Contratto di servizio stato-rai: per aer-anti-corallo e’ inaccettabile il ruolo egemone che sarebbe garantito alla rai, sopratutto nel passaggio alle nuove tecnologie digitali. non e’ altresi’ tollerabile la quarta rete radiofonica autostradale, eccedente i limiti fissati dalla legge

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cs 59/2000

                                  COMUNICATO STAMPA

                COORDINAMENTO AER – ANTI – CORALLO                  

Roma, 21 giugno 2000

 

Contratto di servizio Stato-Rai: per Aer-Anti-Corallo è inaccettabile il ruolo egemone che sarebbe garantito alla Rai, soprattutto nel passaggio alle nuove tecnologie digitali. Non è altresì tollerabile la quarta rete radiofonica autostradale, eccedente i limiti fissati dalla legge


A seguito dell’incontro odierno, presso il Ministero delle comunicazioni, finalizzato ad un confronto sullo schema di contratto di servizio Stato-Rai, l’avvocato Marco Rossignoli coordinatore di Aer-Anti-Corallo (la federazione che rappresenta 1.283 imprese radiotelevisive locali sulle 1.750 attualmente operanti) ha dichiarato: “Applicando questo contratto di servizio, alla Rai verrebbe permesso (tra l’altro) il passaggio alla tecnologia digitale, sia radiofonica che televisiva, senza che siano state preventivamente dettate le regole per tutti gli operatori. In sostanza alla Rai si permetterebbe l’occupazione di canali radio e tv prima di tutti gli altri soggetti, dunque senza alcuna coerenza con qualsiasi forma di progetto e regolamentazione complessiva, a cominciare da quanto contenuto nel ddl 1138 e comprendendo l’articolato lavoro sviluppato dalla Commissione per lo sviluppo del digitale in Itali,a costituita presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazione. Una simile disparità di trattamento a vantaggio della concessionaria pubblica è evidentemente inaccettabile”.
“Addirittura – ha proseguito Rossignoli – si prevederebbe per la Rai un ruolo di “carrier”, che non è assolutamente condivisibile. I fornitori dell’infrastruttura per la trasmissione digitale (i “carrier”, appunto) devono essere più d’uno e, soprattutto, devono essere soggetti del tutto autonomi rispetto agli editori radiotelevisivi, a garanzia del massimo pluralismo del sistema”.
“Infine- ha concluso Rossignoli- il contratto di servizio continua a prevedere che la concessionaria pubblica abbia una rete radiofonica in più rispetto a quanto previsto dalla normativa, ovvero la rete autostradale. Addirittura lo schema di contratto di servizio (art. 13) ne prevede uno sviluppo, sino a divenire una vera e propria rete nazionale autonoma. Non ci sono motivazioni accettabili per le quali si debba permettere alla Rai di consolidare la propria posizione di dominio sul mercato, con grave discapito per tutti gli operatori privati”.

 

Per informazioni: 0348.44.54.981

 

 

               Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo, aderente alla Confcommercio,           
              rappresenta 1.283 imprese radiofoniche e televisive locali italiane