Deliberazione 10 ottobre 2001 dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per l’elezione del Consiglio e Presidente della Giunta della Regione Molise fissata per il giorno 11 novembre 2001” (Deliberazione n. 570/01/CSP)

image_pdfimage_print

DELIBERAZIONE 10 ottobre 2001 dell’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Disposizioni   di   attuazione   della   disciplina  in  materia  di comunicazione   politica   e  di  parita’ di  accesso  ai  mezzi  diinformazione  relative  alla  campagna per l’elezione del consiglio e del  presidente  della  giunta  della  regione  Molise fissata per il giorno 11 novembre 2001. (Deliberazione n. 570/01/CSP).

(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 17 ottobre 2001)

 

L’AUTORITA’
per le garanzie nelle comunicazioni

Nella  riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 10 ottobre 2001;
Visto  l’art.  1,  comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio 1997,  n.  249,  recante  “Istituzione dell’Autorita’ per le garanzie nelle  comunicazioni  e  norme  sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
Vista  la legge 10 dicembre 1993, n. 515, recante “Disciplina delle campagne  elettorali  per  l’elezione  alla  Camera dei deputati e al Senato della Repubblica”, e successive modificazioni;
Vista  la  legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante “Disposizioni per la  parita’  di  accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”;
Vista  la  legge  23 febbraio 1995, n. 43, recante “Nuove norme per l’elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario”;
Vista  la  legge  costituzionale  22  novembre  1999, n. 1, recante “Disposizioni  concernenti  l’elezione  diretta  del presidente della giunta regionale e l’autonomia statutaria delle regioni”;
Rilevato  che,  con  decreto  5  settembre  2001, il Commissario di governo  della  regione  Molise  ha fissato per il giorno 11 novembre 2001  le  elezioni  del consiglio e del presidente della giunta della
regione Molise, a seguito dell’annullamento delle precedenti elezioni svoltesi in data 16 aprile 2000;
Effettuate  le  consultazioni  con  la Commissione parlamentare per l’indirizzo  generale  e  la  vigilanza  dei  servizi radiotelevisivi previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28;
Udita  la  relazione  del  Commissario  dott.  Giuseppe  Sangiorgi, relatore   ai   sensi   dell’art.   32  del  regolamento  concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Titolo I
Disposizioni generali

Art. 1.
Finalita’ e ambito di applicazione

1.  Il presente provvedimento reca disposizioni di attuazione della legge  22 febbraio 2000, n. 28, in materia di disciplina dell’accesso ai  mezzi  di  informazione  durante  la  campagna per l’elezione del consiglio e del presidente della giunta della regione Molise, fissata per  il  giorno  11  novembre  2001, al fine di garantire, rispetto a tutti i soggetti politici, imparzialita’ e parita’ di trattamento.

Art. 2.
Soggetti politici

1. Ai  fini del presente provvedimento, in applicazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, si intendono per soggetti politici:
I)  nel  periodo  intercorrente  tra  la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature:
a)  le forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo nel consiglio regionale da rinnovare;
b)  le  forze  politiche, diverse da quelle di cui alla lettera a),  che  siano  presenti con almeno due rappresentanti al Parlamento europeo o in uno dei due rami del Parlamento nazionale;
II)  nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale:
a)  le  coalizioni  che presentano un candidato alla presidenza della regione;
b)  le  forze  politiche  che presentano liste di candidati per l’elezione del consiglio regionale, in circoscrizioni che interessino almeno un quarto dell’elettorato regionale;
c) le forze politiche, diverse da quelle di cui alle lettere a) e   b),   che   sono   rappresentative   di   minoranze  linguistiche riconosciute.

 

Titolo II
Radiodiffusione sonora e televisiva
Capo I
COMUNICAZIONE POLITICA IN CAMPAGNA ELETTORALE

Art. 3.
Riparto degli spazi per la comunicazione politica

1.  Gli  spazi  che  ciascuna  emittente  televisiva  o radiofonica privata  nazionale e locale, dedica alla comunicazione politica nelle forme previste dall’art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti:
a)  nel  periodo  intercorrente  tra  la data di convocazione dei comizi  elettorali  e la data di presentazione delle candidature, per il  novanta  per cento, ai soggetti politici di cui all’art. 2, comma 1,   punto  I),  lettera a),  tenendo  conto  della  consistenza  dei rispettivi  gruppi nel consiglio regionale, per il restante dieci per cento,  ai  soggetti  politici  di cui all’art. 2, comma 1, punto I), lettera b), in modo paritario;
b)  nel  periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature  e  quella di chiusura della campagna elettorale, in modo paritario,  per  meta’, ai soggetti politici di cui all’art. 2, comma 1,  punto  II), lettera a), e per l’altra meta’, ai soggetti politici di cui all’art. 2, comma 1, punto II), lettere b) e c).
2.  Le  trasmissioni  di  comunicazione  politica sono collocate in contenitori   con   cicli  a  cadenza  quindicinale  dalle  emittenti televisive all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche all’interno della fascia oraria compresa  tra  le ore 5 e le ore 1 del giorno successivo. I calendari delle  predette  trasmissioni  sono tempestivamente comunicati, dalle emittenti  radiofoniche  e televisive nazionali, all’Autorita’ per le garanzie  nelle  comunicazioni  e,  dalle  emittenti  radiofoniche  e televisive  locali,  al  competente  comitato regionale per i servizi radiotelevisivi,  che  ne  informa  l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.Ove  possibile,  tali  trasmissioni  sono diffuse con modalita’ che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.

 

Capo II
MESSAGGI AUTOGESTITI IN CAMPAGNA ELETTORALE
SULLE EMITTENTI NAZIONALI

Art. 4.
Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito

1.  Nel  periodo  intercorrente  tra la data di presentazione delle candidature  e  quella  di  chiusura  della  campagna  elettorale, le emittenti   radiofoniche   e  televisive  nazionali  private  possono trasmettere  messaggi  politici  autogestiti a titolo gratuito per la presentazione non in contraddittorio di liste e programmi.

Art. 5.
Modalita’ di trasmissione
dei messaggi politici autogestiti

1.  Per  la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito  le  emittenti  di  cui  all’art.  4,  comma 1, osservano le seguenti   modalita’,   stabilite  sulla  base  dei  criteri  fissati dall’art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e’ ripartito secondo quanto previsto all’art. 3, comma 1, lettera b); i messaggi sono trasmessi a parita’  di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento alle fasce orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di una  opinione  politica, comunque compresa, a scelta del richiedente, fra  uno  e  tre  minuti  per  le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
c)  i  messaggi  non  possono  interrompere  altri programmi, ne’ essere    interrotti,   hanno   una   autonoma   collocazione   nella programmazione  e  sono  trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. I contenitori,  ciascuno  comprensivo  di  almeno  tre  messaggi,  sono collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie, progressivamente  a  partire  dalla  prima:  prima  fascia  18-19,59;
seconda   fascia  14-15,59;  terza  fascia  22-23,59;  quarta  fascia 9-10,59;
d)  i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e)  ciascun  messaggio  puo’  essere  trasmesso una sola volta in ciascun contenitore;
f)  nessun soggetto politico puo’ diffondere piu’ di due messaggi in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
g)  ogni  messaggio  reca la dicitura “messaggio autogestito” con l’indicazione del soggetto committente.

 

Art. 6.
Comunicazioni delle emittenti
e dei soggetti politici
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente  provvedimento  nella  Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica italiana,  le  emittenti  di  cui  all’art. 4, comma 1, che intendono trasmettere messaggi politici autogestiti:
a) rendono  pubblico  il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l’emittente informa i soggetti politici che presso la sede dell’emittente,   di   cui  viene  indicato l’indirizzo,  il  numero telefonico  e  la  persona da contattare, e’ depositato un documento, che  puo’  essere reso disponibile anche nel sito web dell’emittente, concernente  la  trasmissione  dei  messaggi,  il  numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici  richiesti  e  il termine di consegna per la trasmissione del materiale  autoprodotto.  A  tale  fine,  le  emittenti possono anche utilizzare  il  modello  MAG/1/ER,  reso  disponibile  nel  sito  web dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it
b) inviano,  anche a mezzo telefax, all’Autorita’ per le garanzie nelle  comunicazioni  il  documento  di cui alla lettera a), nonche’, possibilmente  con  almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva   del   documento   stesso  con  riguardo  al  numero  dei contenitori  e  alla loro collocazione nel palinsesto. A quest’ultimo fine, le emittenti possono anche utilizzare il modello MAG/2/ER, reso disponibile  nel  predetto  sito  web  dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.
2.   A   decorrere   dal  sesto  giorno  successivo  alla  data  di pubblicazione  del  presente  provvedimento  nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e  fino  al giorno precedente la data di presentazione  delle  candidature,  i soggetti politici interessati a trasmettere  messaggi  autogestiti  comunicano  alle emittenti e alla stessa  Autorita’  per le garanzie nelle comunicazioni, anche a mezzo telefax, le proprie richieste, indicando il responsabile elettorale e i  relativi  recapiti  e  la  durata  dei messaggi. A tale fine, puo’ essere  anche  utilizzato  il  modello MAG/3/ER, reso disponibile nel predetto sito web dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.

Art. 7.
Sorteggi e collocazione
dei messaggi politici autogestiti
1. La collocazione dei messaggi all’interno dei singoli contenitori previsti  per  il  primo giorno avviene con sorteggi unici nella sede dell’Autorita’  per le garanzie nelle comunicazioni, alla presenza di un funzionario della stessa.
2.  La  collocazione  nei  contenitori  dei giorni successivi viene determinata  secondo  un  criterio di rotazione a scalare di un posto all’interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criterio di parita’ di presenze all’interno delle singole fasce.

 

Capo III
MESSAGGI AUTOGESTITI IN CAMPAGNA
ELETTORALE SULLE EMITTENTI LOCALI

Art. 8
Messaggi politici autogestiti
gratuiti e a pagamento

1.  Nel  periodo  intercorrente  tra la data di presentazione delle candidature  e  quella  di  chiusura  della  campagna  elettorale, le emittenti   radiofoniche   e   televisive  locali  che  accettano  di trasmettere  messaggi  politici  autogestiti a titolo gratuito per la presentazione  non  in  contraddittorio  di  liste  e programmi hanno altresi’  facolta’ di diffondere, ai medesimi fini, messaggi politici autogestiti a pagamento.
2. Il tempo complessivamente destinato alla diffusione dei messaggi autogestiti a pagamento deve essere, di norma, pari nell’ambito della medesima  settimana  a  quello destinato alla prevista diffusione dei messaggi autogestiti a titolo gratuito.
3.  Le tariffe praticate ai soggetti politici richiedenti gli spazi per  messaggi autogestiti a pagamento devono essere pari al cinquanta per cento di quelle normalmente in vigore per i messaggi pubblicitari nelle stesse fasce orarie.

Art. 9.
Modalita’ di trasmissione dei messaggi
politici autogestiti gratuiti

1.  Per  la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito  le  emittenti  di  cui  all’art.  8,  comma 1, osservano le seguenti   modalita’,   stabilite  sulla  base  dei  criteri  fissati dall’art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a) il numero complessivo dei messaggi e’ ripartito secondo quanto previsto all’art. 3, comma 1, lettera b); i messaggi sono trasmessi a parita’  di condizioni tra i soggetti politici, anche con riferimento alle fasce orarie;
b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avere una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di una  opinione  politica, comunque compresa, a scelta del richiedente, fra  uno  e  tre  minuti  per  le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
c)  i  messaggi  non  possono  interrompere  altri programmi, ne’ essere    interrotti,   hanno   una   autonoma   collocazione   nella programmazione  e  sono  trasmessi in appositi contenitori, fino a un massimo  di  sei  contenitori  per ogni giornata di programmazione. I contenitori,  ciascuno  comprensivo  di  almeno  tre  messaggi,  sono collocati   uno   per   ciascuna   delle   seguenti   fasce   orarie, progressivamente  a  partire  dalla  prima:  prima  fascia  18-19,59; seconda fascia 12-14,59; terza fascia 21-23,59; quarta fascia 7-8,59; quinta fascia 15-17,59; sesta fascia 9-11,59; d)  i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
e)  nessun soggetto politico puo’ diffondere piu’ di un messaggio in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
f)   ogni  messaggio  reca  la  dicitura  “messaggio  autogestito gratuito” con l’indicazione del soggetto committente.

Art. 10.
Modalita’ di trasmissione dei messaggi
politici autogestiti a pagamento

1.   Per  la  trasmissione  dei  messaggi  politici  autogestiti  a pagamento  le  emittenti  di  cui  all’art.  8, comma 1, osservano le seguenti modalita’ stabilite sulla base dei criteri fissati dall’art. 4, comma 7, della legge 22 febbraio 2000, n. 28:
a)  i messaggi sono organizzati in modo autogestito, devono avere una durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o di una  opinione  politica, comunque compresa, a scelta del richiedente, fra  uno  e  tre  minuti  per  le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondi per le emittenti radiofoniche;
b) i messaggi non possono interrompere altri programmi ne’ essere interrotti,  hanno  una  autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino ad un massimo di sei per ogni  giornata  di  programmazione,  distinti  da  quelli dedicati ai messaggi a titolo gratuito;
c)  i  messaggi  non  sono  computati  nel  calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge;
d)  nessun soggetto politico puo’ diffondere piu’ di due messaggi in ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente;
e)  ogni  messaggio  reca  la  dicitura  “messaggio autogestito a pagamento” con l’indicazione del soggetto committente.

 

Art. 11.
Comunicazioni delle emittenti
e dei soggetti politici
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente  provvedimento  nella  Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica italiana, le emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di  trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito e che si   avvalgono   della   facolta’  di  diffondere  messaggi  politici autogestiti a pagamento:
a)  rendono  pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l’emittente informa i soggetti politici che presso la sede dell’emittente,   di   cui  viene  indicato  l’indirizzo,  il  numero telefonico  e  la  persona da contattare, e’ depositato un documento, che  puo’  essere reso disponibile anche nel sito web dell’emittente, concernente  la  trasmissione  dei  messaggi,  il  numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici  richiesti  e  il termine di consegna per la trasmissione del materiale  autoprodotto.  A  tale  fine,  le  emittenti possono anche utilizzare,  per i messaggi politici autogestiti gratuiti, il modello MAG/1/ER,  nonche’,  per i messaggi politici autogestiti a pagamento, il modello MAP/1/ER, resi disponibili nel sito web dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it;
b)  inviano,  anche  a  mezzo  telefax,  al  competente  comitato regionale   per   i   servizi   radiotelevisivi,   che   ne   informa sinteticamente  l’Autorita’  per  le garanzie nelle comunicazioni, il documento  di  cui alla lettera a), nonche’, possibilmente con almeno cinque  giorni  di anticipo, ogni variazione successiva del documento stesso   con   riguardo   al  numero  dei  contenitori  e  alla  loro collocazione  nel  palinsesto.  A  quest’ultimo  fine,  le  emittenti possono   anche  utilizzare,  per  i  messaggi  politici  autogestiti gratuiti,  il  modello  MAG/2/ER,  nonche’,  per  i messaggi politici autogestiti  a  pagamento,  il modello MAP/2/ER, resi disponibili nel predetto sito web dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.
2.   A   decorrere   dal  sesto  giorno  successivo  alla  data  di pubblicazione  del  presente provvedimento  nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e  fino  al giorno precedente la data di presentazione  delle  candidature,  i soggetti politici interessati a trasmettere  messaggi  autogestiti  comunicano  alle  emittenti  e al competente  comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, anche a mezzo  telefax,  le  proprie  richieste,  indicando  il  responsabile elettorale  e  i  relativi  recapiti,  la durata dei messaggi.  A tale fine,  possono  anche  essere  utilizzati,  per  i  messaggi politici autogestiti  gratuiti,  il  modello MAG/3/ER, nonche’, per i messaggi politici   autogestiti   a   pagamento,  il  modello  MAP/3/ER,  resi disponibili  nel  predetto  sito  web  dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.

 

Art. 12.
Numero complessivo dei messaggi
autogestiti gratuiti
1.  L’Autorita’  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni approva la proposta   del   competente   comitato   regionale   per   i  servizi radiotelevisivi  ai  fini della fissazione del numero complessivo dei messaggi  autogestiti  gratuiti  da ripartire tra i soggetti politici richiedenti, in relazione alle risorse disponibili previste dall’art. 1,   comma  3,  del  decreto  5  febbraio  2001  del  Ministro  delle comunicazioni  di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

 

Art. 13.
Sorteggi e collocazione dei messaggi
utogestiti gratuiti
1. La collocazione dei messaggi all’interno dei singoli contenitori previsti  per  il  primo giorno avviene con sorteggi unici nella sede del  comitato  regionale per i servizi radiotelevisivi nella cui area di competenza ha sede o domicilio eletto l’emittente che trasmettera’ i messaggi, alla presenza di un funzionario dello stesso comitato.
2.  La  collocazione  nei  contenitori  dei giorni successivi viene determinata,  sempre  alla  presenza  di un funzionario del comitato, secondo un criterio di rotazione a scalare di un posto all’interno di ciascun  contenitore, in modo da rispettare il criterio di parita’ di presenze all’interno delle singole fasce.

 

Capo IV
PROGRAMMI DI INFORMAZIONE
NEI MEZZI RADIOTELEVISIVI

Art. 14.
Programmi di informazione

1.  A  decorrere  dalla  data di convocazione dei comizi elettorali fino  alla chiusura delle operazioni di voto, al fine di garantire la parita’    di   trattamento,   l’obiettivita’,   la   completezza   e l’imparzialita’  dell’informazione,  i  programmi  radiotelevisivi di informazione,  riconducibili  alla  responsabilita’  di una specifica testata giornalistica, si conformano ai seguenti criteri:
a)  la  presenza  di  candidati, esponenti di partiti e movimenti politici,  membri  del  Governo,  delle giunte e consigli regionali e degli  enti locali e’ ammessa solo in quanto risponda all’esigenza di assicurare  la  completezza  e  l’imparzialita’  dell’informazione su fatti  od  eventi  di  interesse  giornalistico  non  attinenti  alla consultazione  elettorale  e  legati all’attualita’ della cronaca. La presenza  delle  persone  suindicate  e’  vietata  in  tutte le altre trasmissioni  radiotelevisive  diverse  da  quelle  di  comunicazione politica e dai messaggi politici autogestiti;
b) quando vengono trattate, senza la partecipazione diretta delle persone   indicate   alla   lettera   a),   questioni  relative  alla competizione  elettorale,  le posizioni dei diversi soggetti politici impegnati  nella competizione vanno rappresentate in modo corretto ed obiettivo,  anche  con  riferimento  alle pari opportunita’ tra i due sessi,  evitando  sproporzioni  nelle  cronache e nelle riprese delle persone  indicate  alla  lettera  a).  Resta salva per l’emittente la liberta’  di  commento  e  di  critica che, in chiara distinzione tra informazione  e  opinione,  salvaguardi  comunque  il  rispetto delle persone.
2.  Nel  periodo  di  cui  al  precedente  comma  1,  in  qualunque trasmissione  radio-televisiva,  diversa  da  quelle di comunicazione politica  e  dai  messaggi  politici autogestiti, e’ vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto. Direttori dei  programmi,  registi, conduttori ed ospiti devono attenersi ad un comportamento  tale  da  non influenzare, anche in modo surrettizio e allusivo, le libere scelte degli elettori.

 

Capo V
DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Art. 15.
Circuiti di emittenti radiotelevisive locali

1.   Ai   fini  del  presente  provvedimento,  le  trasmissioni  in contemporanea  da  parte  di emittenti locali che operano in circuiti nazionali, comunque denominati, sono considerate come trasmissioni in ambito  nazionale;  il  consorzio  costituito  per  la  gestione  del circuito  o,  in  difetto,  le  singole emittenti che fanno parte del circuito  sono  tenuti al rispetto delle disposizioni previste per le emittenti nazionali dai capi primo e secondo del presente titolo, che si applicano altresi’ alle emittenti autorizzate alla ripetizione dei programmi esteri ai sensi dell’art. 38 della legge 14 aprile 1975, n. 103.
2.  Ai  fini  del  presente provvedimento, il circuito nazionale si determina  con riferimento all’art. 3, comma 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di trasmissione  autonoma,  le  disposizioni  previste  per le emittenti locali dai capi primo e terzo del presente titolo.
4.   Ogni   emittente   risponde   direttamente   delle  violazioni realizzatesi nell’ambito delle trasmissioni in contemporanea.

 

Art. 16.
Imprese radiofoniche di partiti politici
1.  In  conformita’  a  quanto  disposto dall’art. 6 della legge 22 febbraio  2000, n. 28, le disposizioni di cui ai capi primo, secondo, terzo  e  quarto del presente titolo non si applicano alle imprese di radiodiffusione  sonora  che  risultino essere organo ufficiale di un partito  politico  rappresentato  in almeno un ramo del Parlamento ai sensi dell’art. 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per tali  imprese  e’  comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia gratuito, di spazi per messaggi autogestiti.
2.  I partiti sono tenuti a fornire con tempestivita’ all’Autorita’ per  le  garanzie  nelle  comunicazioni ogni indicazione necessaria a qualificare  l’impresa  di  radiodiffusione come organo ufficiale del partito.

 

Art. 17.
Conservazione delle registrazioni
1.  Le  emittenti  radiotelevisive  sono  tenute  a  conservare  le registrazioni  della totalita’ dei programmi trasmessi sino al giorno della  votazione per i tre mesi successivi a tale data e, comunque, a conservare,  sino alla conclusione del procedimento, le registrazioni dei  programmi  in ordine ai quali sia stata notificata contestazione di  violazione  di disposizioni della legge 10 dicembre 1993, n. 515, della  legge  22 febbraio 2000, n. 28, ovvero di quelle emanate dalla Commissione  parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o recate dal presente provvedimento.

 

Titolo III
Stampa quotidiana e periodica

Art. 18.
Comunicato preventivo per la diffusione
di messaggi politici elettorali
su quotidiani e periodici

1. Entro il quinto giorno successivo alla data di pubblicazione del presente  provvedimento  nella  Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica italiana,  gli  editori  di  quotidiani  e  periodici  che  intendono diffondere  a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno prima delle  elezioni nelle forme ammesse dall’art. 7, comma 2, della legge 22  febbraio  2000, n. 28, messaggi politici elettorali sono tenuti a dare  notizia  dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato   pubblicato   sulla   stessa   testata  interessata  alla diffusione  di  messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si  tiene  conto  della  data  di effettiva distribuzione, desumibile dagli  adempimenti  di deposito delle copie d’obbligo e non di quella di copertina. Ove in ragione della periodicita’ della testata non sia stato  possibile  pubblicare  sulla  stessa  nel  termine predetto il comunicato  preventivo,  la  diffusione dei messaggi non potra’ avere inizio  che  dal  numero successivo a quello recante la pubblicazione del  comunicato  sulla  testata,  salvo  che  il comunicato sia stato pubblicato,  nel  termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.
2.  Il  comunicato  preventivo  deve essere pubblicato con adeguato rilievo,  sia  per  collocazione,  sia per modalita’ grafiche, e deve precisare le condizioni generali dell’accesso, nonche’ l’indirizzo ed il  numero  di  telefono  della redazione della testata presso cui e’ depositato   un   documento  analitico,  consultabile  su  richiesta, concernente:
a)  le  condizioni  temporali  di  prenotazione  degli  spazi con puntuale  indicazione  del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno  di  pubblicazione  entro  il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati;
b)  le  tariffe  per  l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni singola testata, nonche’ le eventuali condizioni di gratuita’;
c)  ogni  eventuale  ulteriore  circostanza  od  elemento tecnico rilevante  per  la  fruizione degli spazi medesimi, in particolare la definizione  del  criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale.
3. Devono essere riconosciute, ai soggetti politici richiedenti gli spazi  per  messaggi  politici  elettorali, le condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato.
4. Ogni editore e’ tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta  dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate per l’accesso agli spazi in questione, nonche’ i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi.
5.  Nel  caso  di  edizioni locali o, comunque, di pagine locali di testate  a  diffusione  nazionale,  tali  intendendosi,  ai  fini del presente  atto,  le  testate  con diffusione pluriregionale, dovranno indicarsi  distintamente  le tariffe praticate per le pagine locali e le  pagine nazionali, nonche’, ove diverse, le altre modalita’ di cui al comma 2.
6.  La  pubblicazione  del  comunicato preventivo di cui al comma 1 costituisce  condizione  per  la  diffusione  dei  messaggi  politici elettorali  nel  periodo considerato dallo stesso comma 1. In caso di mancato  rispetto  del  termine  a  tale fine stabilito nel comma 1 e salvo  quanto  previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la  diffusione  dei  messaggi  puo’  avere  inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo.

 

Art. 19.
Pubblicazione di messaggi politici
elettorali su quotidiani e periodici
1.  I messaggi politici elettorali di cui all’art. 7 della legge 22 febbraio  2000,  n.  28,  devono essere riconoscibili, anche mediante specifica  impaginazione  in  spazi  chiaramente evidenziati, secondo modalita’  uniformi  per ciascuna testata e devono recare la dicitura “messaggio   politico  elettorale”  con  l’indicazione  del  soggetto committente.
2.  Sono  vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da quelle  elencate al comma 2 dell’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.

Art. 20.
Organi ufficiali di stampa dei partiti
1.  Le  disposizioni  sulla  diffusione,  a  qualsiasi  titolo,  di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull’accesso in  condizioni  di  parita’  ai  relativi spazi non si applicano agli organi  ufficiali  di  stampa dei partiti e movimenti politici e alle stampe elettorali di liste, gruppi di candidati e candidati.
2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il giornale  quotidiano  o periodico che risulta registrato come tale ai sensi  dell’art.  5  della  legge  8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che rechi  indicazione  in  tale  senso nella testata, ovvero che risulti indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o del movimento politico.
3.  I  partiti, i movimenti politici, le coalizioni e le liste sono tenuti  a  fornire  con  tempestivita’  all’Autorita’ per le garanzie nelle  comunicazioni  ogni  indicazione  necessaria a qualificare gli organi  ufficiali  di  stampa  dei  partiti e dei movimenti politici, nonche’   le  stampe  elettorali  di  coalizioni,  liste,  gruppi  di candidati e candidati.

Titolo IV
Sondaggi politici ed elettorali
Art. 21.
Divieto di sondaggi politici ed elettorali

1.  Nei  quindici  giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto, e’ vietato rendere pubblici o comunque   diffondere   i  risultati,  anche  parziali,  di  sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di  voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in  un periodo precedente a quello del divieto. E’ vietata, altresi’, la  pubblicazione  e la trasmissione dei risultati di quesiti rivolti in  modo  sistematico  a  determinate  categorie  di soggetti perche’ esprimano  con  qualsiasi  mezzo  e  in  qualsiasi  forma  le proprie preferenze di voto o i propri orientamenti politici.
2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione o pubblicazione   integrale  o  parziale  dei  risultati  dei  sondaggi politici   deve  essere  obbligatoriamente  corredata  da  una  “nota informativa”  che  ne  costituisce  parte  integrante  e  contiene le seguenti indicazioni, di cui e’ responsabile il soggetto che realizza il sondaggio:
a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) il committente e l’acquirente del sondaggio;
c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificando se  si  tratta  di  “sondaggio rappresentativo”  o di “sondaggio non rappresentativo”;
d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
e)   il   numero  delle  persone  interpellate  e  l’universo  di riferimento;
f)  il  testo  integrale  delle  domande  rivolte  o, nel caso di pubblicazione parziale del sondaggio, dei singoli quesiti ai quali si fa riferimento;
g)  la  percentuale  delle  persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
h) la data in cui e’ stato realizzato il sondaggio.
3.  I  sondaggi  di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusi soltanto  se  contestualmente  resi disponibili dal committente nella loro  integralita’  e  corredati  della  “nota informativa” di cui al medesimo comma 2 sull’apposito sito web istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  www.sondaggipoliticoelettorali.it, ai sensi dell’art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
4.  In  caso  di  pubblicazione  dei risultati dei sondaggi a mezzo stampa, la “nota informativa” di cui al comma 2 e’ sempre evidenziata con apposito riquadro.
5.  In  caso  di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di comunicazione  televisiva,  la  “nota  informativa” di cui al comma 2 viene  preliminarmente  letta  dal  conduttore  e  appare in apposito sottotitolo a scorrimento.
6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la “nota informativa” di cui al comma 2 viene letta ai radioascoltatori.

 

Titolo V
Vigilanza e sanzioni
Art. 22.
Compiti del comitato regionale
per i servizi radiotelevisivi

1.  Il  comitato  regionale  per  i servizi radiotelevisivi assolve nell’ambito  territoriale di competenza, oltre a quelli previsti agli articoli 11, 12 e 13, i seguenti compiti:
a)  di  vigilanza  sulla  corretta  e uniforme applicazione della legislazione  vigente  e  del  presente  provvedimento da parte delle emittenti   locali,   nonche’   delle  disposizioni  dettate  per  la concessionaria  del  servizio pubblico dalla Commissione parlamentare per  l’indirizzo  generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per quanto concerne le trasmissioni a carattere regionale;
b)  di  accertamento  delle  eventuali violazioni, trasmettendo i relativi  atti  e  gli eventuali supporti e formulando le conseguenti proposte  all’Autorita’  per  le  garanzie  nelle comunicazioni per i provvedimenti di competenza di quest’ultima, secondo quanto stabilito all’art. 23 del presente provvedimento.

Art. 23.
Procedimenti sanzionatori
1.  Le  violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n.  28,  nonche’ di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo  generale  e  la  vigilanza dei servizi radiotelevisivi o dettate   con   il   presente   atto,   sono   perseguite   d’ufficio dall’Autorita’,  al  fine  dell’adozione  dei  provvedimenti previsti dall’art.   10   della  medesima  legge.  Ciascun  soggetto  politico interessato puo’ comunque denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal fatto.
2.  La  denuncia  delle  violazioni prevista al comma 1 deve essere inviata,  anche  a mezzo telefax, a ciascuno dei destinatari indicati dall’art. 10, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
3.  La  denuncia  indirizzata  all’Autorita’ e’ procedibile solo se sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia medesima anche agli altri destinatari indicati dalla legge.
4.  La denuncia contiene, a pena di inammissibilita’, l’indicazione dell’emittente  e  della  trasmissione,  ovvero  dell’editore  e  del giornale  o  periodico  cui  sono  riferibili  le presunte violazioni segnalate,   completa,   rispettivamente,  di  data  e  orario  della trasmissione,  ovvero  di  data  ed edizione, nonche’ di una motivata argomentazione.
5.   L’Autorita’  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  provvede direttamente  alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti emittenti   radiotelevisive   nazionali  ed  editori  di  giornali  e periodici,  mediante  le  proprie strutture, che si avvalgono, a tale fine,   del   nucleo   della  Guardia  di  finanza  istituito  presso l’Autorita’ stessa.
6.  I  procedimenti riguardanti le emittenti radiotelevisive locali sono  istruiti  sommariamente dal competente comitato regionale per i servizi    radiotelevisivi   che   formula   le   relative   proposte all’Autorita’ secondo quanto previsto al comma 8.
7.  Il  gruppo  della Guardia di finanza competente per territorio, ricevuta   la   denuncia  della  violazione  da  parte  di  emittenti radiotelevisive  locali delle disposizioni di cui al comma 1, sentito il  competente  comitato  di cui al comma 6, provvede entro le dodici ore   successive   all’acquisizione   delle   registrazioni   e  alla trasmissione  delle  stesse  agli uffici del comitato stesso, dandone immediato  avviso,  anche  a  mezzo  telefax,  all’Autorita’  per  le garanzie nelle comunicazioni.
8.  Il  comitato  di  cui  al  comma  6  procede ad una istruttoria sommaria,  se del caso contesta i fatti, anche a mezzo telefax, sente gli  interessati  ed  acquisisce  le  eventuali controdeduzioni nelle ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere dello  stesso  termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche in  via  compositiva,  agli  obblighi  di  legge  mediante  immediato ripristino  dell’equilibrio  nell’accesso  ai  mezzi di comunicazione politica  secondo  le modalita’ di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’art. 10 della  legge  22  febbraio  2000, n. 28, lo stesso comitato trasmette atti  e  supporti  acquisiti,  ivi  incluso  uno specifico verbale di accertamento,   redatto,  ove  necessario,  in  cooperazione  con  il competente  gruppo  della  Guardia  di  finanza, all’Autorita’ per le garanzie  nelle  comunicazioni,  che  provvede  nel termine di cui al comma  2  del  precitato  art.  10, decorrente dalla data di deposito presso   gli   uffici   del   Dipartimento   garanzie  e  contenzioso dell’Autorita’ medesima.
9.   In   ogni  caso,  il  comitato  di  cui  al  comma  6  segnala tempestivamente  all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni le attivita’  svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o ripetuti di mancata attuazione della vigente normativa.
10.  L’ispettorato  territoriale  del Ministero delle comunicazioni collabora,  a  richiesta,  con  il  comitato  regionale per i servizi radiotelevisivi.
11.  L’Autorita’  per  le  garanzie nelle comunicazioni verifica il rispetto dei propri provvedimenti ai fini previsti dall’art. 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
12.  Le  sanzioni  amministrative pecuniarie stabilite dall’art. 15 della  legge  10  dicembre 1993, n. 515, come modificato dall’art. 1, comma  23,  del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito con legge  23 dicembre 1996, n. 650, per le violazioni delle disposizioni delle  legge  medesima  non  abrogate  dall’art.  13  della  legge 22 febbraio  2000,  n.  28,  ovvero  delle relative disposizioni dettate dalla   Commissione   parlamentare  per  l’indirizzo  generale  e  la vigilanza  dei  servizi radiotelevisivi o delle relative disposizioni di   attuazione  dettate  con  il  presente  provvedimento  non  sono evitabili  con  il  pagamento in misura ridotta previsto dall’art. 16 della legge 24 ottobre 1981, n. 689. Esse si applicano anche a carico dei  soggetti  a  favore  dei quali sono state commesse le violazioni qualora ne venga accertata la responsabilita’.

 

Art. 24.
Ambito territoriale di applicazione
1. La disciplina di cui al presente provvedimento non si applica ai programmi   e   alle   trasmissioni  destinati  ad  essere  trasmessi esclusivamente  nel  territorio  di  regioni  non  interessate  dalla consultazione elettorale.
Il  presente  provvedimento  e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana,  nel bollettino ufficiale dell’Autorita’ per  le  garanzie nelle comunicazioni ed e’ reso disponibile nel sito web della stessa Autorita’: www.agcom.it

Napoli, 10 ottobre 2001

Il presidente
Cheli
Il commissario relatore
Sangiorgi
Il segretario della commissione
Mazzella