Grande insoddisfazione degli editori televisivi locali il piano cosi’ come fatto non potra’ diventare operativo previsti centinaia di ricorsi al Tar Lazio

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COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO DELL’AVV. MARCO ROSSIGNOLI COORDINATORE DELEGATO DEL COORDINAMENTO AER, ANTI, CORALLO CHE RAPPRESENTA 325 IMPRESE TELEVISIVE LOCALI E 929 IMPRESE RADIOFONICHE


PIANO FREQUENZE TV :

GRANDE INSODDISFAZIONE DEGLI EDITORI TELEVISIVI LOCALI

IL PIANO COSI’ COME FATTO NON POTRA’ DIVENTARE OPERATIVO

PREVISTI CENTINAIA DI RICORSI AL TAR LAZIO


Roma, 30 ottobre 1998

Il piano di assegnazione delle frequenze televisive approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è un piano teorico, avulso dall’esistente, che comporta, se applicato, un azzeramento degli impianti operanti con conseguente vanificazione di tutti investimenti operati negli anni ; drastica riduzione delle dimensioni delle imprese televisive locali (i dati resi noti dall’Autorità confermano la possibilità di solo 42 TV locali regionali e la previsione di una ulteriore pianificazione di serie “B”, cioè di piccolissimi canali per le TV locali, idonei a servire aree molto limitate e quindi privi di qualsivoglia interesse commerciale); rilevanti oneri e disagi per l’utenza costretta a modificare antenne di ricezione e sintonizzazione dei televisori.

L’Autorità ha emanato il piano delle frequenze televisive senza tenere conto di oltre cinquanta interrogazioni parlamentari sulla problematica, nonché delle indicazioni formulate dal Coordinamento AER, ANTI, CORALLO (che rappresenta 325 imprese televisive locali sulle circa 650 operanti) che da tempo afferma che la pianificazione delle frequenze deve avvenire non attraverso l’azzeramento degli impianti esistenti, bensì attraverso la valorizzazione dei detti impianti e quindi attraverso l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli stessi.

AER, ANTI, CORALLO ritengono che il piano delle frequenze debba essere uno strumento tecnico che garantisca l’uso corretto dell’etere e non uno strumento politico per ridimensionare le emittenti televisive locali e con loro il pluralismo dell’informazione.

In ogni caso il piano così come emanato non potrà trovare applicazione pratica in tempi brevi (si parla di circa tre anni come tempo di adeguamento).

Anche il rilascio delle nuove concessioni televisive difficilmente potrà avvenire entro il 31 gennaio prossimo (come previsto dalla legge).

Si renderà pertanto necessaria una nuova ulteriore proroga con conseguente protrarsi di uno stato di confusione nel settore.

Sarebbe dunque stato certamente meglio procedere ad una pianificazione basata sull’ottimizzazione dell’esistente.

In tal modo sarebbero state risolte rapidamente tutte le problematiche interferenziali e sarebbero stati garantiti spazi tecnici molto più ampi per le TV locali e quindi una dimensione di impresa televisiva locale capace di essere competitiva sul mercato.

In questa situazione praticamente tutti gli editori televisivi locali proporanno ricorso al TAR LAZIO per chiedere l’annullamento di questo piano delle frequenze.