Commissione europea. Il ruolo dell’RSPG

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(1 marzo 2020)   Nella recente riunione dell’RSPG (Il “Radio Spectrum Policy Group”, organismo che, nell’ambito della Commissione europea – Direzione generale per le reti di comunicazione, contenuti e tecnologia, si occupa di problematiche relative allo spettro radioelettrico), è stato adottato un programma di lavoro per il 2020 e per gli anni successivi.

Nell’ampio report della riunione, vi è un capitolo di interesse, che è quello relativo al lavoro svolto dal cosiddetto “good offices”, cioè il sottogruppo relativo ai “buoni uffici” per assistere gli Stati Membri nei negoziati bilaterali afferenti le questioni di coordinamento dello spettro radioelettrico.

La funzione “Good offices” dell’RSPG è stata originariamente istituita nel 2012, sulla base di una opinione dello stesso RSPG relativa all’assistenza nei negoziati bilaterali di gestione dello spettro tra gli Stati membri dell’UE. Quando gli Stati membri incontrano difficoltà nel coordinamento transfrontaliero o da interferenze dannose con un altro membro, gli stessi possono chiedere al presidente dell’RSPG di iscrivere la questione all’ordine del giorno di una riunione del Gruppo. A questo punto, l’RSPG può decidere di rispondere positivamente alla richiesta e svolgere azioni in tal senso.

Lo scopo dell’attività del RSPG e del gruppo di lavoro “Good offices” è quello di esaminare eventuali problemi di coordinamento portati alla sua attenzione, compresi i problemi di interferenze, e di proporre soluzioni appropriate. L’attuazione delle soluzioni prospettate nell’ambito del Gruppo di lavoro è basata, in questo caso, sulla buona volontà dei membri dell’RSPG.

Il gruppo di lavoro continuerà a monitorare la migrazione della banda 700 MHz ai sistemi a banda larga senza fili (5G) nonché la migrazione delle trasmissioni televisive al di sotto di 694 MHz. Inoltre, verranno affrontate le situazioni dove non sia stato raggiunto un accordo di coordinamento transfrontaliero, anche con paesi terzi. Il gruppo di lavoro potrà anche seguire – si legge nel report – gli sviluppi delle soluzioni di coordinamento attuate dagli Stati membri per assicurare un uso efficiente dello spettro delle reti 5G nelle aree di confine. (FC)

 

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