No alla chiusura di 600-700 emittenti radiofoniche locali (sulle circa 1100 attualmente operanti) conseguente al piano delle frequenze per la radiodiffusione sonora

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cs 86/2000

                                 COMUNICATO STAMPA

                  COORDINAMENTO AER – ANTI – CORALLO                


Roma, 23 ottobre 2000

 

No alla chiusura di 600-700 emittenti radiofoniche locali (sulle circa 1100 attualmente operanti) conseguente al piano delle frequenze per la radiodiffusione sonora.


Si è riunito questa mattina l’esecutivo del Coordinamento AER-ANTI-CORALLO (la federazione che rappresenta il maggior numero di emittenti radiotelevisive locali italiane – in tutto 1.221, di cui 861 radio e 360 tv – aderente alla Confcommercio) per esaminare nel dettaglio gli studi ad oggi effettuati dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nell’ambito dell’istruttoria relativa al piano di assegnazione delle frequenze radiofoniche che ai sensi della legge 78/99 deve essere emanato entro il prossimo 30 novembre.
Dall’esame di tale documentazione emerge che sono stati ipotizzati tre scenari di pianificazione tutti assolutamente inaccettabili perché drasticamente penalizzanti per le imprese radiofoniche.
In particolare il numero massimo dei programmi radiofonici irradiabili (in base allo scenario che permette il maggior numero di programmi) è quello di 10 programmi nazionali e 1219 programmi locali (23 programmi per ognuno dei 53 bacini previsti da tale scenario). In considerazione che mediamente ogni radio locale serve un territorio coincidente a 2-3 bacini (ogni bacino corrisponde in media a due province) è evidente che se tale piano venisse emanato dovrebbero chiudere circa 600-700 emittenti radiofoniche locali sulle circa 1100 attualmente operanti. Inoltre le radio locali restanti (circa 400) verrebbero fortemente ridimensionate rispetto alle attuali coperture territoriali. Da ultimo gli investimenti operati negli anni da tali emittenti verrebbero completamente vanificati perché il piano non tiene conto dell’esistente (pertanto in molti casi le emittenti dovrebbero realizzare nuovi impianti nei nuovi siti previsti dal piano).
Sulla base del citato scenario dovrebbero altresì chiudere oltre la metà delle reti radiofoniche nazionali (che attualmente sono 21, RAI compresa).
Per questi motivi l’esecutivo del Coordinamento Aer-Anti-Corallo ha deliberato di intraprendere nei prossimi giorni una serie di iniziative presso le sedi Istituzionali competenti al fine di ottenere la totale disapplicazione dell’iter procedimentale previsto.
L’avvocato Marco Rossignoli, coordinatore Aer-Anti-Corallo, ha evidenziato che “Il dibattito aperto nei mesi scorsi aveva portato a ritenere la sussistenza di un certo consenso politico alla disapplicazione – da tempo richiesta da Aer-Anti-Corallo – dell’iter procedimentale per l’emanazione di tale piano. Ad oggi tuttavia nessun provvedimento normativo è ancora intervenuto in tal senso e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato l’istruttoria relativa al suddetto piano invitando le associazioni di categoria ad una audizione che si svolgerà a Napoli il prossimo 6 novembre”.
Nel caso in cui le richieste di disapplicazione restassero inascoltate, le imprese radiofoniche Aer-Anti-Corallo (78% di quelle attualmente operanti) si mobiliterebbero con azioni di protesta.
L’avvocato Rossignoli ha anche evidenziato che “è peraltro assolutamente necessaria anche la disapplicazione immediata del Piano Frequenze Tv, che riduce drasticamente gli spazi per le imprese anche in tale settore e vanifica gli investimenti operati negli anni dalle imprese stesse”.

 

Per informazioni: 0348 4454981

 

 

                                          Il Coordinamento Aer-Anti-Corallo,
                                              aderente alla Confcommercio,
               rappresenta 1.221 imprese radiofoniche e televisive locali italiane