Coordinamento aer-anti-corallo: “del tutto deludente la proposta del governo di emendamento al ddl sulla par condicio per il settore locale”

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CS 96/99

                                 COMUNICATO STAMPA

                  COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO                   

 

Roma, 29 settembre 1999

 

Coordinamento Aer-Anti-Corallo: “Del tutto deludente la proposta del Governo di emendamento al ddl sulla par condicio per il settore locale”.

L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato del Coordinamento AER-ANTI-CORALLO (la federazione che rappresenta il maggior numero di emittenti radio e tv locali – in tutto 1.283, di cui 922 radio e 361 tv, pari all’83,81% e al 55,54% dei rispettivi settori sul totale delle emittenti operanti) a seguito dell’esame degli emendamenti del Governo al ddl sulla par condicio (Atti Senato 4197), ha dichiarato:
“La regolamentazione specifica per l’emittenza locale prevista nell’emendamento al ddl sulla par condicio, di cui s’è fatto riferimento in articoli stampa pubblicati oggi, è ben lontana dall’essere una soluzione accettabile da parte delle imprese radiotelevisive locali. Infatti il comma 1 della nuova formulazione dell’art. 4 recita testualmente: “Ogni emittente locale può offrire spazi per la trasmissione di messaggi di comunicazione politica autogestiti, in misura non superiore a un quarto del tempo destinato dall’emittente, nelle stesse settimane e nelle stesse fasce orarie, alla trasmissione di programmi di propaganda gratuita come regolata dall’art. 2″.”.
“Appare pertanto evidente – ha proseguito Rossignoli- che si continua a confondere il pubblico con il privato: infatti un’emittente locale per poter trasmettere i due messaggi a pagamento, previsti come massimo dalla legge per ogni soggetto politico, dovrebbe trasmettere a priori 8 programmi di propaganda gratuita. Tale impianto normativo in sostanza costringe l’emittenza locale a fare quasi esclusivamente propaganda gratuita, sostenendo rilevanti costi di produzione: ipotesi che può avere una logica solo per un’emittente pubblica. Oppure l’emittente locale non può fare del tutto propaganda elettorale: ipotesi quest’ultima più verosimile, ma gravemente lesiva del diritto dei cittadini ad essere informati sui candidati e sui loro programmi”.
“Si rileva infine – ha concluso Rossignoli- che mentre è stata prevista l’abrogazione di molte norme della L. 515/93 (attuale normativa in materia di propaganda elettorale) allo stesso tempo non sono stati soppressi i limiti all’attività informativa dell’emittenza locale in campagna elettorale. Il Coordinamento Aer Anti Corallo invita il Governo a rivedere la propria posizione sulla questione, in quanto l’emittenza locale per sua struttura è garanzia di ampio pluralismo. Diversamente verranno potenziate le iniziative di protesta avviate con il Par Condicio Day”

 

(Per ulteriori informazioni: 0348.44.54.981)

 

 

        Il Coordinamento Aer Anti Corallo rappresenta oggi 1300 imprese     

                       radiotelevisive italiane sulle circa 1750 operanti