Parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Direzione contenuti audiovisivi e multimediali in data 14 febbraio 2007 sulla interpretazione della delibera 34/05/CSP modificativa della delibera 538/01/CSP del 26 luglio 2001, con particolare riferimento ai servizi sui pronostici del lotto e assimilabili

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AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
DIREZIONE CONTENUTI AUDIOVISIVI E MULTIMEDIALI


Prot. n. 0010611 del 14.02.2007

Oggetto: Interpretazione della delibera 34/05/CSP modificativa della delibera 538/01/CSP del 26 luglio 2001, con particolare riferimento ai servizi sui pronostici del lotto e assimilabili

 

Facendo seguito alla richiesta di conoscere l’orientamento interpretativo dell’AGCOM in merito alle trasmissioni diurne di pubblicità dei servizi sui pronostici (totocalcio, lotto, enalotto, totip, lotterie e similari) basati esclusivamente su elaborazioni di tipo probabilistico e non su interpretazioni personalistiche o su attività di tipo predittivo, qui pervenuta in data 30 gennaio 2007 prot. 6931, Vs prot. n. 44-2007, si comunicano gli esiti delle vicende susseguitesi in materia, e dei conseguenti orientamenti interpretativi della normativa vigente da parte dell’Autorità.

 

 

L’articolo 5ter del Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite (adottato con delibera n. 538/01/CSP) – inserito con la delibera n. 34/05/CSP-, con il quale è stata introdotta una regolamentazione oraria della messa in onda di programmi di televendita, pubblicità e telepromozioni di servizi di astrologia, cartomanzia  e pronostici, è stato impugnato davanti al TAR per il Lazio che, dopo aver concesso la sospensiva del provvedimento impugnato, con sentenze n. 321/2005 e n. 333/2005 ha respinto nel merito i ricorsi proposti. Le citate sentenze sono state appellate dalle ricorrenti davanti al Consiglio di Stato che con le ordinanze n. 105/2006 e n. 106/2006 ha accolto le istanze cautelari. Nell’udienza del 24 ottobre 2006 il Consiglio di Stato ha rinviato a data da  destinarsi la trattazione nel merito degli appelli promossi avverso le sentenze del TAR Lazio, avendo già revocato le ordinanze di sospensione dell’efficacia delle impugnate sentenze del Giudice amministrativo di primo grado, con ordinanze emesse in data 4 luglio e 29 agosto 2006.

 

Ne consegue che, attualmente, la disciplina regolamentare adottata dall’Autorità nella materia di cui si tratta ha pieno vigore.

 

Una prima disposizione direttamente incidente sul tema in questione reca il divieto, nelle televendite relative ai servizi di astrologia, cartomanzia e pronostici, di mostrare in sovrimpressione o comunque indurre a utilizzare numerazioni telefoniche per la fornitura di servizi a sovrapprezzo (articolo 5ter, comma 1, del Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite).

 

Inoltre, ulteriore divieto è posto alla  propaganda di servizi di astrologia, cartomanzia e pronostici, quali audiotex o videotex di tipo interattivo (“linea diretta”, “conversazione”, “messaggerie vocali”, “chat line”, “one to one” e “hot line”) nella fascia oraria tra le 7 e le 24 (articolo 5ter, comma 6, del Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite), che estende ai predetti servizi il generale divieto recato dall’articolo 1, comma 26, del decreto legge n. 545/96, convertito, con modificazioni, dalla legge 650/96, il quale in via generale assoggetta la propaganda dei servizi audiotex o videotex di tipo interattivo quali “linea diretta conversazione”, “messaggerie vocali”, “chat line”, “one to one” e “hot line” al divieto di trasmissione nella fascia oraria tra le 7 e le 24.

 

Peraltro, va anche precisato che la pubblicità televisiva di numerazioni telefoniche relative a servizi a sovrapprezzo a carattere di intrattenimento è vietata nella fascia oraria tra le 16 e le 19 dalle disposizioni del Codice di autoregolamentazione TV e Minori (par. 4.4), oggi munite di presidio sanzionatorio in base agli articoli 34 e 35 del Testo Unico della Radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005 n. 177).

La disciplina in parola trova fondamento nel fine di garantire un più elevato livello di tutela del consumatore-utente disponendo specifiche misure finalizzate a contrastare ogni forma di sfruttamento della superstizione e della credulità dei cittadini, a tutela, in particolare, delle persone più vulnerabili psicologicamente e, per tale motivo, si è ritenuto opportuno richiedere degli orientamenti alla commissione per i Servizi e i Prodotti dell’Autorità che ha esaminato le richieste di chiarimenti provenienti da vari attori del settore sull’applicazione della disposizione del comma 4 dell’articolo 5ter del Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite di cui alla  delibera n. 538/01/CSP e successive modificazioni e integrazioni, che pone una serie di restrizioni e di limitazioni per la diffusione di pubblicità e telepromozioni relative a servizi di astrologia, di cartomanzia ed assimilabili e a servizi relativi a pronostici concernenti il gioco del lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip, lotterie e altri giochi similari.

 

A tale proposito è opportuno rilevare che i servizi audiotex e videotex erano definiti dall’articolo 1 del “Regolamento recante norme sulle modalità di espletamento dei servizi audiotex e videotex” approvato con decreto del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni 13 luglio 1995, n. 385 come tutti quei servizi che consentono, tramite l’uso di specifiche numerazioni della rete telefonica commutata (ovvero nel caso di servizi videotex, di codici alfanumerici di indirizzamento), l’accesso a pagamento, da parte degli utenti della rete, a informazioni o prestazioni di tipo vocale, testuale o grafico (ovvero, nel caso dei servizi videotex, strutturate secondo gli standard videotex internazionali) rese disponibili da fornitori (direttamente o tramite centri servizi) e contraddistinte da “modalità di espletamento”, “caratteristiche e contenuti”, “procedure di esercizio” come quelle descritte nell’allegato 1 del citato regolamento. In base all’allegato 1 al regolamento ult. cit., l’interattività è una delle possibili modalità di espletamento dei servizi in questione; “linea diretta”, “conversazione”, “messaggerie vocali”, “chat line”, “one to one” e “hot line” sono, dal canto loro, delle particolari caratteristiche della modalità di espletamento di tipo “interattivo”.

 

Successivamente all’adozione della delibera 34/05/CSP che ha introdotto l’articolo 5ter del Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite, a disciplina di cui al decreto del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni 13 luglio 1995, n. 385 è stata recentemente abrogata da una disposizione (articolo 29) del decreto ministeriale 2 marzo 2006, n. 145 recante il nuovo “Regolamento sulla disciplina dei servizi a sovrapprezzo” il quale, tuttavia, ha riconosciuto espressamente, in premessa, il carattere di lex specialis del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 650/96 – e ha fatto salvo, all’articolo 23, l’obbligo per le emittenti radiotelevisive nazionali e locali di rispettare le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 26, del citato decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 650/96 in materia di pubblicità.

 

Il decreto ministeriale 145/2006 ha innovato la classificazione dei servizi, introducendo una precisa elencazione delle diverse tipologie (articolo 3), in base alla quale i servizi in questione risultano espressamente inclusi nella tipologia dei servizi di intrattenimento, che comprende, tra l’altro, anche i servizi di conversazione (nei quali sono riconducibili le tipologie, non esplicitamente riprodotte nel testo del decreto, quali la “linea diretta”, “conversazione”, “chat line”, “one to one” e “hot line” di cui al citato articolo 1, comma 26, legge 650/96) e le caselle vocali (che appaiono corrispondenti alla “messaggeria vocale” di cui alla medesima norma).

 

Dal quadro normativo sopra descritto, la pubblicità dei servizi come delineati dal comma 4 del più volte citato articolo 5ter (“di astrologia, cartomanzia e assimilabili e di servizi relativi a pronostici concernenti il gioco del lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip, lotterie e altri giochi similari”) risulta conforme alla  vigente disciplina nel rispetto delle seguenti condizioni:

a) che essa nel rispetto della previsione dell’articolo 5ter, comma 2, del Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite non tragga in inganno il pubblico anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni, sul contenuto e gli effetti dei beni o servizi offerti, ed eviti ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità o della paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili: al fine del rispetto di tali prescrizioni tali servizi potranno essere pubblicizzati solo in quanto realizzati in via esclusiva su previsioni elaborate su base razionale di inferenza statistica e di tale modalità dovrà essere data evidenza nei messaggi; la prospettazione, pertanto, del conseguimento di risultati positivi o di aumenti nelle vincite dovrà essere circoscritta al criterio probabilistico;

b) che essa rispetti la prescrizione di cui al comma 5 del citato articolo 5ter, che dispone altresì che, nel caso in cui si faccia riferimento a numerazioni telefoniche per la fornitura a sovrapprezzo, “deve essere inserita l’informativa, mediante scritte in sovrimpressione, chiaramente percepibili ovvero mediante avviso verbale, della facoltà per l’utente, di attuare il blocco selettivo delle chiamate verso le stesse numerazioni, facendone richiesta al proprio operatore telefonico”;

c) che i servizi pubblicizzati non si configurino come quelli la cui propaganda è vietata nella fascia oraria dalle 7 alle 24 ai sensi dell’articolo 1, comma 26, legge 650/96 (“linea diretta”, “conversazione”, “messaggerie vocali”, “chat line”, “one to one” e “hot line”);

d) che la propaganda non vada in onda tra le 16 e le 19 per rispettare le prescrizioni del Codice di Autoregolamentazione TV e Minori;

e) che le televendite non facciano uso di, o pubblicizzino, numerazioni telefoniche di servizi a valore aggiunto.

 

Resta ferma la vigenza dell’articolo 1, comma 26, del decreto legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito con modificazioni nella legge 23 dicembre 1996, n. 650, la cui applicazione non ha dato luogo a problematiche di carattere interpretativo.

 

Questa direzione resta a disposizione per ogni eventuale e ulteriore chiarimento, ove ritenuto opportuno.

 

L’occasione è gradita per inviare cordiali saluti.

 

 

Il Direttore

Laura Aria