Circolare della Direzione Generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero delle Comunicazioni del 9 novembre 2005 “Quesito sulla applicazione dell’art. 3 del decreto ministeriale n. 292/2004”

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OGGETTO: QUESITO SULL’APPLICAZIONE DELL’ART. 3 DEL DECRETO MINISTERIALE N.292/2004

Con la nota prot. 102/com/05 del 26 settembre 2005, codesto Corecom chiede di conoscere l’avviso del Ministero in ordine a quanto specificato in oggetto e, precisamente, se:
1. la separazione contabile riguardi i generi di attività (televisiva e commerciale) o non anche, qualora un soggetto risulti titolare di più emittenti, le singole attività di carattere televisivo facenti capo alle medesime singole emittenti;
2. il Corecom può, e con quali modalità, richiedere certificazione che documenti il regime di separazione contabile;
3. il potere di revoca del contributo di cui all’art. 8 del citato DM n.292/2004, appartenga al Corecom ovvero al Ministero o, ancora, all’Autorità.

Al riguardo si forniscono le seguenti istruzioni rispettando l’ordine dei quesiti dianzi prospettato.
– L’art. 3 del d.m. n.292/2004, di seguito nominata regolamento, – primo e secondo periodo -, va letto nel senso che il regime della separazione contabile deve essere rispettato non per i generi di attività ma per tutte le singole attività, televisive e non, che fanno capo ad un medesimo soggetto; in altri termini una società che esercisce più attività, anche di sola natura televisiva, deve rispettare l’obbligo della separazione contabile.
In tale prospettiva il soggetto richiedente il contributo è tenuto a produrre uno schema di bilancio, da cui risultino le poste di entrata e di spesa afferenti alle singole attività televisive, anche più di una, e non.
– Il combinato disposto dell’art. 3 e dell’art. 7, comma 2 del medesimo regolamento, dispone chiaramente che il Corecom, nei limiti e con gli strumenti offerti dalle norme in vigore possono richiedere la produzione di qualunque documentazione atta a comprovare la rispondenza tra quanto rappresentato negli schemi di bilancio e quanto effettivamente risultante dalla documentazione in possesso dell’impresa (fatture, ricevute, etc…).
– Il potere di revoca del contributo, eventualmente concesso sulla base di dichiarazioni mendaci o false attestazioni, anche documentali, spetta, ovviamente, all’organo che ha emesso l’atto di concessione del contributo e, quindi, esclusivamente al Ministero, nel rispetto delle modalità fissate dall’art. 8 del più volte menzionato regolamento.

Il Dirigente
(Dr. Andrea Cascio)