D.P.R. 10 luglio 1995, n. 391 recante “Regolamento recante norme sulla radiodiffusione sonora in onde corte verso l’estero”

image_pdfimage_print

PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

DECRETO 10 luglio 1995, n.391

Regolamento recante norme sulla radiodiffusione sonora in onde corte verso l’estero

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 221 del 21 settembre 1995)

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’art. 87 della Costituzione;

Vista la legge 4 agosto 1955, n.848, di ratifica della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e della libertà fondamentali;

Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n.156;

Vista la legge 14 aprile 1975, n.103;

Visto il decreto ministeriale 16 luglio 1975, contenente il regolamento di attuazione della legge n.103/1975, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.200 del 29 luglio 1975;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 1981, n.740, che ha reso esecutivo il regolamento delle radiocomunicazioni;

Vista la legge 4 giugno 1982, n.375, di ratifica dell’accordo per la repressione delle emissioni di radiodiffusione effettuate da stazioni fuori dai territori nazionali, adottato a Strasburgo il 22 gennaio 1965;

Vista la legge 4 febbraio 1985, n.10;

Vista la legge 9 maggio 1986, n.149, di ratifica della convenzione internazionale delle telecomunicazioni;

Vista la sentenza della Corte costituzionale n.153 del 1987;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1994, approvativo della convenzione fra il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e la RAI, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.188 del 12 agosto 1994;

Visto l’art.17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.400;

Vista la legge 6 agosto 1990, n.223;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n.255, approvativo del regolamento di attuazione della legge n.223/1990;

Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29;

Riconosciuta l’esigenza di regolamentare la radiodiffusione sonora in onde corte verso l’estero;

Sentito il Consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e dell’automazione;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 17 novembre 1994;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 20 giugno 1995;

Sulla proposta del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della difesa, di grazia e giustizia e dell’interno;

EMANA
il seguente regolamento:

Art. 1
Impianti in onde corte – Autorizzazione

1. L’installazione e l’esercizio sul territorio nazionale di impianti di radiodiffusione sonora in onde corte verso l’estero sono assoggettati ad autorizzazione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.

2. L’autorizzazione è rilasciata per effettuare trasmissioni caratterizzate dall’assenza dello scopo di lucro e che siano espressione di particolari istanze culturali, etniche, politiche e religiose.

3. Il provvedimento di autorizzazione è adottato entro centottanta giorni dalla domanda: entro il medesimo termine è comunicata all’interessato la decisione di mancato accoglimento della domanda, adeguatamente motivata.

4. L’autorizzazione è rilasciata previo parere favorevole dei Ministeri degli affari esteri, della difesa e dell’interno con riferimento anche agli interessi pubblici attinenti ai rapporti internazionali, alla sicurezza dello Stato ed all’ordine pubblico, acquisito in conferenza di servizi, ai sensi dell’art.14 della legge 7 agosto 1990, n.241.

5. La diffusione di programmi in onde corte destinati all’estero può essere effettuata, a richiesta dei soggetti interessati, mediante l’utilizzazione di impianti propri delle concessionarie dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico, se disponibili, disciplinata da apposite convenzioni.

Art. 2
Soggetti richiedenti – Requisiti

1. La domanda di autorizzazione può essere presentata:

a. da persone fisiche in possesso della cittadinanza italiana o di uno degli Stati appartenenti all’Unione europea;

b. da persone fisiche appartenenti a Stati diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione di reciprocità;

c. da fondazioni, da associazioni riconosciute e non riconosciute, da comitati, costituiti in Italia o in Stati appartenenti all’Unione europea.

2. Le persone fisiche di cui al comma 1, lettere a) e b), e gli amministratori ed i legali rappresentanti dei soggetti, di cui al comma 1, lettera c), devono avere il godimento dei diritti civili e politici.

3. L’autorizzazione non può essere rilasciata qualora i soggetti di cui al comma 2 abbiano riportato condanne a pena detentiva per delitti non colposi o siano sottoposti alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n.1423, e dalla legge 31 maggio 1965, n.575, e successive modificazioni e integrazioni; o alle misure di sicurezza previste dagli articoli 199 e seguenti del codice penale, salvi gli effetti della riabilitazione. La autorizzazione non può essere altresì rilasciata a coloro ai quali ne sia stata revocata altra.

4. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 10, 10-bis, 10-quater e 10-quinquies della legge 31 maggio 1965, n.575, come modificata, da ultimo, dalla legge 17 gennaio 1994, n.47, e dal decreto legislativo 8 agosto 1994, n.490.

5. I requisiti di cui al presente articolo devono essere posseduti alla data della domanda, al momento del rilascio della autorizzazione e devono permanere per tutta la durata dell’autorizzazione stessa.

Art. 3
Domanda

1. La domanda di autorizzazione con firma autenticata, da presentare al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, deve contenere:

a. cognome, nome, data e luogo di nascita, cittadinanza e residenza del richiedente, se questi è una persona fisica;

b. denominazione sociale, sede legale, nazionalità, cognome, nome, data e luogo di nascita e residenza degli amministratori e dei rappresentanti legali se il soggetto richiedente è una fondazione, un’associazione riconosciuta o non riconosciuta ovvero un comitato;

c. la dichiarazione che il richiedente o, se trattasi di soggetti diversi dalle persone fisiche, gli amministratori o i rappresentanti legali sono in possesso dei previsti requisiti, ai sensi dell’art.2, commi 2, 3, 4 e 5;

d. l’indicazione del comune e dell’area in cui si intende installare l’impianto;

e. l’indicazione del titolo che consente al richiedente la disponibilità del suolo sul quale far sorgere l’impianto;

f. il periodo di tempo entro il quale il richiedente si impegna a completare l’impianto e ad iniziare le trasmissioni;

g. la dichiarazione che l’impianto risponde alle norme del Comitato elettrotecnico italiano, alle norme antinfortunistiche ed alle norme di prevenzione per la tutela della sanità pubblica;

h. l’indicazione dei Paesi ai quali sono destinate le trasmissioni e degli orari di massima delle trasmissioni stesse.

2. La domanda deve essere corredata dall’atto costitutivo e dallo statuto se il richiedente non è persona fisica, dall’attestazione del versamento del contributo di cui all’art.6, dal progetto tecnico esecutivo e dalle necessarie autorizzazioni dei competenti enti locali.

3. Il progetto tecnico di cui al comma 2 deve contenere i seguenti dati:

a. denominazione della stazione;

b. localizzazione della stazione:

1. coordinate geografiche (longitudine rispetto al meridiano di Greenwich e latitudine espresse in gradi, minuti e secondi);

2. denominazione della località ove è installata la stazione (via o località, comune, provincia);

a. zone di servizio richieste (le zone di servizio sono indicate con i simboli delle zone CIRAF o quadranti di zone CIRAF), secondo l’allegato al presente regolamento;

b. caratteristiche delle antenne trasmittenti – per ogni antenna installata nella stazione sono indicati:

1. tipo d’antenna utilizzata (il tipo d’antenna è indicato con riferimento e con la simbologia del tipo d’antenna descritto nella raccolta UIT dei diagrammi d’antenna);

2. azimut di massima irradiazione;

3. guadagno massimo in dB riferito all’antenna isotropa;

4. bande di frequenze inferiore e superiore di funzionamento dell’antenna nel caso di impiego di antenne multibanda o banda di funzionamento per le antenne a banda singola;

5. nel caso in cui siano impiegate cortine di dipoli orizzontali, in aggiunta ai dati precedenti:

5.1) il tipo di elemento irradiante (dipolo alimentato al centro o all’estremità);

5.2) il tipo di riflettore;

c. potenza del trasmettitore (in dBW) – per ciascun trasmettitore installato nella stazione sono indicate:

1. per le emissioni a modulazione d’ampiezza a doppia banda laterale, la potenza della portante (in dBW);

2. per le emissioni a modulazione d’ampiezza a banda laterale unica, la potenza di picco (in dBW);

3. la gamma di potenze disponibili nel trasmettitore;

d. classe di emissione – per ciascun trasmettitore installato nella stazione è indicata la classe di emissione impiegata (modulazione di ampiezza a doppia banda laterale, modulazione d’ampiezza a banda laterale unica);

e. caratteristiche strutturali dell’impianto:

1. descrizione delle apparecchiature radioelettriche installate. Nella suddetta descrizione debbono essere contenute le caratteristiche di funzionamento di ciascun trasmettitore ed in particolare la tolleranza di frequenza, il livello delle emissioni non essenziali, la larghezza di banda dell’emissione. Le caratteristiche del trasmettitore debbono soddisfare le pertinenti specifiche tecniche contenute nel regolamento delle radiocomunicazioni;

2. descrizione di ciascuna antenna trasmittente e di ciascuna struttura portante;

3. descrizione della linea di alimentazione a radiofrequenza;

4. descrizione di massima dell’impianto elettrico di alimentazione;

5. descrizione dell’impianto di segnalazione d’ostacolo, ove ne ricorresse la necessità, di realizzare secondo le norme dettate dalle autorità aeronautiche preposte alla sicurezza del volo;

6. descrizione di massima del locale ove sono installate le apparecchiature radioelettriche.

7. Per l’eventuale trasporto dei programmi, i soggetti interessati, ove non siano disponibili impianti propri delle concessionarie dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico, devono munirsi, per gli impianti da realizzare, dell’apposita concessione ad uso privato. La domanda per detta concessione può essere presentata unitamente a quella per l’autorizzazione di cui al comma 1.

Art. 4
Bande di frequenze

1. L’esercizio degli impianti di cui all’art.1, comma 1, deve avvenire con l’utilizzazione delle bande di frequenze previste dal regolamento delle radiocomunicazioni dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (U.I.T.), nel rispetto degli accordi internazionali vigenti in materia.

2. L’utilizzazione delle frequenze negli orari di trasmissione proposti è subordinata in via permanente all’esito della procedura di consultazione prevista dall’art.17 del regolamento delle radiocomunicazioni, da effettuare per il tramite dell’ufficio delle radiocomunicazioni dell’U.I.T. quattro volte l’anno. A tal fine il soggetto titolare dell’autorizzazione deve far pervenire al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, almeno trenta giorni prima delle scadenze fissate nell’atto di autorizzazione, le apposite schede debitamente compilate con i dati richiesti. La mancata o tardiva presentazione delle schede suddette non consente il funzionamento della stazione per la stagione alla quale le schede si riferiscono.

3. Qualora, pur nel rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto di autorizzazione, una stazione di radiodiffusione di cui all’art.1, comma 1, arrechi disturbi ad altre stazioni radioelettriche, il titolare dell’autorizzazione, su prescrizione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, è tenuto ad adottare le misure atte ad eliminare i disturbi.

Art. 5
Limitazione, validità e rinnovo delle autorizzazioni

1. I soggetti, di cui all’art.2, comma 1, non possono ottenere più di tre autorizzazioni. Per ciascuna autorizzazione non può essere irradiato più di un programma verso ogni zona CIRAF nella stessa ora, sia pure con l’uso di più frequenze.

2. L’autorizzazione, di cui all’art.1, comma 1, è rilasciata per un periodo di cinque anni e può essere rinnovata.

3. La domanda di rinnovo deve essere presentata al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni almeno quattro mesi prima della scadenza del periodo di validità dell’autorizzazione: il Ministero provvede entro centoventi giorni dalla ricezione della domanda.

Art. 6
Contributi

1. Il richiedente deve provvedere ad effettuare i seguenti versamenti a favore del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni:

a. lire cinquemilioni, contestualmente alla presentazione della domanda di autorizzazione o di rinnovo, a titolo di rimborso delle spese per istruttoria;

b. lire ventimilioni all’anno, a titolo di rimborso degli oneri sostenuti per l’espletamento dei necessari controlli amministrativi e tecnici.

Art. 7
Responsabilità

1. Il titolare dell’autorizzazione, di cui all’art.1, comma 1, del presente regolamento, è responsabile delle trasmissioni effettuate. Egli risponde dei danni cagionati a terzi, in dipendenza sia della realizzazione che dell’esercizio dell’impianto, come pure in dipendenza delle trasmissioni effettuate. Lo stesso titolare è responsabile anche agli effetti della legge 22 aprile 1941, n.633, e della legge 22 novembre 1973, n.866.

Art. 8
Propaganda elettorale

1. La propaganda elettorale a mezzo degli impianti di cui all’art.1, comma 1, riferita a consultazioni svolgentisi in Italia, è disciplinata dalle disposizioni vigenti in materia.

Art. 9
Divieti

1. E’ vietata la diffusione di messaggi pubblicitari attraverso gli impianti di cui all’art.1, comma 1.

2. E’ fatto divieto di utilizzare gli impianti di cui all’art.1, comma 1, allo scopo di effettuare servizi per conto di terzi.

3. E’ vietata la diffusione di programmi destinati al territorio nazionale.

Art. 10
Obblighi

1. Le trasmissioni devono essere diffuse in linguaggio chiaro e non codificato.

2. Il responsabile dei programmi emessi dalle stazioni di cui all’art.1, comma 1, ha l’obbligo di disporre senza ritardo le rettifiche richieste dai soggetti interessati.

3. I titolari dell’autorizzazione di cui all’art.1, comma 1, devono tenere un registro su cui devono essere annotati i dati relativi ai programmi trasmessi e sono tenuti inoltre a conservare, a disposizione delle autorità di controllo, la registrazione dei programmi in maniera non manipolabile per i tre mesi successivi alla data di trasmissione dei programmi stessi.

4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri determina i messaggi di utilità sociale o di interesse per le amministrazioni dello Stato che il titolare dell’autorizzazione è obbligato a trasmettere.

Art. 11
Controlli

1. Allo scopo di accertare l’osservanza degli obblighi da parte del soggetto autorizzato e di riscontrare la rispondenza degli impianti alle prescrizioni tecniche, il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni ha facoltà di effettuare controlli e verifiche presso gli impianti e presso le sedi del titolare il quale è, pertanto, obbligato a dare, in qualsiasi momento, libero accesso agli incaricati del Ministero stesso. Restano salve le attribuzioni della polizia postale e delle altre forze di polizia.

Art. 12
Sospensione e revoca dell’autorizzazione

1. Ai sensi degli articoli 19 e 20 della convenzione internazionale delle telecomunicazioni, resa esecutiva con legge 9 maggio 1986, n.149, e in ogni altro caso nel quale emergano situazioni che avrebbero potuto giustificare il diniego dell’autorizzazione o che, con riferimento agli stessi interessi pubblici, ne rendano anche temporaneamente inopportuno il mantenimento, il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, su richiesta del Ministero degli affari esteri o della difesa o dell’interno, previo avviso ai sensi dell’art.7 della legge 7 agosto 1990, n.241, procede alla sospensione ed, ove necessario, alla revoca dell’autorizzazione di cui all’art.1, comma 1, del presente regolamento.

Art. 13
Sanzioni

1. La sanzione prevista dall’art.195, comma 3, del codice postale e delle telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n.156, modificato dall’art.30, comma 7, della legge 6 agosto 1990, n.223, si applica a chiunque stabilisce o esercita un impianto di cui all’art.1, comma 1, del presente regolamento senza aver ottenuto la relativa autorizzazione.

2. Chiunque senza il preventivo assenso del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, modifichi l’impianto o ne alteri le caratteristiche tecniche ovvero lo adibisca ad uso diverso da quello autorizzato soggiace alle sanzioni di cui all’art.218, comma primo, del codice postale e delle telecomunicazioni.

3. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui alla legge 8 febbraio 1948, n.47.

Art. 14
Trasferimento

1. L’autorizzazione non può essere trasferita a terzi, a qualsivoglia titolo, senza il consenso del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, previo parere favorevole dei Ministeri degli affari esteri, della difesa e dell’interno: il provvedimento è adottato entro il termine di cui all’art.1, comma 3.

2. Il trasferimento può riguardare esclusivamente i soggetti indicati nell’art.2, comma 1, purché in possesso dei requisiti previsti dal presente regolamento per ottenere l’autorizzazione.

Art. 15
Sospensione per inosservanza degli obblighi

1. In caso di inosservanza degli obblighi dal presente regolamento, previo avviso ai sensi dell’art.7 della legge 7 agosto 1990, n.241, l’autorizzazione può essere sospesa da uno a trenta giorni; ove si verifichi recidiva, la sospensione può essere irrogata per un periodo fino a tre mesi.

Art. 16
Revoca – Decadenza – Estinzione

1. L’autorizzazione è revocata qualora, dopo la sospensione disposta ai sensi dell’art.15, si verifichi ulteriormente l’inosservanza degli obblighi previsti dal presente regolamento.

2. L’autorizzazione decade:

a. per dichiarazione di fallimento;

b. in caso di trasferimento dell’impianto a terzi senza l’autorizzazione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni;

c. qualora venga meno uno dei requisiti richiesti per il rilascio.

3. L’autorizzazione si estingue:

a. per scadenza del termine di durata;

b. per rinuncia del soggetto interessato;

c. per morte o spravvenuta incapacità legale del titolare o, nel caso di persona giuridica, quando questa si estingua.

Art. 17
Disposizione transitoria

1. I privati, che alla data di entrata in vigore della legge 6 agosto 1990, n.223, esercivano impianti di radiodiffusione sonora in onde corte verso l’estero e che abbiano presentato entro il 23 ottobre 1990 ai sensi dei commi 1 e 3 dell’art. 32 della suddetta legge la domanda di concessione, nonché abbiano inviato la comunicazione contenente i dati e gli elementi previsti dall’art.4, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 1984, n.807, convertito con modificazioni della legge 4 febbraio 1985, n.10, corredata dalle schede tecniche previste dal decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni 13 dicembre 1984, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.346 del 18 dicembre 1984, sono autorizzati alla prosecuzione dell’esercizio degli impianti fino al rilascio dell’autorizzazione di cui al presente regolamento, da chiedere entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento medesimo, ovvero fino alla reiezione della domanda.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 10 luglio 1995

SCALFARO

DINI, Presidente del Consiglio dei Ministri

GAMBINO, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni

AGNELLI, Ministro degli affari esteri

CORCIONE, Ministro della difesa

MANCUSO, Ministro di grazia e giustizia

CORONAS, Ministro dell’interno

Visto, il Guardasigilli: MANCUSO

Registrato alla Corte dei conti l’11 settembre 1995
Atti di Governo, registro n.96, foglio n.11