Intervista a Eva Spina, Capo Dipartimento del MIMIT

 

(12 febbraio 2024)   Nell’ultimo numero di TeleRadioMagazine, il supplemento mensile del periodico TeleRadioFax di Aeranti-Corallo, è stata pubblicata (e qui riproponiamo) un’intervista alla dottoressa Eva Spina, che dallo scorso mese di dicembre è Capo del Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il dipartimento include la Direzione generale per il digitale e le telecomunicazioni dell’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione, diretta da Patrizia Catenacci, che ha assunto praticamente tutte le competenze precedentemente svolte dalla DGSCERP e dalla DGTCSI-ISCTI.

Prima di tale nomina, Eva Spina era stata, tra l’altro, direttore generale per le Tecnologie delle Comunicazioni e la Sicurezza Informatica (DGTCSI) dello stesso Ministero ed aveva assunto l’interim della Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica, di Radiodiffusione e Postali.

Il nuovo Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie è uno dei quattro dipartimenti in cui è ora articolato il Ministero, a seguito della riorganizzazione disposta dal regolamento di cui al DPCM 30 ottobre 2023, n. 174, ed esercita le competenze del Ministero in materia di studio, ricerca, indagine statistica, normativa, regolamentazione, sperimentazione, azioni di sostegno allo sviluppo della domanda e dell’offerta e coordinamento strategico dei servizi territoriali, nei settori delle comunicazioni elettroniche, a banda ultralarga, della radio, della televisione e delle tecnologie dell’informazione.

A queste competenze si aggiungono: affidamento dei servizi postali; elaborazione e attuazione delle politiche relative alle nuove tecnologie abilitanti.

L’intervista a Eva Spina

TeleRadio Magazine: Il recente DPCM n. 174 del 30 ottobre 2023 ha previsto la riorganizzazione della struttura amministrativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nell’ambito della stessa lei è stata nominata al vertice del Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie. Può illustrarci quali siano le competenze di questo Dipartimento, del quale fa parte la nuova direzione generale per il digitale e le telecomunicazioni – Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione che assorbe buona parte delle funzioni della DGSCERP e della DGTCSI-ISCTI?

Eva Spina: La recente riorganizzazione del Ministero delle Imprese e Made in Italy (Mimit) intende superare la struttura costituita da 9 Direzioni generali coordinate da un Segretariato Generale, per organizzare le attività ministeriali in settori organici e verticali, con un assetto dipartimentale. Il Dpcm n. 174/2023 individua quattro Dipartimenti, a ciascuno dei quali è affidata un’area di materie omogenee per rendere più efficiente ed efficace l’esercizio delle funzioni di competenza. Con questa finalità è stato individuato il Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie, con compiti che vanno dallo studio e ricerca alla regolamentazione e alle azioni di sostegno per i settori delle comunicazioni elettroniche, radio e televisivo, delle tecnologie dell’informazione, all’affidamento dei servizi postali e all’elaborazione e all’attuazione delle politiche relative alle nuove tecnologie abilitanti. Il Dipartimento si articola in due Direzioni generali, la Direzione generale per il Digitale e le Telecomunicazioni – ISCTI (DGTEL) e la Direzione generale per le nuove tecnologie abilitanti (DGTEC).

La DGTEL gestisce l’ampio ambito delle competenze tecniche, amministrative e di ricerca del settore delle comunicazioni elettroniche, broadcasting e ICT, mentre la DGTEC cura l’elaborazione di politiche industriali e relativi strumenti di supporto alle imprese, per programmi e progetti che riguardino, ad esempio, microelettronica, fotonica e semiconduttori, intelligenza  artificiale,  IoT,  blockchain,  big  data,  HPC e robotica.

TRM: In veste di capo della delegazione nazionale alla recente World Radio Conference ITU a Dubai ha conseguito un ottimo risultato per il comparto televisivo italiano, ottenendo la conferma dell’uso da parte dei broadcaster della banda UHF che include le frequenze comprese tra i 470 MHz e i 694 MHz per le trasmissioni televisive. Tale conclusione cosa comporta per gli operatori televisivi italiani e, in particolare, guardando avanti, cosa si prevede in merito a tale problematica in vista della prossima conferenza ITU?

E.S.: La World Radio Conference dell’ITU (WRC-23), terminata lo scorso 15 dicembre, ha definito, tra gli altri, l’utilizzo delle frequenze 470-694 MHz (banda UHF sub-700) nella Regione 1 (Europa, Africa, Medio Oriente, Iran e Russia), dopo negoziazioni lunghe e complesse in cui sono state espresse posizioni a volte vivacemente contrapposte.

Il risultato finale per i paesi CEPT (46 Paesi europei fra cui l’Italia) è stata l’attribuzione ai servizi mobili a livello secondario – ovvero senza diritto a protezione o possibilità di interferire – in footnote (nota in cui sono elencati i Paesi che richiedono la specifica allocazione) e non in tabella del Radio Regolamento ITU (con applicazione generale).

Nella suddetta footnote, tra i paesi europei, non compaiono però Italia e Spagna, a seguito di una contrapposizione in fase di negoziazione con alcuni Paesi radioelettricamente confinanti del Nord Africa.

Ciò ha comportato che per l’Italia non ci sono modifiche di destinazione d’uso della banda sub 700, conservando l’attribuzione a livello primario per il broadcasting fino alla WRC del 2031, quando verrà presa in considerazione la parte di banda 614-694 MHz.

Nell’agenda per la WRC27, prossima Conferenza, non è stato quindi inserito il tema e non è prevista la trattazione dell’argomento, stabilizzando a livello ITU per i prossimi anni la regolamentazione a riguardo.

TRM: Qual è la tempistica prevista per il passaggio alle trasmissioni DVB-T2/Hevc da parte del comparto televisivo nazionale e locale? Verrà realizzata una roadmap al riguardo?

I grandi eventi previsti nel corso del 2024, i Campionati europei di calcio e le Olimpiadi di Parigi, potrebbero rappresentare l’occasione ideale per accelerare la transizione del sistema televisivo alla nuova e più performante tecnologia DVB-T2/Hevc, motivando anche chi non avesse ancora adeguato i propri apparati di ricezione televisiva a farlo al più presto?

E.S.: Il passaggio al DVB-T2 è stato discusso nell’ambito del Tavolo TV convocato lo scorso anno al Mimit con tutti gli stakeholder, che hanno espresso, a riguardo, necessità e richieste.

Conseguentemente, un primo passo per la transizione al nuovo standard è stato intrapreso prevedendo, nel nuovo contratto di servizio con la Rai, lo switch di una rete del concessionario del servizio pubblico con relativa campagna informativa.

Il Contratto di servizio è stato approvato del CdA Rai pochi giorni fa, il 18 gennaio, e a breve ci sarà la finalizzazione da parte delle istituzioni con conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il conseguente quadro giuridico sarà pertanto la base per avviare le prime operazioni necessarie per la transizione di una delle 3 reti del servizio pubblico.

Questa transizione potrà quindi avere un influsso positivo sull’incremento della diffusione dei televisori tecnologicamente adeguati e sulla informazione per i cittadini in relazione all’ulteriore passaggio tecnologico.

I grandi eventi sportivi previsti per il 2024 avranno con grande probabilità un ulteriore impatto favorevole, per l’impulso all’acquisto di nuovi apparecchi di ricezione televisiva, contribuendo a colmare il gap della diffusione di tv con sintonizzatore DVB-T2.

Il passaggio tecnologico potrà inoltre prevedere anche strumenti di supporto alle famiglie per la sostituzione degli apparecchi riceventi obsoleti, strumenti allo studio del Mimit, per verificarne ambiti e sostenibilità finanziaria.

Le iniziative da intraprendere saranno comunque il frutto di confronto con tutti i soggetti interessati alla transizione al nuovo standard.

TRM: Passando alla radiofonia, come sta procedendo l’iter per l’assegnazione dei diritti d’uso per le frequenze DAB+ all’emittenza locale? Sono emerse particolari problematiche? Qual è la relativa tempistica? Sempre in tema di DAB+, che tempi si prevedono per l’avvio delle trasmissioni da parte delle società consortili assegnatarie dei diritti d’uso, che trasmetteranno i contenuti dell’emittenza radiofonica locale? Come sarà impostata la relativa roadmap?

E.S.: Come noto, nel corso del 2023 il Mimit ha proceduto ad avviare l’iter per la selezione degli operatori di rete in ambito locale per il DAB+, emanando i bandi in tre fasi, con corrispondenti bacini provinciali/regionali. Per il primo gruppo di 4 regioni, si è conclusa la procedura per Sardegna, Marche ed Emilia Romagna, mentre per il Lazio, in base alle richieste pervenute e alle regole procedurali, si dovrà effettuare la procedura comparativa, cd. Beauty contest. Per le regioni del secondo gruppo (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria, Campania e Sicilia) è in itinere l’istruttoria, mentre per le ultime regioni (Trento, Bolzano, Veneto, Friuli VG, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria), per le quali le manifestazioni di interesse sono pervenute fino al 12 gennaio, è stato avviato l’iter di verifica. Gli uffici stanno svolgendo l’attività con un programma serrato al fine di concludere al più presto l’iter che dovrà comunque tenere conto delle eventuali procedure comparative in caso di più richieste per la stessa frequenza, non altrimenti assegnabile, secondo le regole della procedura. In alcune regioni,  allo stato attuale dell’istruttoria, questa procedura aggiuntiva sembrerebbe inevitabile.

Al termine delle assegnazioni, potrà essere implementata la roadmap, orientativamente in settembre, definita previo coinvolgimento dei soggetti interessati.

 

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Gli argomenti:

Intervento di Eva Spina, MIMIT,
su ITU WRC-23 a Dubai, DVB-T2/Hevc
e sviluppo DAB+

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