Coordinamento a ministero su concessioni tv locali: “governo irremovibile sul termine del 30 giugno: peccato che tanto rigore rischi di naufragare in un mare di 15.000 domande, o di arenarsi sulle secche di tempi lunghissimi…”

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cs 53/2000

                                   COMUNICATO STAMPA

                   COORDINAMENTO AER – ANTI – CORALLO                 

Roma, 6 giugno 2000

 

Coordinamento a Ministero su concessioni Tv Locali: “Governo irremovibile sul termine del 30 giugno: peccato che tanto rigore rischi di naufragare in un mare di 15.000 domande, o di arenarsi sulle secche di tempi lunghissimi…”


Come ribadito oggi dal Ministero delle Comunicazioni, è confermato il termine del 30 giugno per la presentazione delle domande di concessione tv locale e questo nonostante la forte e motivata protesta degli editori locali del Coordinamento Aer-Anti-Corallo (la federazione che rappresenta 1.283 imprese radiotelevisive locali su 1.750 attualmente operanti).

Il Governo sceglie l’atteggiamento intransigente, giacché la deroga al 3 agosto per le integrazioni è del tutto insoddisfacente.

Tale atteggiamento costerà enormi sacrifici alle imprese interessate, che saranno costrette a produrre in tempi brevissimi (anche a causa del ritardo di oltre un mese sui tempi previsti dalla Legge con cui il Ministero ha emanato il Disciplinare di gara), una complicata e onerosa documentazione.

Il tutto col giustificato timore che tanta fatica non avrà nei fatti alcun effetto pratico.

Infatti in base alle normativa in questione ogni impresa dovrà presentare una domanda di concessione per ciascun bacino per cui ha interesse (sono 21 bacini regionali e 93 provinciali), e prevede anche che si possano richiedere, in subordine alle domande regionali, i singoli bacini provinciali corrispondenti e che possano essere presentate domande di concessione per differenti tipologie di emittenza.

Considerando che attualmente operano circa 650 imprese tv di differenti dimensioni e che tutte le regionali chiederanno ovviamente anche i corrispondenti bacini provinciali in subordine, oltre ai provinciali delle regioni limitrofe eventualmente servite… ne consegue che il Ministero dovrà esaminare, ottimisticamente, tra le 12.000 e le 15.000 domande! E questo senza contare che esiste anche l’incognita aggiuntiva delle domande che potrebbero essere presentate da soggetti attualmente non operanti. La legge prevede che le domande vengano esaminate entro il 31 gennaio 2001.

Contando i giorni lavorativi di calendario disponibili per la data prevista per l’esame di tali domande (31 gennaio 2001), si stima che la Commissione incaricata dovrebbe riuscire ad esaminare, comparare ed inserire in graduatorie differenziate per ciascun bacino provinciale e regionale e per le emittenti comunitarie, circa 100 pratiche al giorno (considerando dieci ore lavorative al giorno compresi i sabato e le domeniche, una ogni sei minuti circa!). Tuttavia la notevole complessità della procedura d’esame, inevitabilmente rapportata alla mole di ciascuna domanda, lascia pensare che i tempi saranno ben altri e che quindi occorreranno anni per il rilascio delle concessioni.

 

Va poi ricordato che la norma prevede che per ogni domanda l’impresa alleghi la documentazione antimafia, che deve essere presentata per le società richiedenti le concessioni , nonché per tutti i legali rappresentanti e per tutti gli amministratori. Per 15.000 domande di concessione, con una media di 4 dichiarazioni a domanda, si arriva all’incredibile numero di 60.000 dichiarazioni (per le stesse potrebbe non valere la possibilità della fotocopia), che hanno validità di soli 6 mesi. Il che significa che dopo i primi 6 mesi il Ministero direttamente dovrà fare richiesta alle Prefetture per reintegrare le domande ancora inevase con i veri e propri certificati (stiamo quindi parlando di decine di migliaia di certificati!).

 

Tutto ciò (e altre ragioni non meno importanti ci sarebbero) rende praticamente certo il fatto che l’applicazione del piano delle frequenze analogiche avrà tempi lunghissimi. E’ quindi probabile che per il 2006 (data ipotizzata per il passaggio al digitale) il piano analogico non abbia ancora trovato attuazione, rappresentando quindi un ostacolo anziché una premessa al passaggio al digitale.

 

In conclusione di tali considerazioni il Coordinamento Aer-Anti-Corallo non può che ribadire che l’unica strada realisticamente percorribile resta quella dell’approvazione immediata di una complessiva riforma del settore (con l’introduzione di norma per il riequilibrio del mercato pubblicitario), attraverso la disapplicazione dell’attuale iter procedimentale e il varo del ddl 1138 o, in alternativa, delle norme per il comparto locale in esso contenute.

 

Per Informazioni: 0348.4454981

                           Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo, aderente alla Confcommercio,                    
                          rappresenta 1.283 imprese radiofoniche e televisive locali italiane