Occorre tutelare gli impianti dei concessionari radiofonici fm in caso di situazioni interferenziali con i Paesi radioelettricamente confinanti

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(9 dicembre 2021)    Si è svolto nei giorni scorsi un convegno, organizzato dal Corecom Puglia (presieduto da Lorena Saracino), dedicato al riordino del Tusmar e le nuove regole per il digitale.

Nell’ambito di tale convegno, si è svolta una tavola rotonda online dal titolo “La rivoluzione digitale nelle radio”, cui ha partecipato, per Aeranti-Corallo, Fabrizio Berrini.

Nel corso del proprio intervento, Berrini ha, tra l’altro, evidenziato che il nuovo Tusmar prevederebbe, nelle more di una effettiva diffusione della radiodiffusione sonora in tecnica digitale, interventi progressivi finalizzati a razionalizzazioni per eliminare o minimizzare situazioni interferenziali con i Paesi radioelettricamente confinanti.

Berrini ha, però, ricordato che le trasmissioni radiofoniche digitali dab+ non sostituiranno le trasmissioni radiofoniche analogiche FM, ma le affiancheranno (non è, infatti,  previsto uno switch-off, come nel settore televisivo) e che i tempi prevedibili per lo sviluppo del digitale radiofonico dab+ saranno di circa 7-8 anni, a partire dal 2023.

Conseguentemente, ancora per molti anni la diffusione Fm sarà assolutamente prevalente; eventuali razionalizzazioni delle trasmissioni analogiche (con conseguente chiusura di numerosissimi impianti di trasmissione, sia dell’emittenza locale, sia dell’emittenza nazionale) causerebbero certamente enormi danni commerciali all’intero settore radiofonico. (FC)

 

Vedi anche

Revisione Tusmar: l’audizione di Aeranti-Corallo alle Commissioni VII e IX della Camera