o estremamente alto.
Allo stato non si ritiene di poter stabilire criteri specifici di scelta validi universalmente in quanto non si conoscono le distribuzioni territoriali nè le caratteristiche radioelettriche degli impianti che svolgono (o sono destinati a svolgere) i servizi primari. Tuttavia, allo scopo di elevare le probabilità di raggiungimento di un coordinamento con esito positivo, questa Direzione è dell’avviso di far redigere progetti di collegamento imperniati, di norma, sull’uso di antenne almeno della seconda categoria e di classe tre, fermo restando che non si ritiene opportuno proporre tratte di estensione ai limiti consentiti fisicamente dalla gamma e, quindi, anche con elevate potenze di trasmissione.
Si desidera sottolineare, infine, che (con l’eccezione della radiofonia) è posto l’accento sulla prevalenza di uso di sistemi digitali, in considerazione della particolare legislazione, in atto nel campo dell’emittenza privata, che consente l’esercizio in concessione dei soli ponti destinati al trasporto di segnali da distribuire verso gli impianti di diffusione (qualità cosiddetta “studio”) e non essendo, quindi, prevista l’esistenza di collegamenti tra studi di produzione di una stessa emittente che possano necessitare lo scambio di segnali a qualità “contributo”, la canalizzazione che dovrà praticamente assumersi a riferimento sarà quella a 7 MHz.

Il Direttore Generale

N.B.: l’allegato sopracitato può essere richiesto all’AERANTI.