La radiovisione secondo il Censis

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(16 ottobre 2021)     Alcuni giorni fa è stato presentato il secondo rapporto realizzato dal Censis intitolato “La transizione verso la radiovisione – Contenuti e protagonisti del nuovo media”.

Interessanti i risultati della ricerca realizzata dalla fondazione Censis, da cui emerge l’interesse crescente del pubblico verso la visual radio (o radiovisione, come viene oggi comunemente definita). Sono, infatti oltre 4 milioni di italiani che seguono quotidianamente la radiovisione dagli schermi televisivi, con una crescita del 4,7% nel primo semestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il dato di coloro che, anche saltuariamente, hanno avuto modo di vedere la radio in tv è, tuttavia, molto più elevato: oltre 11 milioni. Quelli che, invece, seguono i programmi radio da dispositivi differenti rispetto a quelli tradizionali sono più di 19 milioni.

Interessante il fatto che durante l’ultimo anno e mezzo di pandemia, siano più di cinque i milioni di Italiani che hanno scoperto – per la prima volta – la radiovisione sugli schermi televisivi.

Il valore della radio: mezzo affidabile e credibile

Dall’indagine Censis è emerso un altro dato di grande interesse per tutto il mondo della radiofonia: l’81,7% degli Italiani ritiene, infatti, che il successo dei programmi radiofonici sia dovuto alla credibilità e all’affidabilità dei loro contenuti. I programmi e i contenuti radiofonici sono usciti bene dalla infodemia comunicativa scatenata dal Covid-19, con l’82,6% degli italiani che ha dichiarato, nell’indagine svolta da Censis, che nell’ultimo anno la propria fiducia nella radio è rimasta invariata, mentre per il 6,1% è addirittura aumentata.

Quest’ultimo dato è ancora più rilevante se si considera che la radio, rispetto alla fiducia riposta, è il medium che cresce di più , come emerge dalla tabella.

I plus della Radio rispetto alle piattaforme

Tra gli ulteriori valori aggiunti della radio, rispetto alle piattaforme, come è emerso dall’indagine Censis, vi è (per il 90,1% degli Italiani) la convinzione che ci sia differenza tra i programmi e i contenuti radio, che sono offerti all’interno di un palinsesto che si realizza, giorno dopo giorno, grazie alle redazioni fatte di professionisti che vi lavorano, e le piattaforme on demand che offrono esclusivamente playlist di musica personalizzata.

Un altro valore aggiunto della radio è la diretta: secondo l’85,2% della popolazione il live favorisce una forte interazione social con il proprio pubblico.

La radiovisione e le emittenti locali

Che la radiovisione rappresenti una interessante opportunità di espansione della propria base di ascoltatori e di espansione multimediale, è ormai fatto noto anche per il mondo dell’emittenza locale che ha, infatti, sviluppato, nell’ultimo periodo, numerose iniziative di radiovisione in molte regioni italiane.

Erano infatti, solo pochi mesi fa, oltre una sessantina le iniziative di radiovisione messe in campo da editori locali.

Occorrerà ora vedere, nelle more del passaggio alla televisione digitale terrestre di seconda generazione, quali potranno essere le prospettive per tali iniziative editoriali in ambito locale. (FC)

 

 

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