Massimo allarme per il piano frequenze radio in corso di elaborazione presso l’authority. a rischio di chiusura il 60% delle radio locali e oltre la meta’ delle radio nazionali attualmente operanti. tale ipotesi non dovra’ assolutamente avere attuazione

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cs 85/2000

                              COMUNICATO STAMPA

                COORDINAMENTO AER – ANTI – CORALLO           

Roma, 21 ottobre 2000

Massimo allarme per il Piano Frequenze Radio in corso di elaborazione presso l’Authority. A rischio di chiusura il 60% delle radio locali e oltre la metà delle radio nazionali attualmente operanti. Tale ipotesi non dovrà assolutamente avere attuazione.

 

Come è noto l’art. 1, comma 3 ter del Decreto Legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito con modificazioni dalla Legge 29 marzo 1999, n. 78 stabilisce che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni debba emanare entro il 30 novembre 2000 il piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione sonora.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha predisposto un CD Rom contenente gli studi effettuati, volti ad approfondire le problematiche connesse all’elaborazione del piano. Dall’esame dello stesso emerge che sono stati ipotizzati tre scenari di pianificazione.
Il numero massimo di programmi irradiabili (in base allo scenario che permette il maggior numero di impianti) è quello di 10 programmi nazionali e 1219 programmi locali (23 programmi in ognuno dei 53 bacini previsti da tale scenario). Si consideri che molte emittenti irradiano su ben più di un solo bacino.
Sulla base di tali numeri risulta che dovrebbero chiudere, se tale piano dovesse essere emanato, oltre la metà delle radio nazionali sulle 22 attualmente operanti e circa 600-700 emittenti locali sulle attuali 1100 operanti.
’Avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aer-Anti-Corallo (la federazione che rappresenta il maggior numero di emittenti radiotelevisive locali italiane – in tutto 1.221, di cui 861 radio e 360 tv – aderente alla Confcommercio) ha evidenziato che “Il dibattito aperto nei mesi scorsi aveva portato a ritenere la sussistenza di un certo consenso politico alla disapplicazione – da tempo richiesta da AER-ANTI-CORALLO – dell’iter procedimentale per l’emanazione di tale piano. Ad oggi tuttavia nessun provvedimento normativo è ancora intervenuto in tal senso e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato l’istruttoria relativa al suddetto piano invitando le associazioni di categoria ad una audizione che si svolgerà a Napoli il prossimo 6 novembre”.
Il Coordinamento AER-ANTI-CORALLO ha proseguito Rossignoli – nel lanciare l’allarme alle imprese radiofoniche si opporrà in tutte le sedi competenti al fine di ottenere la disapplicazione dell’iter procedimentale per l’emanazione del piano. Se non interverranno assicurazioni immediate da parte del Governo sull’accoglimento di tali richieste, tutti gli editori verranno mobilitati per evitare l’azzeramento delle imprese”.
Rossignoli ha concluso evidenziando che “è peraltro assolutamente necessaria anche la disapplicazione immediata del Piano Frequenze Tv, che riduce drasticamente anche in tale settore e vanifica gli investimenti operati negli anni dalle imprese”.
Su tali questioni l’esecutivo del Coordinamento Aer-Anti-Corallo si riunirà lunedì 23 alle ore 10 al fine di deliberare le iniziative da intraprendere.


Per informazioni: 0348 4454981

 

 

                                         Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo,
                                             aderente alla Confcommercio,
            rappresenta 1.221 imprese radiofoniche e televisive locali italiane