Lotta alle fake news: il ruolo di Radio e Tv locali

(1 luglio 2024)   Il fenomeno delle fake news è una seria preoccupazione per l’impatto che le notizie deliberatamente alterate possono avere sull’opinione pubblica, anche contribuendo a rafforzare pregiudizi e disinformazione.

Global Risks Report 2024

Secondo il Global Risks Report 2024 del World Economic Forum, questo è il più grande pericolo globale a breve termine per le democrazie. La sfiducia verso i media tradizionali ha spinto molte persone a rivolgersi a fonti alternative come i social network e le app di messaggistica, dove le fake news proliferano facilmente.

NewsGuard

Un recente rapporto di NewsGuard, un’organizzazione che monitora la disinformazione online, ha rivelato che su Internet ci sono ormai oltre milleduecento siti che generano notizie e informazioni inaffidabili; per lo più operano utilizzando l’intelligenza artificiale.

I siti individuati producono contenuti in 16 lingue, compreso l’italiano, spesso con poca o nessuna supervisione umana. L’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, oltre alle molte ed interessanti opportunità che ha aperto, in ogni settore, ha anche favorito la proliferazione delle cosiddette “content farm” e dei diffusori di disinformazione.

NewsGuard ha attivato un centro di monitoraggio per tenere sotto controllo questa situazione, soprattutto in vista dei periodi elettorali nel mondo. Molti di questi siti segnalati da NewsGuard hanno nomi generici, come iBusiness Day, Ireland Top News e Daily Time Update, che possono sembrare legittimi a un lettore comune, ma anche a un giornalista.

Tuttavia, questi siti pubblicano contenuti generati principalmente da bot, che spesso includono informazioni false o vecchie, ma presentate come recenti. Il loro modello di guadagno si basa sulla pubblicità programmatica, che non tiene conto della qualità dei contenuti, il che porta anche molti marchi pure ben reputati a sostenere involontariamente e indirettamente questi siti.

Menzogne nostrane

Se questo può sembrare un problema che riguarda prevalentemente la diffusione internazionale, si è in errore.

Sono svariati i siti in lingua italiana che sono stati identificati come fonti di fake news dalla stessa NewsGuard o dal progetto Fact-Checking di Facebook.

Ci sono blog che, in ragione del successo di traffico ottenuto con notizie false, ma sensazionalistiche, sono diventate vere e proprie testate giornalistiche, e oggi continuano a diffondere teorie del complotto e notizie non verificate, come e più di prima. Un altro genere di sito di disinformazione è quello che pubblica frequentemente notizie allarmistiche, ma non verificate.

Un problema anche per l’informazione locale

Le fake news rappresentano un problema significativo anche per l’informazione locale e pertanto si rende opportuna un’attenzione sulla problematica da parte delle redazioni delle Radio e delle Tv locali, per diversi motivi.

Il primo è il rischio di perdita di credibilità; se una redazione viene associata alla diffusione di notizie false, potrebbe perdere la fiducia del pubblico costruita nel tempo.

Anche se una notizia falsa non viene originariamente trasmessa da una redazione locale, se essa viene riportata o commentata senza adeguata verifica, può comunque causare danni significativi, il che impone di essere particolarmente attenti nel verificare le informazioni che si ricevono da fonti esterne.

Tuttavia va anche detto che in certi casi le redazioni operano con risorse limitate in termini di personale e contrastare la disinformazione richiede tempo per verificare i fatti; tempi che inevitabilmente finiscono con l’essere sottratti alla produzione di contenuti originali e di qualità.

Ecco allora che la disponibilità di strumenti di verifica, semplici ed efficaci, possono essere di grande aiuto per consentire un fact checking di buona qualità, senza eccessivo dispendio di risorse. Lo sforzo in tal senso è anche giustificato dal fatto che contribuire alla diffusione di notizie false, volontariamente o involontariamente, può comportare conseguenze legali e danni economici.

Fact checking e debunking

Per tutte le ragioni esposte, è opportuno che anche le redazioni radiotelevisive locali adottino pratiche rigorose di controllo e si impegnino nella lotta contro la disinformazione.

Diventa quindi cruciale promuovere il “prebunking”, ovvero utilizzare in anticipo strumenti per riconoscere le false notizie, piuttosto che affidarsi solo al “debunking”, cioè al controllo a posteriori.

Google è in prima linea nella lotta alla disinformazione con un portale dedicato al prebunking: https://prebunking.withgoogle.com

Il portale fornisce informazioni sulle tecniche di manipolazione online e include link a fonti istituzionali e organizzazioni di fact-checking.

Google ha anche introdotto funzionalità di ricerca che aiutano gli utenti a valutare l’affidabilità delle fonti di notizie online e ha creato, di grande utilità, Fact Check Explorer, una pagina che elenca bufale su vari temi e che viene costantemente aggiornata: https://toolbox.google.com/factcheck/explorer/

Sul web ci sono anche strumenti per verificare se un’immagine è stata creata dall’IA; TinEye, per esempio, è una piattaforma di ricerca inversa di immagini, molto utilizzata dai debunker. Altri strumenti come Fake Image Detector e Veracity permettono di verificare se un’immagine è stata manipolata digitalmente. Google Images rimane un caposaldo per risalire all’origine di un’immagine e individuare potenziali disinformazioni.

Journalist’s Toolbox AI

Una pagina davvero preziosa per chi voglia disporre di strumenti utili per effettuare prebunking e debunking di notizie, è “Journalist’s Toolbox AI” (“La cassetta degli Attrezzi del Giornalista AI”), all’indirizzo Internet https://journaliststoolbox.ai/

Si tratta di un servizio avviato da Mike Reilley, fondatore ed editor di Journalist’s Toolbox AI.

Reilley è stato docente di giornalismo digitale presso l’Università dell’Illinois, a Chicago, e negli ultimi anni è formatore per l’uso di strumenti digitali nel programma di formazione di Google News Initiative. Possiede anche Penny Press Digital, LLC, una società di consulenza digitale.

La pagina è andata molto ampliandosi nel tempo e oggi contiene anche segnalazioni ormai obsolete, ma al netto di queste, offre comunque una gran quantità di link attuali a servizi online o a software, gratuiti o a pagamento, di indubbia utilità per qualsiasi redattore.

Tra le centinaia di strumenti disponibili, atti a supportare le attività redazionali di produzione audiovisiva e testuale, ci sono anche quelli per la verifica dei contenuti, inclusa la verifica di testo, immagini, audio e video. Questo è lo specifico link: https://journaliststoolbox.ai/ai-fact-checking-tools. (AR)

 

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