Linee guida della DGSCER (Direzione Generale Servizi di Comunicazione Elettronica e Radiodiffusione) e la DGPGSR (Direzione Generale Pianificazione e Gestione Spettro Radioelettrico) del Ministero delle Comunicazioni per la soluzione delle problematiche interferenziali nel settore radiofonico

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MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI


Linee guida emanate nel mese di giugno 2005 dalla DGSCER (Direzione Generale Servizi di Comunicazione Elettronica e Radiodiffusione) e dalla DGPGSR (Direzione Generale Pianificazione e Gestione Spettro Radioelettrico) del Ministero delle Comunicazioni per la soluzione delle problematiche interferenziali nel settore radiofonico


1.  In via preliminare occorre effettuare un esame “storico” della situazione  interferenziale, al fine di accertare se vi sia una continuità nel tempo di segnalazioni di interferenze oppure si tratti di una situazione lamentata solo di recente. In quest’ultimo caso occorre accertare la ragione che ha determinato tali segnalazioni (modifica degli impianti di una delle due parti, mancato rispetto di accordi pregressi e simili). All’esito di detta indagine si potranno valutare le azioni da intraprendere rappresentando la situazione, qualora ritenuto necessario, alle citate Direzioni Generali.

2. Occorre nel contempo verificare che le emissioni degli impianti RAI interferiti siano le uniche ricevibili nelle aree interessate, e quindi condizionare le azioni di tutela dell’interferito alla circostanza che il “servizio” sia comunque assicurato, eventualmente  con altro impianto che irradi la stessa programmazione, sulla stessa area di servizio interferita, con grado di qualità buona. Ovviamente tale concetto va esteso anche all’emittente interferente, nel senso che se la stessa ha altri impianti alternativi che effettuano servizio sulla medesima  area, i danni risultanti da un ridimensionamento delle caratteristiche tecniche potrebbero non essere rilevanti sul servizio offerto. In sostanza potrebbe essere applicato il concetto di “tutela del servizio” al  posto di “tutela del singolo impianto”.

3. Nella definizione della soluzione, l’obiettivo  da conseguire è quello di garantire la fruibilità del servizio interferito cercando, ove possibile, di permettere al servizio interferente di raggiungere un grado di qualità ad un livello minimo, tenendo conto di quanto indicato al  punto precedente circa eventuali emissioni della stessa emittente interferente ricevibili con qualità  buona sulla stessa area di copertura.

4. Le misurazioni  in contraddittorio debbono essere svolte effettuando  le misure in un numero di punti tali, per localizzazione e quantità, da caratterizzare  l’area di servizio interferita. Naturalmente le misure in contraddittorio dovranno essere eseguite in tempi ragionevoli e non costituire un tentativo, ad opera delle parti, di ritardare la definizione  della pratica.

5. Le problematiche  di particolare complessità, soprattutto se relative a modifiche che interessano gli impianti RAI, in funzione del servizio pubblico erogato, potranno essere portate, a giudizio del Direttore dell’Ispettorato Territoriale, all’attenzione degli organi centrali, dopo essere state adeguatamente approfondite in sede periferica in appositi tavoli di trattativa.

 

Eventuali decisioni di sospendere procedimenti in corso, solo nel caso di interferenze  “storiche”, potranno essere concordate  in sede di attivazione  del tavolo congiunto presso codesti Ispettorati, solo in presenza di accertati fatti nuovi, anche in riferimento agli elementi di novità introdotti dalla presente circolare, e devono  essere previsti tempi estremamente  ristretti per giungere alla definizione  delle problematiche, in assenza della quale si dovrà provvedere a dare corso alle azioni sospese.”.