Circolare della Direzione Generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero delle Comunicazioni del 2 settembre 2005 “Contributi a favore dell’emittenza televisiva locale di carattere commerciale ex art.45, comma 3, legge 448/1998. Applicazione del DM 5.11.2004, n. 292 – Istruzioni per una corretta applicazione del complesso normativo”

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MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
DIREZIONE GENERALE PER I SERVIZI DI
COMUNICAZIONE ELETTRONICA E DI
RADIODIFFUSIONE

Roma, 2 settembre 2005

 

OGGETTO: Contributi a favore dell’emittenza televisiva locale di carattere commerciale ex art. 45, comma 3, legge 448/1998. Applicazione del DM 5.11.2004, N. 292 – Istruzioni per una corretta applicazione del complesso normativo.

Con pregressa corrispondenza il CO.RE.COM. Puglia ha chiesto di conoscere il punto di vista del Ministero, nella qualità di organo da cui deriva la normazione secondaria in materia di erogazione dei contributi a favore dell’emittenza televisiva locale a carattere commerciale, in ordine alla corretta interpretazione da dare al regolamento, di cui al decreto del Ministro delle Comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 5 novembre 2004, n. 292, al fine di predisporre la graduatoria finalizzata alla erogazione delle risorse destinate ai vari bacini d’utenza televisivi con particolare riferimento ai requisiti minimi che le emittenti televisive commerciali devono possedere per accedere alle risorse stesse.
Sull’argomento sono pervenute, anche per le vie brevi, analoghe richieste formulate da altri CO.RE.COM. e da operatori del settore televisivo.
Sul punto la scrivente, confortata dal parere dell’Ufficio Legislativo dell’On. Sig. Ministro, ha già comunicato al predetto CO.RE.COM. Puglia le proprie valutazioni.
Ora, al fine di corrispondere alle altre richieste di parere, di cui sopra è cenno, nonché di consentire una uniforme applicazione della disciplina che qui interessa, si ritiene utile fornire a codesti Organi le istruzioni che seguono corredate da una analisi di ordine sistemico – sistematico dell’intera materia.

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– L’art. 45, comma 3, della legge n. 448/1998 nel prevedere delle misure di sostegno a favore dell’emittenza televisiva locale, anche al fine di incentivare l’adeguamento degli impianti in base al piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva approvato dall’AGCOM il 30/10/1998, ha demandato al potere regolamentare il compito di individuare i criteri e le modalità di erogazione dei benefici di cui trattasi; in tal senso sono stati emanati il d.m. 21/09/1998, n. 378 e, a seguito dei mutamenti legislativi intervenuti successivamente, il decreto ministeriale 5/11/2004, n. 292 dianzi citato e di seguito denominato regolamento, oggetto del quesito in trattazione, ed i decreti ministeriali inerenti i bandi di concorso per l’attribuzione dei contributi riferiti ai rispettivi esercizi finanziari.
– Anche se la tecnica redazionale del regolamento e del correlativo d.m. 21.12.2004 recante bando di concorso per l’attribuzione dei contributi per l’anno 2004, di seguito denominato bando, possa lasciare spazi per letture non univoche tuttavia, il corpus del regolamento depone per una lettura secondo cui la somma assegnata a ciascuna regione o provincia autonoma venga ripartita: a) per 1/5, in parti uguali, alle emittenti aventi titolo secondo i requisiti di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 1; b) per i 4/5 in base ad una graduatoria predisposta previa valutazione degli elementi indicati nell’art. 4 e, nel caso di emittenti che presentino domanda in altre regioni, previa valutazione dei medesimi elementi, secondo quanto stabilito dall’art. 1, comma 3, lettere a) e b), secondo periodo, del bando di concorso.
– Ancorché la disciplina di rango secondario interpreti, da un punto di vista formale, puntualmente la disposizione primaria, in modo da consentirne una corretta e coerente applicazione, occorre, comunque, riferirsi all’obiettivo pubblico sostanziale che la legge vuole realizzare. A tale proposito il menzionato piano di incentivi per l’adeguamento degli impianti in base al piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva approvato dall’AGCOM il 30 ottobre 1998, disposto con il menzionato art. 45, comma 3, della legge, non si capisce come possa essere realizzato se i beneficiari delle provvidenze non effettuano, nei bacini d’utenza dove presentano la domanda, investimenti, anche in risorse umane; circostanza questa che determinerebbe, di contro, degli effetti fortemente distorsivi e delle finalità perseguite dalla legge e dell’equilibrio del mercato poiché, in questa ipotesi, le emittenti andrebbero a reperire risorse, sia pur nella misura pari a 1/5, in un bacino dove sostanzialmente non hanno instaurato col territorio quel necessario rapporto “sinallagmatico” consistente da un lato nell’investimento effettuato in termini strumentali, pubblicitari e di personale e, dall’altro, per l’effetto, nel conseguimento dei benefici che la legge ha previsto per tale scopo.
– In tale prospettiva, le considerazioni appena svolte sembrano inderogabili e non eludibili per una corretta applicazione della legge e dei relativi strumenti attuativi, regolamentari ed amministrativi che, non sembra superfluo ricordare, non possono in ogni caso stravolgere il contenuto e le finalità della fonte primaria, nei termini che seguono:
1. Le emittenti che intendono presentare domanda di ammissione ai benefici previsti dalla legge, debbono indicare nella domanda gli elementi di cui all’art. 4, comma 1, del regolamento e, nel caso di presentazione di domanda in altro bacino d’utenza, la quota parte del fatturato realizzato in e per quel bacino d’utenza e del personale impiegato per l’attività relativa al medesimo bacino. Diversamente le emittenti stesse non vanno inserite nella graduatoria, neanche sotto il profilo della mera elencazione, perchè, comunque, andrebbero ad incidere sul calcolo della quota del 35%, sottraendo così risorse a quelle emittenti che, invece producono piu’ fatturato facendo investimenti, ed impiegano piu’ personale per l’attività di radiodiffusione;
2. le stesse considerazioni valgono, ovviamente, per la distribuzione in parti uguali dei benefici di cui trattasi nella misura di 1/5 perché: a) il requisito minimo del personale, ovviamente, deve essere presente, pena la contravvenzione a quanto stabilito dall’art. 6, comma 3, della delibera 1 dicembre 1998, n. 78 dell’AGCOM; b) il requisito del fatturato, seppure in misura minimale, deve essere parimente presente perché questo da un lato indica il volume dell’attività economica dell’impresa caratterizzata, in questo caso, da una dimensione ridotta, anche in termini di ascolto e, dall’altro, giustifica anche il contributo “minimo” che la legge vuole comunque destinare a quelle imprese che non riescono a sviluppare piu’ importanti livelli dimensionali. Diversamente non si comprenderebbe la “ratio” dell’erogazione di risorse pubbliche ad aziende sostanzialmente inesistenti se non per puro artificio, col solo fine di reperire fondi pubblici.

Il Direttore Generale
Dr.ssa Maria Tondi