Decreto Legislativo 12 novembre 1996, n. 614 “Attuazione della direttiva 91/263/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle apparecchiature terminali di telecomunicazioni, incluso il reciproco riconoscimento della loro conformità, come modificata dalla direttiva 93/68/CEE ed integrata dalla direttiva 93/97/CEE”

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DECRETO LEGISLATIVO 12 novembre 1996, n.614

“Attuazione della direttiva 91/263/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle apparecchiature terminali di telecomunicazioni, incluso il reciproco riconoscimento della loro conformità, come modificata dalla direttiva 93/68/CEE ed integrata dalla direttiva 93/97/CEE”

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.286 del 6 dicembre 1996)

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 6 febbraio 1996, n.52 – legge comunitaria 1994, ed in particolare l’art.51 recante delega al Governo a recepire le direttive del Consiglio 93/68/CEE e 93/97/CEE per le parti in cui modificano ed integrano la direttiva 91/263/CEE in materia di apparecchiature terminali di telecomunicazioni;

Visto il decreto legislativo 29 dicembre 1992, n.519, di attuazione della direttiva 91/263/CEE;

Visto il decreto-legge 1° dicembre 1993, n.487, convertito con modificazioni dalla legge 29 gennaio 1994, n.71, che ha disposto la trasformazione dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni in ente pubblico economico e la riorganizzazione del ministero;

Riconosciuta l’opportunità di riordinare, con normativa organica, la materia già disciplinata dal decreto legislativo n.519 del 1992, tenendo altresì conto delle osservazioni formulate dalla Commissione delle Comunità europee in merito al decreto legislativo citato;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 ottobre 1996;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con i Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, degli affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;

EMANA

Il seguente decreto legislativo:

Art. 1 – Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto legislativo, si intendono per:

a. “organismo notificato”, un organismo, stabilito nella Unione europea, iscritto in un elenco pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, designato per una o più delle seguenti funzioni:

  1. certificazione e controllo delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni e delle stazioni satellitari per trasmissione o trasmissione e ricezione non destinate al collegamento alla rete pubblica;
  2. certificazione e sorveglianza dei sistemi di qualità aziendale;

b. “requisiti essenziali”, quei requisiti che si riferiscono:

  1. alla sicurezza dell’utilizzatore, nella misura in cui tale requisito non è già contemplato dalla legge 18 ottobre 1977, n.791;
  2. alla sicurezza degli operatori delle reti pubbliche di telecomunicazioni, nella misura in cui tale requisito non è già contemplato dalla legge 18 ottobre 1977, n.791;
  3. alla compatibilità elettromagnetica, nella misura in cui essi riguardano l’apparecchiatura terminale in modo specifico;
  4. alla protezione della rete pubblica di telecomunicazioni da danni;
  5. alla utilizzazione efficace dello spettro delle radio-frequenze, inclusa la utilizzazione efficace delle risorse orbitali e la soppressione di dannose interferenze tra i sistemi di comunicazione con base spaziale, i sistemi di comunicazione con base terrestre ed altri sistemi tecnici nell’ipotesi di stazioni terrestri di comunicazioni via satellite per trasmissione o per trasmissione e ricezione;
  6. all’interfunzionamento delle apparecchiature terminali con le apparecchiature della rete pubblica di telecomunicazioni al fine di realizzare, modificare, tassare, mantenere e interrompere collegamenti reali o virtuali;
  7. all’interfunzionamento tra apparecchiature terminali attraverso la rete pubblica di telecomunicazioni, nei casi giustificati, definiti in sede comunitaria;

c. “rete pubblica di telecomunicazioni”, l’infrastruttura pubblica di telecomunicazioni che permette la trasmissione di segnali fra punti terminali definiti della rete, mediante fili, ponti radio, mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;

d. “apparecchiatura terminale”, di seguito indicata con la parola “terminale”, un’apparecchiatura di telecomunicazioni destinata ad essere collegata mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro sistema elettromagnetico ad una rete pubblica di telecomunicazioni, vale a dire:

  1. essere collegata direttamente ad un punto terminale di una rete pubblica di telecomunicazioni,
  2. o interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni, in quanto collegata direttamente o indirettamente ad un suo punto terminale per la trasmissione, il trattamento o la ricezione di informazioni;

e. “apparecchiatura” un’apparecchiatura di telecomunicazioni suscettibile di essere collegata alla rete pubblica ma non destinata a tale impiego;

f. “apparecchiatura delle stazioni terrestri di comunicazione via satellite”, destinata o non destinata ad essere collegata alla rete pubblica di telecomunicazioni, di seguito denominata “stazione satellitare”, apparecchiatura idonea alla sola trasmissione, oppure alla trasmissione e alla ricezione, oppure alla sola ricezione di segnali di radiocomunicazione via satellite o con altri sistemi con base spaziale, escludendo però le apparecchiature delle stazioni terrestri di comunicazione via satellite espressamente costruite e destinate ad essere utilizzate come parte della rete pubblica di telecomunicazioni;

g. “collegamento terrestre con la rete pubblica di telecomunicazioni”, qualsiasi collegamento alla rete pubblica di telecomunicazioni che non comprenda un segmento spaziale in tale collegamento;

h. “interfaccia terrestre”, quella parte della apparecchiatura di cui alla lettera f) che si interconnette con la rete pubblica di telecomunicazioni;

i. “specifica tecnica”, la specificazione che figura in un documento che definisce le caratteristiche richieste di un prodotto, quali i livelli di qualità, le prestazioni, la sicurezza e le dimensioni, comprese le prescrizioni applicabili ad un prodotto per quanto riguarda la terminologia, i simboli, le prove ed i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura;

l. “norma tecnica”, la specifica tecnica adottata da un organismo normativo riconosciuto ai fini di un’applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non è obbligatoria;

m. “regola tecnica comune”, la regola tecnica derivata da norme tecniche internazionali o europee, valida nei paesi della Unione europea e contenente solo i requisiti essenziali, la cui osservanza è obbligatoria;

n. “approvazione amministrativa”, l’atto relativo alla idoneità di un’apparecchiatura terminale ad essere connessa alla rete pubblica di telecomunicazioni.

 

Art. 2 – Campo di applicazione

  1. Il presente decreto legislativo si applica:
  1. ai terminali di cui all’art.1, comma 1, lettera d);
  2. alle apparecchiature di cui all’articolo 1, comma 1, lettera e);
  3. alle interfacce terrestri di cui all’art.1, comma 1, lettera h).
  1. Nei casi di cui al comma 1 la certificazione di conformità ai requisiti essenziali, quando richiesta, viene rilasciata sulla base di regole tecniche comuni e di norme armonizzate i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee. I riferimenti delle corrispondenti regole tecniche nazionali, individuati con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. E’ fatta salva la disposizione di cui all’art.8, comma 1, lettera c).
  2. I terminali e le apparecchiature devono soddisfare ai requisiti essenziali loro propri.
  3. All’atto della prima immissione nel mercato comunitario, il costruttore, il mandatario o il fornitore stabilito nella Unione europea deve indicare la destinazione delle apparecchiature con dichiarazione conforme all’allegato 10 diretta ad un organismo notificato dell’Unione europea. Ogni apparecchiatura deve essere dotata di copia della dichiarazione.
  4. Le apparecchiature che si avvalgono di un sistema di radiocomunicazioni si ritengono, in ogni caso, destinate al collegamento con la rete pubblica, con l’esclusione delle stazioni satellitari di sola ricezione.
  5. Le apparecchiature per la sola ricezione di radiodiffusione sonora e televisiva sono escluse dalla disciplina del presente decreto legislativo.
  6. Con provvedimento del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono designati o revocati gli organismi notificati di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a). Fino all’emanazione di detto provvedimento, le funzioni di organismo notificato per la certificazione ed il controllo dei terminali sono svolte alla direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.
  7. Il presente decreto legislativo non si applica alle apparecchiature realizzate per usi militari, salvo che esse siano disponibili in commercio. Nel caso in cui le suddette apparecchiature debbano essere collegate alla rete pubblica di telecomunicazioni, il Ministero della difesa verifica preliminarmente il rispetto dei requisiti essenziali che ne assicurano la compatibilità.

Art. 3 – Normativa relativa alla sicurezza elettrica

  1. I requisiti essenziali relativi alla sicurezza elettrica previsti dalla legge 18 ottobre 1977, n.791, si presumono verificati se il terminale è munito di marcatura o di attestato di conformità rilasciato dagli organismi competenti definiti nella citata legge ovvero della dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore.
  2. I requisiti essenziali relativi alla sicurezza elettrica previsti da norme diverse da quelle dettate dalla legge 18 ottobre 1977, n.791, si presumono verificati secondo le modalità di cui al comma 1.
  3. Le norme europee armonizzate trasposte in norme nazionali, relative ai requisiti di sicurezza elettrica dei terminali non previsti dalla legge 18 ottobre 1977, n.791, sono recepite con decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato; i riferimenti delle norme nazionali sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 4 – Apparecchiature

  1. Le apparecchiature con la marcatura di cui all’allegato 6, le stazioni satellitari di sola ricezione non destinate al collegamento terrestre con la rete pubblica di telecomunicazioni dotate della sola sigla CE e le stazioni satellitari per trasmissione o trasmissione e ricezione non destinate al collegamento alla rete pubblica dotate della sigla CE seguita dal numero di identificazione di un organismo notificato, di cui all’allegato 7, sono considerate conformi ai requisiti essenziali loro applicabili; esse possono essere commercializzate ma non connesse alla rete pubblica.
  2. Il costruttore, il mandatario o il fornitore stabilito nella Unione europea, se non dimostra di aver già adempiuto all’obbligo di cui all’art.2, comma 4, è tenuto ad attestare una sola volta, dietro richiesta della direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni che l’apparecchiatura corrisponde alla destinazione dichiarata, tenuto conto delle sue caratteristiche tecniche, della sua funzionalità e del segmento di mercato per il quale è stata prevista.
  3. Il costruttore, il mandatario o il fornitore di cui al comma 2 deve essere iscritto alla camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura o organismo equivalente nella Unione europea.
  4. Il fabbricante, ove si tratta di stazioni satellitari di sola ricezione non destinate alla connessione in rete, appone la marcatura costituita dalla sola sigla CE. Il fabbricante, ove si tratta di stazioni satellitari trasmittenti o riceventi e trasmittenti non destinate alla connessione in rete, appone la marcatura di cui all’allegato 7, costituita dalla sigla CE seguita dal numero di identificazione dell’organismo notificato a seguito della valutazione di conformità effettuata sulla base di quanto previsto negli allegati 1, 2, 3 e 4. Il fabbricante o il fornitore, stabilito nell’Unione europea e responsabile dell’immissione nel mercato comunitario, appone sulle altre apparecchiature la marcatura di cui all’allegato 6. Le apparecchiature devono essere inoltre identificate dal fabbricante mediante l’indicazione del modello, del lotto o del numero di matricola, del nome del costruttore o del fornitore.
  5. La visibilità e la leggibilità della marcatura CE non può essere limitata da altro marchio.

Art. 5 – Terminali

  1. I terminali di cui all’art.2, comma 1, lettera a), con marcatura conforme a quella dell’allegato 8, dotati di approvazione amministrativa per la connessione alla rete pubblica rilasciata da un organismo notificato di uno Stato membro, sono considerati conformi ai requisiti essenziali e possono essere commercializzati ed impiegati in Italia.
  2. Il costruttore, il mandatario o il fornitore deve essere iscritto alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura o organismo equivalente nella Unione europea.
  3. I terminali di cui al comma 1, che non rientrano nella previsione di cui all’art.5 del decreto ministeriale 23 maggio 1992, n.314, debbono essere collegati alla rete da un istallatore autorizzato dalla direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni ai sensi dell’art.5 dell’allegato n.13 al predetto decreto ministeriale n.314/1992.
  4. Il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni ha facoltà di disporre verifiche tecniche al fine di accertare che il terminale sia debitamente installato, mantenuto in efficienza ed utilizzato conformemente alla sua destinazione.
  5. La marcatura di cui all’allegato 8 deve essere apposta dal fabbricante o dal mandatario stabilito nella Unione europea. Ogni terminale deve essere identificato dal fabbricante mediante l’indicazione del modello, del lotto o del numero di matricola e del nome del costruttore.
  6. La visibilità e la leggibilità della marcatura di cui all’allegato 8, non può essere limitata da altro marchio.
  7. Ogni terminale dotato di marcatura CE apposta ai sensi del presente decreto legislativo si presume conforme anche ai requisiti richiesti da provvedimenti attuativi di altre direttive comunitarie che prevedono l’apposizione della marcatura CE.

Art. 6 – Marcatura

  1. Qualora le apparecchiature ed i terminali sono oggetto di altri provvedimenti che prevedono la marcatura CE di conformità, l’apposizione della marcatura CE indica anche la presunta conformità alle disposizioni di questi altri provvedimenti. Tuttavia, nel caso in cui uno o più dei suddetti provvedimenti lasciano al fabbricante la facoltà di scegliere il regime da applicare durante un periodo transitorio, la marcatura CE indica soltanto la conformità ai provvedimenti applicati dal fabbricante. In tal caso, i documenti, le avvertenze od i fogli di istruzione che accompagnano le apparecchiature ed i terminali debbono indicare chiaramente i riferimenti alle direttive applicate ed alla relativa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.

Art. 7 – Accreditamento dei laboratori di prova

  1. La direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi accredita i laboratori di prova sentita una commissione tecnica consultiva nominata dalla stessa direzione, di cui sono chiamati a far parte almeno un rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ed un rappresentante per ciascuno degli organismi di normazione italiani.
  2. Per l’accreditamento si applica la procedura di cui all’allegato 5.
  3. I laboratori di prova accreditati dalla direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi verificano la conformità dei terminali e delle apparecchiature nonché degli apparati e dei sistemi della rete pubblica di telecomunicazioni alle regole tecniche comuni, alle norme tecniche europee, alle norme armonizzate ed alle regole e norme tecniche nazionali.

Art. 8 – Valutazione della conformità

  1. La direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni rilascia l’approvazione amministrativa al costruttore o al mandatario, stabilito nella Unione europea, sulla base:
  1. del certificato di esame CE del tipo di cui all’allegato 1, corredato da una dichiarazione del costruttore di conformità dei prodotti al tipo, di cui all’allegato 2, o dall’approvazione del sistema qualità di produzione, di cui all’allegato 3;
  2. del certificato relativo al sistema di assicurazione della qualità completa per una determinata categoria di prodotti secondo le modalità descritte nell’allegato 4;
  3. in alternativa al certificato di cui alla lettera a), della dichiarazione del costruttore di conformità, di cui all’allegato 9 limitatamente alle stazioni satellitari di sola ricezione destinate al collegamento terrestre con la rete pubblica di telecomunicazioni per quanto riguarda le parti diverse dall’interfaccia terrestre.
  1. Per quanto attiene alla valutazione della compatibilità elettromagnetica, si applicano:
  1. ai terminali radiotrasmittenti, le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e b), nel caso in cui sono in vigore requisiti specifici;
  2. agli altri terminali ed alle apparecchiature, le norme di cui al decreto legislativo 12 novembre 1996, n.615.
  1. I terminali, già fornito del certificato di esame CE del tipo, qualora subiscono modifiche tali da influire sulla conformità ai requisiti essenziali o sulle modalità d’uso prescritte inizialmente, devono essere sottoposti ad un nuovo esame; la relativa certificazione viene rilasciata sotto forma di complemento al certificato originale di esame CE del tipo. La direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni rilascia, a domanda, l’inerente approvazione amministrativa.
  2. Fino all’entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n.52, il richiedente l’approvazione amministrativa per un terminale secondo le modalità di cui al comma 1 è tenuto al versamento di una somma:
  1. di lire seicentomila nel caso previsto dalla lettera a), a titolo di contributo per le spese amministrative riguardanti l’istruttoria ed il rilascio dell’approvazione;
  2. di lire centomila nei casi previsti dalle lettere b) e c), a titolo di contributo per le spese amministrative riguardanti il rilascio dell’approvazione.
  1. Le somme di cui al comma 4 affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato e, fino all’entrata in vigore del decreto di cui all’art.47 della legge 6 febbraio 1996, n.52, il loro versamento può essere effettuato con le seguenti modalità:
  1. versamento in conto corrente postale intestato alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato competente territorialmente;
  2. versamento con vaglia postale ordinario nazionale o internazionale intestato alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato;
  3. accreditamento bancario a favore dell’ufficio italiano cambi per il successivo versamento all’entrata del bilancio dello Stato.

Art. 9 – Lingua

  1. La domanda e la corrispondenza relative alle procedure di cui al presente decreto devono essere redatte in lingua italiana ovvero in lingua inglese o francese.

Art. 10 – Pubblicità

  1. Gli organismi notificati ed i laboratori accreditati stabiliscono i prezzi per le singole prestazioni offerte e li rendono pubblici.

Art. 11 – Mutuo riconoscimento

  1. I terminali di cui all’art.2, comma 1, lettera a), che hanno ottenuto l’approvazione per la loro connessione alla rete pubblica da parte di un organismo notificato di un altro Stato membro della Unione europea e che sono dotati della marcatura CE, indicata nell’allegato 8, le stazioni satellitari di sola ricezione non destinate al collegamento con la rete pubblica di telecomunicazioni con sigla CE e le stazioni satellitari per trasmissione o trasmissione e ricezione non destinate al collegamento alla rete pubblica dotate della sigla CE seguita dal numero di identificazione di un organismo notificato possono essere immessi nel mercato italiano e posti in servizio quando sono debitamente installati, mantenuti in efficienza ed utilizzati conformemente alla loro destinazione.

Art. 12 – Sorveglianza e controllo

  1. E’ facoltà del Ministero delle poste e delle telecomuinicazioni disporre controlli e sorveglianza sulla commercializzazione nonché sulla utilizzazione dei terminali e delle apparecchiature in caso di perturbazione in atto alla rete o al servizio o a danno della rete pubblica. Restano ferme, quanto alle competenze in materia di vigilanza, le disposizioni vigenti.
  2. I controlli di cui al comma 1 possono essere effettuati mediante prelievo a campione di un numero non superiore a cinque esemplari di terminali e di apparecchiature presso il costruttore, i depositi sussidiari del costruttore, i grossisti, gli importatori, i dettaglianti e, ove occorra, presso gli utilizzatori. A tal fine devono essere consentiti:
  1. l’accesso ai luoghi di fabbricazione o di immagazzinamento dei prodotti;
  2. l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie all’accertamento;
  3. il prelievo di campioni per l’esecuzione di esami e di prove.
  1. I controlli tecnici e le prove sono effettuati con l’impiego delle strutture tecniche esistenti.
  2. I risultati dei controlli e delle prove debbono essere comunicati ai soggetti interessati entro il termine di novanta giorni dal prelievo dei terminali e delle apparecchiature.
  3. I soggetti di cui al comma 2 sono tenuti al pagamento delle spese per l’esecuzione delle prove qualora sia stato accertato il mancato rispetto dei requisiti essenziali. I campioni, per i quali, invece, non sono state rilevate irregolarità, sono restituiti entro novanta giorni dal prelievo.
Art. 13 – Provvedimenti cautelari

  1. La direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni, se ritiene che le regole e le norme tecniche eccedono o non assicurano i requisiti essenziali, di cui all’art.1, comma 1, lettera b), promuove presso il competente organismo della Commissione europea la procedura volta ad ottenere la revisione delle stesse regole e norme tecniche.
  2. La direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni, se constata che i terminali e le stazioni satellitari muniti della prevista marcatura non soddisfano ai requisiti essenziali che li riguardano, informa la Commissione europea delle misure adottate.
  3. Qualora sia accertato che i terminali e le apparecchiature:
  1. non sono utilizzati conformemente alla loro destinazione rispetto alla rete pubblica;
  2. ovvero non vengono utilizzati in modo conforme alla funzione cui sono destinati;
  3. ovvero ancora perturbano il funzionamento della rete pubblica o dei servizi di telecomunicazioni, la direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni intima all’utilizzatore di eliminare, entro il termine di trenta giorni, le irregolarità.
  1. In caso di inottemperanza la direzione predetta, ove si tratta di terminali, dispone la sospensione della erogazione del servizio per un periodo da trenta giorni a tre mesi. In presenza di recidiva, dispone l’interruzione dell’erogazione del servizio stesso.
  2. L’interruzione della erogazione del servizio è disposta altresì nei confronti dell’utilizzatore di terminali sprovvisti dell’approvazione amministrativa di cui all’art.1, comma 1, lettera n).
  3. Qualora è stato accertato che un terminale non soddisfa ai requisiti di conformità la direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni revoca l’approvazione amministrativa di cui all’art.8 e ritira il relativo certificato.

Art. 14 – Sanzioni

  1. Chiunque immette nel mercato, commercializza all’ingrosso o al dettaglio, distribuisce in qualunque forma ovvero installa terminali ed apparecchiature non conformi ai requisiti essenziali è assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire otto milioni a lire quarantotto milioni e del pagamento di una somma da lire quarantamila a lire duecentoquarantamila per ciascun terminale o apparecchiatura. Alla stessa sanzione, fatto salvo quanto disposto dal comma 7, è assoggettato chiunque apporta modifiche ai terminali ed alle apparecchiature dotati della prescritta marcatura che comportano mancata conformità ai requisiti essenziali. In ogni caso la sanzione amministrativa non può superare la somma complessiva di lire duecento milioni.
  2. Chiunque immette nel mercato, commercializza all’ingrosso o al dettaglio, distribuisce in qualunque forma ovvero installa terminali ed apparecchiature conformi ai requisiti essenziali, ma privi della marcatura di cui agli allegati 6, 7 o 8 ovvero della sola sigla CE e delle indicazioni di cui all’art.4, comma 4, ovvero ancora senza il corredo della dichiarazione di cui all’art.2, comma 4, è assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire quattro milioni a lire ventiquattro milioni e del pagamento di una somma da lire ventimila a lire centoventimila per ciascun terminale od apparecchiatura. In ogni caso la sanzione amministrativa non può superare la somma complessiva di lire duecento milioni.
  3. Chiunque connette alla rete pubblica di telecomunicazioni un’apparecchiatura dotata della marcatura prevista dagli allegati 6 e 7 e corredata della dichiarazione del costruttore o del fornitore di non destinazione a tale collegamento è assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni.
  4. Chiunque appone marchi che possono confondersi con le marcature di cui agli allegati 6, 7 o 8 ovvero con la sola sigla CE, ovvero ne limitano la visibilità e la leggibilità, è assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dodici milioni.
  5. Chiunque cede a terzi, senza il consenso del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni – direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni, un certificato di esame CE del tipo è sottoposto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire sei milioni.
  6. Chiunque promuove pubblicità per terminali ed apparecchiature che non rispettano le prescrizioni del presente decreto legislativo è assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire trenta milioni.
  7. Chiunque determina le situazioni di cui all’art.13, comma 3, ovvero acquista o utilizza terminali ed apparecchiature privi della marcatura di cui agli allegati 6, 7 e 8 o della sola sigla CE ovvero apporta per uso personale modifiche ad apparecchiature e terminali dotati della prescritta marcatura che comportano mancata conformità ai requisiti essenziali è assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire trecentomila.
  8. La violazione dell’art.5, comma 3, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria:
  1. da lire cinquecentomila a lire tre milioni per l’utente;
  2. da lire cinque milioni a lire trenta milioni per l’installatore.
  1. Sono assoggettati a sequestro i terminali e le apparecchiature che sono immessi nel mercato e che risultano:
  1. non conformi ai requisiti essenziali;
  2. privi della marcatura di cui agli allegati 6, 7 o 8 ovvero della sola sigla CE;
  3. privi, all’origine, della dichiarazione di cui all’art.2, comma 4, ancorché dotati della marcatura di cui all’allegato 6;
  4. provvisti di marcature che possono confondersi con la marcatura CE, ovvero che possono limitarne la visibilità e la leggibilità.
  1. I terminali e le apparecchiature sono confiscati qualora, nei sei mesi successivi alla esecuzione del sequestro, non si è provveduto alla regolarizzazione delle situazioni indicate nel comma 8 ovvero al ritiro dal mercato dei terminali e delle apparecchiature medesimi.

Art. 15 – Comitato ACTE

  1. I rappresentanti dello Stato italiano in seno al Comitato di approvazione dei terminali (ACTE), previsto nell’art.13 della direttiva del Consiglio 91/263/CEE del 29 aprile 1991, sono nominati dal Ministro degli affari esteri su designazione, rispettivamente, del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni e del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
  2. I rappresentanti hanno facoltà di farsi assistere da esperti scelti in relazione agli argomenti specifici da trattare.

Art. 16 – Abrogazione

  1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto è abrogato il decreto legislativo 29 dicembre 1992, n.519.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 12 novembre 1996

SCALFARO

PRODI, Presidente del Consiglio dei ministri
MACCANICO, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
BERSANI, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
DINI, Ministro degli affari esteri
FLICK, Ministro di grazia e giustizia
CIAMPI, Ministro del tesoro

Visto, il Guardasigilli: FLICK

 

ALLEGATO 1 – [ art.4, comma 4, art.8, comma 1, lettera a)]

DOMANDA DI CERTIFICATO

  1. La domanda del certificato di esame CE del tipo deve essere presentata alla direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni dal costruttore del terminale o dal suo rappresentante autorizzato stabilito nella Unione europea.
  2. La domanda di esame CE del tipo deve comprendere:
  1. il nome o la ragione sociale e l’indirizzo o la sede del richiedente;
  2. una dichiarazione che la stessa domanda non è stata presentata ad altro organismo notificato;
  3. una descrizione generale del prodotto unitamente ad una o più fotografie utili ad identificarlo ed un manuale d’uso;
  4. i disegni di progettazione e fabbricazione, nonché gli elenchi delle sottounità e gli schemi dei circuiti;
  5. le descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione di tali disegni e schemi e le modalità di funzionamento del prodotto;
  6. l’elenco della normativa di riferimento, applicata in tutto o in parte e, quando necessario, la descrizione delle soluzioni adottate per soddisfare i requisiti essenziali.
  1. Le informazioni fornite sono controllate in base alla documentazione presentata oppure nel luogo di fabbricazione del terminale; in tale seconda evenienza le spese relative al controllo sono a carico del richiedente.
  2. Il richiedente, entro trenta giorni, è informato per iscritto dell’avvenuto ricevimento della domanda e, se del caso, è invitato a produrre eventuali documenti mancanti entro un termine prestabilito.
  3. Completata la documentazione, la direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni, entro quindici giorni, invita il richiedente a consegnare uno o più esemplari rappresentativi del terminale ad uno dei laboratori accreditati agli effetti delle prove, qualora queste non siano già state effettuate da altro laboratorio accreditato.
  4. Il certificato di esame CE del tipo viene rilasciato al richiedente sulla base del rapporto di prova, accompagnato dalla attestazione di conformità alle regole tecniche comuni ed alle norme armonizzate da parte di un laboratorio accreditato qualora non emergono punti di mancata conformità ad uno o più requisiti essenziali.
  5. Il certificato di esame CE del tipo indica la durata di validità che non può essere superiore a dieci anni.
  6. La domanda di rinnovo di un certificato di esame CE del tipo deve essere presentata almeno quattro mesi prima della scadenza del periodo di validità del certificato stesso. In caso di accoglimento della domanda, viene data comunicazione al richiedente del rinnovo; in caso contrario, viene data comunicazioni del rifiuto con l’indicazione dei motivi.
  7. Il certificato di esame CE del tipo è rilasciato al richiedente il quale non può cederlo o trasferirlo a terzi senza il consenso della direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni.

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
MACCANICO

 

ALLEGATO 2 – [art.4, comma 4, art.8, comma 1, lettera a)]

CONFORMITA’ DEI PRODOTTI AL TIPO

  1. Il fabbricante è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione assicuri la conformità dei prodotti al tipo descritto nel certificato di esame CE del tipo ed ai requisiti ad essi applicabili.
  2. Ricevuto il certificato di esame CE del tipo, il richiedente è tenuto a compilare la dichiarazione di cui al modello A, di seguito riprodotto, e ad inviarla ad un organismo notificato di sua scelta, il quale provvede al controllo, su un adeguato campione, della conformità dei prodotti al tipo esaminato.
  3. Il richiedente deve conservare copia della dichiarazione di conformità dei prodotti al tipo per almeno dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del prodotto.
  4. Un organismo notificato scelto dal fabbricante svolge o fa svolgere, dietro compenso, le prove sui campioni a intervalli casuali. L’organismo, o il soggetto da questo incaricato, preleva un adeguato campione della produzione finale e su di esso effettua le prove per verificare la conformità dei prodotti ai requisiti fissati dal presente decreto. Qualora uno o più esemplari dei prodotti esaminati non risultassero conformi, l’organismo notificato assume le iniziative del caso nell’ambito delle disposizioni previste dal presente decreto.

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
MACCANICO

 

ALLEGATO 3 – [art.4, comma 4, art.8, comma 1, lettera a)]

GARANZIA DELLA QUALITA’ DI PRODUZIONE

  1. La procedura di cui ai commi 2, 3 e 4 si applica al fabbricante che mette in opera un sistema di garanzia della qualità approvato per la produzione.
  2. Il fabbricante, una volta ricevuto il certificato di esame CE del tipo, è tenuto a compilare la dichiarazione di cui al modello A, di seguito riprodotto, ed a presentare ad un organismo notificato di sua scelta la domanda di approvazione del suo sistema di garanzia della qualità di produzione, secondo le pertinenti norme UNI EN ISO 9000.
  3. Le modalità di ottenimento e mantenimento della approvazione di cui al comma 2 sono stabilite dall’organismo notificato per la valutazione dei sistemi qualità aziendale.
  4. L’organismo notificato, scelto dal fabbricante è tenuto a controllare nel tempo la conformità dei prodotti al tipo esaminato.
  5. Il fabbricante, che abbia ottenuto l’approvazione per il suo sistema di garanzia della qualità di produzione, deve chiedere alla direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni l’approvazione amministrativa, ove si tratta di terminali.

Visto, il Ministro delle poste e telecomunicazioni
MACCANICO

 

MODELLO A (allegati 2 e 3)
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ DEI PRODOTTI AL TIPO
(da inviare all’organismo notificato prescelto)
Il sottoscritto……………………………………………………………………………………
(nome del costruttore)
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
(indirizzo)
in ottemperanza alle disposizioni del decreto legislativo ………………… n……………,
dichiara sotto la propria responsabilità che il prodotto
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
(descrizione dettagliata del prodotto incluso il nome, il tipo o il modello)
è conforme:

  1. all’esemplare descritto nel certificato CE del tipo n………………

    ……………………………………………………………………………………………………
    ……………………………………………………………………………………………………

  2. alle seguenti regole tecniche comuni e/o norme

    ……………………………………………………………………………………………………
    …………………………………………………………………………………………………
    ……………………………………………………………………………………………………
    ……………………………………………………………………………………………………

………………………
data

……………………………………………
(timbro e firma)

ALLEGATO 4 – [art.4, comma 4, art.8, comma 1, lettera b)]

GARANZIA DELLA QUALITA’ COMPLETA

  1. Il fabbricante deve presentare domanda di certificazione del sistema di garanzia della qualità completa della sua azienda, stabilita nell’ambito della Unione europea, secondo le pertinenti norme UNI EN ISO 9000, ad un organismo notificato per la valutazione dei sistemi qualità aziendale.
  2. Le modalità di ottenimento e mantenimento della certificazione di cui al comma 1 sono stabilite dall’organismo notificato scelto.
  3. Ai fini del rilascio della approvazione amministrativa per il collegamento dei terminali alla rete pubblica, il fabbricante o l’organismo notificato, prescelto per la certificazione del sistema qualità completa dell’azienda, presentano alla direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni:
  1. copia della certificazione di cui al comma 1;
  2. copia del manuale di utente, comprensivo di fotografie o disegni del terminale;
  3. dichiarazione di conformità, per ciascun tipo di terminale, alle regole tecniche comuni e/o alle norme.
  1. La direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni rilascia, dopo l’esame della documentazione, l’approvazione amministrativa, ove si tratta di terminali.

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
MACCANICO

 

ALLEGATO  5 – (art.7, comma 2)

PROCEDURA DI ACCREDITAMENTO DEI LABORATORI DI PROVA

Art. 1 – Condizioni generali

  1. I laboratori di prova non possono dipendere direttamente dall’organizzazione del costruttore, devono essere liberi da influenze esterne, possedere un’adeguata capacità per quanto attiene alla competenza ed alle attrezzature ed essere forniti di tutte le apparecchiature di misura per l’esecuzione delle prove.
  2. Il rilascio del certificato di accreditamento dà al laboratorio, accreditato secondo la presente procedura, la possibilità di eseguire prove i cui risultati sono riconosciuti nell’ambito della Unione europea.
  3. L’istruttoria relativa all’accreditamento dei laboratori viene svolta con l’impegno di riservatezza verso terzi.

Art. 2 – Presentazione della domanda

  1. La domanda di accreditamento può essere presentata solo da un organismo pubblico o da una ditta iscritta alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura che intende svolgere nel territorio nazionale prove su terminali, su apparecchiature o su sistemi di rete per telecomunicazioni.
  2. Il richiedente deve inoltrare la domanda, in carta bollata, alla direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi (viale America, 201, 00144 Roma) contenente le seguenti indicazioni:

a. nome o ragione sociale del richiedente;
b. indirizzo o sede del richiedente;
c. nome del laboratorio candidato;
d. sede del laboratorio;
e. regole tecniche comuni, norme tecniche europee, norme armonizzate, regole e norme tecniche nazionali cui fa riferimento il laboratorio;
f. nome del responsabile dei rapporti con la predetta direzione generale;
g. nome del sostituto del responsabile dei rapporti con la medesima direzione;
h. dichiarazione di impegno a sostenere le spese relative all’accreditamento del laboratorio (fase istruttoria, visite tecniche, rilascio del certificato di accreditamento);
i. elenco degli allegati;
l. firma del richiedente.

  1. Per ogni laboratorio, anche se appartenente alla stessa organizzazione, è presentata una domanda distinta.
  2. Il richiedente deve allegare alla domanda:
  1. un attestato concernente la qualità ove la richiesta provenga da un organismo pubblico;
  2. un certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura qualora si configuri come ditta;
  3. una polizza di assicurazione per responsabilità civile con massimale non inferiore a tre miliardi di lire per rischi derivanti dall’esercizio di valutazione tecnica; detta polizza non è prodotta nel caso in cui il richiedente è un organismo pubblico;
  4. una dichiarazione attestante l’indipendenza del laboratorio dalle linee di produzione, di gestione o di vendita nell’ipotesi che il laboratorio stesso sia inserito in una di tali linee;
  5. due copie del manuale della qualità, redatto secondo le norme UNI-CEI-EN 45001 e secondo la guida UNI-CEI 70012, contenenti, rispettivamente, i requisiti minimi a cui deve soddisfare un laboratorio di prova e le linee guida per la compilazione del manuale della qualità.

Art. 3 – Istruttoria della domanda

  1. Dopo aver ricevuto la domanda ed averla registrata su un apposito repertorio in ordine cronologico, la direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi provvede entro trenta giorni all’esame della documentazione presentata verificando l’esistenza dei requisiti generali prescritti.
  2. In caso di esito positivo la direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi formalizza con il laboratorio richiedente l’impegno del pagamento delle spese relative al rilascio dell’accreditamento. L’esito negativo dell’esame della domanda di cui al comma 1 è comunicato al richiedente con le relative motivazioni.
  3. La direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi conferisce l’incarico di esaminare il manuale della qualità e di effettuare le visite tecniche entro sessanta giorni ad ispettori scelti tra quelli designati e registrati in un apposito albo tenuto presso la direzione stessa.
  4. Se l’esame del manuale della qualità ha esito negativo, gli ispettori, sulla base delle risultanze emerse, provvedono ad inoltrare alla direzione generale il rapporto di esame per la sospensione dell’istruttoria di accreditamento.
  5. La direzione generale comunica tale risultato al laboratorio fissando modalità e termini per il perfezionamento del manuale stesso.
  6. Se l’esame del manuale della qualità ha esito positivo, la direzione generale provvede ad organizzare le visite tecniche presso la sede del laboratorio. Gli ispettori, sulla base delle risultanze emerse, provvedono ad inoltrare alla predetta direzione il rapporto con le proprie valutazioni e raccomandazioni.
  7. Detto rapporto è sottoposto all’esame della direzione generale che lo inoltra per il prescritto parere alla commissione tecnica consultiva di cui all’art.7 del presente decreto legislativo.

Art. 4 – Rilascio dell’accreditamento

  1. La commissione esprime il proprio parere alla direzione generale entro trenta giorni dall’invio del rapporto di valutazione.
  2. La commissione ha facoltà di richiedere agli ispettori supplenti di indagini ai fini di completamento dell’istruttoria di valutazione.
  3. La direzione generale, nel termine di trenta giorni successivi all’acquisizione del parere, rilascia al laboratorio richiedente il certificato di accreditamento che ha una validità rinnovabile, di tre anni.

Art. 5 – Sorveglianza dell’accreditamento

  1. La direzione generale dispone le visite tecniche di sorveglianza dei laboratori, in ordine al mantenimento dei requisiti di accreditamento almeno una volta l’anno.

Art. 6 – Rinnovo dell’accreditamento

  1. Ai fini del rinnovo dell’accreditamento, il laboratorio di prova accreditato deve presentare alla Direzione generale per la regolamentazione e la qualità dei servizi, con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza del certificato, una domanda di rinnovo dell’accreditamento con l’integrazione della documentazione di cui all’art.2, qualora siano intervenute variazioni rispetto alla documentazione già presentata.
  2. La direzione generale, esaminata la domanda dispone una visita tecnica al fine di verificare il mantenimento dei requisiti richiesti per l’accreditamento, con le modalità di cui all’art.3, comma 3.
  3. Nel caso in cui il rapporto di valutazione degli ispettori è positivo, la direzione generale rilascia, entro trenta giorni dalla data di ricezione del rapporto stesso, un nuovo certificato di accreditamento.
  4. Nel caso in cui il rapporto di valutazione degli ispettori è negativo, la direzione generale procede ai sensi dell’art.7.

Art. 7 – Sospensione e revoca dell’accreditamento

  1. L’accreditamento può essere sospeso dalla direzione generale, sentita la commissione, per un periodo massimo di sei mesi nel caso di inosservanza da parte del laboratorio degli impegni assunti.
  2. L’accreditamento è revocato dalla direzione stessa, sentita la commissione:
  1. nel caso in cui il laboratorio non ottempera, con le modalità e nei tempi indicati, a quanto stabilito nell’atto di sospensione;
  2. nel caso in cui sono venuti meno i requisiti giuridici accertati al momento del rilascio dell’accreditamento.
  1. Gli atti di sospensione o revoca devono essere comunicati al laboratorio interessato.

Art. 8 – Corrispettivi

  1. Fino all’entrata in vigore del decreto di cui all’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n.52, ai fini dell’accreditamento, della sorveglianza e del rinnovo si applicano le quote di surrogazione stabilite per le prestazioni rese a terzi ai sensi dell’art.19 del codice postale e delle telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n.156.

Visto , il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
MACCANICO

 

ALLEGATO 6 – (art.4, comma 1)

MARCATURA DA APPORRE SULLE APPARECCHIATURE DI CUI ALL’ART.4, COMMA 1

      marchioce

 

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
MACCANICO

 

ALLEGATO 7 – (art.4, comma 1)

MARCATURA CE DA APPORRE SULLE STAZIONI SATELLITARI PER TRASMISSIONE O TRASMISSIONE E RICEZIONE NON DESTINATE AL COLLEGAMENTO ALLA RETE PUBBLICA, DI CUI ALL’ART.4, COMMA 1

Iniziali “CE”
Numero di identificazione dell’organismo notificato

      marchioce1

 

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni

MACCANICO

 

ALLEGATO 8 – (art.5, comma 1)

MARCATURA ce DI CONFORMITA’ DA APPORRE SUI TERMINALI DI CUI ALL’ART.5, COMMA 1

Iniziali “CE”
Numero di identificazione dell’organismo notificato
Simbolo che dichiara l’idoneità del terminale ad essere connesso alla rete pubblica di telecomunicazioni

       marchioce2                marchioce3

 

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni

MACCANICO

 

ALLEGATO 9 – [art.8, comma 1, lett. c)]

PROCEDURA DI CONTROLLO INTERNO DELLA PRODUZIONE

  1. La procedura di cui ai commi 2 e 3 si applica al fabbricante che mette in opera un sistema di controllo interno della produzione. Tale procedura è ammessa per:
  1. le stazioni satellitari di sola ricezione non destinate al collegamento con la rete pubblica di telecomunicazione;
  2. le stazioni satellitari di sola ricezione destinate al collegamento con la rete pubblica di telecomunicazioni limitatamente alle parti diverse dell’interfaccia terrestre.
  1. Il fabbricante deve compilare la dichiarazione di conformità di cui al modello B di seguito riprodotto.
  2. Il fabbricante deve predisporre la documentazione tecnica di cui al comma 4. Tale documentazione, unitamente alla dichiarazione di conformità, deve essere tenuta a disposizione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Unione europea per almeno dieci anni dall’ultima data di fabbricazione del prodotto. Nel caso in cui il fabbricante ed il mandatario non siano stabiliti nell’Unione europea, l’obbligo di tenere a disposizione la documentazione incombe alla persona responsabile dell’immissione del prodotto nel mercato comunitario.
  3. La documentazione tecnica di cui al comma 3 deve permettere di valutare la conformità dei prodotti rispetto ai requisiti del presente decreto legislativo e deve comprendere:
  1. una descrizione generale del prodotto;
  2. i disegni di progettazione e di fabbricazione e gli elenchi dei componenti dei circuiti e delle sottounità;
  3. le descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione dei disegni e degli elenchi di cui alla lettera b) e del funzionamento del prodotto;
  4. un elenco delle norme applicate in tutto o in parte; in mancanza di tali norme, devono essere riportati il fascicolo tecnico di fabbricazione nonché le descrizioni delle soluzioni adottate per soddisfare i requisiti del presente decreto legislativo;
  5. i risultati dei calcoli di progettazione e degli esami eseguiti;
  6. i rapporti sulle prove effettuate.
  1. Il fabbricante è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione assicuri la conformità dei prodotti alla documentazione tecnica di cui al comma 3 ed ai requisiti ad essi applicabili.

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
MACCANICO

ALLEGATO 9 – MODELLO B

DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’

Il sottoscritto………………………………………………………………………………………

(nome del costruttore)

……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………

(indirizzo)

in ottemperanza alle disposizioni del decreto legislativo ……………………… n………………

dichiara sotto la propria responsabilità che il prodotto
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
(descrizione dettagliata del prodotto, incluso il nome, il tipo o il modello)

E’ conforme:

  1. alla documentazione tecnica ad esso relativa;
  2. alle seguenti regole tecniche comuni e/o norme

……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………

………………………
(luogo e data)

……………………………………………
timbro e firma

 

ALLEGATO 10 – (art.2, comma 4)

DICHIARAZIONE DI DESTINAZIONE

Il sottoscritto ………………………………………………………………………………………
(ragione sociale del costruttore/fornitore)

con sede …………………………………………………………………………………………
(indirizzo)

tel.…………………………… telex……………………………… Fax…………………………

iscritto alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura italiana di………………

………………………………………………………con n……………………………………(*)

d i c h i a r a

sotto la propria responsabilità che l’apparecchiatura

……………………………………………………………………………………………………
(descrizione dettagliata del prodotto, inclusi nome, tipo, modello)

non è destinata ad essere collegata alla rete pubblica di telecomunicazione e, pertanto, l’eventuale connessine costituisce violazione della norma nazionale.
Attesta, inoltre, con la stessa dichiarazione non è stata depositata presso altro organismo notificato dell’Unione europea.

………………………
(luogo e data)

……………………………………………
timbro e firma

(*) oppure indicare altro organismo equivalente del Paese del richiedente, laddove esistente.

Visto, il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni