CS 86/99
COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO AER ANTI CORALLO |
Roma, 18 settembre 1999
DIRITTO DI CRONACA DEGLI EVENTI CALCISTICI: SONO ASSOLUTAMENTE INACCETTABILI LE IPOTESI PER UN ACCORDO, TRAPELATE NELLA SERATA DI IERI.
Se la querelle non troverà soluzione in settimana, sarà inevitabile il ricorso delle emittenti radio e tv locali alla magistratura.
Il Coordinamento AER-ANTI-CORALLO avrà un incontro tecnico con l’Authority martedì 21 settembre.
Con riferimento all’ipotesi di accordo tra Frt e Lega Calcio, il cui contenuto è trapelato nella serata del 17 settembre ed è stato riportato da alcuni quotidiani di oggi (ma come comunicato dall’Authority e dalla stessa Lega, nessun accordo è stato raggiunto), l’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore delegato di Aer Anti Corallo (la federazione che rappresenta il maggior numero di emittenti locali – in tutto 1.283 – e precisamente: 361 tv locali sulle circa 650 attualmente operanti, pari al 55,54% del settore televisivo locale e 922 radio locali sulle circa 1100 attualmente operanti, pari all’83,81% del settore radiofonico locale) ha affermato che “la suddetta ipotesi è assolutamente inaccettabile per le emittenti locali. Infatti, se la stessa venisse recepita, continuerebbe a non essere tutelato il diritto di cronaca con riferimento ad ogni singolo evento calcistico, inoltre permarrebbe l’assoluto divieto ad effettuare interviste, durante le gare, in tribuna”.
Rossignoli ha quindi proseguito: “Nessun accordo che preveda le ipotesi sopra citate sarà accolto dalle emittenti. Chiunque lo sottoscriva sappia che quella non è la posizione del settore.”
Frattanto Aer Anti Corallo avranno un ulteriore incontro tecnico con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, martedì 21 settembre.
Al riguardo Rossignoli ha affermato: “E’ necessario che l’Autorità decida al più presto, infatti se non verrà immediatamente ripristinato il diritto di cronaca sarà inevitabile il ricorso alla magistratura”.
(Per ulteriori informazioni: 0348.44.54.981)
Il Coordinamento Aer Anti Corallo rappresenta oggi 1300 imprese radiotelevisive italiane sulle circa 1750 operanti |