D.M. 9 marzo 1994, n. 311 del Ministro P.T. recante “Regolamento per l’omologazione dei trasmettitori di radiodiffusione sonora a modulazione di ampiezza, dei trasmettitori di radiodiffusione sonora a modulazione di frequenza e dei trasmettitori di radiodiffusione televisiva”

image_pdfimage_print
MINISTERO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI


DECRETO 9 marzo 1994, n.311

Regolamento per l’omologazione dei trasmettitori di radiodiffusione sonora a modulazione di ampiezza, dei trasmettitori di radiodiffusione sonora a modulazione di frequenza e dei trasmettitori di radiodiffusione televisiva

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.119 del 24 maggio 1994)

 

IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI

DI CONCERTO CON

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

Visto l’art.319 del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n.156;

Vista la legge 22 maggio 1980, n.209, che modifica gli articoli 398 e 399 del sopracitato testo unico relativamente alla prevenzione ed alla eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni ed alle radioricezioni;

Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1983, con il quale è stato approvato il piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.47 del 17 febbraio 1983;

Visto il regolamento delle radiocomunicazioni annesso alla convenzione internazionale delle telecomunicazioni adottata a Nairobi il 6 novembre 1982 e ratificata con legge 9 maggio 1986, n.149;

Vista la legge 6 agosto 1990, n.223, concernente “Disciplina del sistema radiotelevisivo e privato”;

Visto il regolamento di attuazione della legge 6 agosto 1990, n.223, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n.255;

Visto il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n.476 “Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992”;

Visto il parere espresso dal Consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e dell’automazione;

Visto il parere espresso dal consiglio di amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni;

Visto l’art.17 della legge 23 agosto 1988, n.400;

Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza generale del 23 dicembre 1993;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell’art.17, comma 3, della citata legge n.400/1988 (nota n.GM/79641/4219/DL/Pon del 19 gennaio 1994);

ADOTTA
il seguente regolamento:

Art.1
Oggetto delle regole

1. Le presenti regole tecniche stabiliscono le prescrizioni minime cui debbono soddisfare i trasmettitori di radiodiffusione sonora a modulazione di ampiezza, i trasmettitori di radiodiffusione sonora a modulazione di frequenza ed i trasmettitori di radiodiffusione televisiva per il rilascio dell’omologazione.

Capo I

TRASMETTITORI DI RADIODIFFUSIONE SONORA A MODULAZIONE DI AMPIEZZA

Art. 2
Banda di frequenze e canalizzazione

1. La banda di frequenze e la canalizzazione, stabilite in base al regolamento delle radiocomunicazioni ed agli accordi internazionali, sono le seguenti:

a. banda di frequenze: 526,5 ÷ 1606,5 kHz;

b. valore della frequenza portante, per ciascun canale:

Fp = 531 + 9 × k (kHz), con k intero variabile fra 0 e 119.

Art. 3
Tipo di modulazione e larghezza di banda

1. La modulazione è di ampiezza a doppia banda laterale. La larghezza di banda a radiofrequenza deve essere di 9 kHz. A tal fine il segnale modulante di bassa frequenza deve risultare attenuato, rispetto al suo livello alla frequenza di 4 kHz, eventualmente con filtro esterno, di almeno: 10 dB a 5 kHz, 21 dB a 7 kHz e 48 dB oltre 15 kHz.

Art. 4
Potenza nominale

1. La potenza di uscita nominale della portante è quella dichiarata dal costruttore.

2. E’ ammessa una tolleranza della potenza della portante di 1 dB rispetto al valore nominale.

Art. 5
Tolleranza di frequenza

1. La tolleranza di frequenza della portante è di 10 Hz.

Art. 6
Emissioni non essenziali

1. La potenza delle emissioni non essenziali (ai connettori di antenna) deve essere di 40 dB inferiore alla potenza media della portante e deve essere comunque inferiore a 50 mW.

Art. 7
Condizioni ambientali particolari

1. Le caratteristiche citate ai precedenti articoli 5 e 6 devono essere mantenute nelle condizioni climatiche definite dal diagramma dell’allegata fig.1 e per variazioni anche contemporanee della tensione di alimentazione entro ± 10% rispetto al valore nominale, per apparati con potenza nominale non superiore a 1000 W, ed entro ± 2% per apparati con potenza superiore.

2. Le prove possono essere limitate solo alle parti del trasmettitore più sensibile alle condizioni ambientali.

Capo II

TRASMETTITORI DI RADIODIFFUSIONE SONORA A MODULAZIONE DI FREQUENZA

Art. 8
Banda di frequenze e canalizzazione

1. La banda di frequenze e la canalizzazione, stabilite in base al regolamento delle radiocomunicazioni, agli accordi internazionali ed al piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze, sono le seguenti:

a. banda di frequenze: 87.5 ÷ 108 MHz;

b. valore della frequenza portante, per ciascun canale:
Fp = 87,6 + 0,1 × k (MHz), con k intero variabile fra 0 e 203.

Art. 9
Deviazione di frequenza e preenfasi

1. La deviazione massima di frequenza è di ± 75 kHz. La preenfasi è di 50 µs.

Art. 10
Stereofonia

1. Per la stereofonia viene usato il sistema a frequenza pilota (Raccomandazione 450-1 del CCIR).

Art. 11
Potenza nominale

1. La potenza di uscita nominale a radiofrequenza è quella dichiarata dal costruttore.

2. E’ ammessa una tolleranza della potenza di uscita a radiofrequenza di 1 dB rispetto al valore nominale.

Art. 12
Tolleranza di frequenza

1. La tolleranza di frequenza ammessa è di 2000 Hz.

Art. 13
Emissioni non essenziali

1. La potenza delle emissioni non essenziali (ai connettori d’antenna) deve essere:

a. per apparati con potenza maggiore di 25 W: 60 dB al di sotto della potenza emessa dall’apparato, con un valore massimo non superiore ad 1 mW;

b. per apparati con potenza minore o uguale a 25 W: 40 dB al di sotto della potenza emessa dall’apparato, con un valore massimo non superiore a 25 µW.

Art. 14
Condizioni ambientali particolari

1. Le caratteristiche citate ai precedenti articoli 12 e 13 devono essere mantenute nelle condizioni climatiche definite dal diagramma dell’allegata fig.1 e per variazioni anche contemporanee della tensione di alimentazione entro ± 10% rispetto al valore nominale, per apparati con potenza nominale non superiore a 2000 W, ed entro ± 2% per apparati con potenza superiore.

2. Le prove possono essere limitate solo alle parti del trasmettitore più sensibile alle condizioni ambientali.

Art. 15
Impiego di un dispositivo limitatore e di filtri passa-basso

1. Allo scopo di evitare sovramodulazioni con conseguenti effetti interferenziali fuori dal canale, i trasmettitori devono essere dotati di uno strumento indicatore di picco della deviazione di frequenza nonché di un circuito limitatore della modulazione.

2. Il limitatore deve lavorare in modo tale che, oltre i ± 75 kHz di deviazione, produca al massimo un incremento di deviazione di 1 dB in corrispondenza di un incremento, anche istantaneo, del segnale modulante di 6 dB.

3. Il modulatore del trasmettitore monofonico deve essere dotato di un filtro passa-basso tale da consentire un’attenuazione minima di 30 dB nel campo 19 kHz ÷ 100 kHz rispetto al valore a 15 kHz.

4. La caratteristica del filtro deve essere rilevata alla deviazione di frequenza costante di ± 75 kHz.

5. Nel caso di un trasmettitore stereofonico lo stesso filtro deve essere previsto per entrambi i canali destro e sinistro del codificatore.

Art. 16
Irradiazioni non essenziali

1. Per irradiazioni non essenziali si intendono:

a. l’irradiazione della portante proveniente da qualsiasi parte del trasmettitore, esclusa la sua linea d’uscita;

b. l’irradiazione a frequenze spurie, all’interno ed al di fuori della banda di funzionamento, proveniente da qualsiasi parte del trasmettitore.

2. Irradiazione della portante direttamente nell’ambiente: in nessuna direzione la portante deve produrre intensità di campo superiore a quella ottenibile con una potenza di 46 dB inferiore alla potenza nominale, alimentando un dipolo in mezz’onda nella direzione di massima irradiazione, posto idealmente al centro della zona occupata dal trasmettitore. La misura deve essere effettuata con trasmettitore non modulato ed in piena potenza, chiuso su un carico artificiale e con gli ingressi di modulazione chiusi con resistori schermati di valore pari all’impedenza nominale degli ingressi stessi. Per la misura può essere usato il metodo di sostituzione.

3. L’irradiazione a frequenze spurie direttamente nell’ambiente, proveniente da qualsiasi parte del trasmettitore riguarda:

a. le armoniche della portante;

b. le frequenze parassite generate accidentalmente nel trasmettitore o corrispondenti a prodotti d’intermodulazione.

4. In nessuna direzione le irradiazioni a frequenze spurie debbono produrre intensità di campo superiore a quella ottenibile con una potenza di 1 mW alimentando un dipolo in mezz’onda nella direzione di massima irradiazione per la voce a) del comma 3 ed intensità di campo superiore a quella ottenibile con una potenza di 10 µW per la voce b) del comma 3. La misura viene effettuata nelle stesse condizioni indicate al comma 2.

5. L’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni ha facoltà di chiedere al costruttore l’autocertificazione di rispondenza dell’apparato ai limiti relativi alle irradiazioni non essenziali di cui ai commi 2, 3 e 4.

Capo III

TRASMETTITORI DI RADIODIFFUSIONE TELEVISIVA

Art. 17
Bande di frequenze e canalizzazione

1. Le frequenze di funzionamento dei trasmettitori televisivi, stabilite in base al regolamento delle radiocomunicazioni, agli accordi internazionali ed al piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze, devono rispettare la canalizzazione di cui alla tabella seguente.

Canali

Limiti di canale

(MHz)

Portante video

(MHz)

Portante audio

(MHz)

VHF: Banda I

A

52,5 – 59,5

53,75

59,25

B

61 – 68

62,25

67,75

VHF: Banda III

D

174 – 181

175,25

180,75

E

182,5 – 189,5

183,75

189,25

F

191 – 198

192,25

197,75

G

200 – 207

201,25

206,75

H

209 – 216

210,25

215,75

M1

216 – 223

217,25

222,75

H2

223 – 230

224,25

229,75

UHF: Bande IV e V

21 ÷ 69 la canalizzazione è fornita dalle seguenti relazioni:
Numero del canale = 21 + k
Limite inferiore del canale = 470 + 8 × k (MHz)
Portante video = 471,25 + 8 × k (MHz)
Portante audio = 476,75 + 8 × k (MHz)
( con k intero variabile fra 0 e 48)

Art. 18
Caratteristiche del sistema televisivo

1. Gli apparati debbono funzionare secondo le caratteristiche dei sistemi B e G e, nel caso di trasmissioni a colori, con codifica PAL (Rapporto 624-3 del CCIR).

Art. 19
Suono stereofonico

1. Nel caso del suono stereofonico, si usa il sistema a due portanti suono, di cui al Rapporto 795-2 CCIR (Dubrovnik 1986) ed al decreto ministeriale 3 agosto 1984, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.240 del 31 agosto 1984.

Art. 20
Potenza nominale

1. E’ ammessa una tolleranza della potenza di uscita a radiofrequenza (misurata sulla portante video al picco dei sincronismi) di 1 dB rispetto al valore nominale, dichiarato dal costruttore.

Art. 21
Tolleranza di frequenza

1. La tolleranza di frequenza è di 500 Hz per la portante video e la portante audio.

2. Nel caso di trasmettitori da impiegare in condizioni di “offset” normale, la tolleranza di frequenza della portante video deve essere di 250 Hz e, nel caso di trasmettitori da impiegare in condizioni di “offset” di precisione, tale tolleranza deve essere di 1 Hz. Per la misura dell’offset di precisione si deve anche verificare che il rumore di fase della portante video non sia tale da vanificare i vantaggi dell’impiego di tale offset.

3. Al fine di poter effettuare le misure di stabilità di frequenza, l’apparato deve essere dotato di opportune uscite di misura.

Art. 22
Emissioni non essenziali

1. Per trasmettitori funzionanti su frequenze non superiori a 230 MHz, la potenza delle emissioni non essenziali, ai connettori d’antenna, deve essere:

a. per apparati con potenza maggiore di 25 W: 60 db al di sotto della potenza emessa dall’apparato in corrispondenza del livello del nero con un valore massimo non superiore a 1 mW;

b. per apparati con potenza minore o uguale a 25 W: 40 dB al di sotto della potenza emessa dall’apparato in corrispondenza del livello del nero con valore massimo non superiore a 25 µW.

2. Per trasmettitori funzionanti su frequenze comprese fra 470 MHz e 862 MHz la potenza delle emissioni non essenziali deve essere:

a. per apparati con potenza maggiore di 25W: 60 dB al di sotto della potenza emessa dall’apparato in corrispondenza del livello del nero con un valore massimo non superiore a 20 mW;

b. per apparati con potenza minore o uguale a 25 W: 40 dB al di sotto della potenza emessa dall’apparato in corrispondenza del livello del nero con valore massimo non superiore a 25 µW.

3. Le misure devono essere effettuate con trasmettitore video non modulato ed una potenza pari a quella del livello del nero (2,5 dB al di sotto di quella corrispondente al picco dei sincronismi) e con trasmettitore audio non modulato ed in piena potenza.

Art. 23
Condizioni ambientali particolari

1. Le caratteristiche stabilite nei precedenti articoli 21 e 22 devono essere mantenute nelle condizioni climatiche definite dal diagramma dell’allegata fig.1 e per variazioni anche contemporanee della tensione di alimentazione entro ± 10% rispetto al valore nominale, per apparati con potenza nominale non superiore a 500 W, ed entro ± 2% per apparati con potenza superiore.

2. Le prove possono essere limitate solo alle parti del trasmettitore più sensibili alle condizioni ambientali.

Art. 24
Prodotti di intermodulazione nei canali adiacenti

1. Per questa misura il segnale video di prova inserito all’ingresso del modulatore è costituito da una barra rossa (fig.2 allegata): i livelli (medi) dei segnali di prova, riferiti a quello della portante video al picco dei sincronismi, sono i seguenti:

Pv = -5 dB; Pa1 = -13 dB; Pa 2 = -20 dB; Pc = -17 dB per la stereofonia, e:
Pv = -5 dB; Pa = -10 dB; Pc = -17 dB per la monofonia.

2. I limiti da rispettare sono quelli sotto indicati, dove:

PV = frequenza della portante video
PA1 = frequenza della portante audio 1 = PV + 5,5 MHz
PA2 = frequenza della portante audio 2 = PV + 5,742 MHz
PC = frequenza della portante colore = PV + 4,43 MHz
L (dB) = valore del livello limite del prodotto di intermodulazione rispetto al livello della portante video al picco dei sincronismi.

Frequenze

L (dB)

2 PV – PC = PV – 4,43 MHz

< -51

2 PV – PA1 = PV – 5,5 MHz

< -60

2 PV – PA2 = PV – 5,742 MHz

< -60

2 PA1 – PC = PV + 6,57 MHz

< -60

2 PA2 – PC = PV + 7,054 MHz

< -60

2 PC – PV = PV + 8,86 MHz

< -53

PC – PV + PA1 = PV + 9,93 MHz

< -53

PC – PV + PA2 = PV + 10,172 MHz

< -53

2 PA1 – PV = PV + 11 MHz

< -60

2 PA2 – PV = PV + 11,484 MHz

< -60

3. Nel rimanente campo di frequenze, essendo i prodotti di intermodulazione legati alla composizione statistica del segnale video, è sufficiente che il relativo livello sia di –37 dB rispetto al livello della portante video al picco del sincronismo. Per la relativa misura si potrà utilizzare un segnale video modulante costituito dai sincronismi più una sinusoide a frequenza variabile (sweep) con ampiezza di 0,65 Vpp, sovrapposta ad un livello di grigio di 0,65 V.

Art. 25
Irradiazioni non essenziali

1. Per irradiazioni non essenziali si intendono:

a. l’irradiazione delle portanti video ed audio proveniente da qualsiasi parte del trasmettitore, esclusa la sua linea d’uscita;

b. l’irradiazione di frequenze spurie, all’interno ed al di fuori del canale di funzionamento, proveniente da qualsiasi parte del trasmettitore.

2. Irradiazione delle portanti video ed audio direttamente nell’ambiente: in nessuna direzione le portanti video ed audio debbono produrre intensità di campo superiori a quelle ottenibili con una potenza di 40 dB inferiore alle rispettive potenze nominali, alimentando un dipolo in mezz’onda nella direzione di massima irradiazione, posto idealmente al centro della zona occupata dal trasmettitore. La misura deve essere effettuata con il trasmettitore video non modulato e funzionante ad una potenza di 2,5 dB al di sotto di quella corrispondente al picco dei sincronismi e col trasmettitore audio non modulato ed in piena potenza. Entrambi i trasmettitori, video ed audio, vanno chiusi, attraverso l’unità combinatrice, su carico artificiale e con gli ingressi di modulazione chiusi con resistori schermati di valore pari alle impedenze nominali degli ingressi stessi. Per la misura può essere utilizzato il metodo di sostituzione.

3. L’irradiazione di frequenze spurie direttamente nell’ambiente proveniente da qualsiasi parte del trasmettitore riguarda:

a. le armoniche delle portanti video ed audio;

b. le frequenze parassite generate accidentalmente nel trasmettitore o corrispondenti a prodotti d’intermodulazione.

4. In nessuna direzione le irradiazioni a frequenze spurie debbono produrre intensità di campo superiore a quella ottenibile con una potenza di 25 mW alimentando un dipolo in mezz’onda nella direzione di massima irradiazione. La misura viene effettuata nelle stesse condizioni indicate al comma 2.

5. L’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni ha facoltà di chiedere al costruttore l’autocertificazione di rispondenza dell’apparato ai limiti relativi alle irradiazioni non essenziali di cui ai commi 2, 3 e 4.

Capo IV

DISPOSIZIONI COMUNI

Art. 26
Metodi di misura

1. Ove non altrimenti specificato le prove sono effettuate ad una temperatura compresa fra 15° e 35°C e con una umidità relativa compresa fra 25% e 75%.

2. Le misure debbono essere iniziate non prima di 15 minuti dall’accensione dell’apparato.

3. Ove non diversamente specificato i metodi di misura sono quelli previsti dall’Internazional Electrotechnical Commission (IEC).

Art. 27
Sicurezza

1. Le presenti regole non riguardano gli aspetti di sicurezza elettrica ed antinfortunistica, per i quali i costruttori sono comunque tenuti al rispetto delle disposizioni vigenti in materia.

Art. 28
Certificazioni di Stati membri della CE

1. Vengono accettati certificati di conformità basati su specifiche nazionali di un altro Stato membro o su parti di tali specifiche se le esigenze essenziali della rete di radiodiffusione italiana sono soddisfatte dalle apparecchiature oggetto della domanda di omologazione.

2. Per esigenze essenziali si intendono quelle che, al momento della domanda, sono valide nel diritto comunitario per le specificazioni comuni di conformità.

Art. 29
Prevenzione ed eliminazione disturbi.

1. Le specifiche tecniche, di cui al presente regolamento, sono valide anche ai fini della prevenzione e della eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni ed alle radioricezioni provocati dagli apparati di cui all’art.1.

Art. 30
Procedura per l’omologazione

1. Il richiedente l’omologazione deve presentare domanda in duplice copia, di cui una su carta da bollo di valore corrente con firma autenticata nei modi di legge, indirizzata al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni – Direzione centrale servizi radioelettrici, viale Europa 175, 00144 Roma e per conoscenza all’Istituto superiore delle poste e delle telecomunicazioni. La domanda e la relativa copia devono essere recapitate alla Direzione centrale servizi radioelettrici in un unico plico.

2. Nella suddetta domanda devono essere indicati:

a. generalità complete del richiedente;

b. ditta costruttrice, tipo, marca e modello dell’apparato da omologare.

3. A ciascuna copia della domanda deve essere allegata la seguente documentazione tecnica, timbrata e firmata dal richiedente:

a. elenco delle specifiche tecniche;

b. descrizione di funzionamento e di uso dell’apparato;

c. schemi a blocco e schemi elettrici completi con indicazione o elenco di tutti i componenti;

d. illustrazioni e/o fotografie a colori delle viste esterne ed interne dell’apparato, dalle quali sia possibile individuare chiaramente l’apparato stesso, la disposizione dei comandi, dei vari circuiti e dei relativi componenti.

4. La documentazione, di cui al comma 3 punto b), deve essere redatta in lingua italiana, quella relativa agli altri punti dello stesso comma deve essere redatta in lingua italiana o, eventualmente, in lingua inglese.

5. La Direzione centrale servizi radioelettrici, in seguito denominata DCSR, accertata la regolarità della documentazione, provvede ad inviare all’Istituto superiore delle poste e delle telecomunicazioni, in seguito denominato ISPT, incaricato di effettuare le verifiche tecniche di laboratorio, copia della domanda corredata dalla documentazione tecnica.

6. Le verifiche tecniche vengono eseguite su un esemplare del modello di apparato presso l’ISPT oppure, se quest’ultimo lo ritiene opportuno, in fabbrica in Italia o all’estero, restando, in ogni caso, a carico del richiedente le relative spese. L’ISPT non è responsabile degli eventuali danni arrecati all’apparato.

7. Effettuate le verifiche tecniche ed accertato l’avvenuto saldo delle relative spese, l’ISPT comunica alla DCSR l’esito delle verifiche stesse.

8. La DCSR provvede a comunicare l’esito al richiedente e, nel caso di esito positivo, invia il certificato di omologazione.

9. Il richiedente, che deve comunque presentare la domanda di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, può richiedere l’esonero dalla presentazione dell’esemplare per l’esame di laboratorio nei casi in cui:

a. vengono apportate lievi modifiche costruttive ad un apparato, che abbia già ottenuto l’omologazione, tali da non alterare, a parere del costruttore, le specifiche tecniche già verificate;

b. viene cambiata la designazione del modello di un apparato, che abbia già ottenuto l’omologazione;

c. viene presentato un certificato di cui all’art.28.

La DCSR, valutata e verificata la richiesta di esonero, invia il nuovo certificato di omologazione al richiedente.

10. Il richiedente è autorizzato ad immettere sul mercato gli apparati dalla data di ricevimento del certificato di omologazione.

Art. 31
Targhetta

1. Gli apparati di cui all’art.1 debbono essere muniti di una targhetta recante il modello dell’apparato, l’anno di fabbricazione e gli estremi di rispondenza al regolamento riportati nel certificato di omologazione.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 9 marzo 1994

Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
PAGANI

Il Ministro dell’industria del commercio e dell’artigianato
SAVONA

Visto, il Guardasigilli: CONSO

Registrato alla Corte dei conti il 10 maggio 1994
Registro n.1 Poste, foglio n.21

Seguono:
Figura 1: Climatogramma per le prove ambientali
Figura 2: Segnale Barra Rossa