Determina 22 novembre 2010 del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni in materia di ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre

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Determina 22 novembre 2010 del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni in materia di ordinamento automatico dei canali della tv digitale terrestre

 

VISTO il decreto legge 23 gennaio 2001, n. 5 convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66 e successive modificazioni;

VISTA la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 435/01/Cons recante “Approvazione del regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica digitale” ed in particolare l’art. 2;

VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 recante “Codice della comunicazioni elettroniche”;

VISTO l’ art. 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dall’art. 5, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44 di attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive, recante “Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”;

VISTO il decreto legge 16 maggio 2008, n. 85 convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008 n. 121 con il quale le funzioni del Ministero delle comunicazioni sono state trasferite al Ministero dello sviluppo economico;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2008, n.197 recante “Regolamento di riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico”;

VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico 7 maggio 2009 recante Individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale del Ministero dello sviluppo economico;

VISTA la legge 6 giugno 2008, n. 101 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee;

VISTO il decreto 10 settembre 2008 del Ministro dello Sviluppo Economico pubblicato sulla G.U. n. 238 del 10 ottobre 2008, con il quale è stato definito il calendario nazionale per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con l’indicazione delle aree territoriali e delle rispettive scadenze, e successive modificazioni;

CONSIDERATO che in esecuzione del citato decreto è stato effettuato il passaggio definitivo alle trasmissioni televisive digitali terrestri nelle regioni Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte occidentale compreso Torino e Cuneo, Trentino A.A., Lazio e Campania e che sono in corso di digitalizzazione nell’anno 2010 il Piemonte orientale, la Lombardia, il Veneto il Friuli V.G. e l’Emilia Romagna;

CONSIDERATO che in esecuzione del citato decreto 10 settembre 2008 e successive modificazioni le rimanenti regioni d’Italia: Liguria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Toscana, Sicilia effettueranno il passaggio definitivo alle trasmissioni televisive digitali terrestri nel corso degli anni 2011 e 2012;

VISTA la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 366/10/Cons recante “Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre in chiaro e a pagamento, modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo”;

CONSIDERATO che i commi 4 e 5 dell’articolo 10 dell’Allegato A alla citata delibera 366/10/CONS, indicano le modalità di attribuzione della numerazione per le aree tecniche ancora da digitalizzare e per quelle già digitalizzate;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera g) dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons il canale generalista nazionale è il canale legittimamente irradiato in ambito nazionale in tecnica analogica e in simulcast in tecnica digitale terrestre che trasmette in chiaro prevalentemente programmi di tipo generalista con obbligo di informazione;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera h) dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons l’emittente locale è il titolare di concessione o di autorizzazione su frequenze terrestri in tecnica analogica in ambito locale, che ha la responsabilita’ editoriale dei programmi televisivi irradiati e che li trasmette in tecnica digitale terrestre mediante autorizzazione per fornitore di servizi di media audiovisivi in ambito locale;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 1, comma 1 lettera e) dell’Allegato A alla delibera n.  366/10/Cons, l’arco di numerazione è il blocco di numerazione consecutiva basato su cento numeri: il primo arco di numerazione si riferisce ai numeri 1-99, il secondo arco ai numeri 101 – 199, e cosi’ via.

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 2, comma 1 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons è fatto salvo il diritto di ciascun utente di riordinare i canali offerti sulla televisione digitale terrestre;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art.3, comma 3 della delibera n. 366/10/Cons la numerazione attribuita ai canali a diffusione nazionale, fatti salvi i canali generalisti nazionali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera g) dell’allegato A alla delibera stessa, è effettuata in base alla suddivisione della programmazione nei seguenti generi: semigeneralista, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art.3, comma 4 della delibera n. 366/10/Cons, nel primo arco di numerazione non possono essere irradiati, durante l’intera programmazione, programmi rivolti a un pubblico di soli adulti, ivi compresi quelli contenenti la promozione di servizi telefonici a valore aggiunto del tipo messaggeria vocale, hot-line, chat – line, one -to-one e similari.

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 4, comma 1 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons ai canali generalisti nazionali, come definiti all’articolo 1, comma 1, lettera g), sono attribuiti i numeri da 1 a 9 e, per quelli che non trovano collocazione in tale sequenza di numeri, almeno il numero 20 del primo arco di numerazione.

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 5, comma 1 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons alle emittenti locali, come definite all’articolo 1, comma 1, lettera h), sono attribuiti i numeri da 10 a 19 e da 71 a 99 del primo arco di numerazione;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 5, comma 2 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons per il secondo e terzo arco di numerazione si ripetono blocchi attribuiti alle emittenti locali con la medesima successione del primo;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 5, comma 3 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons il settimo arco di numerazione e’ riservato alle emittenti locali;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 5, comma 4, lettera a) dell’Allegato A alla delibera n.  366/10/Cons, al fine di valorizzare la programmazione delle emittenti locali di qualita’ a quelle legate al territorio, le numerazioni relative ai blocchi di competenza delle emittenti locali di cui ai commi 1, 2 e 3 vengono attribuite secondo il seguente criterio: in ogni regione e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, le numerazioni vengono attribuite, progressivamente, a partire dal numero 10, secondo la collocazione derivante dalla media dei punteggi conseguiti da ciascuna emittente nelle ultime tre graduatorie approvate dai Comitati regionali delle comunicazioni, ai sensi del Decreto del Ministro delle Comunicazioni n.292 del 5 novembre 2004, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 6, comma 1 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro sono attribuiti i numeri da 21 a 70 del primo arco di numerazione, suddivisi nei seguenti generi di programmazione: semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite .

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 6, comma 2 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, l’attribuzione della numerazione ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro è effettuata sulla base di una suddivisione dei generi di programmazione in sottoblocchi, secondo l’ordine di cui all’art. 6, comma 1 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons e che, nel caso di richieste superiori alla disponibilità di numeri in relazioni ai citati generi, le numerazioni relative al genere di programmazione “televendite” sono collocate nel secondo arco di numerazione;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 6, comma 5 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, per il secondo e terzo arco di numerazione si ripetono blocchi e sottoblocchi con la medesima successione del primo, salvo l’eventuale inserimento del sottoblocco riservato al genere di programmazione tematico “televendite” a partire dal secondo arco di numerazione;

CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 8, comma 1 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, ai  servizi di media audiovisivi a pagamento sono riservati il quarto e quinto arco di numerazione.

CONSIDERATO che, in applicazione delle previsioni dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, ai canali generalisti nazionali ed a quelli digitali terrestri a diffusione nazionale verranno assegnati i numeri dei blocchi e gli archi di numerazione ad essi riservati;

CONSIDERATO che, per oggettive ragioni tecniche di trasmissione dovute anche alla applicazione della tecnica SFN nelle regioni già digitalizzate, l’uso delle numerazioni dei canali digitali terrestri a diffusione nazionale avviene necessariamente sull’intero territorio nazionale, senza possibilità di impiego nelle aree ancora da digitalizzare di una numerazione diversa;

RITENUTO necessario, nelle more dell’espletamento dei bandi di attribuzione della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre nelle regioni che transiteranno al digitale terrestre nel corso degli anni 2011 e 2012 e al fine di consentire una ordinata e rapida digitalizzazione delle aree interessate al passaggio al digitale terrestre fino a tutto il 2010, far transitare le trasmissioni delle emittenti televisive locali come definite all’articolo 1, comma 1, lettera h) dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, nonché i fornitori di servizi di media audiovisivi, autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre dalle numerazioni attualmente occupate a quelle previste dall’art. 5, commi 1, 2 e 3 della citata delibera n. 366/10/Cons, sulla base del criterio di cui al successivo comma 4, della delibera stessa;

RITENUTO altresì necessario, nelle more dell’espletamento dei bandi di attribuzione della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre nelle regioni che transiteranno al digitale terrestre nel corso degli anni 2011 e 2012 e al fine di consentire una ordinata e rapida digitalizzazione delle aree interessate al passaggio al digitale terrestre fino a tutto il 2010, far transitare le trasmissioni dei canali generalisti nazionali e quelle dei canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro dalle numerazioni attualmente occupate a quelle previste dagli artt. 4, 6 e ss dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons;

RITENUTO che l’interesse ad una ordinata e rapida digitalizzazione dell’intero territorio nazionale sia strettamente connesso ad una coordinata numerazione automatica dei canali, al fine di ridurre gli eventuali disservizi tecnici che potrebbero derivare dalla contestuale utilizzazione della stessa numerazione;

DETERMINA

ARTICOLO 1

(Emittenti televisive locali e fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale)

1. Le emittenti televisive locali, come definite all’articolo 1, comma 1, lettera h) dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, o comunque che ripetono in simulcast sul digitale terrestre la programmazione della propria emittente esercita in tecnica analogica nonché i fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale come definite all’articolo 1, comma 1, lettera j) dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons ovvero i soggetti che diffondono comunque un marchio palinsesto in tecnica digitale terrestre in ambito locale, sono tenuti, per le ragioni tecniche di cui in premessa, a far transitare tali programmazioni dalla numerazione attualmente occupata a quelle previste dall’art. 5, commi 1, 2 e 3 dell’Allegato A alla citata delibera n. 366/10/Cons, sulla base dei criteri di cui al successivo comma 4, dell’Allegato A alla delibera stessa, non occupando numeri riservati ai canali generalisti nazionali, nonché ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale.

2. I soggetti di cui al punto 1 possono utilizzare le numerazioni di cui all’art. 5 commi 1, 2 e 3 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons anche per la diffusione di ulteriori programmi in tecnica digitale terrestre, sulla base dei criteri di cui al comma 4 dell’art. 5 dell’Allegato A alla delibera stessa, tranne la numerazione dal 10 al 19;

3. L’utilizzazione della numerazione derivante dall’applicazione dei criteri di cui al punto 1 e 2 ha un carattere provvisorio fino all’espletamento del bando di attribuzione della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre della relativa regione di appartenenza di cui all’art. 10 dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons

ARTICOLO 2

(Canali generalisti nazionali e canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro)

1. I fornitori di servizi di media audiovisivi, che diffondono canali generalisti nazionali e/o canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro e/o a pagamento, sono tenuti, per le ragioni tecniche di cui in premessa, a far transitare la propria programmazione dalla numerazione attualmente occupata a quelle previste dagli articoli 4, 6 e ss dell’Allegato A alla delibera n. 366/10/Cons, non occupando numeri riservati ai soggetti di cui all’art. 1, comma 1 della presente determina.

2. L’utilizzazione della numerazione di cui al punto 1 ha un carattere provvisorio fino all’espletamento del bando di attribuzione della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre;

ARTICOLO 3

1. Ai sensi dell’art.3, comma 4 della delibera n. 366/10/Cons, nel primo arco di numerazione non possono essere irradiati, durante l’intera programmazione, programmi rivolti a un pubblico di soli adulti, ivi compresi quelli contenenti la promozione di servizi telefonici a valore aggiunto del tipo messaggeria vocale, hot-line, chat – line, one -to-one e similari.

ARTICOLO 4

1. La transizione ai blocchi e archi di numerazione di cui all’art. 1, commi 1 e 2 e all’art. 2 comma 1 deve essere effettuata entro e non oltre il 26 novembre 2010, pena l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 4 dell’art. 32 del d.lgs 177/05 come modificato dall’art. 5, comma 2, del d.lgs 44/10.

Roma, 22 novembre 2010

Il Capo Dipartimento

Dott. Roberto Sambuco

LEGGE 13 dicembre 2010, n. 220

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di Stabilità 2011) – (art. 1 commi 8-13 e 61).

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010 – supplemento ordinario n. 281)

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

(Gestioni previdenziali. Rapporti con le regioni. Risultati differenziali. Fondi e tabelle)

 

OMISSIS…

 

8. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni avvia le procedure per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda con l’utilizzo della banda 790-862 MHz e di altre risorse eventualmente disponibili, conformemente a quanto previsto dal codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259. In coerenza con la normativa dell’Unione europea, il Ministro dello sviluppo economico fissa la data per l’assegnazione delle frequenze della banda 790-862 MHz e delle altre risorse eventualmente disponibili ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda. La liberazione delle frequenze di cui al primo periodo per la loro destinazione ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda deve comunque avere luogo entro il 31 dicembre 2012. Il Ministero dello sviluppo economico puo’ sostituire le frequenze gia’ assegnate nella banda 790-862 MHz con quelle liberate ai sensi delle disposizioni dei commi da 9 a 12 o altrimenti disponibili. Il piano nazionale di ripartizione delle frequenze e il piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive sono adeguati alle disposizioni del presente comma.

9. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalita’ per l’attribuzione di misure economiche di natura compensativa, a valere sugli introiti della gara di cui al comma 8, per una percentuale pari al 10 per cento degli introiti della gara stessa e comunque per un importo non eccedente 240 milioni di euro, finalizzate a promuovere un uso piu’ efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale. A tal fine, la predetta percentuale di introiti e’ iscritta in un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico.

10. Prima della data stabilita per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica, ai sensi dell’articolo 2-bis, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni, il Ministero dello sviluppo economico provvede alla definitiva assegnazione dei diritti d’uso del radiospettro, anche mediante la trasformazione del rilascio provvisorio in assegnazione definitiva dei diritti d’uso, e rilascia i relativi titoli abilitativi conformemente ai criteri previsti dall’articolo 15, comma 1, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, e dall’articolo 8-novies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, e successive modificazioni. Successivamente all’assegnazione di cui al precedente periodo, i soggetti privi del necessario titolo abilitativo si astengono dal compiere atti che comportino l’utilizzo delle radiofrequenze o che siano suscettibili di interferire con il legittimo uso delle stesse da parte di terzi. In caso di violazione di tale obbligo o di indebita occupazione delle radiofrequenze da parte di soggetti operanti in tecnica analogica o digitale, si applicano gli articoli 97 e 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. L’attivazione, anche su reti SFN (Single Frequency Network), di impianti non preventivamente autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico comporta, ferma restando la disattivazione dell’impianto illecitamente attivato, la sospensione temporanea del diritto d’uso da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno e, in caso di recidiva entro tre anni, la revoca del medesimo diritto d’uso.

11. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dello sviluppo economico e l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, nell’ambito delle rispettive competenze, fissano gli ulteriori obblighi dei titolari dei diritti d’uso delle radiofrequenze destinate alla diffusione di servizi di media audiovisivi, ai fini di un uso piu’ efficiente dello spettro e della valorizzazione e promozione delle culture regionali o locali. Il mancato rispetto degli obblighi stabiliti ai sensi del presente comma comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 52, comma 3, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Il Ministero dello sviluppo economico acquisisce il diritto di disporre dei di­ritti d’uso sulle radiofrequenze precedentemente assegnate.

12. In caso di trasmissione di programmi televisivi in tecnica digitale in mancanza del necessario titolo abilitativo, al soggetto che ne ha la responsabilita’ editoriale si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’articolo 98, comma 2, del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. L’operatore di rete che ospita nel proprio blocco di diffusione un fornitore di servizi di media audiovisivi privo di titolo abilitativo e’ soggetto alla sospensione o alla revoca dell’utilizzo della risorsa assegnata con il diritto d’uso.

13. Dall’attuazione dei commi da 8 a 12 derivano proventi stimati non inferiori a 2.400 milioni di euro. Le procedure di assegnazione devono concludersi in termini tali da assicurare che gli introiti dell’assegnazione siano versati all’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 settembre 2011. Nel caso in cui, in sede di attuazione del presente comma, si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alla previsione, ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, con proprio decreto, alla riduzione lineare, fino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato, delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente, nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero. Dalle predette riduzioni sono esclusi il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’, nonche´ le risorse destinate alla ricerca e al finanziamento del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

…OMISSIS

 

61. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10 del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422, e’ incrementata di 45 milioni di euro per l’anno 2011, a valere sulle risorse di cui al comma 9 del presente articolo, nonche´ di 15 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2012 e 2013.

…OMISSIS

 

171. Salvo quanto previsto dal comma 46, la presente legge entra in vigore il 1º gennaio 2011.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 

Data a Roma, addi’ 13 dicembre 2010

 

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LEGGE 13 dicembre 2010, n. 220

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di Stabilità 2011) – (art. 1 commi 8-13 e 61).

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010 – supplemento ordinario n. 281)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

(Gestioni previdenziali. Rapporti con le regioni. Risultati differenziali. Fondi e tabelle)

OMISSIS…

8. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni avvia le procedure per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda con l’utilizzo della banda 790-862 MHz e di altre risorse eventualmente disponibili, conformemente a quanto previsto dal codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259. In coerenza con la normativa dell’Unione europea, il Ministro dello sviluppo economico fissa la data per l’assegnazione delle frequenze della banda 790-862 MHz e delle altre risorse eventualmente disponibili ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda. La liberazione delle frequenze di cui al primo periodo per la loro destinazione ai servizi di comunicazione elettronica mobili in larga banda deve comunque avere luogo entro il 31 dicembre 2012. Il Ministero dello sviluppo economico puo’ sostituire le frequenze gia’ assegnate nella banda 790-862 MHz con quelle liberate ai sensi delle disposizioni dei commi da 9 a 12 o altrimenti disponibili. Il piano nazionale di ripartizione delle frequenze e il piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive sono adeguati alle disposizioni del presente comma.

9. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalita’ per l’attribuzione di misure economiche di natura compensativa, a valere sugli introiti della gara di cui al comma 8, per una percentuale pari al 10 per cento degli introiti della gara stessa e comunque per un importo non eccedente 240 milioni di euro, finalizzate a promuovere un uso piu’ efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale. A tal fine, la predetta percentuale di introiti e’ iscritta in un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico.

10. Prima della data stabilita per la definitiva cessazione delle trasmissioni televisive in tecnica analogica, ai sensi dell’articolo 2-bis, comma 5, primo periodo, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni, il Ministero dello sviluppo economico provvede alla definitiva assegnazione dei diritti d’uso del radiospettro, anche mediante la trasformazione del rilascio provvisorio in assegnazione definitiva dei diritti d’uso, e rilascia i relativi titoli abilitativi conformemente ai criteri previsti dall’articolo 15, comma 1, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, e dall’articolo 8-novies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, e successive modificazioni. Successivamente all’assegnazione di cui al precedente periodo, i soggetti privi del necessario titolo abilitativo si astengono dal compiere atti che comportino l’utilizzo delle radiofrequenze o che siano suscettibili di interferire con il legittimo uso delle stesse da parte di terzi. In caso di violazione di tale obbligo o di indebita occupazione delle radiofrequenze da parte di soggetti operanti in tecnica analogica o digitale, si applicano gli articoli 97 e 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. L’attivazione, anche su reti SFN (Single Frequency Network), di impianti non preventivamente autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico comporta, ferma restando la disattivazione dell’impianto illecitamente attivato, la sospensione temporanea del diritto d’uso da un minimo di tre mesi a un massimo di un anno e, in caso di recidiva entro tre anni, la revoca del medesimo diritto d’uso.

11. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dello sviluppo economico e l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, nell’ambito delle rispettive competenze, fissano gli ulteriori obblighi dei titolari dei diritti d’uso delle radiofrequenze destinate alla diffusione di servizi di media audiovisivi, ai fini di un uso piu’ efficiente dello spettro e della valorizzazione e promozione delle culture regionali o locali. Il mancato rispetto degli obblighi stabiliti ai sensi del presente comma comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 52, comma 3, del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Il Ministero dello sviluppo economico acquisisce il diritto di disporre dei di­ritti d’uso sulle radiofrequenze precedentemente assegnate.

12. In caso di trasmissione di programmi televisivi in tecnica digitale in mancanza del necessario titolo abilitativo, al soggetto che ne ha la responsabilita’ editoriale si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’articolo 98, comma 2, del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni. L’operatore di rete che ospita nel proprio blocco di diffusione un fornitore di servizi di media audiovisivi privo di titolo abilitativo e’ soggetto alla sospensione o alla revoca dell’utilizzo della risorsa assegnata con il diritto d’uso.

13. Dall’attuazione dei commi da 8 a 12 derivano proventi stimati non inferiori a 2.400 milioni di euro. Le procedure di assegnazione devono concludersi in termini tali da assicurare che gli introiti dell’assegnazione siano versati all’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 settembre 2011. Nel caso in cui, in sede di attuazione del presente comma, si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alla previsione, ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, con proprio decreto, alla riduzione lineare, fino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato, delle dotazioni finanziarie, iscritte a legislazione vigente, nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della citata legge n. 196 del 2009, delle missioni di spesa di ciascun Ministero. Dalle predette riduzioni sono esclusi il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita’, nonche´ le risorse destinate alla ricerca e al finanziamento del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

…OMISSIS

61. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10 del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422, e’ incrementata di 45 milioni di euro per l’anno 2011, a valere sulle risorse di cui al comma 9 del presente articolo, nonche´ di 15 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2012 e 2013.

…OMISSIS

171. Salvo quanto previsto dal comma 46, la presente legge entra in vigore il 1º gennaio 2011.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 13 dicembre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano