Coordinamento aer-anti-corallo: il piano delle frequenze tv e’ ancora del tutto inaccettabile. molte delle principali emittenti saranno costrette a chiudere e, in generale, il sistema televisivo locale potra’ operare solamente con emittenti di limitatissima copertura. chiesto al ministero un incontro urgente.

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CS 20/2000

                                 COMUNICATO STAMPA
                    COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO                   

 

Roma, 18 marzo 2000

 

Coordinamento Aer-Anti-Corallo: il Piano delle frequenze Tv è ancora del tutto inaccettabile. Molte delle principali emittenti saranno costrette a chiudere e, in generale, il sistema televisivo locale potrà operare solamente con emittenti di limitatissima copertura. Chiesto al Ministero un incontro urgente.

 

Con riferimento alle dichiarazioni del Sottosegretario Vincenzo Vita, relative all’ulteriore integrazione del piano delle frequenze tv (effettuata dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, ai sensi della legge 5/2000) l’avv. Marco Rossignoli, Coordinatore AER – ANTI – CORALLO (la federazione che rappresenta il maggior numero di emittenti radiotelevisive locali – in tutto 1283) ha dichiarato: “Tale integrazione, sebbene permetta il recupero a favore dell’emittenza locale di un certo numero di canali riservati nel Piano di I livello all’emittenza nazionale, continua ad essere assolutamente insoddisfacente, in quanto le risorse per l’emittenza locale, in molte zone, continuano ad essere notevolmente inferiori a quelle necessarie per le emittenti attualmente operanti. Inoltre la pianificazione si basa su molti impianti con copertura interprovinciale, creando così una palese distonia con la previsione normativa di graduatorie provinciali, la cui realizzazione in questo modo diviene praticamente impossibile”.

Si evidenzia infatti che il numero di 1.628 emittenti tv locali sarebbe la risultante di un sistema televisivo basato per lo più su emittenti con copertura di una sola provincia, o anche inferiore: una tipologia di emittente che non avrebbe alcuna possibilità concreta dio operare sul mercato pubblicitario e quindi destinata ad una sopravvivenza del tutto marginale, o neppure a quella.

“Anche gli spazi per le emittenti regionali – ha proseguito Rossignoli – sono fortemente ridotti rispetto alla situazione attuale, in quanto, a fronte di circa 180 emittenti (tra regionali e pluri-regionali ad oggi operanti) potranno ottenere la concessione soltanto 126 emittenti, con copertura di una sola regione. Pertanto circa 60 tra le più rilevanti imprese locali sono destinate a chiudere e le rimanenti maggiori imprese tv saranno comunque fortemente ridimensionate, con gravi conseguenze, anche di tipo occupazionale”.

“Questa ulteriore integrazione – ha concluso Rossignoli -, introducendo di fatto pochissime ulteriori risorse per l’emittenza locale, in sostanza non modifica pressoché in alcun modo il piano delle frequenze per come precedentemente formulato, che è dunque ancora da considerarsi assolutamente inaccettabile, in quanto potrà produrre come conseguenza solo l’azzeramento dell’esistente, la drastica riduzione del numero di emittenti operanti o, in alternativa, un sistema fondato su molte, piccolissime emittenti, impossibilitate a competere sul mercato dei media”.
Il Coordinamento Aer–Anti–Corallo chiederà al Ministero delle comunicazioni un incontro immediato, per poter esprimere le proprie proposte in merito al disciplinare di gara (da emanarsi entro il prossimo 31 marzo) in base al quale dovrebbero essere rilasciate (entro il 30 giugno) le nuove concessioni. Questa problematica sarà anche ampiamente affrontata in occasione del convegno di mercoledì 22 marzo “Disegno di legge 1138, nuove concessioni, trasmissioni digitali: occorre valorizzare il ruolo di radio e tv locali”, che si svolgerà, con inizio alle ore 10, presso la Sede Nazionale Confcommercio (piazza G. Belli, 2 – Roma) – Sala Orlando.

(Per ulteriori informazioni: 0348.44.54.981)

 

                              Il Coordinamento Aer Anti Corallo – aderente alla Confcommercio –
                 rappresenta oggi 1300 imprese radiotelevisive italiane sulle circa 1750 operanti