D.P.R 30 maggio 2002, n.142 recante “Regolamento concernente le agevolazioni di credito alle imprese operanti nel settore editoriale, previste dagli articoli 4, 5, 6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62”

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 maggio 2002, n.142

Regolamento concernente le agevolazioni di credito alle imprese operanti nel settore editoriale, previste dagli articoli 4, 5, 6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62.

(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2002)

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;

Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 5 agosto 1981, n. 416, recante disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria,  e  successive modificazioni;

Visto  il  decreto  legislativo  31 marzo  1998,  n.  123,  recante disposizioni  per  la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico  alle imprese, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59;

Visti  gli  articoli  4,  5, 6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, recante  nuove  norme sull’editoria  e  sui  prodotti  editoriali  e modifiche  alla  legge  5 agosto  1981,  n.  416, che disciplinano le agevolazioni di credito alle imprese operanti nel settore editoriale, ed  in particolare  il  comma  13  del  citato  articolo  5 il quale stabilisce  che,  con  regolamento da emanarsi ai sensi dell’articolo 17,  comma  1,  della  legge  23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Ministro per i beni e  le  attivita’  culturali,  sono  dettate le disposizioni attuative delle predette agevolazioni di credito;

Visto  il  decreto-legge  12 giugno  2001,  n. 217, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto   2001,   n.  317,  recante modificazioni  al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nonche’ alla  legge  23 agosto  1988, n. 400, ed in particolare l’articolo 6, comma 2, del medesimo decreto;

Udito il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza dell’11 marzo 2002;

Ritenuto  tuttavia  di  non  poter  recepire  quanto  suggerito dal Consiglio  di  Stato al punto 11 del citato parere circa la richiesta di   sostituire,   all’articolo   5,   comma  1,  le parole:  “breve istruttoria”  con  le  parole: “idonea documentazione” in quanto tale locuzione porrebbe  in  capo  all’impresa  beneficiaria  l’onere  di produrre  la  predetta documentazione mentre con tale disposizione si intendeva porre in capo alla societa’ locataria l’onere di effettuare una breve istruttoria;

Ravvisata  pertanto  la  necessita’ di modificare comunque il testo del  citato  comma  1 dell’articolo  5,  al fine di evitare equivoci interpretativi;

Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 maggio 2002;

Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, di concerto con il Ministro per i beni e le attivita’ culturali;

E m a n a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Presentazione delle domande

1. La  domanda  per  la  concessione  dei  contributi  di cui agli articoli  4,  5,  6  e  7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, di seguito denominata:  “legge”,  e’  inoltrata,  in  bollo, alla Presidenza del Consiglio   dei   Ministri   –   Dipartimento  per  l’informazione  e l’editoria.

2. L’impresa puo’ presentare domanda, limitatamente ad una sola per quanto  riguarda  la procedura automatica, per ogni avviso pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale ai sensi degli articoli 6 e 7 della legge, entro i termini iniziale e finale stabiliti nello stesso.

3. La  domanda  e’  compilata  conformemente  al  modulo  di  cui all’allegato  A), e’ corredata dagli  allegati  B)  e  C),  ed  e’ accompagnata dalla delibera bancaria di concessione del finanziamento redatta  secondo i  criteri indicati nell’allegato D), unitamente al relativo contratto, ove gia’ stipulato.

4.  La  delibera  bancaria  di cui al comma 3, puo’ essere altresi’ prodotta  anche separatamente dalla domanda di cui al citato comma 3, purche’  nei   termini  di  presentazione  della  domanda previsti dall’avviso di cui agli articoli 6 e 7 della legge.

Art. 2.
Procedura automatica Ammissione al contributo a carico dello Stato

1. L’Amministrazione notifica all’impresa richiedente ed alla banca il  provvedimento  di concessione del contributo in conto interessi a carico  dello  Stato,  ovvero  il  provvedimento di  reiezione della domanda  medesima,  entro  otto  mesi  dalla  scadenza del termine di presentazione  delle domande indicato nell’avviso di cui all’articolo 6,  comma  2,  della  legge, motivando in entrambi i casi. In caso di accoglimento  della  domanda la notifica contiene altresi’ il termine per l’effettivo pagamento del contributo, secondo quanto previsto dal comma 8.

2. In caso di accoglimento della domanda, ricevuto il provvedimento di  cui  al  comma  1, l’impresa beneficiaria, ove non sia gia’ stato stipulato,  stipula entro sei mesi con la banca il contratto di mutuo finalizzato  al  programma, ad un tasso liberamente concordato tra le parti cosi’ come le altre condizioni economiche.

3. Il  contratto  di  mutuo  ha  una  durata massima di dieci anni comprensiva di  un  periodo di utilizzo/preammortamento della durata massima  di  due anni, con scadenze semestrali fissate al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno.

4. Qualora la stipula del contratto non intervenga entro il termine di cui al comma  2, l’impresa perde il diritto al contributo gia’ deliberato.

5.  Il contratto di mutuo ed il relativo piano di ammortamento sono inviati  entro  tre mesi dalla data della stipula all’Amministrazione concedente  dalla  banca,  corredati  dalla  richiesta bancaria  del contributo a carico dello Stato e da un piano di ammortamento, ad uso amministrativo,  sviluppato  con  le  stesse modalita’ e scadenze del mutuo  ordinario,  al tasso di  riferimento  vigente  alla data del contratto  di mutuo stesso, nonche’ dal piano di raffronto delle rate in scadenza sviluppate al tasso di riferimento con le rate sviluppate al  50  per cento  dello stesso, con l’evidenziazione della quota di contributo a carico dello Stato.

6. Il  contributo,  calcolato  sulla base del tasso di riferimento vigente alla data del contratto di mutuo, e’ accordato per un periodo di  utilizzo/preammortamento che non puo’ essere superiore a due anni con  decorrenza dalla data della prima erogazione in misura pari alla differenza  tra il tasso  di  riferimento  e  il 50 per cento dello stesso,  ferma restando la durata complessiva di dieci anni a partire dalla data di stipula.

7.  Per  il  periodo  di ammortamento il contributo e’ accordato in misura  pari alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso  di  riferimento  e  la  rata  calcolata  al 50 per cento dello stesso.

8. La liquidazione dei contributi si effettua entro sei mesi dalle scadenze  delle rate di ammortamento pagate dall’impresa beneficiaria alla banca, a condizione della completezza della documentazione.

9. Ricevuto il contributo, la banca lo trasferisce con pari valuta in   favore   dell’impresa beneficiaria   e  ne  da’  comunicazione all’Amministrazione concedente.

10. La banca comunica l’avvenuto pagamento da parte dell’impresa delle rate di preammortamento e di ammortamento alla loro regolare scadenza.  L’impresa e’ tenuta a comunicare ogni eventuale variazione o interruzione dei pagamenti delle rate del mutuo agevolato.

11. Qualora l’impresa richieda l’erogazione del contributo dello Stato in un’unica  soluzione, il contributo viene erogato in unica soluzione  direttamente  alla  banca,  attualizzando detto importo al tasso di riferimento vigente al momento della erogazione stessa.

12.  La banca eroga all’impresa beneficiaria il contributo statale, ferma restando la realizzazione del programma degli investimenti e la regolarita’   della  documentazione  finale di  spesa,  seguendo  le medesime modalita’ indicate nel comma 9.

13. Il contributo in conto interessi e’ comunque rideterminato dopo la  realizzazione  del programma  investimenti,  tenendo conto degli effettivi  importi  erogati e delle relative date di erogazione ed e’ liquidato  tenendo  conto  di  quanto  eventualmente gia’ corrisposto all’impresa.

Art. 3.
Procedura valutativa Ammissione al contributo a carico dello Stato

1. Il  Comitato previsto dall’articolo 7, comma 4, della legge, di seguito  denominato: “Comitato”,  esaminata  la domanda dell’impresa richiedente,  nonche’  la  delibera  e la relazione istruttoria della banca,  approva  o rigetta il programma, previa specifica valutazione dello   stesso   con   particolare  riferimento  al  complesso  delle iniziative  di  carattere finanziario  ed industriale, attraverso le quali si prevede di raggiungere gli obiettivi assegnati e delibera in merito  alla  concessione  del contributo in conto interessi a carico dello  Stato secondo  criteri  di redditivita’, sviluppo aziendale e tenendo conto delle prospettive di mercato.

2.  Il  provvedimento di cui al comma 1 e’ adottato entro otto mesi dal  termine  finale  per  la presentazione  delle  domande previsto dall’avviso  di cui all’articolo 7 della legge ed e’ comunicato entro tre mesi dall’adozione sia all’impresa sia alla banca.

3.  Ricevuto  il provvedimento, l’impresa beneficiaria, ove non sia gia’  stato  stipulato, stipula  entro  sei  mesi  con  la  banca il contratto  di mutuo finalizzato al programma, ad un tasso liberamente concordato tra le parti cosi’ come le altre condizioni economiche.

4.  Il  contratto  di  mutuo  ha  una  durata massima di dieci anni comprensiva  di  un  periodo di utilizzo/preammortamento della durata massima  di  due anni, con scadenze semestrali fissate al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno.

5.  Il contratto di mutuo ed il relativo piano di ammortamento sono trasmessi,  entro tre mesi dalla data di stipula, all’Amministrazione concedente  dalla  banca,  corredati  dalla  richiesta bancaria  del contributo a carico dello Stato e da un piano di ammortamento, ad uso amministrativo,  sviluppato  con  le  stesse modalita’ e scadenze del mutuo  ordinario,  nonche’ da  un  piano  di raffronto delle rate in scadenza sviluppate al tasso di riferimento con le rate sviluppate al 50  per  cento  dello  stesso,  con  l’evidenziazione  della quota di contributo a carico dello Stato.

6. Qualora la stipula del contratto non intervenga entro il termine indicato  al  comma  3, l’impresa perde il diritto al contributo gia’ deliberato.

7. Il  contributo,  calcolato  sulla base del tasso di riferimento vigente alla data del contratto di mutuo, e’ accordato per un periodo di  utilizzo/preammortamento che non puo’ essere superiore a due anni con  decorrenza dalla data della prima erogazione in misura pari alla differenza  tra il tasso  di  riferimento  e  il 50 per cento dello stesso,  ferma restando la durata complessiva di dieci anni a partire dalla data di stipula.

8.  Per  il  periodo  di ammortamento il contributo e’ accordato in misura  pari alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso  di  riferimento  e  la  rata  calcolata  al 50 per cento dello stesso.

9.  La liquidazione dei contributi si effettua entro sei mesi dalle scadenze  delle rate di ammortamento pagate dall’impresa beneficiaria alla banca, a condizione della completezza della documentazione.

10. Ricevuto il contributo, la banca lo trasferisce con pari valuta in   favore   dell’impresa beneficiaria   e  ne  da’  comunicazione all’Amministrazione concedente.

11. La banca comunica l’avvenuto pagamento da parte dell’impresa delle  rate  di  preammortamento e di ammortamento alla loro regolare scadenza.  L’impresa e’ tenuta a comunicare ogni eventuale variazione o interruzione dei pagamenti delle rate del mutuo agevolato.

12. Qualora  l’impresa  richieda l’erogazione del contributo dello Stato in un’unica soluzione, il contributo viene erogato direttamente alla  banca,  attualizzando  detto  importo  al  tasso di riferimento vigente al momento della erogazione stessa.

13. La banca eroga all’impresa beneficiaria il contributo statale, ferma restando la realizzazione del programma degli investimenti e la regolarita’  della  documentazione  di spesa, seguendo  le medesime modalita’ indicate nel comma 10.

14. Qualora l’impresa richieda l’anticipazione del contributo prevista dal comma 6 dell’articolo 7 della legge, l’importo e’ liquidato direttamente alla banca che lo mette a disposizione dell’impresa beneficiaria, a stato di avanzamento degli investimenti, ferme  restando  le medesime  modalita’ di cui ai commi 10, 12 e 15. Dalla  prima  quota  e’ trattenuto un importo non inferiore al 10 per cento  dell’agevolazione  concessa  la  cui erogazione e’ subordinata alla verifica di cui al comma 5 dell’articolo 7 della legge.

15. Il contributo in conto interessi e’ comunque rideterminato dopo la  realizzazione  del programma  investimenti,  tenendo conto degli effettivi  importi  erogati e delle relative date di erogazione ed e’ liquidato  tenendo  conto  di  quanto  eventualmente gia’ corrisposto all’impresa.

Art. 4.
Procedura valutativa – Documentazione di spesa

1.  Entro due mesi dalla data di realizzazione del progetto, il soggetto beneficiario produce alla   banca   finanziatrice   la documentazione  di spesa; in particolare le imprese beneficiarie sono tenute  a  trasmettere alle banche documentazione idonea a comprovare l’utilizzo delle somme ricevute in conformita’ al programma.

2.  La  documentazione  di  spesa  consiste  in fatture e documenti fiscalmente  regolari, in originale quietanzato o in copia dichiarata conforme.

3.  E’  consentito,  altresi’,  documentare le spese con elenchi di fatture  o  di  altri  titoli di spesa sempre che siano precisate le componenti tecniche ed economiche delle spese e che la conformita’ ai documenti  originali risulti da attestato notarile o da dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante dell’impresa.

4. Nel  caso di oneri da riqualificazione del personale o da costi organizzativi, occorre esibire:

a) idonea  documentazione  di  spesa  nelle ipotesi di ricorso ad organismi esterni all’impresa;

b) elementi   di  contabilita’  interna  aziendale,  nelle  altre ipotesi.

5. Copia di tutti i documenti e’ trasmessa al Comitato a cura delle banche  che possono, in sostituzione, far pervenire una dichiarazione dalla  quale  risulti  che  il programma di investimento approvato e’ stato  effettivamente  attuato  e  che  la documentazione relativa e’ conservata presso i propri archivi.

Art. 5.
Locazione finanziaria

1.  La  domanda  di  cui  all’articolo  1,  in caso di investimenti realizzati  con  la  locazione finanziaria, e’ corredata da una breve istruttoria redatta dalla societa’ locataria secondo i criteri di cui all’allegato  E) consistente nella descrizione dei beni oggetto della locazione finanziaria  stessa  con  l’indicazione  dei singoli costi d’acquisto,   nonche’  dell’importo dei  canoni  stabiliti  e  delle scadenze  di  pagamento  e dalla dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica  28 dicembre 2000, n. 445, del legale rappresentante della societa’  locataria  da cui risulti che e’ stato dato l’assenso a che la  medesima  operazione  sia  assistita  dal  contributo dello Stato secondo le procedure indicate nel presente regolamento.

2. La  domanda  e’  corredata  altresi’,  ove  gia’ stipulato, dal contratto  di  locazione finanziaria  debitamente  registrato presso l’ufficio del registro competente.

3. Qualora il contratto non sia stato ancora registrato, l’impresa lo deposita comunque, salvo provvedere successivamente alla registrazione e alla trasmissione all’Amministrazione concedente dell’originale o di copia autenticata.

4. La  documentazione di cui al comma 1 puo’ essere prodotta anche separatamente dalla domanda, purche’ nei termini previsti dall’avviso di cui agli articoli 6 e 7 della legge.

5. Ricevuto   il   provvedimento   di   concessione,   l’impresa beneficiaria,  ove  non  sia  gia’ stato stipulato, stipula entro sei mesi   con   la   societa’  di  locazione  finanziaria  il  contratto finalizzato al programma.

6. Qualora la stipula del contratto non intervenga entro il termine di  cui  al  comma  5,  l’impresa perde il diritto al contributo gia’ deliberato.

7.   Il   contratto,  corredato  dalla  documentazione  comprovante l’acquisto  dei  macchinari, nonche’ da una dichiarazione sostitutiva dell’atto  di  notorieta’  che  attesti  la consegna dei beni oggetto della  locazione  finanziaria,  deve  essere  trasmesso  entro trenta giorni  dalla data di registrazione del contratto all’Amministrazione concedente.

8.  La liquidazione del contributo in conto canoni, calcolato sulla base  del tasso di riferimento vigente alla data di registrazione del contratto ed in riferimento al valore d’acquisto dei beni oggetto del medesimo   contratto,   senza  alcun  riferimento  alle  scadenze  di pagamento  del canone,  e’  effettuata per annualita’ posticipate al 31 dicembre  di  ogni  anno  alla  societa’ esercente  la  locazione finanziaria che lo trasferisce con pari valuta in favore dell’impresa beneficiaria.

9.  A  cura  della  societa’  esercente la locazione finanziaria la ricevuta  del  versamento  di cui  al  comma  8,  a firma del legale rappresentante dell’impresa beneficiaria, e’ immediatamente trasmessa all’Amministrazione concedente.

10. La  societa’  esercente  la  locazione  finanziaria  comunica altresi’  l’avvenuto  pagamento da  parte  dell’impresa  dei  canoni previsti  dal  contratto  alla  loro  scadenza. L’impresa e’ tenuta a comunicare ogni eventuale variazione o interruzione dei pagamenti dei canoni.

11.  L’erogazione  del  contributo in unica soluzione o a titolo di anticipazione segue le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3.

12. Per quanto non espressamente stabilito dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui al presente regolamento. 

Art. 6.
Comitato deliberante – Organizzazione e funzionamento

1.  I componenti del Comitato di cui all’articolo 7, comma 4, della legge,  sono  nominati  con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,  in  modo  da  assicurare la presenza delle amministrazioni interessate,  degli  editori,  delle  emittenti  radiotelevisive, dei rivenditori e  dei  distributori,  dei  giornalisti e dei lavoratori tipografici.

2.  Per  la  validita’  delle riunioni del Comitato e’ richiesta la presenza di almeno un terzo dei componenti e le delibere sono assunte a maggioranza dei presenti.

3.  Per  il  proprio  funzionamento  il  Comitato  si avvale di una segreteria  nominata  con  il decreto di cui al comma 1, nell’ambito delle risorse del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la   Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  che  provvede  anche all’istruttoria  dei  provvedimenti  di concessione dei contributi ai sensi del comma 14 dell’articolo 5 della legge.

4.  Il  Comitato  ha  competenza  anche  sulle eventuali variazioni inerenti  a  pratiche  agevolative concesse ai sensi delle precedenti normative di settore.

Art. 7.
Soggetti beneficiari

1.  Possono  presentare  domanda  per accedere ai benefici previsti dagli articoli 4, 5, 6 e 7 le imprese operanti nel settore editoriale ed  in  particolare  le  agenzie  di  stampa,  le imprese editrici, stampatrici   e   distributrici  di  quotidiani,  periodici  e  libri pubblicati   su supporto  cartaceo  o  su  supporto  informatico  od elettronico,   nonche’  le  emittenti  di radiodiffusione  sonora  e televisiva.

2. Possono  presentare  domanda le imprese che effettuano, in modo esclusivo  o  prevalente, la commercializzazione  dei  prodotti editoriali di cui al comma 1.

3. Possono  presentare  domanda  anche  le  imprese  editrici  dei giornali  italiani  all’estero ai  sensi del comma 9 dell’articolo 5 della legge.

Art. 8.
Divieto di cumulo

1.  Le  agevolazioni  di  cui  agli  articoli  5,  6  e  7 non sono cumulabili  con  le  altre agevolazioni  statali,  regionali,  delle province  autonome  di  Trento  e  di Bolzano, comunitarie o comunque concesse  da  enti  o  istituzioni pubbliche per finanziare lo stesso programma  di  investimenti, mentre sono cumulabili con il credito di imposta di cui all’articolo 8 della legge.

Art. 9.
Variazioni o mancata realizzazione del programma

1.  Le  variazioni  intervenute  nel  corso della realizzazione del programma  di  investimenti agevolati sono comunicate per la relativa autorizzazione,  all’Amministrazione concedente, in caso di procedura automatica di cui all’articolo 6 della legge o al Comitato in caso di procedura valutativa  di  cui  all’articolo 7 della legge, entro sei mesi  dall’effettuazione  delle  stesse e comunque non oltre sei mesi dalla data di erogazione del saldo del finanziamento bancario.

2. Le variazioni sono ammesse fino alla realizzazione completa del piano di investimenti agevolato.

3.  La  domanda  di  variazione  e’  inoltrata  al Dipartimento per l’informazione  e l’editoria per il tramite della banca finanziatrice e corredata dal relativo parere.

4.  Nell’ipotesi  di  mancata  realizzazione  totale o parziale del programma  nel  termine previsto dalla legge si dispone la decadenza totale  o  parziale  dai benefici concessi in relazione alla quota di investimenti gia’ effettuati.

5. Nei casi di estinzione anticipata del mutuo, di fallimento o di assoggettamento  ad  ogni altra  procedura  concorsuale,  ovvero  di commissariamento    dell’impresa,    l’erogazione dei contributi, nell’ambito  della procedura di erogazione pluriennale del contributo statale,  cessa rispettivamente a decorrere dalla data di estinzione, da  quella  di  dichiarazione  del fallimento,  di assoggettamento a procedura concorsuale, o di nomina del commissario.

6. Qualora l’impresa intenda alienare o distogliere dall’uso previsto i beni agevolati chiede l’autorizzazione  preventiva, motivandone le ragioni.

Art. 10.
Disposizioni finali e transitorie

1. Gli allegati A), B), C), D) ed E) costituiscono parte integrante del presente decreto.

2. Le  agevolazioni di credito di cui al presente regolamento sono riconosciute  nel  rispetto delle condizioni procedurali previste al paragrafo 3, dell’articolo 88 del Trattato istitutivo della Comunita’ europea.

3. In  occasione  del  primo  avviso  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale  ai  sensi  degli articoli  6 e 7 della legge, le domande, presentate   ai   sensi   dell’articolo   17  del decreto-legge  del 31 dicembre  1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e non ammesse alle agevolazioni di credito a causa del trasferimento degli stanziamenti residui al Fondo istituito ai sensi dell’articolo 5 della legge, possono essere ripresentate con le  modalita’  e  le  procedure  indicate  nel  presente regolamento. Possono essere ammessi al contributo gli investimenti gia’ realizzati nell’anno  o  nei due anni solari precedenti la data di presentazione della  domanda, rispettivamente nel caso di procedura automatica o di procedura valutativa.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 30 maggio 2002

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Urbani,Ministro  per  i beni e le attivita’ culturali

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Registrato alla Corte dei conti il 12 luglio 2002

Ministeri istituzionali, registro n. 9, foglio n. 140

 

NOTE

Avvertenza:

Il  testo  delle  note  qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione   competente  per materia,  ai  sensi dell’art.  10,  comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione   delle  leggi,  sull’emanazione  dei decreti  del  Presidente  della Repubblica e sulle pubblicazioni    ufficiali   della   Repubblica   italiana, approvato  con D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali  e’  operato  il  rinvio.  Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Nota al titolo:

–  Il  testo  degli  articoli 4,  5,  6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e’ riportato nelle note alle premesse.

Note alle premesse:

– Il  testo  dell’art.  87  delle  Costituzione  e’  il seguente:
“Art.  87. – Il  Presidente della Repubblica e’ il capo dello  Stato e rappresenta l’unita’ nazionale. Puo’ inviare messaggi alle Camere.

Indice  le  elezioni  delle  nuove Camere e ne fissa la prima  riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni  di  legge  di  iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed  emana  i  decreti  aventi  valore  di  legge e i regolamenti. Indice  il  referendum popolare nel casi previsti dalla Costituzione.
Nomina,  nei  casi  indicati  dalla legge, i funzionari dello Stato.
Accredita   e   riceve  i  rappresentanti  diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo  di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede  il  Consiglio  superiore  della magistratura.
Puo’ concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.”.
– Il  testo  vigente dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto   1988,  n.  400  (Disciplina dell’attivita’  di Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei Ministri), e’ il seguente:
“1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del  Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni  (termine modificato dal comma 27 dell’art. 17 della legge  15 maggio  1997,  n.  127)  dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti legislativi,  nonche’  dei  regolamenti comunitari (art. 11 legge 5 febbraio 1999, n. 25);
b) l’attuazione  e  l’integrazione  delle leggi e dei decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione   ed   il   funzionamento   delle amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate dalla legge;
e) (abrogata  dall’art.  38,  comma  1,  del  decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546).
– La  legge  5 agosto  1981,  n. 416, reca: “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria.”.
– Si  indicano  le  leggi che hanno modificato la legge 5 agosto  1981,  n.  416,  attinenti alle agevolazioni di credito all’editoria:
la  legge  25 febbraio  1987,  n.  67, reca: “Rinnovo della legge 5 agosto 1981, n. 416, recante disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria”;
il  testo  aggiornato  della  legge 5 agosto 1981, n. 416,   recante:   “Disciplina   delle imprese  editrici  e provvidenze  per  l’editoria”,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 1987″;
la  legge  7 agosto  1990, n. 250, reca: “Provvidenze per  l’editoria  e  riapertura  dei termini, a favore delle imprese  radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili  di  cui all’art. 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987,  n.  67, per l’accesso ai benefici di cui all’art. 11 della legge stessa”;
il   decreto-legge  27 agosto  1993,  n.  323,  reca:
“Provvedimenti    urgenti   in   materia   radiotelevisiva” coordinato  con la legge di conversione 27 ottobre 1993, n. 422″;
la  legge  23 dicembre 1998, n. 448, reca: “Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo”.
– Il  decreto  legislativo 31 marzo 1998, n. 123, reca:
“Disposizioni  per la razionalizzazione degli interventi di sostegno  pubblico  alle imprese a norma dell’art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59.
– Il testo dell’art. 4, comma 4, lettera c) della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di  funzioni  e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma   della pubblica   amministrazione   e   per   la semplificazione amministrativa), e’ il seguente:
“4.  Con  i  decreti  legislativi  di cui all’art. 1 il Governo provvede anche a:
a) e b) (omissis);
c) ridefinire,  riordinare  e  razionalizzare,  sulla base  dei principi e criteri di cui al comma 3 del presente articolo,  al comma 1 dell’art. 12 e agli articoli 14, 17 e 20,  comma  5,  per quanto  possibile individuando momenti decisionali  unitari; la disciplina relativa alle attivita’ economiche   ed  industriali,  in  particolare  per  quanto riguarda  il  sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti nell’industria,   nel   commercio,   nell’artigianato,  nel comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione; per quanto  riguarda  le  politiche regionali, strutturali e di coesione  della Unione europea, ivi compresi gli interventi nelle  aree depresse del territorio nazionale, la ricerca applicata,  l’innovazione  tecnologica, la promozione della internazionalizzazione e della competitivita’ delle imprese nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione della rete commerciale anche in relazione all’obiettivo del contenimento    dei    prezzi   e   dell’efficienza   della distribuzione;  per  quanto  riguarda la  cooperazione nei settori  produttivi  e  il  sostegno  dell’occupazione; per quanto  riguarda le attivita’ relative alla realizzazione, all’ampliamento,   alla  ristrutturazione  e riconversione degli   impianti   industriali,  all’avvio  degli  impianti medesimi    e    alla creazione,    ristrutturazione   e valorizzazione    di    aree   industriali   ecologicamente attrezzate,  con  particolare  riguardo  alle  dotazioni ed impianti  di  tutela dell’ambiente, della sicurezza e della salute pubblica.”.
– La  legge  7 marzo  2001,  n.  62, reca: “Nuove norme sull’editoria  e  sui  prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416”.
– Si  riporta il testo degli articoli 4, 5, 6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62:
“Art.   4   (Tipologie   di   interventi   nel  settore editoriale). – 1.   Alle   imprese operanti  nel  settore editoriale  sono concesse le agevolazioni di credito di cui agli  articoli 5,  6 e 7, nonche’ il credito di imposta di cui all’art. 8.
Art.  5  (Fondo  per  le  agevolazioni  di credito alle imprese  del settore editoriale). – 1. E’ istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione  e l’editoria,  fino  all’attuazione  della riforma  di  cui  al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,  e  al  decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, il Fondo  per  le  agevolazioni  di credito  alle imprese del settore editoriale, di seguito denominato “Fondo . Il Fondo e’ finalizzato  alla  concessione  di  contributi in conto interessi  sui  finanziamenti della durata massima di dieci anni   deliberati  da  soggetti  autorizzati  all’attivita’ bancaria.
2.   Al   Fondo   affluiscono  le  risorse  finanziarie stanziate   a  tale  fine  nel  bilancio dello  Stato,  il contributo  dell’1  per  cento trattenuto sull’ammontare di ciascun beneficio concesso,   le   somme  comunque  non corrisposte su concessioni effettuate, le somme disponibili alla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge esistenti sul fondo di cui all’art. 29 della legge 5 agosto 1981,  n.  416, e successive modificazioni. Il fondo di cui al  citato art.29 e’ mantenuto fino al completamento della corresponsione  dei  contributi  in  conto interessi per le concessioni gia’ effettuate.
3.   I  contributi  sono  concessi,  nei  limiti  delle disponibilita’  finanziarie, mediante procedura automatica, ai sensi dell’art. 6, o valutativa, ai sensi dell’art. 7.
4.   Sono   ammessi  al  finanziamento  i  progetti  di ristrutturazione   tecnico-produttiva;   di  realizzazione, ampliamento  e  modifica  degli  impianti,  con particolare riferimento all’installazione  e  potenziamento della rete informatica, anche in connessione all’utilizzo dei circuiti telematici internazionali e dei satelliti; di miglioramento della   distribuzione;   di formazione  professionale.  I progetti  sono  presentati  dalle  imprese  partecipanti al ciclo di  produzione,  distribuzione e commercializzazione del prodotto editoriale.
5.  In  caso  di  realizzazione  dei progetti di cui al comma 4 con il ricorso  alla  locazione finanziaria, i contributi in conto canone  sono concessi con le medesime procedure di cui agli articoli  6 e 7 e non possono, comunque, superare l’importo dei  contributi  in  conto  interessi di  cui godrebbero i progetti se effettuati ai sensi e nei limiti previsti per i contributi in conto interessi.
6.  Una  quota  del  5 per cento del Fondo e’ riservata alle   imprese   che,  nell’anno precedente  a  quello  di presentazione    della    domanda    per   l’accesso   alle agevolazioni,  presentano  un  fatturato  non superiore a 5 miliardi  di  lire ed una ulteriore quota del 5 per cento a quelle  impegnate  in progetti di particolare rilevanza per la diffusione della lettura in Italia o per la diffusione di  prodotti  editoriali in lingua italiana all’estero. Ove tale quota non sia interamente utilizzata, la parte residua riaffluisce  al Fondo per essere destinata ad interventi in favore delle altre imprese.
7. Una quota del 10 per cento del Fondo e’ destinata ai progetti volti a sostenere spese di gestione o di esercizio per  le  imprese  costituite  in  forma  di  cooperative di giornalisti o di poligrafici.
8.  Ai  fini  della concessione del beneficio di cui al presente  articolo,  la  spesa  per  la realizzazione  dei progetti e’ ammessa in misura non eccedente il 90 per cento di  quella prevista  nel  progetto,  ivi  comprese  quelle indicate  nel  primo  comma  dell’art.  16  del decreto del Presidente   della  Repubblica  9 novembre  1976,  n.  902, nonche’  le  spese previste per il fabbisogno annuale delle scorte  in  misura  non  superiore  al  40  per cento degli investimenti  fissi  ammessi  al finanziamento. La predetta percentuale  del  90  per cento e’ elevata al 100 per cento per  le  cooperative di cui all’art. 6 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni.
9.  I  contributi  in  conto  interessi  possono essere concessi  anche alle imprese editrici dei giornali italiani all’estero di cui all’art. 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416,  e  successive modificazioni, per progetti realizzati con  il finanziamento di soggetti autorizzati all’esercizio dell’attivita’   bancaria   aventi   sede   in   uno  Stato appartenente all’Unione europea.
10.  L’ammontare del contributo e’ pari al 50 per cento degli   interessi   sull’importo ammesso al  contributo medesimo,  calcolati  al  tasso  di riferimento fissato con decreto  del  Ministro del  tesoro,  del  bilancio e della programmazione  economica. Il tasso di interesse e le altre condizioni   economiche   alle   quali   e’   riferito   il finanziamento sono liberamente concordati tra le parti.
11.  In  aggiunta  alle  risorse  di  cui al comma 2, a decorrere   dall’anno   2001   e  fino all’anno  2003,  e’ autorizzata  la  spesa  di  lire  7,9 miliardi per il primo anno,  di  lire 24,3 miliardi per il secondo anno e di lire 18,7 miliardi per il terzo anno.
12.  Ai contributi di cui al presente articolo, erogati secondo  le  procedure  di  cui  agli articoli 6 e 7 della presente  legge,  si  applicano le disposizioni di cui agli articoli  8  e 9,  commi da 1 a 5, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
13.  Con  regolamento  emanato  ai  sensi dell’art. 17, comma  1,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri,  sentito il  Ministro  per i beni e le attivita’ culturali,   sono   dettate  disposizioni  attuative della presente   legge.   Sono  in  particolare  disciplinati  le modalita’  ed i termini di presentazione o di rigetto delle domande, le modalita’ di attestazione dei requisiti e delle condizioni di concessione dei contributi, la documentazione delle  spese  inerenti  ai  progetti, gli adempimenti ed i termini delle attivita’ istruttorie, l’organizzazione ed il funzionamento del  Comitato di cui al comma 4 dell’art. 7, il  procedimento di decadenza dai benefici, le modalita’ di verifica  finale  della  corrispondenza  degli investimenti effettuati  al progetto, della loro congruita’ economica, nonche’   dell’inerenza   degli  investimenti  stessi  alle finalita’ del progetto.
14.  All’istruttoria  dei  provvedimenti di concessione dei  contributi  di  cui agli articoli 6 e 7 della presente legge provvede, fino all’attuazione della riforma di cui al decreto  legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
15.  Le  somme erogate ai sensi degli articoli 6 e 7, a qualunque  titolo  restituite, sono versate all’entrata del bilancio  dello  Stato per essere successivamente assegnate al  Fondo. Il Ministro  del  tesoro, del bilancio e della programmazione  economica  e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art.  6  (Procedura  automatica). – 1. Alla concessione dei  contributi  di  cui  all’art.  5  si provvede mediante procedura   automatica   relativamente   ai   progetti  che presentano cumulativamente le seguenti caratteristiche:
a) finanziamento  complessivo  non  superiore  ad  un miliardo di lire;
b) realizzazione   del   progetto   entro   due  anni dall’ammissione ai benefici. Sono altresi’ ammesse le spese sostenute  nell’anno  antecedente  la data di presentazione della domanda.
2.  Con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale sono comunicati  l’ammontare  delle  risorse disponibili per la concessione   dei  contributi  ed  il  termine  massimo  di presentazione delle domande.
3.  Le  domande  di  concessione  del  contributo  sono accolte  sulla base della sola verifica della completezza e regolarita’   delle   domande  medesime  e  della  relativa documentazione, secondo    l’ordine    cronologico    di presentazione. Le domande presentate nello stesso giorno si intendono  presentate  contestualmente.  La concessione del contributo  e’  integrale  fino a concorrenza delle risorse finanziarie  di  cui  al com-ma 2. In caso di insufficienza delle risorse  finanziarie  a  soddisfare integralmente le domande,    la    disponibilita’   residua e’   ripartita proporzionalmente al costo dei progetti. Detta ripartizione ha  luogo  tra  le domande  presentate  contestualmente il giorno  successivo  a  quello di presentazione delle ultime domande che hanno ottenuto capienza intera.
4.  In caso di inosservanza del termine di cui al comma 1,  lettera b),  del  presente  articolo, e’ dichiarata la decadenza  dal  beneficio  ed  il  soggetto beneficiario e’ tenuto  alla restituzione  delle  somme eventualmente gia’ percepite maggiorate  degli  interessi,  calcolati ai sensi all’art. 9, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
5.  Il  soggetto  beneficiario,  entro  sessanta giorni dalla  realizzazione  del  progetto, produce  i  documenti giustificativi   delle   spese   sostenute,   gli   estremi identificativi  degli  impianti,  macchinari o attrezzature acquistati,  nonche’  la  perizia giurata di un esperto del settore,   iscritto  al  relativo  albo  professionale,  se esistente, che attesti la corrispondenza degli investimenti alla  finalita’  del  progetto,  nonche’  la congruita’ dei costi sostenuti.
6. Il contributo di cui al presente articolo e’ erogato in corrispondenza delle scadenze delle rate di ammortamento pagate  dall’impresa  beneficiaria all’istituto di credito. Tenuto conto della tipologia dell’intervento e su richiesta dell’impresa,  puo’ essere effettuata la corresponsione del contributo  in  un’unica  soluzione,  scontando  al  valore attuale, al momento dell’erogazione, il beneficio derivante dalla quota di interessi.
Art.  7  (Procedura  valutativa). – 1. Alla concessione dei  contributi  di  cui  all’art.  5  si provvede mediante procedura  valutativa relativamente ai progetti o programmi organici  e complessi,  che  presentano cumulativamente le seguenti caratteristiche:
a) finanziamento, eccedente l’importo di cui all’art. 6,  comma 1,  lettera  a);  la  domanda deve contenere la deliberazione  preventiva  dell’istituto  finanziatore;  il finanziamento  puo’, comunque, essere ammesso a contributo in misura non superiore a lire 30 miliardi;
b) realizzazione   del   progetto   entro   due  anni dall’ammissione ai benefici. Sono altresi’ ammesse le spese sostenute nei due anni antecedenti la data di presentazione della domanda.
2. Con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sono comunicati  il  termine  finale,  non inferiore  a novanta giorni,  di  presentazione delle domande, l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti dell’impresa proponente e dell’iniziativa   in   base   ai  quali  e’ effettuata  la valutazione ai fini della concessione del contributo.
3.  I  requisiti  dell’iniziativa,  di  cui al comma 1, attengono  alla tipologia del programma, al fine perseguito dallo   stesso,   alla  coerenza  degli  strumenti  con  il perseguimento degli   obiettivi  previsti.  La  validita’ tecnica,   economica   e   finanziaria dell’iniziativa  e’ valutata  con particolare riferimento alla congruita’ delle spese  previste, alla  redditivita’,  alle  prospettive di mercato e agli obiettivi di sviluppo aziendale.
4.  L’ammissione  al  contributo  di  cui  al  presente articolo  e’  disposta sulla base della deliberazione di un Comitato istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata  in vigore del regolamento di cui all’art. 5, comma 13.  La  composizione del Comitato e’ effettuata in modo da assicurare   la   presenza delle  amministrazioni  statali interessate,     degli     editori,     delle     emittenti radiotelevisive,  dei  rivenditori  e dei distributori, dei giornalisti  e dei lavoratori tipografici. Il funzionamento del  Comitato  non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio  dello Stato. Dalla data di entrata in vigore del  decreto di istituzione del Comitato di cui al presente comma  e’  soppresso  il  Comitato di cui all’art. 32 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni.
5. Il contributo di cui al presente articolo e’ erogato in corrispondenza delle scadenze delle rate di ammortamento pagate  dall’impresa  beneficiaria all’istituto di credito. Dalla  prima quota e’ trattenuto, a titolo di cauzione, un importo  non  inferiore  al  10 per cento dell’agevolazione concessa,  la  cui  erogazione e’ subordinata alla verifica della corrispondenza  della  spesa  al progetto ammesso al contributo  sulla  base  della documentazione finale della spesa stessa.
6.  Ferma  la  cauzione di cui al comma 5, tenuto conto della    tipologia    dell’intervento e su   richiesta dell’impresa,  puo’ essere effettuata la corresponsione del contributo   in un’unica   soluzione,  con  sconto  degli interessi rispetto alla data delle scadenze di cui al comma 5.  E’,  in ogni caso, consentita l’erogazione, a titolo di anticipazione,  del  contributo concesso fino ad un massimo del  50  per  cento  del contributo medesimo, sulla base di fideiussione bancaria o polizza assicurativa di importo non inferiore alla somma da erogare.”.
–  Il  decreto-legge  12 giugno  2001,  n.  217,  reca: “Modificazioni  al  decreto  legislativo 30 luglio 1999, n. 300,  nonche’ alla legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del Governo”.
–  Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, reca: “Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59”.
– Si  riporta  il  testo  dell’art. 6 del decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217: “Art.  6. – 1.  Nel decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  300,  dopo  il  capo  VI e’ inserito il seguente: “capo VI-bis Ministero delle comunicazioni.
– 2. Nel decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, dopo l’art. 32, sono inseriti i seguenti: “Art.    32-bis    (Istituzione    del    Ministero   e attribuzioni).  
–  1.  E’  istituito  il  Ministero  delle comunicazioni.
2. Al Ministero sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo  Stato  in  materia di poste, telecomunicazioni,    reti    multimediali,    informatica, telematica, radiodiffusione sonora e televisiva, tecnologie innovative  applicate  al  settore delle comunicazioni, con particolare  riguardo  per  l’editoria,  ad eccezione delle funzioni  e  dei  compiti  in materia di giornali e testate periodiche politici o di partito.”.
– Omissis.
– Il  testo  e’  stato  modificato dalla legge 3 agosto 2001,   n.  317,  che  reca: “Conversione in  legge,  con modificazioni,  del  decreto-legge  12 giugno 2001, n. 217, recante modificazioni al  decreto  legislativo  30 luglio 1999, n. 300, nonche’ alla legge 23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del Governo”.
– Si riportano le modificazioni all’art. 6:
“Art.  6:  al comma 1, dopo le parole: “1999, n. 300, sono  inserite  le  seguenti:  “al Titolo IV, ; al comma 2, capoverso   art.  32-bis,  al  comma  2,  le  parole:  “con particolare riguardo  per  l’editoria,  ad eccezione delle funzioni  e  dei  compiti  in materia di giornali e testate periodiche  politici  o  di partito , sono sostituite dalle seguenti:  “ferme  restando le  competenze  in  materia di stampa  ed  editoria  del Dipartimento per l’informazione e l’editoria  della  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri.Restano  ferme le competenze dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni”;
– Omissis.
Nota all’art. 1:
– Per  la  legge 7 marzo 2001, n. 62, si vedano le note alle premesse.
Note all’art. 5:
– Il    decreto   del   Presidente   della   Repubblica 28 dicembre   2000,   n.  445,  reca: “Testo  unico  delle disposizioni  legislative  e  regolamentari  in  materia di documentazione amministrativa (Testo A)”.
– Si  riporta  il  testo  dell’ art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445:
“Art.   47   (Dichiarazioni  sostitutive  dell’atto  di notorieta).  –  1.  L’atto di notorieta’ concernente stati, qualita’  personali  o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato e’  sostituito  da  dichiarazione  resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalita’ di cui all’art. 38.
2. La  dichiarazione  resa  nell’interesse  proprio del dichiarante puo’ riguardare anche stati, qualita’ personali e  fatti  relativi  ad  altri  soggetti  di  cui egli abbia diretta conoscenza.
3. Fatte  salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari  di  pubblici  servizi,  tutti  gli stati, le qualita’ personali  e  i  fatti non espressamente indicati nell’art.  46  sono comprovati dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’.
4. Salvo  il caso in cui la legge preveda espressamente che  la  denuncia  all’autorita’  di Polizia giudiziaria e’ presupposto   necessario   per   attivare  il  procedimento amministrativo di  rilascio  del duplicato di documenti di riconoscimento  o  comunque  attestanti  stati  e  qualita’ personali  dell’interessato,  lo  smarrimento dei documenti medesimi  e’  comprovato  da chi  ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva.”.
Note all’art. 10:
– Il  decreto-legge  31 dicembre  1996,  n.  669, reca: “Disposizioni  urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l’anno 1997”.
– Si  riporta  il  testo  dell’art.  17,  comma  1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669:
“Art.  17  (Credito  agevolato  all’editoria).  –  1. A decorrere   dall’anno   1997   e   fino all’anno  2006  e’ autorizzata   la   spesa  di  lire  35  miliardi  annui  ad integrazione  del fondo  di  cui  all’art.  29 della legge 5 agosto 1981, n. 416. Le disposizioni di cui agli articoli 29,  30,  31,  32 e 33 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive  modificazioni ed integrazioni, sono prorogate per  il  quinquennio  1996-2000.  All’onere  derivante  dal presente   articolo  si  provvede  mediante  corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale  1997-1999,  al  capitolo  9001  dello  stato  di previsione  della spesa del Ministero del tesoro per l’anno 1997,  parzialmente  utilizzando  l’accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro del tesoro  e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.”.
– La  legge 28 febbraio 1997, n. 30, reca: “Conversione in  legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 1996,  n.  669,  recante  disposizioni  urgenti  in materia tributaria, finanziaria  e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l’anno 1997”.