Legge 14 novembre 2016, n. 220 “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo”

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LEGGE 14 novembre 2016, n. 220

 

 

Disciplina del cinema e dell’audiovisivo.

(pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.277 del 26 novembre 2016)

 

 Vigente al: 11-12-2016 

 

Capo I

Disposizioni generali

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

Oggetto e finalita’

  1. La Repubblica, in attuazione degli articoli 9,  21  e  33  della Costituzione e nel quadro dei principi  stabiliti  dall’articolo  167 del  Trattato  sul  funzionamento   dell’Unione   europea   e   dalla Convenzione Unesco sulla protezione e la promozione della  diversita’ delle  espressioni  culturali,  promuove  e  sostiene  il  cinema   e l’audiovisivo quali fondamentali mezzi di espressione  artistica,  di formazione culturale e di comunicazione sociale.

  2.  In   attuazione   dell’articolo   117,   terzo   comma,   della Costituzione,  la  presente  legge  detta  i  principi   fondamentali dell’intervento pubblico a sostegno del cinema e dell’audiovisivo  in quanto attivita’ di rilevante interesse generale, che  contribuiscono alla definizione dell’identita’ nazionale  e  alla  crescita  civile, culturale  ed  economica   del   Paese,   favoriscono   la   crescita industriale,  promuovono  il  turismo  e  creano  occupazione,  anche attraverso lo sviluppo delle professioni del settore.

  3.  La  presente   legge   disciplina   altresi’,   in   attuazione dell’articolo 117, secondo comma,  della  Costituzione,  l’intervento dello Stato a sostegno del cinema e dell’audiovisivo e provvede  alla riforma, al riassetto  e  alla  razionalizzazione,  anche  attraverso apposite deleghe legislative al Governo, della normativa  in  materia di tutela dei minori nel settore cinematografico, di promozione delle opere europee da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi, nonche’ di rapporti di lavoro nel settore.

Art. 2

Definizioni

  1. Ai fini della presente legge si intende per:

  a) «opera audiovisiva»: la registrazione di immagini in  movimento, anche non accompagnate da suoni, realizzata su qualsiasi  supporto  e mediante  qualsiasi  tecnica,  anche  di  animazione,  con  contenuto narrativo, documentaristico o videoludico, purche’ opera dell’ingegno e tutelata dalla normativa vigente in materia di diritto  d’autore  e destinata al pubblico dal titolare dei diritti di utilizzazione;

  b)  «film»  ovvero  «opera  cinematografica»:  l’opera  audiovisiva destinata prioritariamente al pubblico  per  la  visione  nelle  sale cinematografiche;  i  parametri  e  i  requisiti  per  definire  tale destinazione sono stabiliti con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di seguito denominato  «Ministro», da emanare entro centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore della presente legge;

  c) «film d’essai» ovvero «film di  ricerca  e  sperimentazione»:  i film di qualita’, aventi particolari requisiti culturali ed artistici idonei  a  favorire  la  conoscenza  e  la  diffusione   di   realta’ cinematografiche meno conosciute, nazionali ed internazionali, ovvero connotati da forme e tecniche di espressione sperimentali e linguaggi innovativi, secondo quanto stabilito con i decreti di cui al comma 2;

  d) «documentario»: l’opera audiovisiva, la cui enfasi  creativa  e’ posta prioritariamente su  avvenimenti,  luoghi  o  attivita’  reali, anche mediante immagini  di  repertorio,  ed  in  cui  gli  eventuali elementi   inventivi   o    fantastici    sono    strumentali    alla rappresentazione e documentazione di situazioni e  fatti,  realizzate nelle forme e nei modi definiti con i decreti di cui al comma 2;

  e) «opera prima»: il film realizzato da un regista  esordiente  che non abbia mai diretto, ne’  singolarmente  ne’  unitamente  ad  altro regista, alcun lungometraggio che sia stato  distribuito  nelle  sale cinematografiche;

  f) «opera seconda»: il film realizzato  da  un  regista  che  abbia diretto, singolarmente o unitamente ad altro regista, al  massimo  un solo  lungometraggio   che   sia   stato   distribuito   nelle   sale cinematografiche;

  g) «opera di animazione»: l’opera costituita da immagini realizzate graficamente ovvero animate per mezzo di ogni tipo di  tecnica  e  di supporto;

  h)  «opera   audiovisiva   di   nazionalita’   italiana»:   l’opera audiovisiva che abbia i  requisiti  previsti  per  il  riconoscimento della nazionalita’ italiana di cui all’articolo 5;

  i)  «opera  audiovisiva  di  produzione  internazionale»:   l’opera audiovisiva originata da una impresa di produzione cinematografica  o audiovisiva italiana  e  realizzata  in  collaborazione  con  imprese audiovisive  europee  ovvero  non  europee  e  avente  gli  ulteriori requisiti stabiliti nel decreto previsto dall’articolo 5, comma 2;

  l)  «sala  cinematografica»:  qualunque   spazio,   al   chiuso   o all’aperto, adibito a pubblico spettacolo cinematografico;

  m)  «sala  d’essai»:  la   sala   cinematografica   che   programma complessivamente una percentuale annua maggioritaria di film d’essai, variabile sulla base del  numero  di  abitanti  del  comune  e  degli schermi in attivita’. Con  decreto  del  Ministro  sono  stabiliti  i criteri per la programmazione qualificata delle sale d’essai;

  n) «impresa cinematografica o audiovisiva»: l’impresa che operi nel settore  della  produzione  cinematografica  o   audiovisiva,   della distribuzione cinematografica o audiovisiva in Italia  o  all’estero, della  produzione  esecutiva  cinematografica  o  audiovisiva,  della post-produzione   cinematografica   o   audiovisiva,    dell’editoria audiovisiva, dell’esercizio cinematografico;

  o) «impresa  cinematografica  o  audiovisiva  italiana»:  l’impresa cinematografica o audiovisiva, come definita  alla  lettera  n),  che abbia sede legale e domicilio fiscale in  Italia  o  sia  soggetta  a tassazione  in  Italia;  ad  essa  e’  equiparata,  a  condizioni  di reciprocita’, l’impresa con sede e nazionalita’  di  un  altro  Paese membro  dell’Unione  europea,  che  abbia  una  filiale,  agenzia   o succursale stabilita in Italia, che  ivi  svolga  prevalentemente  la propria attivita’ e che sia soggetta a tassazione in Italia;

  p) «impresa cinematografica o audiovisiva non  europea»:  l’impresa cinematografica o audiovisiva come  definita  alla  lettera  n)  che, indipendentemente dal  luogo  in  cui  ha  sede  legale  e  domicilio fiscale, sia collegata a,  o  controllata  da,  un’impresa  con  sede legale in un Paese non facente parte dell’Unione europea;

  q)  «impresa  di  produzione  o  distribuzione  cinematografica   o audiovisiva indipendente»: l’impresa di  produzione  o  distribuzione cinematografica  o  audiovisiva   che   ha   i   requisiti   previsti all’articolo 2, comma 1, lettera p), del testo unico dei  servizi  di media audiovisivi e radiofonici, di cui  al  decreto  legislativo  31 luglio 2005, n. 177, e successive modificazioni, e  relativi  decreti di attuazione;

  r) «emittente televisiva nazionale»: un  fornitore  di  servizi  di media audiovisivi lineari, su frequenze terrestri  o  via  satellite, anche ad accesso condizionato, ed avente ambito  nazionale  ai  sensi dell’articolo 2, comma 1, lettere l) e u), del citato testo unico  di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005;

  s) «fornitore di servizi di media audiovisivi su altri  mezzi»:  un fornitore di servizi di media audiovisivi, lineari o non lineari,  su mezzi di comunicazione elettronica diversi  da  quelli  di  cui  alla lettera r), ai sensi  del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto legislativo n. 177 del 2005;

  t) «fornitori di servizi di  hosting»:  i  prestatori  dei  servizi della societa’ dell’informazione consistenti nella memorizzazione  di informazioni fornite da un destinatario del  servizio  come  definiti dall’articolo 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70;

  u) «cineteca»: un soggetto con personalita’ giuridica, sede  legale e domicilio fiscale in Italia, caratterizzato dallo svolgere, secondo gli standard internazionali di riferimento del settore, attivita’  di acquisizione,   conservazione,   catalogazione,   restauro,   studio, ricerca, fruizione e valorizzazione del patrimonio cinematografico  e audiovisivo;

  v)  «Film  Commission»:  l’istituzione,  riconosciuta  da  ciascuna regione o provincia autonoma,  che  persegue  finalita’  di  pubblico interesse nel comparto dell’industria del cinema e dell’audiovisivo e fornisce supporto e assistenza  alle  produzioni  cinematografiche  e audiovisive nazionali e internazionali e,  a  titolo  gratuito,  alle amministrazioni competenti nel settore del cinema e  dell’audiovisivo nel territorio di riferimento.

  2. Le definizioni di cui  al  presente  articolo,  ove  necessario, possono  trovare  ulteriori  specificazioni  tecniche   nei   decreti attuativi della presente legge, tenuto anche conto  della  evoluzione tecnologica del settore.

Art. 3

Principi

  1. L’intervento pubblico a sostegno del cinema e dell’audiovisivo:

  a)  garantisce  il  pluralismo   dell’offerta   cinematografica   e audiovisiva;

  b)  favorisce  il   consolidarsi   dell’industria   cinematografica nazionale  nei  suoi  diversi  settori  anche  tramite  strumenti  di sostegno finanziario;

  c) promuove le coproduzioni internazionali e la circolazione  e  la distribuzione  della  produzione   cinematografica   e   audiovisiva, italiana ed europea, in Italia e all’estero;

  d) assicura la conservazione e il restauro del patrimonio filmico e audiovisivo nazionale;

  e) cura la formazione professionale,  favorendo  il  riconoscimento  dei percorsi formativi seguiti e delle professionalita’ acquisite,  e promuove studi e ricerche nel settore cinematografico;

  f) dispone e sostiene  l’educazione  all’immagine  nelle  scuole  e favorisce tutte le iniziative idonee alla formazione del pubblico;

  g) promuove e favorisce  la  piu’  ampia  fruizione  del  cinema  e dell’audiovisivo, tenendo altresi’ conto  delle  specifiche  esigenze delle persone con disabilita’, secondo  i  principi  stabiliti  dalle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia in materia;

  h) riserva particolare attenzione  alla  scrittura,  progettazione, preparazione, produzione, post-produzione, promozione,  distribuzione e programmazione dei prodotti cinematografici e audiovisivi  italiani e alla valorizzazione del ruolo delle  sale  cinematografiche  e  dei festival  cinematografici  quali   momenti   di   fruizione   sociale collettiva del prodotto cinematografico.

Art. 4

Funzioni e compiti delle regioni

  1.  Nel  rispetto  del  titolo  V   della   parte   seconda   della Costituzione, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di Bolzano, secondo i rispettivi statuti e sulla base  della  rispettiva legislazione, concorrono alla promozione e alla valorizzazione  delle attivita’ cinematografiche e audiovisive.

  2. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano valorizzano  e  promuovono  il  patrimonio   artistico   del   cinema attraverso   progetti   di    catalogazione,    digitalizzazione    e conservazione, anche a fini educativi  e  culturali,  del  patrimonio filmico e audiovisivo, anche tramite mediateche e cineteche,  per  la valorizzazione delle iniziative regionali e locali, anche in rete con l’archivio della Cineteca nazionale.

  3. Lo Stato riconosce il ruolo e l’attivita’ delle Film Commission, previste dagli ordinamenti regionali e  delle  province  autonome  di Trento e di Bolzano nel rispetto dei requisiti  stabiliti  a  livello nazionale, europeo ed internazionale, senza nuovi o maggiori oneri  a carico della finanza pubblica.

  4. Le regioni e le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano, attraverso gli organismi di cui al comma 3, favoriscono la promozione del  territorio  sostenendo  lo  sviluppo  economico,   culturale   e linguistico dell’industria audiovisiva; a tal fine,  detti  organismi possono offrire assistenza amministrativa e  logistica  alle  imprese audiovisive che decidono di operare sul territorio, possono sostenere le iniziative cinematografiche e  audiovisive  che  hanno  luogo  sul territorio, possono sostenere  la  formazione  artistica,  tecnica  e organizzativa  di  operatori  residenti   sul   territorio,   possono promuovere   attivita’   dirette   a    rafforzare    l’attrattivita’ territoriale per lo sviluppo di iniziative e attivita’ nel campo  del cinema e dell’audiovisivo.

  5. Agli organismi di cui al comma 3 puo’ inoltre essere affidata la gestione  di  appositi  fondi  di  sostegno  economico  al   settore, stanziati tramite la regione o la provincia autonoma, derivanti anche da fondi europei. Le regioni e le province autonome di  Trento  e  di Bolzano disciplinano le modalita’ tecniche di gestione ed  erogazione di tali  fondi,  nel  rispetto  della  normativa  europea  e  secondo indirizzi e parametri generali definiti in un  apposito  decreto  del Ministro, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  previa  intesa  con  la   Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di Bolzano.

  6. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano sostengono  l’imprenditoria  cinematografica  e   audiovisiva   anche attraverso  convenzioni  con  il  sistema  bancario,   per   favorire l’accesso al credito a tasso agevolato.

  7. Le disposizioni della  presente  legge  sono  applicabili  nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento  e  di Bolzano compatibilmente con le norme  dei  rispettivi  statuti  e  le relative norme  di  attuazione,  anche  con  riferimento  alla  legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Art. 5

Nazionalita’ italiana delle opere

  1. La nazionalita’ italiana delle opere  cinematografiche  e  delle opere  audiovisive  e’  attribuita  prendendo  in  considerazione   i seguenti parametri:

  a) nazionalita’ italiana o di altro Paese dell’Unione  europea  del regista,  dell’autore  del  soggetto,  dello   sceneggiatore,   della maggioranza degli interpreti principali, degli interpreti  secondari, dell’autore della fotografia, dell’autore del montaggio,  dell’autore della musica, dello scenografo,  del  costumista,  dell’autore  della grafica;

  b) ripresa sonora diretta integralmente o principalmente in  lingua italiana  o  in  dialetti  italiani;  nel  caso  di  opere   italiane ambientate, anche in parte, in  regioni  italiane  in  cui  risiedono minoranze linguistiche individuate dall’articolo  2  della  legge  15 dicembre 1999, n.  482,  o  nelle  quali  siano  presenti  personaggi provenienti  dalle  medesime  regioni,  le   relative   lingue   sono equiparate, ai fini e per gli  effetti  della  presente  legge,  alla lingua italiana;

  c) componenti della troupe che siano soggetti fiscalmente residenti e sottoposti a tassazione in Italia;

  d) riprese effettuate principalmente in Italia;

  e) utilizzo di teatri di posa localizzati in Italia;

  f) post-produzione svolta principalmente in Italia.

  2. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su proposta del Ministro, da emanare entro centoventi giorni dalla  data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  sono  definite   le disposizioni applicative del presente articolo, ivi compreso, ai fini della nazionalita’ italiana, il  valore  di  ciascuno  dei  parametri indicati nel comma 1.  Con  tale  decreto,  da  adottare  sentito  il Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo di cui all’articolo 11 e acquisito il parere della Conferenza permanente per  i  rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di Bolzano, sono altresi’  stabilite  la  soglia  minima  di  punteggio, nonche’  le  procedure  per  conseguire   il   riconoscimento   della nazionalita’ italiana dell’opera, tenendo  conto  delle  specificita’ tecniche  delle  singole  tipologie  di  opere,   di   finzione,   di documentario o di animazione.

Art. 6

Nazionalita’ italiana delle opere

in coproduzione internazionale

  1. Puo’ essere riconosciuta la nazionalita’  italiana  delle  opere realizzate in coproduzione con imprese estere, in base  agli  accordi internazionali di reciprocita’.

  2. Per  le  opere  cinematografiche,  in  mancanza  di  accordo  di coproduzione  internazionale,  la   compartecipazione   tra   imprese italiane  e  straniere  puo’  essere  autorizzata  con  decreto   del Ministro, per  singole  iniziative  di  elevato  valore  culturale  e imprenditoriale.

  3. Per le opere audiovisive, in mancanza di accordo di coproduzione internazionale, puo’ essere riconosciuta la nazionalita’  italiana  a opere audiovisive realizzate in associazione produttiva  tra  imprese italiane aventi i requisiti stabiliti dall’articolo 5 e  dal  decreto di cui al comma 2 del medesimo articolo e imprese straniere. La quota dei diritti di proprieta’ delle  imprese  italiane  non  deve  essere complessivamente inferiore al 20 per cento e deve includere  in  ogni caso i  diritti  di  sfruttamento  per  il  territorio  italiano;  la percentuale  relativa  alle  spese  effettivamente   e   direttamente sostenute dalle imprese italiane deve essere almeno pari a quella dei diritti di proprieta’.

  4.  Le  procedure  e  i  requisiti  per  il  riconoscimento   della nazionalita’ italiana delle  opere  in  coproduzione  internazionale, nonche’ i casi di revoca e decadenza, sono stabiliti con  il  decreto di cui all’articolo 5, comma 2.

Art. 7

Tutela e fruizione del patrimonio cinematografico

e audiovisivo. Cineteca nazionale

  1. Ai fini dell’ammissione ai benefici di cui alla presente  legge, l’impresa di produzione, a ultimazione dell’opera, deposita presso la Cineteca nazionale una  copia,  anche  digitale,  dell’opera  con  le caratteristiche previste nel decreto di cui al comma  5.  Il  mancato deposito comporta la decadenza dai benefici concessi.

  2. Per  proiezioni  a  scopo  culturale  e  didattico,  organizzate direttamente o con altri enti a carattere  culturale,  trascorsi  tre anni dall’avvenuto deposito, e al  di  fuori  di  ogni  finalita’  di lucro, la Cineteca nazionale si avvale delle copie di cui al comma  1 o di altre copie  stampate  a  proprie  spese,  in  deroga  a  quanto previsto dall’articolo 10, secondo  comma,  e  dagli  articoli  46  e 46-bis  della  legge  22  aprile   1941,   n.   633,   e   successive modificazioni.

  3. Il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di  seguito  denominato  «Ministero»,  puo’  avvalersi  della   copia acquisita dalla  Cineteca  nazionale,  ai  sensi  del  comma  2,  per proiezioni   e   manifestazioni    cinematografiche    nazionali    e internazionali  in  Italia  e  all’estero,   non   aventi   finalita’ commerciali.

  4. Il patrimonio filmico della Cineteca nazionale  e’  di  pubblico interesse.

  5. Con decreto del Ministro, da  emanare  entro  centoventi  giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  acquisito  il parere del Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo  di  cui all’articolo 11, sono stabilite le modalita’ applicative del presente articolo.

  6. Con il decreto di cui al comma  5  sono  stabilite  altresi’  le modalita’ di costituzione,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la finanza pubblica, nell’ambito  delle  risorse  umane,  finanziarie  e strumentali disponibili a legislazione vigente, di una rete nazionale delle cineteche pubbliche, al fine di favorire  la  collaborazione  e promuovere le attivita’ destinate alla valorizzazione del  patrimonio filmico e alla diffusione della cultura cinematografica.  Il  decreto definisce altresi’ le modalita’ e le condizioni di possibili adesioni alla  rete  da  parte  delle  cineteche  private,   con   particolare riferimento a quelle iscritte alla Federazione  internazionale  degli archivi del film.

Art. 8

Valorizzazione delle sale cinematografiche

  1.  La  dichiarazione  di   interesse   culturale   particolarmente importante di cui all’articolo 10, comma 3, lettera  d),  del  codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22 gennaio 2004, n.  42,  e  successive  modificazioni,  puo’  avere  ad oggetto anche sale cinematografiche e sale d’essai.

  2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono introdurre previsioni dirette a determinare  la  non  modificabilita’ della destinazione d’uso dei beni di cui al comma 1. A  tal  fine  e’ definita in sede di Conferenza unificata di cui  all’articolo  8  del decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive modificazioni, un’apposita intesa diretta a stabilire le modalita’  e gli strumenti procedurali mediante i quali lo Stato, le regioni  e  i comuni  concorrono  nel  conseguimento  delle  finalita’  di  cui  al presente articolo.

Art. 9

Tutela delle minoranze linguistiche

  1. Nell’attuazione della presente legge, la Repubblica assicura  la tutela e la  valorizzazione  delle  minoranze  linguistiche,  secondo quanto stabilito dalla legge 15 dicembre 1999, n. 482.

  2. Al fine di promuovere la circolazione e la  distribuzione  della produzione cinematografica  e  audiovisiva  europea  e  straniera  in Italia e di impedire  la  formazione  di  fenomeni  distorsivi  della concorrenza, le opere cinematografiche e audiovisive di  nazionalita’ europea e straniera i cui diritti per la versione in lingua originale siano stati acquistati da  un’impresa  di  distribuzione  interessata alla trasmissione delle stesse in  un  territorio  in  cui  risiedono minoranze linguistiche riconosciute, ai sensi dell’articolo  2  della legge 15 dicembre 1999, n. 482,  possono  essere  ivi  distribuite  e trasmesse in lingua originale contestualmente alla  prima  uscita  in sala delle opere nel Paese di  produzione  e,  in  ogni  caso,  anche antecedentemente alla loro prima uscita in sala in lingua italiana.

Capo II

Organizzazione

Art. 10

Funzioni statali

  1. Il Ministero:

  a) promuove, coordina e gestisce le iniziative aventi per scopo  lo sviluppo della produzione cinematografica e delle opere audiovisive e della loro distribuzione e diffusione in Italia e  all’estero,  anche d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

  b) concorre a definire la posizione italiana nei  rapporti  con  le istituzioni  dell’Unione  europea  e   con   le   altre   istituzioni internazionali,   in    materia    di    promozione    dell’industria cinematografica e della produzione audiovisiva;

  c) cura, in raccordo con il Ministero degli affari esteri  e  della cooperazione internazionale, le attivita’ di  rilievo  internazionale concernenti la  produzione  cinematografica  e  audiovisiva,  nonche’ l’attuazione    di    accordi    internazionali    di    coproduzione cinematografica e audiovisiva;

  d) sostiene la creazione, la  produzione,  la  distribuzione  e  la diffusione delle opere cinematografiche e audiovisive e  delle  opere multimediali cosi’ come la diversita’ delle forme di espressione e di iffusione cinematografica, audiovisiva  e  multimediale,  garantendo inoltre nel settore  della  produzione  il  rispetto  degli  obblighi sociali da parte dei beneficiari dei contributi;

  e)  sostiene  la  creazione  e  la   modernizzazione   delle   sale cinematografiche,  l’adattamento  delle   industrie   tecniche   alle evoluzioni  tecnologiche  e  l’innovazione  tecnologica  nel  settore cinematografico e delle  altre  arti  e  industrie  dell’immagine  in movimento;

  f)  svolge  le  attribuzioni  in  merito  alla   promozione   delle produzioni cinematografiche, radiotelevisive e multimediali, nonche’, in raccordo con  il  Ministero  dell’istruzione,  dell’universita’  e della ricerca e  con  il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali, alla promozione della formazione, e cura i rapporti con  gli altri Ministeri competenti, con le regioni e  gli  enti  locali,  con l’Autorita’ per le  garanzie  nelle  comunicazioni  e  con  le  altre istituzioni pubbliche e private;

  g) svolge, con le risorse umane,  strumentali  e  finanziarie  gia’ previste a legislazione vigente, in raccordo con gli altri  Ministeri e  le  altre  amministrazioni  competenti,  anche  avvalendosi  della societa’ Istituto Luce-Cinecitta’ srl,  istituita  dall’articolo  14, comma 6, del decreto-legge 6 luglio  2011,  n.  98,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,  le  attivita’  di indirizzo  sui  programmi  di  internazionalizzazione  dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana e ne coordina l’attuazione, al fine di favorire la  diffusione  e  la  distribuzione  internazionale delle opere cinematografiche e audiovisive italiane;

  h)  promuove,  in  raccordo  con  il   Ministero   dell’istruzione, dell’universita’  e  della   ricerca,   nell’ambito   delle   risorse disponibili  a  tal  fine  a  legislazione  vigente,   programmi   di educazione all’immagine nelle scuole di  ogni  ordine  e  grado,  con riferimento, in particolare, al potenziamento  delle  competenze  nei linguaggi  audiovisivi,  sia  sul   piano   dell’acquisizione   delle conoscenze e delle capacita’ critiche sia in  relazione  all’utilizzo delle relative tecniche,  attivita’  di  formazione  specifica  nelle discipline del cinema e del  settore  audiovisivo  negli  istituti  e nelle scuole di alta  formazione  artistica,  musicale  e  coreutica, nonche’, a valere sulle risorse del  Fondo  di  cui  all’articolo  13 destinate alle finalita’ di cui all’articolo 27, comma 1, lettera i), corsi di  formazione  nelle  discipline  del  cinema  e  del  settore audiovisivo  nelle  scuole  di  ogni  ordine  e   grado,   ai   sensi dell’articolo 1, comma 7, lettere c) e  f),  della  legge  13  luglio 2015, n. 107;

  i) svolge attivita’ di promozione dell’immagine dell’Italia,  anche a fini turistici, attraverso il cinema e l’audiovisivo,  in  raccordo con  il  Ministero  degli  affari   esteri   e   della   cooperazione internazionale e anche mediante accordi con l’Agenzia  nazionale  del turismo   (ENIT);   svolge   altresi’   le   attivita’    finalizzate all’attrazione di investimenti esteri nei settori  cinematografico  e audiovisivo nel territorio italiano, d’intesa con i  Ministeri  e  le altre istituzioni competenti, avvalendosi  anche,  mediante  appositi accordi, delle relative articolazioni nazionali ed internazionali;

  l)  svolge  le   attivita’   connesse   al   riconoscimento   della nazionalita’  italiana  dei  film  e  delle  produzioni  audiovisive, nonche’  le  ulteriori  attivita’   amministrative   previste   dalla normativa vigente in materia;

  m) svolge attivita’ di studio e analisi del settore cinematografico e  audiovisivo,  nonche’  valutazioni   d’impatto   delle   politiche pubbliche gestite dal Ministero medesimo;

  n) favorisce, in raccordo con  il  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche sociali, il riconoscimento dei percorsi formativi seguiti e delle  professionalita’  acquisite  nel  settore  cinematografico   e audiovisivo.

Art. 11

Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo

  1.   E’   istituito   il   Consiglio   superiore   del   cinema   e dell’audiovisivo, di seguito denominato «Consiglio superiore».

  2. Il Consiglio superiore svolge compiti di consulenza  e  supporto nella elaborazione ed attuazione delle politiche di settore,  nonche’ nella predisposizione di indirizzi e criteri generali  relativi  alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno  alle  attivita’ cinematografiche e dell’audiovisivo.

  3. In particolare, il Consiglio superiore:

  a) svolge  attivita’  di  analisi  del  settore  cinematografico  e audiovisivo, nonche’ attivita’ di monitoraggio  e  valutazione  delle politiche pubbliche, con particolare riferimento agli  effetti  delle misure di sostegno previste dalla presente legge, utilizzando anche i dati resi disponibili, a richiesta, dalle  competenti  strutture  del Ministero;

  b)  formula  proposte  in  merito  agli  indirizzi  generali  delle politiche pubbliche di sostegno, promozione e diffusione del cinema e dell’audiovisivo, ai relativi interventi normativi  e  regolamentari, alle  misure  di  contrasto   della   pirateria   cinematografica   e audiovisiva,  nonche’  all’attivita’  di   indirizzo   e   vigilanza, attribuita al Ministero;

  c) esprime pareri sugli schemi di atti normativi  e  amministrativi generali afferenti la materia del  cinema  e  dell’audiovisivo  e  su questioni di carattere generale di particolare rilievo concernenti la suddetta materia;

  d) esprime pareri  e  contribuisce  a  definire  la  posizione  del Ministero  in  merito  ad  accordi  internazionali  in   materia   di coproduzioni cinematografiche e di scambi nel settore  del  cinema  e delle altre arti e industrie di immagini  in  movimento,  nonche’  in materia  di  rapporti  con  le  istituzioni  dell’Unione  europea   o internazionali  e  con  le   altre   istituzioni   nazionali   aventi attribuzioni nel settore audiovisivo;

  e) esprime parere  in  merito  ai  criteri  di  ripartizione  delle risorse tra i diversi settori di attivita’ e sulle condizioni per  la concessione dei contributi finanziari;

  f) organizza consultazioni  periodiche  con  i  rappresentanti  dei settori professionali interessati e con altri soggetti sull’andamento del settore cinematografico e  audiovisivo,  nonche’  sull’evoluzione delle professioni e delle attivita’ del cinema e delle altre  arti  e industrie dell’audiovisivo, sul  loro  ambiente  tecnico,  giuridico, economico e sociale, nonche’ sulle  condizioni  di  formazione  e  di accesso alle professioni interessate;

  g) formula proposte, tenendo  conto  delle  analisi  effettuate  ai sensi  della  lettera  a)  e  a  seguito  di  apposite  consultazioni organizzate ai sensi della lettera f), in merito ai  contenuti  delle disposizioni applicative inerenti la concessione di contributi  e  il riconoscimento  degli  incentivi,  con  particolare  riferimento   ai presupposti, alle condizioni e ai requisiti da prevedere ai fini  del raggiungimento degli obiettivi previsti dall’articolo 12;

  h) emana le linee guida  cui  deve  attenersi  il  Ministero  nella redazione di relazioni analitiche e descrittive inerenti  l’attivita’ nel settore cinematografico e  audiovisivo,  nonche’  sulle  relative analisi d’impatto;

  i) esprime parere sui documenti d’analisi realizzati dal Ministero.

  4. Il Consiglio superiore e’ composto da:

  a) otto personalita’ del settore cinematografico e  audiovisivo  di particolare e comprovata  qualificazione  professionale  e  capacita’ anche in campo  giuridico,  economico,  amministrativo  e  gestionale nominate, nel rispetto del principio dell’equilibrio di  genere,  dal Ministro, due delle quali su designazione della Conferenza unificata;

  b) tre membri scelti dal Ministro nell’ambito di una rosa  di  nomi proposta dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore cinematografico e audiovisivo.

  5. Il Ministro nomina il presidente del Consiglio superiore tra  le personalita’ di cui al comma 4, lettera  a).  Il  Ministero  provvede alla comunicazione dei nominativi del presidente e dei componenti del Consiglio  superiore  alle   Commissioni   parlamentari   competenti, allegando il curriculum vitae dei soggetti nominati.

  6. Il Consiglio superiore adotta un regolamento interno.  I  pareri del Consiglio superiore sono espressi, di norma, entro trenta  giorni dal ricevimento della richiesta; nei casi di urgenza, il  termine  e’ ridotto a dieci giorni. In caso di parita’ di voti  prevale  il  voto del presidente. Presso il Consiglio superiore  opera  una  segreteria tecnica, formata da personale in servizio  presso  il  Ministero.  Le risorse  umane,  finanziarie  e   strumentali   necessarie   per   il funzionamento del Consiglio superiore sono assicurate  dal  Ministero nell’ambito di quelle disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  7. Con decreto del Ministro, da emanare entro trenta  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,  il  regime  di incompatibilita’ dei componenti e le  modalita’  di  svolgimento  dei compiti  del  Consiglio  superiore.  Ai  componenti   del   Consiglio superiore non spettano gettoni di presenza, compensi,  indennita’  ed emolumenti comunque denominati, ad eccezione del rimborso delle spese effettivamente sostenute previste dalla normativa vigente.

  8. Il Consiglio superiore dura in  carica  tre  anni.  A  decorrere dalla  data  del  primo  insediamento  del  Consiglio  superiore   e’ soppressa la sezione competente per il cinema della Consulta  per  lo spettacolo prevista dal regolamento di cui al decreto del  Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 89, e  le  relative  attribuzioni sono assegnate al Consiglio superiore.

Sezione I

Finalita’ e strumenti

Art. 12

Obiettivi e tipologie di intervento

  1. Lo Stato contribuisce  al  finanziamento  e  allo  sviluppo  del cinema e delle altre arti e industrie delle  espressioni  audiovisive nazionali,   anche   allo   scopo   di   facilitarne    l’adattamento all’evoluzione  delle  tecnologie   e   dei   mercati   nazionali   e internazionali.

  2.  Il  Ministero,  per  la  realizzazione  delle  finalita’  della presente legge, dispone i necessari interventi  finanziari,  distinti nelle seguenti tipologie:

  a) riconoscimento di incentivi e agevolazioni fiscali attraverso lo strumento  del  credito  d’imposta,  nei  casi  e  con  le  modalita’ disciplinati nella sezione II del presente capo;

  b) erogazione di contributi automatici, nei casi e con le modalita’ disciplinati nella sezione III del presente capo;

  c) erogazione di contributi selettivi, nei casi e con le  modalita’ disciplinati nella sezione IV del presente capo;

  d)  erogazione  di  contributi  alle  attivita’  e  iniziative   di promozione  cinematografica  e  audiovisiva,  secondo  la  disciplina prevista nella sezione V del presente capo.

  3. Le disposizioni  tecniche  applicative  degli  incentivi  e  dei contributi previsti nel  presente  capo,  adottate,  ai  sensi  della presente legge, con decreti del Ministro e con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro, sono emanate nel rispetto  delle  norme  in  materia  di  aiuti  di  Stato   stabilite dall’Unione europea. Le medesime disposizioni:

  a) perseguono  gli  obiettivi  dello  sviluppo,  della  crescita  e dell’internazionalizzazione delle imprese;

  b) incentivano la nascita e la crescita di nuovi autori e di  nuove imprese;

  c) incoraggiano l’innovazione tecnologica e manageriale;

  d) favoriscono modelli avanzati di gestione e politiche commerciali evolute;

  e) promuovono il merito, il mercato e la concorrenza.

  4. Al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi  indicati nel presente articolo e  di  favorire  la  massima  valorizzazione  e diffusione delle opere, le disposizioni tecniche  applicative,  anche su richiesta del Consiglio superiore, e sulla base  dei  principi  di ragionevolezza, proporzionalita’ ed adeguatezza, prevedono:

  a) che il riconoscimento  degli  incentivi  e  dei  contributi  sia subordinato al rispetto di ulteriori condizioni, con  riferimento  ai soggetti richiedenti e ai rapporti negoziali inerenti l’ideazione, la scrittura,  lo  sviluppo,  la  produzione,   la   distribuzione,   la diffusione, la promozione e la valorizzazione economica  delle  opere ammesse ovvero da ammettere a incentivi e a contributi, nonche’  alle specifiche esigenze delle persone con  disabilita’,  con  particolare riferimento all’uso di sottotitoli e audiodescrizione;

  b) in considerazione anche delle risorse disponibili, l’esclusione, ovvero una diversa intensita’ d’aiuto, di uno o piu’ degli  incentivi e contributi previsti dal presente capo, nei confronti delle  imprese non indipendenti ovvero nei confronti di imprese  non  europee,  come definite nell’articolo 2.

  5. Le medesime  disposizioni  tecniche  applicative  contengono  le ulteriori specificazioni idonee a definire gli ambiti di applicazione degli incentivi e dei contributi previsti dal presente capo, nonche’, per  ciascuna  tipologia  di  intervento  e   in   conformita’   alle disposizioni dell’Unione  europea,  i  limiti  minimi  di  spesa  sul territorio italiano.

  6. A decorrere dalla data di entrata in vigore dei decreti  di  cui al comma 3, il Ministero predispone e trasmette alle Camere, entro il 30 settembre di ciascun anno, una relazione annuale  sullo  stato  di attuazione  degli  interventi  di  cui  alla  presente   legge,   con particolare  riferimento   all’impatto   economico,   industriale   e occupazionale  e  all’efficacia  delle  agevolazioni  tributarie  ivi previste, comprensiva di una valutazione delle politiche di  sostegno del  settore  cinematografico  e   audiovisivo   mediante   incentivi tributari.

Art. 13

Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema

e nell’audiovisivo

  1.  A  decorrere   dall’anno   2017,   nel   programma   «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo» della  missione «Tutela  e  valorizzazione  dei  beni   e   attivita’   culturali   e paesaggistici» dello stato di previsione del Ministero, e’  istituito il  Fondo  per  lo  sviluppo  degli   investimenti   nel   cinema   e nell’audiovisivo, di  seguito  denominato  «Fondo  per  il  cinema  e l’audiovisivo».

  2.  Il  Fondo  per  il  cinema  e  l’audiovisivo  e’  destinato  al finanziamento degli interventi previsti dalle sezioni II, III, IV e V del  presente  capo,  nonche’  del   Piano   straordinario   per   il potenziamento   del   circuito   delle   sale   cinematografiche    e polifunzionali e del Piano straordinario per la digitalizzazione  del patrimonio cinematografico e audiovisivo, di cui rispettivamente agli articoli 28  e  29.  Il  complessivo  livello  di  finanziamento  dei predetti interventi e’ parametrato annualmente all’11 per cento delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, registrate nell’anno precedente, e  comunque  in  misura  non  inferiore  a  400 milioni di euro annui, derivanti dal versamento delle imposte ai fini IRES  e  IVA,  nei  seguenti  settori  di  attivita’:   distribuzione cinematografica  di  video  e  di  programmi  televisivi,  proiezione cinematografica, programmazioni e trasmissioni televisive, erogazione di  servizi  di  accesso   a   internet,   telecomunicazioni   fisse, telecomunicazioni mobili.

  3. Nell’anno 2017, previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, al  Fondo  per  il  cinema  e  l’audiovisivo  sono  conferite, altresi’, le risorse finanziarie disponibili ed esistenti  presso  la contabilita’ speciale n. 5140 intestata ad Artigiancassa S.p.a.  alla data di entrata in vigore della presente legge relative al Fondo  per la produzione, la distribuzione, l’esercizio e le industrie  tecniche previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni, nonche’ le eventuali risorse relative alla restituzione dei contributi erogati a valere sul medesimo  Fondo o a valere sui fondi in esso confluiti.

  4. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su proposta del Ministro, di concerto con il  Ministro  dell’economia  e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di  entrata in vigore della  presente  legge,  sono  stabilite  le  modalita’  di gestione del Fondo per il cinema e l’audiovisivo e le quote ulteriori rispetto alle somme di cui all’articolo 39,  comma  2,  da  destinare agli interventi  di  cui  alla  sezione  II  del  presente  capo,  da trasferire al programma «Interventi di sostegno  tramite  il  sistema della fiscalita’» della missione  «Competitivita’  e  sviluppo  delle imprese» dello stato di  previsione  del  Ministero  dell’economia  e delle finanze.

  5. Con decreto del Ministro, sentito  il  Consiglio  superiore,  si provvede al riparto del Fondo per il cinema e  l’audiovisivo  fra  le tipologie di contributi previsti dalla presente legge, fermo restando che l’importo complessivo per i contributi di cui agli articoli 26  e 27 non puo’ essere inferiore al 15 per cento e superiore  al  18  per cento del Fondo medesimo.

  6. Il Ministro dell’economia e  delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare, su proposta  del  Ministro,  con  propri  decreti,  previa verifica della neutralita’ sui saldi di finanza pubblica,  variazioni compensative in termini  di  residui,  competenza  e  cassa  tra  gli stanziamenti iscritti in bilancio ai sensi del  presente  capo  negli stati  di  previsione  del  Ministero  dei  beni  e  delle  attivita’ culturali e  del  turismo  e  del  Ministero  dell’economia  e  delle finanze. Detti decreti sono trasmessi alle  Commissioni  parlamentari competenti.

Art. 14

Requisiti di ammissione e casi di esclusione

delle opere cinematografiche e audiovisive

  1. L’ammissione  delle  opere  cinematografiche  e  audiovisive  ai benefici previsti dalla  presente  legge,  fatta  eccezione  per  gli incentivi  fiscali  di  cui  all’articolo  19,  e’   subordinata   al riconoscimento della nazionalita’ italiana.

  2. Con decreto del Ministro, da  emanare  entro  centoventi  giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  acquisito  il parere del Consiglio superiore, sono individuati i casi di esclusione con riferimento alle seguenti tipologie di opere:

  a) opere audiovisive a carattere pornografico o che  incitano  alla violenza o all’odio razziale;

  b)  pubblicita’  televisive,  spot  pubblicitari,   televendite   e telepromozioni, come definiti all’articolo 2, comma 1,  lettere  ee), ff), ii) e mm), del citato testo unico di cui al decreto  legislativo n. 177 del 2005;

  c) opere audiovisive prodotte esclusivamente a fini  commerciali  o promozionali;

  d) programmi di informazione e attualita’;

  e) giochi, spettacoli di varieta’, quiz, talk show;

  f) programmi di gare e competizioni o contenenti risultati di  gare e competizioni;

  g) trasmissione, anche in diretta,  di  eventi,  ivi  compresi  gli eventi  teatrali,  musicali,   artistici,   culturali,   sportivi   e celebrativi;

  h) programmi televisivi.

Sezione II

Incentivi fiscali

Art. 15

Credito d’imposta per le imprese di produzione

  1. Alle imprese di  produzione  cinematografica  e  audiovisiva  e’ riconosciuto un credito d’imposta, in misura non inferiore al 15  per cento e non superiore al  30  per  cento  del  costo  complessivo  di produzione di opere cinematografiche e audiovisive.

  2. Nella determinazione dell’aliquota  del  credito  d’imposta,  il decreto di cui all’articolo 21 prevede comunque che:

  a) per le opere cinematografiche e’ prevista l’aliquota del 30  per cento;

  b) per le opere audiovisive,  l’aliquota  del  30  per  cento  puo’ essere prevista in via prioritaria per le opere realizzate per essere distribuite   attraverso   un’emittente   televisiva   nazionale   e, congiuntamente, in coproduzione internazionale ovvero  per  le  opere audiovisive di produzione internazionale; per le opere non realizzate in coproduzione internazionale ovvero che non siano opere audiovisive di produzione internazionale; per  le  opere  in  cui  il  produttore indipendente mantiene  la  titolarita’  dei  diritti  in  misura  non inferiore al 30 per cento, secondo le modalita’ previste nel medesimo decreto di cui all’articolo 21.

  3. Per le altre  tipologie  di  opere  audiovisive,  l’aliquota  e’ determinata tenendo conto delle risorse disponibili e nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi previsti dall’articolo 12.

Art. 16

Credito d’imposta per le imprese di distribuzione

  1. Alle imprese di distribuzione cinematografica e  audiovisiva  e’ riconosciuto un credito d’imposta, in misura non inferiore al 15  per cento e non superiore al 30 per cento, elevata al 40  per  cento  nei casi previsti nel presente  articolo,  delle  spese  complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale e  internazionale  di  opere cinematografiche e audiovisive.

  2. Nella determinazione dell’aliquota  del  credito  d’imposta,  il decreto di cui all’articolo 21 prevede che:

  a) l’aliquota del 30 per cento  e’  prioritariamente  stabilita  in relazione alle spese per la distribuzione  internazionale  ovvero  in relazione alle spese per la distribuzione  cinematografica  di  opere effettuata da societa’ di distribuzione indipendente;

  b) in relazione  a  opere  distribuite  direttamente  dallo  stesso produttore indipendente, l’aliquota e’ elevata fino al 40 per  cento, a condizione che le fasi della distribuzione siano gestite secondo le modalita’ tecniche e le disposizioni stabilite  nel  decreto  di  cui all’articolo 21.

  3. Il credito d’imposta di cui al  presente  articolo  e’  altresi’ riconosciuto  alle  imprese  di   distribuzione   cinematografica   e audiovisiva  per  le  spese   complessivamente   sostenute   per   la distribuzione, nei territori delle regioni in cui risiedono minoranze linguistiche riconosciute, ai sensi dell’articolo 2  della  legge  15 dicembre 1999, n. 482, di opere prodotte in  una  lingua  diversa  da quella  italiana,  purche’  appartenente  ad  una   delle   minoranze linguistiche riconosciute. Il decreto di cui  all’articolo  21  tiene conto, nella determinazione dell’aliquota di cui al presente articolo per le finalita’ del presente comma,  della  consistenza  dei  gruppi linguistici nei territori in  cui  risiedono  minoranze  linguistiche riconosciute.

  4. Per le  altre  tipologie  di  opere  e  imprese,  l’aliquota  e’ determinata tenendo conto delle risorse disponibili, delle  tipologie di  opere   distribuite,   della   circostanza   che   l’impresa   di distribuzione cinematografica o audiovisiva o di editoria audiovisiva sia o meno indipendente ovvero  sia  o  meno  italiana  o  europea  e nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi previsti dall’articolo 12.

Art. 17

Credito d’imposta per le imprese dell’esercizio cinematografico,  per

le industrie tecniche e di post-produzione

  1. Alle imprese di esercizio  cinematografico  e’  riconosciuto  un credito d’imposta, in misura non inferiore al  20  per  cento  e  non superiore al 40 per cento delle spese complessivamente sostenute  per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive,  per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e  tecnologico  delle sale cinematografiche, per l’installazione, la  ristrutturazione,  il rinnovo di impianti,  apparecchiature,  arredi  e  servizi  accessori delle sale.

  2. Alle industrie tecniche e  di  post-produzione,  ivi  inclusi  i laboratori di restauro, e’  riconosciuto  un  credito  d’imposta,  in misura non inferiore al 20 per cento e non superiore al 30 per  cento delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico e strutturale del settore.

  3. Nella determinazione dell’aliquota del credito d’imposta di  cui al presente articolo, il decreto di cui all’articolo 21 tiene  conto, fra l’altro, della  esistenza  della  sala  cinematografica  in  data anteriore al 1° gennaio 1980.

Art. 18

Credito d’imposta per il potenziamento

dell’offerta cinematografica

  1. Al fine di potenziare l’offerta cinematografica e in particolare di  potenziare  la  presenza  in  sala   cinematografica   di   opere audiovisive italiane ed europee, agli esercenti sale cinematografiche e’ riconosciuto  un  credito  d’imposta  commisurato  ad  un’aliquota massima  del  20   per   cento   sugli   introiti   derivanti   dalla programmazione di opere audiovisive, con particolare riferimento alle opere italiane ed europee, anche con caratteristiche di documentario, effettuata nelle  rispettive  sale  cinematografiche,  con  modalita’ adeguate a incrementare la fruizione da parte del pubblico secondo le disposizioni stabilite con il decreto di cui all’articolo 21.

  2.  Il  decreto  di  cui   all’articolo   21   prevede   meccanismi incentivanti a favore delle opere italiane e, ai fini degli obiettivi previsti dall’articolo 12, per particolari tipologie di  opere  e  di sale cinematografiche, con particolare riferimento alle piccole  sale cinematografiche ubicate  nei  comuni  con  popolazione  inferiore  a 15.000 abitanti.

Art. 19

Credito d’imposta per l’attrazione in Italia

di investimenti cinematografici e audiovisivi

  1.  Alle  imprese   italiane   di   produzione   esecutiva   e   di post-produzione e’ riconosciuto un credito d’imposta, in relazione  a opere cinematografiche e audiovisive o a parti di esse realizzate sul territorio nazionale, utilizzando manodopera italiana, su commissione di produzioni estere, in misura non inferiore al 25 per cento  e  non superiore al 30  per  cento  della  spesa  sostenuta  nel  territorio nazionale.

Art. 20

Credito d’imposta per le imprese non appartenenti

al settore cinematografico e audiovisivo

  1. Ai soggetti di cui all’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e ai  titolari  di reddito di impresa ai fini dell’imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche, non appartenenti al settore cinematografico  e  audiovisivo, associati in partecipazione ai sensi dell’articolo  2549  del  codice civile, e’ riconosciuto un credito d’imposta nella misura massima del 30 per cento dell’apporto in denaro effettuato per  la  produzione  e distribuzione in Italia e  all’estero  di  opere  cinematografiche  e audiovisive. L’aliquota massima e’ elevata al 40 per cento  nel  caso di apporto in denaro effettuato per lo sviluppo e  la  produzione  di opere che abbiano ricevuto i contributi selettivi di cui all’articolo 26 della presente legge.

  2. Il decreto di cui all’articolo 21 disciplina  le  modalita’,  le condizioni e le ulteriori specificazioni con le  quali  il  beneficio puo’ essere riconosciuto per gli investimenti effettuati anche per il tramite di intermediari e veicoli finanziari sottoposti  a  vigilanza prudenziale, quali  gli  organismi  di  investimento  collettivo  del risparmio, di cui all’articolo 1, comma 1, del testo unico di cui  al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

Art. 21

Disposizioni comuni in materia di crediti d’imposta

  1.  I  crediti  d’imposta  di  cui  alla  presente   sezione   sono riconosciuti entro il limite  massimo  complessivo  indicato  con  il decreto di cui all’articolo 13, comma 5. Con il medesimo decreto,  si provvede  al  riparto  delle  risorse  complessivamente  iscritte  in bilancio tra le diverse tipologie di intervento; ove necessario, tale riparto puo’ essere modificato, con le medesime modalita’,  anche  in corso d’anno.

  2.  I  crediti  d’imposta  previsti  nella  presente  sezione   non concorrono alla formazione del reddito  ai  fini  delle  imposte  sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta  regionale sulle attivita’ produttive, non rilevano ai fini del rapporto di  cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico  delle  imposte  sui redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22 dicembre  1986,  n.  917,  e   successive   modificazioni,   e   sono utilizzabili esclusivamente in compensazione ai  sensi  dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

  3. Ai crediti d’imposta previsti  nella  presente  sezione  non  si applica il limite di utilizzo di cui all’articolo 1, comma 53,  della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

  4. Nel rispetto delle disposizioni di  cui  agli  articoli  1260  e seguenti del codice  civile,  e  previa  adeguata  dimostrazione  del riconoscimento del diritto da parte del Ministero e dell’effettivita’ del diritto al credito medesimo, i crediti  d’imposta  sono  cedibili dal beneficiario a intermediari bancari, ivi incluso  l’Istituto  per il credito sportivo, finanziari e assicurativi sottoposti a vigilanza prudenziale. I cessionari possono utilizzare il credito  ceduto  solo in compensazione dei propri debiti d’imposta o contributivi ai  sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997. La cessione del credito non pregiudica i poteri delle competenti  amministrazioni relativi   al   controllo   delle   dichiarazioni   dei   redditi   e all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni nei  confronti  del cedente il credito  d’imposta.  Il  Ministero  e  l’Istituto  per  il credito sportivo possono stipulare convenzioni al fine  di  prevedere che le somme corrispondenti  all’importo  dei  crediti  eventualmente ceduti, ai sensi del presente comma, a detto Istituto siano destinate al finanziamento di progetti e iniziative nel settore della  cultura, con particolare riguardo al cinema e all’audiovisivo.

  5. Con uno o piu’ decreti del Ministro, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  di concerto con il Ministro dell’economia e delle  finanze,  sentito  il Ministro dello sviluppo economico, sono stabiliti,  partitamente  per ciascuna delle tipologie di credito d’imposta previste nella presente sezione e nell’ambito delle percentuali ivi stabilite,  i  limiti  di importo per opera o beneficiario, le  aliquote  da  riconoscere  alle varie tipologie di opere ovvero alle varie  tipologie  di  impresa  o alle  varie  tipologie  di   sala   cinematografica,   la   base   di commisurazione del beneficio, con la specificazione  dei  riferimenti temporali,  nonche’  le  ulteriori  disposizioni  applicative   della presente sezione, fra cui i requisiti, le condizioni e  la  procedura per  la  richiesta  e  il  riconoscimento  del  credito,   prevedendo modalita’ atte a garantire che ciascun  beneficio  sia  concesso  nel limite massimo dell’importo complessivamente  stanziato,  nonche’  le modalita’ dei controlli e i casi di revoca e decadenza.

  6. Le risorse stanziate per il finanziamento dei crediti  d’imposta previsti nella presente sezione, laddove inutilizzate e  nell’importo definito con decreto  del  Ministro,  di  concerto  con  il  Ministro dell’economia e delle finanze, sono destinate al rifinanziamento  del Fondo per il cinema e l’audiovisivo.  A  tal  fine  si  applicano  le disposizioni di cui all’articolo 24, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183.

Art. 22

Agevolazioni fiscali e finanziarie

  1. Sono soggetti a imposta fissa di registro gli  atti  di  vendita totale o parziale dei diritti  di  sfruttamento  economico  dei  film previsti  dalla  presente  legge,  i  contratti   di   distribuzione, noleggio, mandato, agenzia o diversi, relativi allo sfruttamento  dei film, gli atti di concessione, di costituzione in garanzia o in pegno dei proventi, dei contributi di cui alle sezioni III e IV,  gli  atti di rinuncia alle cessioni, alle costituzioni in garanzia o in  pegno, nonche’  quelli  relativi  all’esecuzione  e  alla  estinzione  delle suindicate operazioni di finanziamento.  Sono  altresi’  soggetti  ad imposta fissa di registro gli atti  di  costituzione  dei  circoli  e delle  associazioni  nazionali  di   cultura   cinematografica,   con esclusione dell’acquisizione in proprieta’ dei beni immobili.

  2. Alle operazioni di credito cinematografico effettuate  ai  sensi del presente articolo e a tutti gli atti e  contratti  relativi  alle operazioni  stesse  e  alla   loro   esecuzione,   modificazione   ed estinzione, nonche’ alle garanzie di qualunque  tipo  e  da  chiunque prestate, si applicano le disposizioni del titolo IV del decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601,  e  successive modificazioni.

  3. Le quote versate dai soci e gli incassi derivanti dall’emissione dei titoli di accesso ai soci non concorrono  a  formare  il  reddito imponibile dei circoli e  delle  associazioni  nazionali  di  cultura cinematografica, come individuati dal decreto di cui all’articolo 27, comma 4, a condizione che siano da ritenersi enti non commerciali  ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera c), del  testo  unico  delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e che siano state rispettate  le disposizioni di cui al titolo II, capo III, del medesimo testo unico.

  4. Sono fatte salve le disposizioni di  cui  ai  commi  7,  8  e  9 dell’articolo  20  del  decreto-legge  14  gennaio   1994,   n.   26, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° marzo 1994, n.  153,  e successive modificazioni.

Sezione III

Contributi automatici

Art. 23

Contributi  automatici  per  lo  sviluppo,   la   produzione   e   la

distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive

  1. Il Ministero, a valere sul Fondo per il cinema e  l’audiovisivo, concede  contributi  automatici  alle  imprese   cinematografiche   e audiovisive al fine di concorrere, nei  limiti  massimi  d’intensita’ d’aiuto previsti dalle disposizioni dell’Unione europea e secondo  le ulteriori specifiche contenute nel decreto di  cui  all’articolo  25, allo sviluppo, alla produzione e distribuzione in Italia e all’estero di  nuove  opere  cinematografiche  e  audiovisive  di   nazionalita’ italiana.

  2. L’importo complessivo  dei  contributi  automatici  spettante  a ciascuna impresa e’ determinato sulla base  di  parametri  oggettivi, relativi alle opere cinematografiche  e  audiovisive  precedentemente prodotte  ovvero  distribuite  dalla  medesima  impresa,  individuati dall’articolo 24.

Art. 24

Modalita’ di erogazione del sostegno automatico

alle imprese cinematografiche e audiovisive

  1. Al fine della erogazione  dei  contributi  automatici,  ciascuna impresa cinematografica e  audiovisiva  richiede  l’apertura  di  una posizione contabile presso il Ministero, nella quale  possono  essere riconosciuti, nei limiti delle risorse a tal  fine  disponibili,  gli importi che maturano ai sensi dei commi seguenti, da  utilizzare  per le finalita’ previste dall’articolo 23.

  2.  A  ciascuna  impresa   cinematografica   e   audiovisiva   sono riconosciuti  importi  calcolati  in  base  ai  risultati  economici, culturali e artistici e di diffusione presso il pubblico nazionale  e internazionale, ottenuti da opere cinematografiche e  audiovisive  da essa prodotte ovvero distribuite in Italia e all’estero,  secondo  le seguenti modalita’ e secondo le ulteriori disposizioni contenute  nel decreto di cui all’articolo 25:

  a) per le opere cinematografiche,  si  tiene  conto  degli  incassi ottenuti nelle sale cinematografiche italiane  dai  film  realizzati, anche in relazione al rapporto fra gli incassi ottenuti e i  relativi costi di produzione e distribuzione, nonche’ di  ulteriori  parametri di valutazione oggettivi stabiliti dal decreto  di  cui  all’articolo 25, quali, fra gli altri, i ricavi derivanti dallo  sfruttamento  dei diritti attraverso tutte le piattaforme di diffusione,  in  Italia  e all’estero,  nonche’  la  partecipazione  e   il   conseguimento   di riconoscimenti in  rassegne  e  concorsi  internazionali  di  livello primario e secondo la misura, le  specifiche,  le  limitazioni  e  le eventuali maggiorazioni contenute nel medesimo decreto;

  b) per le opere audiovisive, si tiene conto, in particolare,  della durata dell’opera  realizzata,  dei  relativi  costi  medi  orari  di realizzazione,  nonche’  di  ulteriori   parametri   di   valutazione oggettivi stabiliti dal decreto di cui all’articolo  25,  quali,  fra gli  altri,  i  ricavi  derivanti  dallo  sfruttamento  dei   diritti attraverso  tutte  le  piattaforme  di  diffusione,   in   Italia   e all’estero,  nonche’  la  partecipazione  e   il   conseguimento   di riconoscimenti in  rassegne  e  concorsi  internazionali  di  livello primario, secondo la misura,  le  specifiche,  le  limitazioni  e  le eventuali maggiorazioni contenute nel decreto di cui all’articolo 25;

  c) possono  essere  introdotti  meccanismi  premianti  rispetto  ai risultati ottenuti da particolari tipologie  di  opere,  fra  cui  le opere prime e seconde, i documentari, le opere  d’animazione,  ovvero ai risultati  ottenuti,  anche  con  riferimento  alla  distribuzione internazionale,  in  determinati  canali  distributivi  e  anche   in determinati periodi dell’anno, con particolare  riferimento  ai  mesi estivi, ovvero su particolari mercati; il decreto di cui all’articolo 25 puo’ prevedere che gli incentivi siano prioritariamente utilizzati per lo sviluppo di opere audiovisive e cinematografiche ovvero per la produzione e distribuzione di particolari tipologie di  opere  ovvero per particolari modalita’ distributive, avuto riguardo alle oggettive difficolta’ nella produzione,  nel  reperimento  di  finanziamenti  e nella distribuzione delle medesime opere.

  3. I contributi  alla  produzione  previsti  dall’articolo  10  del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, ancora non  erogati  alle imprese di produzione,  confluiscono  nella  posizione  contabile  di ciascuna impresa, secondo modalita’ stabilite con il decreto  di  cui all’articolo 25 della presente legge, tenendo conto anche degli  atti di disposizione di tali contributi aventi data certa anteriore al  31 dicembre 2015, compatibili con le  finalita’  previste  dal  medesimo articolo 10 del citato decreto legislativo  n.  28  del  2004  e  dai relativi decreti attuativi.

Art. 25

Disposizioni di attuazione

  1. Con decreto del Ministro, da  emanare  entro  centoventi  giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,  acquisiti  il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e il parere del Consiglio superiore, sono stabilite, nei limiti delle risorse  a  tal fine  disponibili,  le  modalita’  applicative   delle   disposizioni contenute nella presente sezione e, in particolare,  oltre  a  quanto gia’ previsto nei precedenti articoli, sono definiti:

  a)  i  requisiti   minimi   che   devono   possedere   le   imprese cinematografiche e audiovisive, con particolare riferimento alla loro solidita’ patrimoniale e  finanziaria,  per  accedere  ai  contributi automatici;

  b) i criteri di assegnazione  dei  contributi,  i  requisiti  delle opere beneficiarie ed eventuali ulteriori specifiche  e  limitazioni, nonche’ le eventuali ulteriori categorie di opere di cui all’articolo 24, comma 2, lettera c);

  c) il termine massimo entro cui l’importo puo’ essere utilizzato;

  d) i casi di decadenza ovvero di revoca.

Sezione IV

Contributi selettivi

Art. 26

Contributi selettivi

  1. Il Ministero, a valere sul Fondo per il cinema e  l’audiovisivo, concede contributi  selettivi  per  la  scrittura,  lo  sviluppo,  la produzione e la distribuzione nazionale  e  internazionale  di  opere cinematografiche e audiovisive.

  2. I contributi di cui al  comma  1  sono  destinati,  fatto  salvo quanto  previsto   dal   comma   3,   prioritariamente   alle   opere cinematografiche e in particolare alle opere prime e  seconde  ovvero alle opere realizzate da giovani  autori  ovvero  ai  film  difficili realizzati con modeste  risorse  finanziarie  ovvero  alle  opere  di particolare  qualita’  artistica  realizzate  anche  da  imprese  non titolari di una posizione contabile ai sensi dell’articolo  24  della presente legge nonche’ alle  opere  che  siano  sostenute  e  su  cui convergano contributi di piu’ aziende,  siano  esse  piu’  piccole  o micro aziende inserite in una rete d’impresa  o  piu’  aziende  medie convergenti temporaneamente, anche una tantum, per  la  realizzazione dell’opera. I contributi sono attribuiti in relazione  alla  qualita’ artistica  o  al  valore  culturale  dell’opera  o  del  progetto  da realizzare, in base alla valutazione di  cinque  esperti  individuati secondo le modalita’ stabilite con il decreto di cui al comma  4  tra personalita’ di chiara fama  anche  internazionale  e  di  comprovata qualificazione professionale nel settore.  Detti  esperti  non  hanno titolo a compensi, gettoni, indennita’ comunque denominate, salvo  il rimborso, ai sensi della normativa vigente, delle  spese  documentate effettivamente  sostenute.  I  contributi  per  la   scrittura   sono assegnati direttamente agli autori del progetto, secondo le modalita’ stabilite con il decreto di cui al comma 4.

  3. Il Ministero concede altresi’ contributi selettivi alle  imprese operanti nel settore dell’esercizio cinematografico  e  alle  imprese cinematografiche e audiovisive appartenenti a determinate  categorie. Le imprese beneficiarie sono individuate prioritariamente tra  quelle di nuova costituzione, tra le start-up e tra  quelle  che  abbiano  i requisiti delle micro imprese ai sensi  della  normativa  europea  in materia di aiuti di Stato, con particolare riferimento  alle  piccole sale cinematografiche ubicate nei comuni con popolazione inferiore  a 15.000 abitanti. Le finalita’, le modalita’, i  requisiti  soggettivi ed oggettivi, i limiti e le  ulteriori  disposizioni  attuative  sono definiti nel decreto cui al comma 4.

  4. Con decreto del Ministro, da  emanare  entro  centoventi  giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  acquisiti  i pareri della Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e del Consiglio superiore,  sono  definite  le  modalita’  applicative  del  presente articolo  e  in  particolare  possono   essere   previsti   ulteriori contributi  selettivi  per  la  scrittura  e  lo  sviluppo  di  opere audiovisive, nei limiti delle risorse disponibili, con le modalita’ e nei limiti  definiti  dal  medesimo  decreto;  il  decreto  definisce inoltre i meccanismi e le modalita’ per le eventuali restituzioni  al Fondo per il cinema e l’audiovisivo dei contributi assegnati,  ovvero  il loro addebito alla posizione contabile dell’impresa, istituita  ai sensi dell’articolo 24, e i casi di revoca e di decadenza.

Sezione V

Attivita’ di promozione cinematografica e audiovisiva

Art. 27

Contributi alle attivita’ e alle iniziative

di promozione cinematografica e audiovisiva

  1. Il Ministero, a valere sul Fondo per il cinema e  l’audiovisivo, realizza ovvero concede contributi per il finanziamento di iniziative e manifestazioni finalizzate a:

  a) favorire lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia;

  b) promuovere le attivita’ di internazionalizzazione del settore;

  c) promuovere,  anche  a  fini  turistici,  l’immagine  dell’Italia attraverso il cinema e l’audiovisivo;

  d) sostenere la realizzazione di  festival,  rassegne  e  premi  di rilevanza nazionale ed internazionale;

  e) promuovere le attivita’ di conservazione, restauro  e  fruizione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, anche con riguardo alle attivita’ svolte dalle cineteche di cui all’articolo 7;

  f) sostenere la programmazione di film d’essai ovvero di ricerca  e sperimentazione;

  g) sostenere, secondo le modalita’ fissate con il decreto di cui al comma 4  del  presente  articolo,  l’attivita’  di  diffusione  della cultura  cinematografica  svolta  dalle  associazioni  nazionali   di cultura cinematografica, dalle  sale  delle  comunita’  ecclesiali  e religiose nell’ambito dell’esercizio cinematografico, intese come  le sale cinematografiche di  cui  sia  proprietario  o  titolare  di  un diritto reale di godimento sull’immobile il legale rappresentante  di istituzioni o enti ecclesiali o religiosi  dipendenti  dall’autorita’ ecclesiale o religiosa competente in campo nazionale  e  riconosciuti dallo Stato, nonche’ dai circoli di cultura  cinematografica,  intesi come associazioni senza scopo di lucro,  costituite  anche  con  atto privato   registrato,   che    svolgono    attivita’    di    cultura cinematografica;

  h) sostenere ulteriori  attivita’  finalizzate  allo  sviluppo  del cinema e dell’audiovisivo sul piano artistico, culturale, tecnico  ed economico ovvero  finalizzate  alla  crescita  economica,  culturale, civile, all’integrazione  sociale  e  alle  relazioni  interculturali mediante l’utilizzo del cinema e dell’audiovisivo,  anche  attraverso le proprie strutture e anche in accordo e in  collaborazione  con  il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca,  con  il Ministero degli affari esteri e  della  cooperazione  internazionale, con il Ministero dello  sviluppo  economico,  con  il  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali e  con  altri  soggetti  pubblici  e privati, nonche’ per la realizzazione di indagini, studi, ricerche  e valutazioni di impatto economico, industriale e  occupazionale  delle misure di cui alla presente legge, ovvero di supporto alle  politiche pubbliche nel settore cinematografico e audiovisivo;

  i)  sostenere,  di  concerto  con  il  Ministero   dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per un importo complessivo pari  ad almeno il 3 per cento della dotazione  del  Fondo  per  il  cinema  e l’audiovisivo, aggiuntivo  rispetto  al  limite  previsto,  ai  sensi dell’articolo 13, comma 5, per i contributi di cui all’articolo 26  e al presente articolo, il potenziamento delle competenze  nel  cinema, nelle tecniche e nei  media  di  produzione  e  di  diffusione  delle immagini e  dei  suoni,  nonche’  l’alfabetizzazione  all’arte,  alle tecniche e ai media di produzione e  diffusione  delle  immagini,  ai sensi dell’articolo 1, comma 7, lettere  c)  e  f),  della  legge  13 luglio 2015, n. 107.

  2. Le richieste di contributo possono  essere  presentate  da  enti pubblici  e  privati,  universita’  ed  enti  di  ricerca,   istituti dell’alta formazione artistica,  musicale  e  coreutica,  fondazioni, comitati ed associazioni culturali e di  categoria,  anche  in  forma confederale.

  3. A valere sul Fondo per il cinema e l’audiovisivo,  il  Ministero provvede altresi’:

  a)  alle  finalita’  di  cui  all’articolo  14,   comma   10,   del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, inerente le risorse da  assegnare all’Istituto Luce-Cinecitta’ srl per la realizzazione  del  programma di attivita’ e il funzionamento della societa’ e del  Museo  italiano dell’audiovisivo e del cinema (MIAC);

  b) alle finalita’ di  cui  all’articolo  19,  comma  1-quater,  del decreto  legislativo  29  gennaio   1998,   n.   19,   e   successive modificazioni, inerente i contributi che il Ministero assegna per  lo svolgimento  delle  attivita’  istituzionali  della  Fondazione   «La Biennale di Venezia» nel campo del cinema;

  c) alle finalita’ di cui all’articolo 9, comma  1,  lettera  b),  e comma 1-bis, del decreto legislativo 18  novembre  1997,  n.  426,  e successive modificazioni, inerenti  i  contributi  che  il  Ministero assegna alla Fondazione Centro sperimentale di cinematografia per  lo svolgimento dell’attivita’ istituzionale;

  d) al sostegno delle  attivita’  del  Museo  nazionale  del  cinema Fondazione Maria  Adriana  Prolo-Archivi  di  fotografia,  cinema  ed immagine e della Fondazione Cineteca di Bologna.

  4. Con decreto del Ministro, da  emanare  entro  centoventi  giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  acquisiti  i pareri della Conferenza unificata e  del  Consiglio  superiore,  sono individuate  le  specifiche  tipologie  di  attivita’  ammesse,  sono definiti i criteri e le modalita’ per la concessione dei contributi e sono ripartite le risorse disponibili fra le varie finalita’ indicate nel presente articolo.

Capo IV

Interventi straordinari e altre misure per il rilancio del settore

Art. 28

Piano straordinario per il  potenziamento  del  circuito  delle  sale

cinematografiche e polifunzionali

  1. Al fine di consentire una piu’ diffusa e omogenea  distribuzione delle sale cinematografiche sul territorio  nazionale  e’  costituita un’apposita sezione del Fondo per  il  cinema  e  l’audiovisivo,  con dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018  e 2019, di 20 milioni di euro per l’anno 2020 e di 10 milioni  di  euro per l’anno 2021, per la concessione di contributi  a  fondo  perduto, ovvero  contributi  in  conto  interessi  sui   mutui   o   locazioni finanziarie, finalizzati:

  a) alla riattivazione di sale cinematografiche chiuse  o  dismesse, con particolare riguardo  alle  sale  cinematografiche  presenti  nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti  e  con  priorita’ per le sale dichiarate di interesse culturale ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di  cui  al  decreto  legislativo  22 gennaio 2004, n. 42;

  b) alla realizzazione di nuove sale,  anche  mediante  acquisto  di locali per l’esercizio cinematografico e per i servizi connessi;

  c) alla trasformazione delle sale o multisale esistenti  in  ambito cittadino finalizzata all’aumento del numero degli schermi;

  d)  alla   ristrutturazione   e   all’adeguamento   strutturale   e tecnologico delle sale; all’installazione, alla ristrutturazione,  al rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi  complementari alle sale.

  2. Le disposizioni applicative e in particolare la definizione  dei soggetti beneficiari, dei limiti massimi di  intensita’  di  aiuto  e delle altre condizioni per l’accesso al beneficio e la sua  gestione, sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri, su proposta del Ministro, da emanare entro  centoventi  giorni  dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo  parere  della Conferenza unificata.

  3. Il decreto di cui  al  comma  2  riconosce  la  priorita’  nella concessione del  contributo  alle  sale  che,  oltre  alla  fruizione cinematografica   e   audiovisiva,   garantiscano,   anche   con   il coinvolgimento degli  enti  locali,  la  fruizione  di  altri  eventi culturali, creativi, multimediali e formativi in grado di contribuire alla sostenibilita’ economica della  struttura  ovvero  alla  valenza sociale e culturale dell’area di insediamento. Il decreto di  cui  al comma 2 riconosce altresi’ particolari condizioni  agevolative  nella concessione  del  contributo  alle  sale  presenti  nei  comuni   con popolazione inferiore a 15.000 abitanti.

  4. Il decreto di cui al comma 2 puo’ subordinare la concessione dei contributi  a  obblighi  del  soggetto  beneficiario  relativi   alla destinazione d’uso dei locali e  alla  programmazione  di  specifiche attivita’  culturali  e   creative,   ivi   inclusi   impegni   nella programmazione di opere  cinematografiche  e  audiovisive  europee  e italiane.

  5. Nel quadro delle iniziative per la riqualificazione urbana e  la rigenerazione delle periferie e delle aree  urbane  degradate,  e  al fine di agevolare le azioni di cui  al  comma  1,  le  regioni  e  le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano   possono   introdurre previsioni urbanistiche ed edilizie dirette,  anche  in  deroga  agli strumenti urbanistici, a favorire e incentivare il potenziamento e la ristrutturazione  di  sale  cinematografiche   e   centri   culturali multifunzionali,  anche  mediante   interventi   di   demolizione   e ricostruzione che  prevedano  il  riconoscimento  di  una  volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente come misura premiale  e  le modifiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione architettonica con gli organismi  edilizi  esistenti,  in  attuazione  dei  principi introdotti dall’articolo 5, commi 9 e seguenti, del decreto-legge  13 maggio 2011, n. 70, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  12 luglio 2011, n. 106.

Art. 29

Piano straordinario per la digitalizzazione

del patrimonio cinematografico e audiovisivo

  1.  Al   fine   di   consentire   il   passaggio   del   patrimonio cinematografico e  audiovisivo  al  formato  digitale  e’  costituita un’apposita sezione del Fondo per  il  cinema  e  l’audiovisivo,  con dotazione annua di 10 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2017, 2018 e 2019, per la concessione di contributi a fondo perduto  ovvero finanziamenti  agevolati,  finalizzati  alla  digitalizzazione  delle opere audiovisive e cinematografiche.

  2. Il  contributo  e’  concesso  alle  imprese  di  post-produzione italiane, ivi comprese le cineteche, in  proporzione  al  volume  dei materiali digitalizzati, secondo le previsioni contenute nel  decreto di cui al comma 4, tenendo altresi’ conto della  rilevanza  culturale del materiale cinematografico e audiovisivo da digitalizzare, nonche’ della qualita’  tecnica  e  della  professionalita’  complessiva  del progetto di digitalizzazione.

  3. Alle opere cinematografiche e audiovisive digitalizzate in tutto o in parte ai sensi del presente articolo ovvero con risorse comunque provenienti dal Ministero si applica quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, della presente legge.

  4. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su proposta del Ministro, da emanare entro centoventi giorni dalla  data di entrata in vigore della presente legge, acquisiti il parere  della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano e il  parere  del  Consiglio superiore, sono definiti i requisiti soggettivi dei  beneficiari,  le modalita’ per il riconoscimento e l’assegnazione  dei  contributi,  i limiti  massimi  d’intensita’  dei  contributi  stessi,  nonche’   le condizioni e i termini di utilizzo  del  materiale  digitalizzato  ai sensi del comma 3.

Art. 30

Sezione speciale per l’audiovisivo  del  Fondo  di  garanzia  per  le

piccole e medie imprese

  1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  da  emanare, di concerto con il Ministro e con il Ministro dell’economia  e  delle finanze, entro centoventi giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge, e’ istituita una sezione speciale del Fondo  di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662,  e  successive modificazioni. La suddetta sezione speciale e’ dotata di contabilita’ separata ed e’ destinata a garantire operazioni di finanziamento alle imprese   per   la   realizzazione   di   prodotti   audiovisivi    e cinematografici.

  2. La sezione e’ alimentata per un importo di  5  milioni  di  euro nell’anno 2017 a valere sulle risorse  del  Fondo  per  il  cinema  e l’audiovisivo.  Il  Ministro  determina  annualmente,   con   proprio decreto, eventuali ulteriori versamenti a favore della sezione.

  3. Le risorse  della  sezione  possono  essere  incrementate  anche tramite apposite convenzioni stipulate tra il Ministero, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell’economia e delle  finanze e soggetti investitori, pubblici e privati.

  4. Con il decreto di cui al comma 1 sono definite le  tipologie  di operazioni  che   possono   essere   garantite,   le   modalita’   di funzionamento della sezione e le altre disposizioni  applicative  del presente articolo.

Art. 31

Misure dirette a favorire una migliore distribuzione

delle opere cinematografiche

  1. Lo Stato favorisce un pieno ed equilibrato sviluppo del  mercato cinematografico impedendo il formarsi di  fenomeni  distorsivi  della concorrenza,   nei   settori   della    produzione,    distribuzione, programmazione e dell’esercizio cinematografico,  anche  al  fine  di agevolare la diffusione capillare delle  opere  cinematografiche  con particolare riferimento a quelle europee e nazionali.

  2. In materia di tutela della concorrenza si applicano,  in  quanto compatibili, le disposizioni contenute nella legge 10  ottobre  1990, n. 287. L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato opera nei modi e nei termini di cui all’articolo 16 della citata legge  n.  287 del 1990.

  3. L’Autorita’ di cui al comma 2, su segnalazione di chi  vi  abbia interesse  o,  periodicamente,  d’ufficio,  adotta  i   provvedimenti necessari per eliminare o impedire il formarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza, secondo le modalita’ previste dalla  citata  legge n. 287  del  1990,  qualora  sul  mercato  di  riferimento  un  unico soggetto,   ivi   comprese   le   agenzie   territoriali    mono    o plurimandatarie, sul territorio nazionale ovvero su base regionale  o anche in  una  sola  delle  citta’  capoluogo  di  regione,  detenga,

direttamente o indirettamente, una posizione  dominante  nel  mercato della distribuzione e dell’esercizio cinematografico, con particolare riferimento ai soggetti che operano contestualmente anche in uno  dei seguenti   settori:   produzione,    programmazione,    edizione    o distribuzione di servizi televisivi, on line o telefonici.

  4. L’Autorita’ di cui al comma 2 trasmette annualmente alle  Camere una  relazione  sullo  stato  della  concorrenza  nel  settore  della distribuzione cinematografica.

Capo V

Riforma e razionalizzazione della normativa vigente

Art. 32

Istituzione del Registro pubblico

delle opere cinematografiche e audiovisive

  1. Presso il Ministero e’ istituito, senza nuovi o  maggiori  oneri per  la  finanza  pubblica,  il   Registro   pubblico   delle   opere cinematografiche e audiovisive, di seguito denominato «Registro».

  2. Al fine di realizzare gli effetti  di  pubblicita’  notizia  del deposito previsti dalla legge 22 aprile 1941, n. 633,  sono  soggette ad obbligo di iscrizione nel Registro  le  opere  cinematografiche  e audiovisive di nazionalita’ italiana ai sensi degli articoli  5  e  6 che hanno beneficiato di contributi  pubblici  statali,  regionali  e degli enti locali o di finanziamenti dell’Unione europea.

  3. Attraverso  il  Registro,  nell’ambito  delle  risorse  umane  e strumentali disponibili a legislazione vigente, sono assicurate:

  a) la  pubblicita’  e  l’opponibilita’  a  terzi  dell’attribuzione dell’opera ad autori e produttori che sono reputati  tali  a  seguito della  registrazione  sino  a  prova  contraria.  Nel  Registro  sono annotati tutti gli atti, gli accordi  e  le  sentenze  che  accertino diritti  relativi   alla   produzione,   alla   distribuzione,   alla rappresentazione   e   allo   sfruttamento   in   Italia   di   opere cinematografiche e audiovisive;

  b) la pubblicita’ sull’assegnazione di contributi pubblici statali, regionali e degli enti  locali  nonche’  sui  finanziamenti  concessi dall’Unione europea alle opere cinematografiche e audiovisive per  la loro scrittura, sviluppo, produzione, distribuzione e promozione;  la pubblicita’ sull’acquisto, la distribuzione e la cessione di  diritti di antenna alle reti del servizio pubblico radiotelevisivo.

  4.  L’iscrizione  di  un’opera  nel  Registro  e’   richiesta   dal produttore o dagli autori o dai titolari dei diritti. In ogni caso  i beneficiari dei contributi di cui al comma 2 sono tenuti a comunicare le relative informazioni nei termini e con le modalita’ stabiliti dal decreto di cui al comma 7, pena la revoca dei  benefici  concessi  ai

sensi della presente legge.

  5. Un’opera letteraria che  sia  destinata  alla  realizzazione  di un’opera cinematografica o  audiovisiva  puo’  essere  depositata  al Registro fornendo copia del contratto  con  cui  l’autore  dell’opera letteraria o un suo avente diritto ha concesso  l’opzione  d’acquisto dei diritti di adattamento e realizzazione di tale opera. Nel caso in cui eserciti l’opzione, il produttore deposita il  titolo  dell’opera cinematografica o audiovisiva in conformita’ a  quanto  previsto  dal presente articolo.

  6.  La  pubblicita’  delle  informazioni  relative  ai   contributi prevista dal comma 3, lettera b), e’ assicurata con la  pubblicazione e  la  libera  consultazione  nel  sito  internet  istituzionale  del Ministero, nei limiti fissati con il decreto di cui al comma 7.

  7. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su proposta del Ministro, di concerto con  il  Ministro  dello  sviluppo economico, da adottare entro centoventi giorni dalla data di  entrata in vigore della presente legge, sono determinate  le  caratteristiche del Registro, le modalita’ di registrazione delle opere,  le  tariffe relative alla tenuta  del  Registro,  la  tipologia  ed  i  requisiti formali degli atti soggetti a trascrizione, le modalita’ e  i  limiti della  pubblicazione  delle  informazioni,  prevista  dal  comma   6, necessarie ad assicurare la trasparenza sui contributi pubblici.

  8.  All’articolo  103  della  legge  22  aprile  1941,  n.  633,  e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:  

  a) il secondo comma e’ abrogato;

  b) al terzo comma, le parole: «In detti registri»  sono  sostituite dalle seguenti: «Nel registro di cui al primo comma»;

  c) al quinto comma, l’ultimo periodo e’ soppresso.

Art. 33

Delega al Governo per la riforma delle  disposizioni  legislative  in

materia  di  tutela  dei  minori  nel  settore  cinematografico   e

audiovisivo

  1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu’  decreti legislativi  per  la  riforma  delle  disposizioni   legislative   di disciplina degli strumenti e  delle  procedure  attualmente  previsti dall’ordinamento in materia di tutela dei  minori  nella  visione  di opere cinematografiche e  audiovisive,  ispirandosi  ai  principi  di liberta’ e di responsabilita’, tanto degli imprenditori  del  settore cinematografico  e  audiovisivo,   quanto   dei   principali   agenti educativi, tra i quali in primo luogo la famiglia, e  sostituendo  le procedure    attualmente    vigenti    con    un    meccanismo     di responsabilizzazione degli operatori e  di  attenta  vigilanza  delle istituzioni, orientato all’effettivita’ della tutela dei minori.  

  2. Il decreto o i decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:  

  a)  introdurre  il  principio  della   responsabilizzazione   degli operatori cinematografici in  materia  di  classificazione  del  film prodotto, destinato alle sale cinematografiche e agli altri mezzi  di fruizione, e della  uniformita’  di  classificazione  con  gli  altri prodotti audiovisivi, inclusi i videogiochi, che garantisca la tutela dei  minori  e  la  protezione  dell’infanzia  e  la   liberta’   di manifestazione del pensiero e dell’espressione artistica;

  b) prevedere l’istituzione presso il  Ministero  dell’organismo  di controllo   della   classificazione   di   cui   alla   lettera   a), disciplinandone la composizione, i compiti, le modalita’ di nomina  e di funzionamento, con conseguente soppressione delle Commissioni  per la revisione cinematografica di cui alla legge  21  aprile  1962,  n. 161.  Ai  componenti  di  tale  organismo,  scelti  tra  personalita’ indipendenti  e  di  comprovata  qualificazione  professionale,   non spettano gettoni di  presenza,  compensi,  indennita’  ed  emolumenti comunque  denominati  ad   eccezione   del   rimborso   delle   spese effettivamente sostenute previste dalla normativa vigente;

  c) prevedere il  procedimento  per  l’accertamento  degli  illeciti amministrativi  che  conseguono  alla   violazione   della   prevista classificazione di cui alla lettera a) e i termini entro i quali tale accertamento puo’ intervenire;

  d) prevedere il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi accertati;

  e) prevedere le abrogazioni e modificazioni della normativa vigente in contrasto con la nuova normativa per la classificazione  dei  film per le sale cinematografiche, degli altri  prodotti  audiovisivi  che vengono trasmessi alla televisione pubblica e privata  e  sulla  rete internet e dei videogiochi posti in vendita.

Art. 34

Delega al Governo per la riforma della promozione delle opere europee

e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi

  1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu’  decreti legislativi per la riforma e la razionalizzazione delle  disposizioni legislative  di  disciplina  degli  strumenti   e   delle   procedure attualmente previsti dall’ordinamento in materia di promozione  delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori di servizi di  media audiovisivi, sia lineari sia non lineari, sulla base dei  principi  e criteri direttivi indicati al comma 2 e comunque  conformemente  alla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  10 marzo 2010, e nel rispetto delle norme del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

  2. Il decreto o i decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

  a) introdurre procedure piu’ trasparenti ed efficaci in materia  di obblighi di  investimento  e  programmazione  di  opere  italiane  ed europee da parte dei fornitori dei servizi di media audiovisivi,  con particolare riferimento ai presupposti, ai requisiti, alle  modalita’ tecniche di assolvimento degli obblighi, precisando i criteri con cui possono  essere  riconosciute  eventuali  deroghe   ovvero   previsti meccanismi di flessibilita’ rispetto a tali obblighi;

  b)  adeguarsi  ai  principi  di  proporzionalita’,  adeguatezza  ed efficacia, in modo da definire con maggiore coerenza  e  certezza  il sistema  delle  regole  e  l’ambito   soggettivo   di   applicazione, prevedendo la massima armonizzazione  fra  gli  obblighi  cui  devono attenersi i diversi fornitori di servizi di  media  audiovisivi,  sia lineari che  non  lineari,  in  relazione  alle  diverse  piattaforme distributive;

  c) rafforzare un sistema in cui i meccanismi di mercato siano  piu’ funzionali a una maggiore concorrenza, a una maggiore  pluralita’  di possibili linee editoriali e  a  meccanismi  di  formazione  ed  equa distribuzione del valore dei diritti  di  sfruttamento  delle  opere, anche favorendo accordi tra le categorie dei fornitori di servizi  di media audiovisivi e dei produttori  indipendenti,  in  linea  con  il nuovo contesto tecnologico e di  mercato  ed  in  considerazione  dei rispettivi   apporti   finanziari,   produttivi   e   creativi   alla realizzazione delle opere;

  d) prevedere in particolare la riformulazione  delle  modalita’  di applicazione  di  tali  regole  ai  fornitori  di  servizi  di  media audiovisivi non lineari;

  e) provvedere alla riformulazione della definizione di  «produttore indipendente»,  nonche’  delle  altre   definizioni   che   attengono direttamente alle questioni, alle tematiche e ai profili inerenti  la promozione delle opere europee ed italiane;

  f) prevedere un adeguato sistema  di  verifica,  di  controllo,  di valutazione dell’efficacia e un appropriato sistema sanzionatorio.

Art. 35

Delega al Governo per la riforma delle norme in materia  di  rapporti

di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo

  1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu’  decreti legislativi per il riordino e l’introduzione di norme che, in armonia e coerenza con  le  disposizioni  vigenti  e  con  i  principi  e  le finalita’ di cui alla legge 10  dicembre  2014,  n.  183,  in  quanto compatibili, disciplinino in modo  sistematico  e  unitario,  con  le opportune  differenziazioni  correlate  allo  specifico   ambito   di attivita’, il rapporto di lavoro e l’ordinamento delle professioni  e dei mestieri nel settore cinematografico e audiovisivo.

  2. Il decreto o i decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

  a) conseguire  obiettivi  di  semplificazione  e  razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese;

  b) rafforzare le opportunita’ d’ingresso nel  mondo  del  lavoro  e riordinare i contratti di lavoro vigenti  per  renderli  maggiormente coerenti  con  le  attuali  esigenze  del  contesto  occupazionale  e produttivo nel settore cinematografico e audiovisivo;

  c) prevedere le opportune misure adeguate alle peculiari  modalita’ di organizzazione del lavoro  e  di  espletamento  della  prestazione lavorativa ovvero professionale.

  3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

Art. 36

Procedura di adozione dei decreti legislativi

  1. I decreti legislativi previsti dal presente capo  sono  adottati su proposta  del  Ministro,  previa  acquisizione  dei  pareri  della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le province autonome di Trento e di Bolzano e del  Consiglio  di  Stato, che sono resi nel termine di  quarantacinque  giorni  dalla  data  di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo puo’ comunque procedere. Gli schemi dei  decreti  legislativi sono successivamente trasmessi  alle  Camere  per  l’espressione  dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per  i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di  trenta  giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il  decreto  legislativo puo’ essere  comunque  adottato.  Il  Governo,  qualora  non  intenda conformarsi ai pareri parlamentari,  trasmette  nuovamente  il  testo alle Camere con le sue osservazioni e  con  eventuali  modificazioni, corredate  dei  necessari  elementi  integrativi  di  informazione  e motivazione. Le Commissioni competenti per materia e  per  i  profili finanziari possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.  Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.

  2. Disposizioni correttive ed integrative dei  decreti  legislativi di cui al comma 1 possono essere adottate, nel rispetto degli  stessi principi e criteri direttivi e con le medesime procedure  di  cui  al presente capo, entro due  anni  dalla  data  della  loro  entrata  in vigore.

  3. I decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori  oneri sono emanati solo successivamente o  contestualmente  all’entrata  in vigore dei  provvedimenti  legislativi  che  stanzino  le  occorrenti risorse  finanziarie.  Ciascuno  schema  di  decreto  legislativo  e’ corredato di una relazione tecnica che da’  conto  della  neutralita’ finanziaria del medesimo decreto ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura.

Capo VI

Controllo e sanzioni

Art. 37

Vigilanza e sanzioni

  1. Il  Ministero  esercita  la  vigilanza  sull’applicazione  della presente legge.

  2. Le modalita’ di controllo e i casi di  revoca  e  decadenza  dei contributi di cui alla presente legge  sono  stabiliti  nei  relativi decreti attuativi. In  caso  di  dichiarazioni  mendaci  o  di  falsa documentazione prodotta in sede di istanza per il riconoscimento  dei contributi  di  cui  alla  presente  legge,  oltre  alla  revoca  del contributo concesso e  alla  sua  intera  restituzione,  e’  disposta l’esclusione  dai  medesimi  contributi,   per   cinque   anni,   del beneficiario nonche’  di  ogni  altra  impresa  che  comprenda  soci, amministratori e legali rappresentanti di un’impresa esclusa ai sensi del presente comma.

  3. Il Ministero provvede all’attuazione delle disposizioni  di  cui al presente articolo senza nuovi o  maggiori  oneri  a  carico  della finanza pubblica e nell’ambito delle  risorse  umane,  strumentali  e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Capo VII

Disposizioni transitorie e finali

Art. 38

Copertura finanziaria

  1. Agli oneri  derivanti  dall’attuazione  dell’articolo  13  della presente legge,  pari  a  euro  233.565.000  per  l’anno  2017,  euro 233.985.572 per l’anno 2018 ed euro 233.565.000 a decorrere dall’anno 2019, si provvede:

  a) quanto a euro  63.587.593  annui  a  decorrere  dall’anno  2017, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1 della legge 30 aprile 1985,  n.  163,  concernente  il Fondo unico per lo spettacolo, limitatamente alle quote relative alle risorse per il finanziamento  delle  attivita’  di  produzione  e  di promozione cinematografica;

  b) quanto a euro  19.605.576  annui  a  decorrere  dall’anno  2017, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12 del decreto  legislativo  22  gennaio  2004,  n.  28, recante l’istituzione del Fondo per la produzione, la  distribuzione, l’esercizio e le industrie tecniche;

  c) quanto a euro 30.000.000 per l’anno 2017, a euro 150.792.403 per l’anno 2018 e a euro 150.371.831 a decorrere dall’anno 2019, mediante corrispondente riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla  legge 27 dicembre 2004, n. 307;

  d)  quanto  a  euro   120.371.831   per   l’anno   2017,   mediante corrispondente riduzione  delle  proiezioni  dello  stanziamento  del fondo speciale di conto  capitale  iscritto,  ai  fini  del  bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del programma «Fondi  di  riserva  e speciali»  della  missione  «Fondi  da  ripartire»  dello  stato   di previsione del Ministero dell’economia e  delle  finanze  per  l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando  l’accantonamento  relativo al medesimo Ministero.

  2. Il Ministro dell’economia e  delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.  

  3. Dall’attuazione dei decreti legislativi previsti dalla  presente legge non devono derivare nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della finanza pubblica. In conformita’  all’articolo  17,  comma  2,  della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive  modificazioni,  qualora uno o piu’ decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al  proprio  interno,  i  medesimi  decreti legislativi  sono  emanati  solo  successivamente  o  contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che  stanzino  le occorrenti risorse finanziarie.

Art. 39

Abrogazioni

  1. A decorrere dal 1º  gennaio  2017,  sono  abrogate  le  seguenti disposizioni:

  a) l’articolo 20 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60;

  b) il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28;

  c) l’articolo 1, commi da 325 a 327 e da 329 a 337, della legge  24 dicembre 2007, n. 244;

  d) l’articolo 8 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112.

  2. Le risorse iscritte in bilancio ai sensi delle  disposizioni  di cui alle lettere a), c) e d) del comma 1, pari  ad  euro  166.435.000 per l’anno 2017, euro 166.014.428 per l’anno 2018 ed euro 166.435.000 a decorrere dall’anno 2019, sono mantenute in bilancio nel  programma «Interventi di sostegno tramite il sistema  della  fiscalita’»  della missione «Competitivita’ e sviluppo delle  imprese»  dello  stato  di previsione  del  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  e  sono destinate ai crediti d’imposta previsti dal  capo  III,  sezione  II, della presente legge.

Art. 40

Norme transitorie

  1. I crediti d’imposta di  cui  al  capo  III,  sezione  II,  della presente legge continuano ad essere disciplinati, fino all’emanazione dei  relativi  decreti  attuativi,  dai  decreti  emanati  ai   sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 26  febbraio  1999,  n.  60, dell’articolo 1, commi da 325 a 337, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dell’articolo 8  del  decreto-legge  8  agosto  2013,  n.  91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112.

Art. 41

Entrata in vigore

  1. Fatta eccezione per gli  articoli  33,  34,  35,  36  e  37,  le disposizioni della presente legge si applicano  a  decorrere  dal  1º gennaio 2017.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 14 novembre 2016

                             MATTARELLA

                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei

                                ministri

                                Franceschini,  Ministro  dei  beni  e

                                delle  attivita’  culturali   e   del

                                turismo

Visto, il Guardasigilli: Orlando