In uno studio di aeranti-corallo i motivi del mancato sviluppo della radiofonia digitale terrestre (dab-t) in italia

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Cs 12/2004

                                                          COMUNICATO STAMPA

                                                            AERANTI – CORALLO

                           Le imprese radiotelevisive locali, satellitari, via Internet                          


Roma, lì 7/4/2004

 

IN UNO STUDIO DI AERANTI-CORALLO I MOTIVI DEL MANCATO SVILUPPO DELLA RADIOFONIA DIGITALE TERRESTRE (DAB-T) IN ITALIA


AERANTI-CORALLO ha realizzato uno studio sulle ragioni del mancato sviluppo del digitale radiofonico DAB-T in Italia. Tale studio è suddiviso in tre sezioni; nella prima sezione viene svolta un’analisi delle problematiche trasmissive del DAB-T per l’emittenza radiofonica locale, cui seguono alcune considerazioni specifiche sulle difficoltà e i limiti alla diffusione di tale tecnologia. La seconda parte dello studio è dedicata a un’ampia analisi delle problematiche afferenti il “lato ricezione”, ed è costituita da una indagine conoscitiva effettuata da AERANTI-CORALLO presso vari costruttori di apparecchi radioriceventi, dove vengono tra l’altro evidenziate le diverse problematiche riscontrate sia sugli apparecchi riceventi che nell’ambito del mercato degli stessi. La terza parte dello studio analizza infine le prospettive del DAB-T in Italia che, alla luce di quanto illustrato, appaiono assai scarse.

Le conclusioni dello studio di AERANTI-CORALLO fanno emergere numerosi motivi di perplessità: il DAB-T, ad esempio, impone alle imprese radiofoniche la migrazione su bande di frequenza diverse rispetto a quelle attualmente utilizzate, con un aggravio di costi cui non corrisponde alcun beneficio; vi è poi la problematica dell’esistenza di due bande di frequenza (banda III e banda L) con caratteristiche tecniche profondamente diverse: l’indisponibilità di risorse frequenziali per tutte le imprese radiofoniche, locali e nazionali, su un’unica banda fa emergere il rischio di una disparità di trattamento di alcuni soggetti a favore di altri.

Il DAB-T è stato, dopo anni di sperimentazione, sostanzialmente accantonato dalla Rai. Anche all’estero, in Paesi nei quali già esistono numerose reti DAB-T, il numero di radioricevitori venduti resta basso rispetto alla popolazione. Infine, l’utenza finale non ha manifestato interesse verso questa tecnologia.

L’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO, commenta così i risultati dello studio: “Sono trascorsi anni dal lancio della tecnologia digitale radiofonica DAB-T, ma in tutto questo tempo tale tecnologia è stata confinata in una sorta di limbo, per tutte le problematiche che lo studio di AERANTI-CORALLO ha evidenziato. Malgrado le nostre forti perplessità – ha aggiunto Rossignoli – le emittenti radiofoniche locali AERANTI-CORALLO stanno comunque presentando domanda di abilitazione alle trasmissioni sperimentali digitali DAB-T in terza banda, al solo fine di evitare il rischio di accaparramento delle poche frequenze disponibili nella stessa. .In ogni caso – ha concluso Rossignoli – le emittenti cominciano a guardare con attenzione la tecnologia Iboc (In Band On Channel) che si sta sviluppando in via sperimentale in alcuni paesi esteri e che potrebbe rivelarsi interessante anche per il mercato italiano, considerando che permetterebbe di convertire il segnale da analogico a digitale pur  continuando a utilizzare le stesse frequenze di trasmissione oggi impiegate per le emissioni in FM.”

Lo studio di AERANTI-CORALLO è disponibile nel sito Internet: www.aeranticorallo.it, sezione “In primo piano”

Per informazioni: 348 4454981

 

 

                                                  AERANTI-CORALLO,

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